rank-math domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /home/dhktaefp/stage.italianinews.com/wp-includes/functions.php on line 6170metform domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /home/dhktaefp/stage.italianinews.com/wp-includes/functions.php on line 6170newsreader è stato attivato troppo presto. Di solito è un indicatore di un codice nel plugin o nel tema eseguito troppo presto. Le traduzioni dovrebbero essere caricate all'azione init o in un secondo momento. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 6.7.0.) in /home/dhktaefp/stage.italianinews.com/wp-includes/functions.php on line 6170In seguito alla recente incriminazione dell’ex presidente Donald Trump, Hillary Clinton ha espresso le sue considerazioni sull’evoluzione del panorama politico statunitense. In un’intervista rilasciata alla rete televisiva MSNBC, l’ex first lady ha delineato il suo punto di vista sull’importanza di garantire che lo stato di diritto venga rispettato, sottolineando che “il sistema sta funzionando”.
Trump, che aveva precedentemente affrontato diverse accuse, è stato incriminato per la quarta volta in Georgia, questa volta per aver tentato di sovvertire i risultati delle elezioni nello stato. Questo evento ha inevitabilmente sollevato un’ondata di reazioni a livello nazionale, portando in primo piano non solo la figura di Trump stesso, ma anche le implicazioni più ampie relative all’integrità del sistema democratico americano.
Clinton, pur sottolineando la gravità della situazione, ha esortato a guardare oltre l’immediatezza dell’evento: “Non so se qualcuno debba essere soddisfatto. E’ un momento terribile per il nostro Paese avere l’ex presidente accusato di questi crimini importanti.” Tuttavia, ha evidenziato la resilienza del sistema giuridico statunitense, elogiando il fatto che “tutti gli sforzi di Trump, dei suoi alleati e complici di cercare di mettere a tacere la verità e minacciare la democrazia sono stati portati alla luce”.
Rievocando la campagna elettorale del 2016, durante la quale Trump e molti dei suoi sostenitori avevano adottato lo slogan ‘lock her up’ (chiudetela in prigione) rivolto a Clinton, l’ex Segretaria di Stato ha sottolineato come le tattiche intimidatorie e le accuse non basate su prove concrete non abbiano avuto l’effetto sperato. In effetti, ora, sembra essere Trump stesso ad affrontare le sfide del sistema giuridico.
Mentre gli Stati Uniti continuano a navigare in questi tempi turbolenti, le parole di Clinton ricordano l’importanza della responsabilità, della trasparenza e del rispetto per la democrazia. Ora, più che mai, la nazione sembra chiamata a riflettere su questi valori fondamentali e a garantire che vengano rispettati per assicurare un futuro stabile e prospero.
]]>“Amiamo Nordio per quello che ha scritto e detto prima di diventare ministro e per la sua generosità nella campagna referendaria promossa dal Partito Radicale e dalla Lega.
Amiamo Nordio, l’intellettuale, a riprova che se politica è cultura, cultura è politica, come ci ricordava Marco Pannella.
Amiamo il Nordio che non fa sconti a niente e nessuno. E quindi non potremmo amare Carlo Nordio se cominciasse a fare sconti a se stesso, cioè se l’intellettuale cedesse le sue convinzioni a ragioni nemmeno di Stato ma di governo.
Il che comunque non ci farebbe smettere di continuare a lottare per le cose che Carlo Nordio diceva e scriveva prima di diventare ministro”. Inizia così l’intervento di Maurizio Turco, segretario del Partito Radicale, alla conversazione domenicale su Radio Radicale.
“Non siamo delusi – prosegue – perché abbiamo imparato a non illuderci.
Carlo Nordio è stata una occasione mancata?
Se così sarà, continueremo a cercare di creare altre occasioni. La morte di Susan che si lascia morire lentamente nel carcere di Torino o le decine che ogni anno si suicidano, o ancora gli agenti che si suicidano, sono la fotografia di un’istituzione dello Stato che scardina alla radice i presupposti che lo Stato italiano sia fondato sullo Stato di diritto. In questo senso, il carcere altro non è che una delle manifestazioni del regime antidemocratico nel quale viviamo, così come studiato, analizzato e denunciato da Marco Pannella”. Per lui, “né i problemi del carcere si risolverebbero liberando chi deve scontare ancora pochi mesi. Si alleggerirebbe la vita interna alle carceri per poco tempo, dato che il carcere è la concreta conseguenza della ormai ben nota giustizia all’italiana”.
“Solo noi, solo il Partito Radicale ha convinzione, forza, storia e durata per cambiare registro nella lotta per la giustizia giusta. Non siamo più negli anni ’80 quando le carceri erano visitate solo dai deputati del Partito Radicale o da qualche associazione caritatevole. Ormai ci sono una miriade di organizzazioni e istituzioni che controllano la vita in carcere e magari riescono ad alleviare la vita di qualche singolo detenuto. E tutti gli altri? Così come sono, siamo stati i primi, vent’anni fa, a incrociare i dati tra capienza regolamentare delle carceri e presenza di detenuti concependo l’indice di illegalità e disumanità delle carceri – ricorda Turco -. Tutto questo ci ricorda quotidianamente che il carcere è il luogo dove la putrefazione della Costituzione è massima, ed è una putrefazione che emana dalle aule dei Tribunali che applicano le leggi, e dal Parlamento che le leggi le scrive. Non siamo come quelle organizzazioni che, certamente inconsapevolmente e non per scelta, vivono grazie allo status quo”.
“Il Partito Radicale ha quindi l’onere, che è una sua caratteristica fondante, di immaginare e concepire uno scontro vero con il Parlamento, affinché si riappropri dei poteri previsti dalla Costituzione e li eserciti per riformare la giustizia. Poteri ai quali ha indebitamente rinunciato su pressione della magistratura e di alcune forze politiche senza cultura politica e democratica”, dice ancora Turco prima di concludere dicendo che “uno scontro che dobbiamo incardinare sul fatto che il sovraffollamento carcerario, il sottorganico della polizia penitenziaria, l’insufficienza dei servizi sanitari e delle attività di recupero, sono da decenni un fatto strutturale, una vera e propria politica portata avanti da decenni e da tutti i governi”.
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