rank-math domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /home/dhktaefp/stage.italianinews.com/wp-includes/functions.php on line 6170metform domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /home/dhktaefp/stage.italianinews.com/wp-includes/functions.php on line 6170newsreader è stato attivato troppo presto. Di solito è un indicatore di un codice nel plugin o nel tema eseguito troppo presto. Le traduzioni dovrebbero essere caricate all'azione init o in un secondo momento. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 6.7.0.) in /home/dhktaefp/stage.italianinews.com/wp-includes/functions.php on line 6170In particolare diverse storiche canzoni del gruppo pop degli anni settanta, ma ancora popolarissimo, tra le quali ‘Money, Money, Money’, ‘The Winner Takes It All’ e ‘Dancing Queen’, sono state usate durante un comizio a St Cloud, in Minnesota, che ospita la più grande comunità di svedesi di America, come riporta il giornale Svenska Dagbladet. In più durante l’evento sono stati trasmessi sul mega schermo di uno stadio da hockey video di componenti degli Abba insieme ad appelli per donare alla campagna di Trump.
Dalla casa discografica del gruppo, la Universal Music, è partita a breve giro una protesta in cui si afferma di non aver “ricevuto nessuna richiesta di permesso e nessuna autorizzazione è stata data a Trump”. “Insieme ai membri degli Abba abbiamo scoperto che sono stati pubblicati video con loro musiche e immagini durante gli eventi di Trump e quindi abbiamo chiesto che questi vengano immediatamente rimossi”, ha spiegato un portavoce della casa discografica. Lo stesso messaggio è arrivato da Björn Ulvaeus, componente del gruppo e autore di uno dei più famosi successi, ‘Mamma Mia’: “La nostra casa discografica si sta assicurando che vengano rimossi”.
Gli Abba sono gli ultimi di una lunga serie di artisti che in questa campagna elettorale, come nelle precedenti, hanno protestato per l’utilizzo delle loro canzoni nei comizi del tycoon. Tra gli ultimi, Céline Dion non ha gradito che la sua ‘My Heart Will Go On’ sia stata usata in un rally in Montana e i Foo Fighters che hanno voluto sottolineare anche sui social di non aver autorizzato l’uso di ‘My Hero’ per accogliere Kennedy jr sul palco insieme al candidato repubblicano.
Beyoncé aveva impedito a Trump di continuare a usare in un suo video la canzone ‘Freedom’, diventata invece una sorta di colonna sonora della campagna della democratica Kamala Harris. No anche da Dave Porter, co autore del brano di Sam & Dave intitolato ‘Hold on, I’m coming’: “Non scrivo musica per dividere le persone” era stato il commento. E ancora, lo scorso marzo gli eredi di Sinéad O’Connor avevano diffidato Trump dall’usare ‘Nothing compares 2U’.
In precedenza l’artista canadese Neil Young si era opposto al fatto che Trump usasse le sue canzoni, e nel 2020 i Rolling Stones avevano minacciato il tycoon di azioni legali dopo che la canzone ‘You Can’t Always Get What You Want’ è stata suonata in una manifestazione politica a Tulsa, in Oklahoma. Ozzy e Sharon Osbourne avevano inviato un avviso a Trump vietandogli di utilizzare la musica dei Black Sabbath nei video della campagna nel 2019 e lo stesso avevano fatto Tom Petty, Bruce Springsteen, Adele e gli eredi di George Harrison.
Legalmente, i politici statunitensi non hanno sempre bisogno del permesso diretto degli artisti. Le loro campagne possono acquistare pacchetti di licenza da organizzazioni per i diritti musicali che danno loro accesso legale a più di 20 milioni di brani. Tuttavia, gli artisti hanno il diritto di rimuovere la propria musica da tale elenco.
]]>Kamala Harris ha quattro punti di vantaggio su Donald Trump in un sondaggio a livello nazionale realizzato dopo la conclusione della convention democratica la scorsa settimana. Secondo il poll della Florida Atlantic University (Fau) Political Communication, Public Opinion Research Lab e Mainstreet Research Usa, la candidata democratica è al 47%, mentre Trump è fermo al 43%.
Il vantaggio di quattro punti si mantiene anche se si considerano anche i probabili elettori, con Harris al 49% e Trump al 45%. Ma diventa un vantaggio a due cifre tra le elettrici, con la democratica al 53% contro il 41% del repubblicani. Trump invece è in testa, ma di poco, tra gli elettori uomini, con appena due punti di vantaggio il 47% contro il 45%.
Il vantaggio della vice presidente aumenta nettamente tra gli elettori ispanici (al 51%), tra quelli bianchi con la laurea (al 57%), ed è preponderante tra gli afroamericani (il 73%). Trump mantiene una posizione dominante con gli elettori bianchi senza laurea, il 59% dei quali preferisce il tycoon. “Harris attira nettamente il voto delle donne e il gender gap è diventato più pronunciato, ed inoltre ha ristabilito il vantaggio dei dem tra gli elettori delle minoranze”, afferma Luzmarina Garcia, della Facoltà di Scienze Politiche della Fau.
A due cifre il vantaggio vice presidente tra elettori indipendenti
Importante anche il vantaggio a due cifre che Harris registra tra gli elettori indipendente, con un 48% contro il 35% di Trump, con uno scenario nettamente cambiato rispetto al rilevamento di un mese fa in cui la democratica aveva un vantaggio di appena due punti.
“Trump sta perdendo sostegno tra gli indipendenti rispetto a luglio, cosa che può essere il risultato della convention e bisogna vedere, se questa tendenza continua, sarà difficile per Trump avere un vantaggio in queste elezioni”, conclude Dukhong Kim, docente di Scienze Politiche della Fau, secondo quanto riporta The Hill.
]]>Donald Trump attacca uno dei testimoni convocati per domani davanti ad un Grand Jury, nell’ambito dell’inchiesta sul presunto tentativo dell’ex presidente americano di ribaltare il risultato delle elezioni presidenziali 2020 in Georgia. “Leggo notizie che il fallito ex vice governatore della Georgia, Jeff Duncan, testimonierà davanti al Gran Jury della contea di Fulton. Non dovrebbe. Lo conosco appena, ma è stato, fin dall’inizio di questa Caccia alle Streghe, un vero disastro per chi guardava alla Frode Elettorale in Georgia”, ha scritto Trump sul social “Truth”, in un messaggio dal sapore intimidatorio.
Duncan ha intanto commentato su Twitter l’intenzione di testimoniare domani. “I repubblicani non dovrebbero mai confondere l’onestà con la debolezza”, ha commentato. La convocazione di Duncan, così come quella del giornalista indipendente George Chidi, potrebbe portare ad una serie di incriminazioni, anche contro Trump, nell’ambito delle indagini aperte nel 2021 dalla procuratricedi Atlanta, Fani Willis, sul presunto tentativo di ribaltare il risultato elettorale in Georgia. Al centro della vicenda vi è la telefonata che Trump fece al segretario di Stato della Georgia Brad Raffensperger chiedendogli di “trovare” i voti necessari a certificare la sua vittoria in questo stato, dove aveva invece vinto l’attuale presidente Joe Biden.
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