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“Manteniamo l’impegno a garantire la stabilità finanziaria dei Comuni, destinando ben 50 milioni alla compensazione degli extracosti dei rifiuti, un aiuto fondamentale per i sindaci nel contenimento degli aumenti della Tari. Altri 50 milioni vengono devoluti alle imprese, istituendo una misura analoga al ‘Bonus caro mutui’ per le famiglie. Attraverso l’Irfis, infatti, la Regione erogherà un contributo che attenuerà per le aziende siciliane i rialzi dei tassi d’interesse registrati nell’ultimo anno – aggiunge – Tra le altre iniziative del governo regionale da segnalare, vi è certamente il salvataggio dell’Ast e gli aiuti al comparto agricolo piegato dalla siccità che investe la Sicilia. Infine, un nuovo tassello della lotta al precariato regionale con la norma che condurrà all’obiettivo di assorbire l’intero bacino ex Pip. Il governo regionale interviene dunque su ambiti nevralgici come agricoltura, siccità, sostegno alle imprese, equilibrio dei Comuni, precariato. Un ringraziamento al presidente Gaetano Galvagno e ai colleghi dell’Ars per il senso di responsabilità dimostrato e la maturità del dibattito condotto, comunque, nell’interesse dei siciliani”.
Catanzaro (Pd), ‘manovrina? Governo non merita nemmeno 18 politico’
“Una manovra insufficiente, che non risponde minimamente alle esigenze della Sicilia, una maggioranza impegnata a discutere di rimpasto ed un presidente della Regione che preferisce una conferenza stampa al confronto con il Parlamento: se fosse un esame, questo governo non prenderebbe nemmeno il 18 politico”. Così Michele Catanzaro capogruppo del Pd all’Ars durante la dichiarazione di voto alla variazione di bilancio.
“Il Pd ha mostrato ancora una volta grande senso di responsabilità – ha continuato – cercando con un’opposizione costruttiva di migliorare le norme contenute nel testo. In un momento in cui le emergenze, dalla siccità ai problemi idrici, ai trasporti rischiano di affossare le nostre imprese ci saremmo aspettati di più, a partire dalle risorse ai Comuni che restano inadeguate, ma ancora una volta dobbiamo constatare che per il governo la Sicilia non è una priorità”.
Caronia (Lega), ‘con manovra risposte concrete a imprese e Comuni’
“Abbiamo approvato una manovra finanziaria che dà risposte concrete alle imprese, ai Comuni ed ai cittadini siciliani. Voglio sottolineare come 50 milioni di euro vengano destinati alle piccole e medie imprese, tramite l’Irfis, per l’erogazione di contributi a fondo perduto all’interno del “Fondo Sicilia”. Di questa dotazione fanno parte 2,5 milioni di euro destinati, per scelta della Lega, alle imprese giovanili, femminili ed alle Start up per abbattere gli interessi sui mutui ed i finanziamenti. La nuova legge destina 50 milioni a favore dei Comuni per sostenere gli extra costi per lo smaltimento dei rifiuti. L’impegno della Lega e del governo regionale permette di assegnare 37,5 milioni di euro per il settore agricolo, con aiuti per le imprese che producono foraggio e cereali. In particolare, 15 milioni di euro vengono destinati per la realizzazione di interventi per fronteggiare lo stato di crisi e di emergenza idrica in agricoltura. Infine, nella manovra entrano misure per la definitiva stabilizzazione dei Pip (14,5 milioni)”. Così Marianna Caronia, capogruppo della Lega all’Ars.
]]>L’Italia è come un re sullo scacchiere mondiale, che ha guadagnato prestigio attraverso un brillante lavoro di accreditamento.
“Da giornalista, guardando all’oggettività dei fatti, c’è una grande vittoria di Giorgia Meloni alle elezioni europee, non solo perchè Fratelli d’Italia aumenta in percentuale e voti, ma perchè Giorgia Meloni dopo essere stata un’importante leader nazionale diventa un interlocutore europeo autorevole e importante”. E’ quanto ha dichiarato il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano a Zapping su Rai Radiouno, il programma condotto da Giancarlo Loquenzi.
Ed ha aggiunto: “Giorgia Meloni ha dato prestigio all’Italia, ha fatto un grande lavoro di accreditamento dell’Italia sullo scacchiere mondiale. L’Italia guadagna il posto che le compete per la sua storia, la sua cultura. Siamo poi l’unica coalizione di governo che non viene punita dagli elettori. Giorgia Meloni è l’unico capo di governo che viene promosso dagli elettori”.
‘In Europa bisognerebbe sviluppare un discorso più ancorato alle esigenze sostanziali dei cittadini, che metta da parte determinate ‘eurofollie”
Ed ha proseguito il ministro della Cultura: “Con questa vittoria si rafforza tutto il governo perchè anche gli alleati di FdI non vanno male”. E sulle possibili ‘tensioni’ tra Forza Italia che ha superato la Lega, creando degli ‘squilibri’, e una sorta di ‘competizione’ così ha risposto Gennaro Sangiuliano a Giancarlo Loquenzi: “Questo voto rende ancora più evidente lo iato che si è determinato in Italia tra una certa narrazione giornalistica, che è assolutamente svincolata, disancorata dalla realtà, perchè spesso i giornalisti confondono i loro desideri con quello che accade. Sarebbe il grande tema di un convegno. Questo voto ci riaggancia alla realtà – ha sottolineato il ministro della Cultura- C’è un’Italia reale che apprezza il lavoro che questo governo sta facendo, responsabile, nella gestione dell’economia, ancorato a ciò che si può fare, dato il contesto internazionale, ricordo che ci sono ricordo due guerre in atto”.
E sul ‘ruolo europeo’ di Giorgia Meloni, ha spiegato: “A mio avviso, premesso che siamo convintamente europeisti, l’europeismo è sempre stato nel nostro dna, bisognerebbe sviluppare un discorso di un’Europa più ancorata alle esigenze sostanziali dei cittadini, che metta da parte determinate ‘eurofollie’, per esempio una accelerazione troppo forte, troppo spinta sulla transizione ecologica”.
Alla domanda se Giorgia Meloni dovrà sostenere la candidatura di Ursula von der Leyen, ha risposto: “vedremo come si disporranno le pedine sul campo, ancora ci sono molte dichiarazioni di bandiera da una parte e dall’altra. Poi vedremo nei prossimi mesi, ci sarà un complesso lavorio diplomatico- diplomatico, ad oggi non mi sento di fare anticipazioni”.
]]>Sono 8 gli eletti in Europa della Lega. Tra gli eletti della Lega in Europa ci sono Silvia Sardone, Isabella Tovaglieri, Anna Maria Cisint e Raffaele Stancanelli. Altri tre candidati potrebbero aggiungersi a questa lista in base a una scelta generale. La Lega ha ottenuto un totale di 8 rappresentanti eletti in Europa, tra cui il generale Roberto Vannacci, che ha ricevuto oltre 500.000 voti ed è il secondo più votato dopo Giorgia Meloni in Italia. Oltre ai nomi menzionati, potremmo vedere Angelo Ciocca e Paolo Borchia (Nord Est), Susanna Ceccardi (Centro) e Aldo Patriciello (Sud) come ulteriori rappresentanti, a seconda della conferma della candidatura di Vannacci nelle diverse circoscrizioni.
]]>Prodi vinse due volte, a dieci anni di distanza, perché i democristiani risposero al richiamo della foresta di una coalizione guidata da uno di loro. Vi chiedete perché rievoco queste cose nel tempo di Meloni e Schlein, di destra e sinistra senza centro. Scrivo queste cose perché la settimana scorsa Pierluigi Castagnetti ha riunito in seminario gli ultimi popolari, adunanza non meno tristanzuola delle mie riunioni con gli ultimi democristiani. E così come io rilancio la mia fede nel bipolarismo, e la mia idea di una Dc seme di una evoluzione popolare del centrodestra, così il bravo Pierluigi ha ribadito le regole di ingaggio dei popolari nel Pd: vuole un nuovo Ulivo, Castagnetti, e lo ha detto a chiare lettere”. Così nel suo blog Gianfranco Rotondi, presidente della ‘Dc con Rotondi’, commenta il cantiere popolare aperto a sinistra da Pierluigi Castagnetti.
Non sottovaluto affatto -spiega- la suggestione di Castagnetti: l’uomo sarà datato, ancora più di me, ma è intelligente e conosce gli italiani: sa che dei governi si esaltano e si disamorano alla velocità della luce, e in questa prospettiva l’ex segretario popolare starà distillando qualche diavoleria nel suo laboratorio di piccolo chimico politico di Reggio Emilia. Alla mia amica Giorgia Meloni consiglio di osservare meglio e di più il fronte cattolico e popolare. Il governo sta facendo benissimo, e il merito è quasi interamente del talento della giovane donna su cui abbiamo puntato le ultime fiches democristiane. Bisogna proseguire con decisione il cammino politico che deve accompagnare il governo”.
L’evocazione dell’Ulivo a sinistra significa la proposta di una moratoria delle distinzioni, di nuovi campi larghissimi, e di una leadership unificante alla Romano Prodi. Questo scenario si decompone solo radicando fortemente il governo in un’area che sia conservatrice ma anche popolare. Qualcuno magari a destra non vorrà morire democristiano, ma il consiglio dell’ultimo dc è schietto: se dovete morire democristiani, è meglio farlo rimanendo al governo piuttosto che all’opposizione di qualche Prodi con la metà degli anni di Romano ”, conclude Rotondi.
]]>Ad “uscire silenziosamente di scena” è questa volta il ministro della Difesa: il generale Li Shangfu è stato visto l’ultima volta il 29 agosto, giorno in cui ha tenuto un discorso al Forum per la pace e la sicurezza Cina-Africa. Il suo ultimo viaggio all’estero risale a metà agosto, quando è stato a Mosca e Minsk, dove ha incontrato, rispettivamente, alcuni funzionari russi a margine di una conferenza sulla sicurezza e il presidente bielorusso Alexander Lukashenko.
Il governo degli Stati Uniti – riporta il Financial Times – ritiene che Li sia stato messo sotto inchiesta. E a farsi apertamente portavoce dell’inquietudine americana per una vicenda che ha il sapore del giallo è stato Rahm Emanuel, l’ambasciatore degli Stati Uniti in Giappone, che per descrivere il governo di Xi Jinping ha tirato in ballo Agatha Christie e i suoi ‘Dieci piccoli indiani’, (‘And Then There Were None’, ‘E poi non ne rimase nessuno’). Su X ha anche scritto che Li non si è presentato ad un incontro programmato con il capo della marina di Singapore perché è stato “messo agli arresti domiciliari”. La scomparsa del funzionario di alto rango segue la rimozione a sorpresa dal suo incarico del ministro degli Esteri cinese, Qin Gang, a luglio, al termine di una prolungata e misteriosa assenza di settimane.
Xi ha anche sostituito due alti generali all’inizio di agosto. Uno di questi, l’ex comandante Li Yuchao non era più stato visto in pubblico per diverso tempo e nulla è trapelato quanto alle ragioni della sua rimozione.
Da quando è salito al potere nel 2013, Xi ha condotto una vasta e durissima campagna anti-corruzione che, secondo gli analisti, ha preso di mira anche gli oppositori politici. Particolarmente duro è stato il giro di vite contro la corruzione nell’Esercito popolare di liberazione. Ma più di un decennio dopo l’inizio del suo governo, e dopo il più grande consolidamento del potere attorno ad un leader cinese dai tempi di Mao Zedong, gli alti ranghi sono ora in gran parte alleati di Xi. “Sarebbe notevole che nell’anno 11 di Xi, a capo dell’esercito ci sia ancora una corruzione di così alto livello. E per gli ufficiali rimossi, così come per Li Shangfu, Xi non può incolpare i suoi predecessori”, ha scritto l’analista cinese Bill Bishop, citato dal Guardian.
Li era stato nominato ministro della difesa nel marzo 2023, dopo aver esercitato per alcuni mesi la funzione di membro di più alto rango della commissione militare centrale, che sovrintende alle forze armate. Nel 2018, in qualità di direttore del dipartimento di sviluppo delle attrezzature militari, è stato sanzionato dagli Stati Uniti per l’acquisto da parte dell’esercito di attrezzature militari russe.
]]>“La giunta regionale ha piena consapevolezza che il cofinanziamento regionale, destinato da bilancio a fondi europei, è la leva finanziaria che fa la differenza in termini di risorse per il territorio e sulle strategie di sviluppo locale. Per il Veneto avere a disposizione una leva che fa passare da 60 milioni di euro a quasi 129 milioni di euro di co-cofinanziamento per il Fondo Sociale Europeo (Fse) significa essere pronti a sostenere il territorio puntando sulla valorizzazione delle risorse umane”.Così l’assessore regionale all’istruzione, formazione e lavoro del Veneto, Elena Donazzan, precisa cosa significa per il Veneto, nel campo delle risorse destinate a lavoro e formazione, la scelta della giunta regionale di aumentare la quota di cofinanziamento del Fse annunciata ieri dal presidente Luca Zaia e dall’assessore al bilancio Francesco Calzavara.
“Siamo stati tra i primi a partire in Italia insieme all’Emilia Romagna – precisa – grazie all’approvazione a livello europeo rispetto ad una progettazione molto articolata e partecipata con parti sociali e portatori di interesse del Veneto. Una progettazione che abbiamo subito calato nel territorio con i primi bandi pubblicati già lo scorso anno. La nostra è una macchina rodata, quella del FSE in particolare è capace di raccogliere le premialità da fondi non spesi di altre regioni italiane, e questo ci ha portato a mettere a disposizione i fondi per far crescere la competitività delle nostre imprese a partire dal capitale umano, che rappresenta la vera ricchezza”.
“Mi preme sottolineare tutto questo -aggiunge Donazzan – perché la scelta di spingere l’acceleratore fino in fondo fin dall’inizio significa rendere subito operativi tutti i soggetti beneficiari sul territorio, mettendo in moto la macchina con grande utilizzo di risorse che andranno poi rendicontate. Per fare una buona programmazione serve partire in anticipo e pianificare le attività in maniera puntuale visto che noi veniamo valutati dalla Commissione Europea sull’andamento della spesa. Partire subito a pieno regime, con il motore spinto al massimo ci permette di gestire anche eventuali fuori programma, come è stato nel caso della pandemia, nel modo appropriato. Perché ogni euro pubblico del bilancio regionale genera un valore economico e sociale molto superiore a quello investito. E noi in quest’ottica ci impegneremo sempre a stare in Europa a testa alta”, conclude.
]]>“Sono contenta di sapere che le cinque persone disperse a seguito dell’ondata di fango e detriti che ha colpito Bardonecchia siano state ritrovate. Ringrazio la Protezione civile e i vigili del fuoco e quanti si sono mobilitati fin da subito nelle operazioni di ricerca e soccorso. A nome mio e del governo esprimo la massima vicinanza ai cittadini, al presidente della regione Piemonte e al sindaco. Faremo tutto ciò che è necessario per dare il massimo aiuto e supporto”. Così sui social il presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Meloni, che ha lasciato la masseria di Ceglie Messapica dove trascorreva un periodo di vacanza, è giunta con un traghetto di linea a Valona. L’invito, secondo quanto riferiscono i media albanesi, è giunto dallo stesso premier Edi Rama.
“Meloni nella sua intervista di oggi sul corriere cade più volte in contraddizione. Ne segnalo una, politicamente rilevante, che con troppo zelo il Presidente del Consiglio cerca di nascondere. Da una parte rivendica con piglio decisionista la scelta sulla tassazione delle banche, avocando a sé tutta la responsabilità di una misura improvvisata, mal costruita e su cui il Governo, nel silenzio assordante del Ministro Giorgetti, ha già fatto parziale marcia indietro. Dall’altra sul salario minimo rinuncia a qualsiasi decisione e affida pilatescamente ad un organo terzo, il Cnel, la responsabilità di fare una proposta, fuggendo dal confronto nella sede propria cioè il Parlamento. Ripeto: eravamo partiti per chiudere il Cnel e ci ritroviamo su questo a chiudere il Parlamento solo perchè Meloni non sa che pesci prendere di fronte ad una iniziativa politica dell’opposizione che, ovviamente passibile di correzioni nell’iter parlamentare, raccoglie un ampio consenso nell’opinione pubblica. No, signora Primo ministro: lei oggi ha la forza mediatica per cercare di far passare la sua insicurezza politica come fosse un gesto di apertura, ma questo è il primo vero segno di debolezza della sua leadership”. Lo scrive su Facebook il deputato di Più Europa Benedetto Della Vedova.
“Sul salario minimo deve dire se accetta il confronto parlamentare con le opposizioni oppure no, il resto è solo un (suo) racconto per nascondere la realtà dei fatti: non vuole dire di no ma non sa dire di sì”, conclude Della Vedova.
]]>Per Borghi serve “il pieno, assoluto rispetto delle gerarchie costituzionali. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti sanciti. Ed è il Parlamento il luogo della sovranità popolare. Esiste il primato della politica sugli altri poteri, a garanzie delle libertà e dei diritti di tutti. E i poteri dello Stato devono rispettare questa gerarchia, che nasce dal voto popolare e si esercita in Parlamento. Chi pensa di sovvertirla è fuori dalla Costituzione”.
“Il dossieraggio è un’aberrazione che va combattuta con tutti gli strumenti giuridici a disposizione, e credo che su questo la risposta della Procura di Perugia sia stata e sarà veloce ed efficace”. Lo dice Chiara Colosimo, presidente dell’Antimafia e deputata di FdI, al ‘Giornale’ sul caso dossieraggi.
“Lo Stato è forte quando è in grado di mettere in campo gli strumenti necessari per difendersi da eventuali storture, come ha dimostrato di saper fare in questo caso il procuratore nazionale Giovanni Melillo. Trasparenza e verità, poi, sono i due principi fondamentali che accompagnano il mio modo di vedere e interpretare la politica. Credo che si debba ripartire da qui”, spiega.
“Dove c’è il potere di solito ci sono grandi pressioni e interessi. Forse a qualcuno farebbe comodo una politica debole, ma noi stiamo dimostrando con i fatti che nessuno di noi mai e poi mai si piegherà a ricatti o compromessi”, sottolinea tra l’altro Colosimo.
“Nel caso non abbiate capito come funzionava il giochetto dei dossieraggi è presto detto. A quanto si legge un politico qualsiasi (possibilmente leghista) faceva un bonifico perfettamente legale, l’operazione (come altre decine di migliaia) veniva segnalata all’UIF di Banca d’Italia. Chi aveva accesso alle segnalazioni le passava ai giornali”. Lo scrive su Twitter il senatore della Lega Claudio Borgho.
“Il giornalista (verme) confezionava un bel titolo di questo tenore: ‘Operazioni sospette di tizio, i passaggi di denaro nel mirino di banca d’Italia per riciclaggio’. I Torquemada della rete subito confezionavano meme con tizio vestito da carcerato e scritto sotto in grande: ‘Riciclaggio’. Reputazione distrutta irrimediabilmente e tanti saluti alla Democrazia e allo Stato di diritto. Facile no?”, aggiunge Borghi.
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