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Usa: cresce l'imbarazzo per Biden, trovati altri documenti riservati - Italianinews

Usa: cresce l’imbarazzo per Biden, trovati altri documenti riservati

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Cresce l’imbarazzo, per Joe Biden e per i democratici americani, con il ripetersi di ritrovamenti di documenti, riservati o addirittura top secret, in locali di pertinenza del presidente. Cinque ulteriori pagine di documenti riservati, che risalgono al periodo (2009-2017) in cui era vicepresidente di Obama,  sono state trovate in una stanza adiacente al garage della casa di famiglia del presidente degli Stati Uniti, a Wilmington (nello Stato del Delaware). A rendere ufficiale il ritrovamento è stato il consigliere legale presidenziale Richard Sauber. In un comunicato, ha spiegato di avere supervisionato la trasmissione alla giustizia di una prima serie di documenti riservati, rinvenuti sul posto all’inizio della settimana . Ha anche ricordato che mercoledì, mentre perquisivano l’abitazione del presidente, i legali personali del presidente avevano già trovato, nella stessa stanza, una pagina contrassegnata come documento riservato. Non avendo le autorizzazioni necessarie per consultare questo tipo di documenti, i legali di Biden non hanno spinto oltre le loro ricerche e hanno avvertito il ministero della Giustizia, ha precisato il consigliere della Casa Bianca.  Oltre ai file trovati a Wilmington, a novembre sono stati scoperti documenti riservati risalenti alla presidenza di Barack Obama al Penn Biden Center, un think tank di Washington dove un tempo Biden aveva un ufficio.
Tutti i documenti riservati trovati sono stati consegnati al Dipartimento di Giustizia, ha detto giovedì la Casa Bianca, assicurando che “continuerà a collaborare con le indagini del Dipartimento di Giustizia” .  Il procuratore generale degli Stati Uniti Merrick Garland ha nominato un procuratore indipendente, Robert Hur, per condurre le indagini, autorizzandolo a ”indagare su qualsiasi persona o entità che possa aver violato la legge”. Il caso sta rendendo più complesso il cammino di Biden verso la ricandidatura. Nonostante molte e sostanziali differenze, il caso  ricorda quello dell’ex presidente Donald Trump,  oggetto di indagine per aver portato documenti ufficiali nella sua residenza in Florida . Anche se, bisogna ricordarlo, i documenti, nella residenza in Florida di Trump, a Mar-a-Lago, sono stati trovati solo dopo una perquisizione dell’Fbi, a fronte delle resistenze dell’ex presidente. Una delle differenze fondamentali tra i due casi sta nella volontà di Trump e dei suoi avvocati di nascondere  questi documenti agli Archivi nazionali, ai quali avrebbero dovuto essere consegnati allo scadere del mandato presidenziale.

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