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Notice: La funzione _load_textdomain_just_in_time è stata richiamata in maniera scorretta. Il caricamento della traduzione per il dominio newsreader è stato attivato troppo presto. Di solito è un indicatore di un codice nel plugin o nel tema eseguito troppo presto. Le traduzioni dovrebbero essere caricate all'azione init o in un secondo momento. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 6.7.0.) in /home/dhktaefp/stage.italianinews.com/wp-includes/functions.php on line 6170
Iran: torna in azione il boia, impiccati due uomini coinvolti nelle proteste - Italianinews

Iran: torna in azione il boia, impiccati due uomini coinvolti nelle proteste

Due uomini sono stati impiccati in Iran, con l’accusa di avere ucciso un paramilitare nel corso di una delle manifestazioni contro il regime teocratico che si stanno registrando da mesi nel Paese. Secondo quanto comunicato dalla magistratura iraniana, le persone giustiziate sono Mohammad Mehdi Karami e Mohammad Hosseini. La loro esecuzione porta a quattro il numero dei giustiziati da quando, a  settembre, sono scoppiate proteste di piazza dopo l’uccisione, nel corso di un arresto, della giovane Mahsa Amini, accusata di avere trasgredito al codice di abbigliamento imposto alle donne. L’agenzia di stampa Mizan, ritenuta espressione della magistratura, ha affermato che gli uomini sono stati condannati per aver ucciso Ruhollah Ajamian, un membro del corpo paramilitare dei Basij, nella città di Karaj, fuori Teheran il 3 novembre. I Basij si sono schierati nelle principali città, attaccando e arrestando i manifestanti, che in molti casi hanno reagito.  La televisione di Stato ha mostrato dei video in cui si vedono Karami e Hosseini, davanti ai giudici del tribunale, parlare dell’aggressione alla quale avrebbero partecipato, facendo delle ammissioni che, per gli attivisti dei diritti umani, sono confessioni estorte. I tribunali non consentono a coloro che sono sotto processo di scegliere i propri avvocati o addirittura di vedere le prove contro di loro. Amnesty International ha affermato che i processi “non avevano alcuna somiglianza con un procedimento giudiziario significativo”.  L’accusa contro Karami e Hosseini è quella di “corruzione sulla Terra”, un termine coranico che,  già contestato ad altri contestatori del regime, comporta la pena di morte. Gli attivisti affermano che almeno 16 persone sono state condannate a morte in udienze a porte chiuse per accuse legate alle proteste. Le condanne a morte in Iran sono tipicamente eseguite per impiccagione.

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