rank-math domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /home/dhktaefp/stage.italianinews.com/wp-includes/functions.php on line 6170metform domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /home/dhktaefp/stage.italianinews.com/wp-includes/functions.php on line 6170newsreader è stato attivato troppo presto. Di solito è un indicatore di un codice nel plugin o nel tema eseguito troppo presto. Le traduzioni dovrebbero essere caricate all'azione init o in un secondo momento. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 6.7.0.) in /home/dhktaefp/stage.italianinews.com/wp-includes/functions.php on line 6170Il Superbonus 110%, ad esempio, prevedeva “la detrazione al 110 per cento delle spese sostenute per interventi in ambito di efficienza energetica, messa in sicurezza statica, installazione di impianti fotovoltaici e infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici”. In parole più semplici: doveva servire a rendere le abitazioni degli italiani a disperdere meno calore, essere più sicure e produrre energia pulita tramite pannelli fotovoltaici.
Tutto molto bello, verrebbe da dire. Se non fosse per le controindicazioni.
Il rapporto costi-benefici del Superbonus 110% lo ha analizzato Alessio Argiolas su LiberiOltre: come spiega l’autore, la voce “importi detraibili” è in effetti il costo a carico dei contribuenti. E si tratta di oltre 11 miliardi di euro.

Quanto alla voce “superficie riqualificata”, trattasi appunto della percentuale di patrimonio immobiliare su cui il Superbonus sarebbe intervenuto nel 2021: lo 0,42% del totale nazionale.
Giusto per aggiungere la beffa al danno, c’è il fatto che il risparmio energetico in termini “ecologici” (0,20 MTep/anno) è – sempre in base alla tabella – inferiore a quello fissato negli obiettivi del PNIEC (0,33).
C’è poi una questione “morale”: chi sono i principali beneficiari di questa agevolazione? Secondo Argiolas il Superbonus
mette in pratica uno dei peggiori trasferimenti dai cittadini meno abbienti a quelli più facoltosi, mascherato da green economy.
L’OCPI cita i numeri forniti dalla Corte dei Conti:
con riferimento all’anno 2018, la percentuale dei contribuenti che hanno beneficiato di agevolazioni per la ristrutturazione edilizia è di oltre il 60 per cento tra i contribuenti più ricchi (il “ventile” più alto, ossia il 5 per cento più alto, dei contribuenti), mentre scende al 9 per cento per la metà meno abbiente dei contribuenti. Discorso simile per le ristrutturazioni per risparmio energetico, utilizzate da quasi un quarto dei contribuenti più ricchi e da meno del 2 per cento degli appartenenti alla metà meno abbiente.
Fin qui abbiamo elencato i difetti “strutturali” dei bonus; è giunto però il momento di parlare del proverbiale elefante nella stanza, ossia il tema delle frodi.
Nel caso dei bonus edilizi, il problema ha riguardato la possibilità di cedere – inizialmente senza limiti – i crediti. C’è chi ci ha lucrato sopra con cessioni fittizie, come nel caso di un Consorzio a Napoli. L’Agenzia delle Entrate ha stimato che il totale di cessioni fittizie di crediti possa ammontare a 4,4 miliardi di euro; una frode “tra le più grandi che questa Repubblica abbia visto”, per usare le parole del Ministro Franco.
Per correre ai ripari, il Governo è intervenuto – tra novembre 2021 e febbraio di quest’anno – con una serie di provvedimenti che hanno innanzitutto stabilito un numero massimo di volte in cui i crediti si possono cedere, oltre ad altre disposizioni tecniche.
Vale però la pena sottolineare che questo è solo l’ultimo caso in ordine cronologico di truffe basate su sussidi, incentivi ed elargizioni varie da parte dello Stato. Per le quali si può delineare il seguente modello teorico:
Naturalmente qualche lettore a questo punto potrebbe chiedersi se non sia più razionale eliminare il ricorso massiccio ai bonus (e magari anche all’enorme selva di tax expenditures) e utilizzare i soldi risparmiati per abbassare la pressione fiscale a tutti, visto che – numeri alla mano – quella italiana resta tra le più alte al mondo; a questo ipotetico lettore si può sconsolatamente rispondere che
E dunque, anziché fantasticare, tanto vale andare a farsi un bagno alle terme a spese dei contribuenti.
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