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covid – Italianinews https://stage.italianinews.com La voce degli italiani nel mondo Fri, 29 Nov 2024 20:25:37 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://stage.italianinews.com/wp-content/uploads/2024/11/cropped-Logo-Italiani-news-def-copia@2x-32x32.png covid – Italianinews https://stage.italianinews.com 32 32 Censis: covid ferma le cure, 46 milioni di visite saltate https://stage.italianinews.com/2021/12/10/censis-covid-ferma-le-cure-46-milioni-di-visite-saltate/ https://stage.italianinews.com/2021/12/10/censis-covid-ferma-le-cure-46-milioni-di-visite-saltate/#respond Fri, 10 Dec 2021 14:38:33 +0000 https://stage.italianinews.com/2021/12/10/censis-covid-ferma-le-cure-46-milioni-di-visite-saltate/ Che il coronavirus abbia radicalmente cambiato il nostro modo di vivere è un dato di fatto, ma non solo nella maggiore attenzione ai dispositivi di sicurezza, alla trasmissione e all’uso della mascherina, nell’ombra di informazioni comunicate dai tabloid un dato viene completamente dimenticato: le visite mediche saltate.

Un vero e proprio stravolgimento, che anche quando la pandemia sarà finita, data che sembra sempre più vicina e mai così lontana, il suo impatto economico e sociale durerà per gli anni a seguire e impatterà sulla vita delle generazioni future. Un futuro, che appunto, pagherà le conseguenze di controlli e prevenzioni che per ben due anni sono state messe in secondo piano. Come sappiamo, l’emergenza sanitaria ha messo a dura prova il sistema sanitario, e non solo sotto il punto di vista di posti letto nelle terapie intensive, ma allargando il campo a una serie di attività che non si sono verificate per mancanza di personale o luoghi, adibiti appunto alla cura del covid-19. La domanda delle prestazioni sanitarie, come visite specialistiche, ricoveri e screening oncologici, è significativamente diminuita.

Le parole del direttore generale del Censis Massimiliano Valerii

Non solo, dunque, la mancanza di prevenzione essenziale per prevenire malattie oncologiche le cui percentuali di guarigione spesso sono influenzate dal momento in cui vengono scoperte, ma anche un cambio di rotta dei già malati di altre patologie, altrettanto gravi, che hanno smesso di curarsi.

A raccontarlo è stato il direttore generale del Censis Massimiliano Valerii, in occasione della presentazione del progetto “I cantieri per la sanità del futuro su Ansa”, promosso dal Censis e Janssen Italia.

A causa dell’emergenza Covid, ci sono stati 46 milioni di visite specialistiche ed esami diagnostici in meno (-31%), 700.000 ricoveri in meno in medicina interna (-70%) e 3 milioni in meno di screening oncologici (-55%) con 14.000 diagnosi di tumore in meno». Continua poi, «si è inabissata una domanda di prestazioni sanitarie, che ha formato un sommerso destinato a investire come un’onda di ritorno il Servizio sanitario.

Dichiarazioni che spaventano, e che fanno presagire un futuro con più malati oncologici, ai quali verrà data attenzione non appena la tensione da Covid si allenterà. Infine, aggiunge:

La pandemia, è stata uno straordinario fattore di accelerazione di fenomeni preesistenti e in atto e ha finito per squarciare il velo sulle nostre fragilità strutturali.

È dunque evidente come il covid-19 abbia accelerato fenomeni che esistevano già, oltre che avere evidenziato le carenze di un sistema sanitario nazionale che urge di una riorganizzazione per fronteggiare non solo ciò che sta accadendo ma anche ciò che sarà. Doveroso un confronto con gli altri paesi, che vedono un aumento per la spesa sanitaria pubblica notevole, rispetto al nostro paese che è stato l’unico a tagliarla. Nel periodo compreso tra il 2014 e il 2019 la spesa sanitaria pubblica in Italia ha registrato una riduzione dell’1,2%, mentre è aumentata in Francia del 15,1%, in Germania del 18,4%, nel Regno Unito 12,5%. Tra i 38 paesi Ocse, l’Italia è stato l’unico a tagliare la spesa, creando un impatto che è stato evidente sul nostro sistema.

Per non commettere gli stessi errori in futuro

La radicale transizione demografica, con l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche, ci obbliga a ripensare già oggi il modello di offerta di salute del futuro

Aggiunge Valerii, facendo un salto avanti di 20 anni, quando,

La spesa sanitaria pubblica per gli anziani rappresenterà il 63% della spesa sanitaria pubblica. Quindi anche senza lo shock del Covid la politica avrebbe dovuto affrontare una riorganizzazione del Sistema sanitario nazionale.

Sono dunque la prevenzione, la sanità di territorio e telemedicina, secondo il direttore, ad essere i cardini di una sanità post-pandemia, per “non avere più una sanità impreparata di fronte a una domanda di salute che si evolve con la popolazione”.

L’opinione degli italiani conta

Non solo le parole del direttore del Censis suonano più amare ma vere che mai, ma trovano riscontro anche nelle opinioni degli italiani, che a distanza di quasi due anni dall’inizio di quella che sembra un’odissea, ritengono che non sia stato fatto abbastanza per “aggiustare” un sistema che inizia a fare acqua, e che forse proprio grazie alla pandemia è stato mostrato alla luce del sole. È ancora uno studio del Censis, infatti, a confermare che, oltre il 40% non crede che la sanità della propria regione sarebbe pronta ad affrontare nuove eventuali emergenze, mentre il 93% ritiene una priorità investire maggiori risorse nella sanità e nel personale dedicato. Rispetto a come allocare le risorse che arriveranno, il 91,7% sostiene che i virus vanno prevenuti propri come viene fatto per altre malattie. Infine, ben il 94% degli italiani chiedono il potenziamento della sanità di territorio, insieme a un 70,3%, che considera necessario un maggior ricorso a telemedicina e soluzioni digitali per controlli, diagnosi e cure a distanza.

Nonostante l’incertezza del futuro sanitario che ci attende, è bene ricordare l’importanza della prevenzione, un diritto che spetta a tutti e che può, senza alcun dubbio, salvare molte vite.

 

 

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Covid Brasile: Bolsonaro e le fake news sui vaccini https://stage.italianinews.com/2021/12/06/covid-brasile-bolsonaro-e-le-fake-news-sui-vaccini/ https://stage.italianinews.com/2021/12/06/covid-brasile-bolsonaro-e-le-fake-news-sui-vaccini/#respond Mon, 06 Dec 2021 18:11:17 +0000 https://stage.italianinews.com/2021/12/06/covid-brasile-bolsonaro-e-le-fake-news-sui-vaccini/ Ancora una volta, associate al nome del presidente del Brasile Jair Bolsonaro, non ci sono notizie positive. Dopo essere stato a lungo al centro delle vicende che lo vedevano indagato per il record di incendi in Amazzonia del 2020 (per i quali ha tentato anche di accusare Leonardo DiCaprio), che hanno devastato 8.500 kmq di foreste, Bolsonaro è tornato a far parlare di sé per un altro fatto davvero scioccante.

La dichiarazione sull’HIV

Accusato di dichiarazioni false sulla pandemia di COVID-19, è stato soggetto alla decisione di un giudice della Corte Suprema, che ha ordinato un’inchiesta sulle assurde affermazioni del presidente brasiliano, che risalgono allo scorso ottobre, in cui Bolsonaro, in diretta sui social, avrebbe fatto un collegamento tra la vaccinazione contro il coronavirus e l’Aids. Non solo dunque, la minimizzazione dei rischi di una pandemia mondiale, che ha registrato nel paese più di 22 milioni di persone che hanno contratto il coronavirus con ben 615.000 decessi, ma anche un commento fuori luogo, assurdo e non necessario in un periodo che ha permesso la proliferazione di pericolose fake news. La frase incriminata sarebbe quindi quella in cui il presidente sostiene che chi si vaccina, rischia di sviluppare l’HIV. Un’affermazione priva di qualsiasi fondamento scientifico e che non è compatibile con i rischi di trasmissione, imputabili solamente a fattori quali: sangue e suoi derivati, sperma e secrezioni vaginali e latte materno. Proprio a seguito di queste dichiarazioni, il giudice della Corte suprema brasiliana Alexandre de Moraes ha ordinato un’indagine sul presidente, tentando di contenere le dichiarazioni fortemente respinte da medici e scienziati. De Moraes ha incaricato il principale procuratore del paese, Augusto Aras, di esaminare l’accusa sollevata da un’inchiesta sulla pandemia condotta dal Senato brasiliano.

Le dichiarazioni del presidente Bolsonaro

Non solo il commento sull’HIV, ma per giustificare la sua posizione contro l’immunizzazione, menzionava anche presunti rapporti del governo del Regno Unito che sosterrebbero che alcuni vaccinati contro Sars-Cov-2 avrebbero ricevuto una diagnosi di sieropositività.

 I rapporti ufficiali del governo del Regno Unito suggeriscono che le persone completamente vaccinate stanno sviluppando la sindrome da immunodeficienza acquisita molto più velocemente del previsto.

Si parla dunque di “crimini contro l’umanità”. Infatti, per quanto riguarda l’incriminazione a suo carico chiesta dal Senato, la commissione a ottobre ha consegnato il suo rapporto di circa 1.300 pagine all’ufficio del procuratore generale, anche se pochi si aspettano azioni significative dato che l’attuale procuratore capo della nazione è stato nominato dallo stesso Bolsonaro. Morales ha dichiarato che “supervisionerà da vicino” l’indagine del procuratore, poiché la Corte Suprema non può condurre indagini in proprio, ma può controllare che quelle che vengono fatte non subiscano ingerenze. Dunque, saranno indagate ed eventualmente punite le dichiarazioni fatte durante la trasmissione in diretta che il presidente fa settimanalmente sui social network e che è stata poi rimossa da Facebook, Youtube e Instagram. I social network hanno però rimosso il video giorni dopo, chiaramente motivandolo con il fatto che tentava di violare le regole previste. Purtroppo però, in poco tempo il video è diventato virale e si è sparsa la voce. Il presidente brasiliano, che non è vaccinato e si è spesso opposto all’obbligo vaccinale, ha sostenuto che stava semplicemente citando un articolo sulla rivista Exame e non facendo affermazioni. Il futuro dell’indagine è però incerto.

La pandemia in Brasile

La gestione della pandemia in Brasile, ha destato da subito parecchie controversie. Ricordiamo sicuramente l’ostruzione del presidente che aveva vietato espressamente di condividere con l’OMS i dati dell’epidemia, nonostante le proteste contro il governo reo di essersi totalmente disinteressato alla popolazione. Oltre a ciò, ha spesso dichiarato la volontà di non vaccinarsi, fortemente scettico sull’epidemia in corso, lo aveva annunciato in diretta Facebook: “è un mio diritto. E sono certo che il Parlamento non creerà difficoltà a chi, per caso, non vuole prendere il vaccino”. Non solo il suo punto di vista, ma la lotta a chi non la pensa come lui. Si è infatti spesso scagliato contro chi vuole l’obbligo della vaccinazione, definendolo “un dittatore o un falso dittatore che sta per fare affari con la vita degli altri”. Non da meno la sua considerazione sull’uso della mascherina, “l’ultimo tabù a cadere” non appena “ci sarà ancora uno studio serio che parlerà dell’efficacia”. Insomma, una situazione difficile per il Brasile, che come detto, ha dovuto affrontare il problema degli incendi, registrando il luglio passato come il peggiore degli ultimi anni. Gli incendi sono spesso di origine dolosa, causati da chi, senza pensarci due volte, sfrutta i terreni protetti a fini commerciali. Il Brasile infatti, ospita la più grande foresta pluviale e le zone umide tropicali del mondo, l’Amazzonia e il Pantanal, che hanno subito incendi drammatici rispettivamente nel 2019 e nel 2020 e che potrebbero accelerare i problemi legati alle condizioni climatiche del globo. Il ruolo del presidente in tutto ciò? Minimizzare i danni, e non solo.

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