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Salute – Italianinews https://stage.italianinews.com La voce degli italiani nel mondo Tue, 03 Dec 2024 22:00:37 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0 https://stage.italianinews.com/wp-content/uploads/2024/11/cropped-Logo-Italiani-news-def-copia@2x-32x32.png Salute – Italianinews https://stage.italianinews.com 32 32 Il menù invernale della Dottoressa Missori per combattere e prevenire gastrite e reflusso https://stage.italianinews.com/2024/12/02/il-menu-invernale-della-dottoressa-missori-per-combattere-e-prevenire-gastrite-e-reflusso/ Mon, 02 Dec 2024 10:54:16 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/12/02/il-menu-invernale-della-dottoressa-missori-per-combattere-e-prevenire-gastrite-e-reflusso/ Messo a punto dalla Dottoressa Serena Missori, endocrinologa e diabetologa, il menù invernale per gastrite e reflusso non solo combatte i sintomi già presenti, ma aiuterà a prevenirli fino a farli scomparire del tutto.

Il menù completo, di 28 giorni, è presente nel suo nuovo libro “Stop reflusso e gastrite” (Edizioni Lswr) e prevede anche l’applicazione di alcune semplici regole, che andrebbero sempre rispettate.

Le strategie per prevenire gastrite e reflusso

Scopriamo insieme le strategie per combattere gastrite e reflusso che ci consiglia la Dottoressa Missori:

Seguire la regola 80:20: la dieta anti reflusso e anti gastrite deve essere seguite per l’80% della propria giornata, concedendosi il 20% di flessibilità senza compromettere il benessere.

Gestire gli spuntini con attenzione: inserirli solo se necessario, in caso di fame o calo di energie. Non aggiungerli per abitudine.

Non riempire lo stomaco oltre il 60-70%: evitare di sentirsi pieni o gonfi dopo i pasti, per ridurre il rischio di reflusso e facilitare la digestione.

Usare metodi di cottura adeguati: preferire pentole in acciaio inox, ghisa, coccio o pyrex. Evitare le cotture lunghe e pentole antiaderenti, che possono alterare la qualità degli alimenti.

– Evitare pasti liquidi e cremosi di sera: questi alimenti possono peggiorare il reflusso notturno. Cenare almeno 3-4 ore prima di andare a dormire per migliorare la digestione.

– Bere tisane con cautela: in inverno, prediligere tisane tiepide come quelle alla malva, biancospino o passiflora, per lenire la mucosa gastrica. Evitare tisane troppo calde o contenenti camomilla o tè, che stimolano la secrezione gastrica.

Preparare stomaco ed esofago alla digestione:
Prima dei pasti, sorseggiare acqua tiepida con limone, pompelmo o aceto di mele per rilassare gli spasmi esofagei e favorire la digestione.

– Mangiare lentamente e masticare bene: la masticazione lenta arricchisce il cibo di enzimi salivari, facilitando la digestione e riducendo irritazioni all’esofago.

Fare torsioni dopo i pasti: eseguire leggere torsioni del busto aiuta a favorire il lavoro dello stomaco e ridurre la formazione di aria e reflusso.

Esempi di menù invernale

Ecco tre giornate-tipo con il menù invernale

GIORNO 1
Colazione. Una fetta di pane a lievitazione naturale non tostato condita con olio e succo di limone + 1 uovo cotto in acqua + salvia + 1 tisana alla malva (no caffè, nemmeno decaffeinato, no caffè di cicoria). In una padella, aggiungere un fondo di acqua, appena bolle, sgusciare l’uovo e cuocere coperto per 2-3 minuti, posizionando la salvia sulla superficie.
Pranzo. Insalata di indivia cruda, mela a fettine, mandorle, condita con olio d’oliva e aceto di mele + un filetto di merluzzo in padella condito con succo di limone. In una padella scaldare un giro d’olio, cuocere il merluzzo ambo i lati, condire con succo di limone.
Cena. Petto di pollo alla griglia condito con succo di limone o pompelmo con verdure miste al vapore condite con olio e aceto di mele + riso lungo condito con olio extravergine d’oliva e limone.
Cuocere le verdure con la vaporiera e lasciarle croccanti, evitare la bollitura, rende più difficoltosa la digestione. Bollire il riso in abbondante acqua dopo averlo tenuto in ammollo, sciacquare il riso dopo la cottura (per ridurre amido e indice glicemico) e condire da tiepido. Consumare come ultima portata.
Spuntino. 5-10 mandorle + 1 fetta di pane a lievitazione naturale non tostata, se necessaria.

 

GIORNO 2

Colazione. 1 fetta di pane a lievitazione naturale non tostato con burro chiarificato biologico (ghee) e succo di limone + prosciutto crudo + tisana alla malva (no caffè, nemmeno decaffeinato, no caffè di cicoria).

Pranzo. Broccoli al vapore (cucinati doppi per il giorno 3) conditi con pinzimonio + ceci già cotti decorticati conditi con olio e rosmarino. Se non tollerati sostituire con uova o pesce.

Cena. Uova strapazzate con burro chiarificato (ghee), accompagnate da riso lungo e carote al vapore.

Spuntino. 5-10 olive verdi o nere + mezza fetta di pane a lievitazione naturale se necessario.

 

GIORNO 3

Colazione. Una fetta di pane a lievitazione naturale non tostato condito con olio e limone + uova strapazzate nel burro chiarificato e condite con succo di limone + tisana alla malva (no caffè, nemmeno decaffeinato, no caffè di cicoria).

Pranzo. Insalata di quinoa con avanzo del broccolo del giorno prima, mela a pezzetti e valeriana condita con olio extravergine d’oliva, succo di limone, olive e capperi.

Cena. Petto di tacchino in padella condito con succo di pompelmo o limone, indivia saltata in padella con un filo d’olio e un pizzico di sale + una fetta di pane a lievitazione naturale non tostato.

Spuntino. 1 mela a fettine condita con succo di limone + 5-7 mandorle.

 

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Essere gentili fa bene alla mente e al corpo. Lo dice la scienza https://stage.italianinews.com/2024/11/30/essere-gentili-fa-bene-alla-mente-e-al-corpo-lo-dice-la-scienza/ Sat, 30 Nov 2024 10:58:08 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/30/essere-gentili-fa-bene-alla-mente-e-al-corpo-lo-dice-la-scienza/ La gentilezza è una capacità innata che ci rende disponibili e amichevoli nei confronti degli altri.

Le persone gentili sono virtuose e consolidano con estrema facilità relazioni amicali durature e significative. Secondo alcuni studi psicologici recenti il livello di gentilezza di ogni uomo dipende dai suoi caratteri ereditari.  A studiare il sorprendente legame tra gentilezza e genetica è stato il team di ricercatori dell’Università del Connecticut che ha individuato gli individui nati con una copia di una variante del gene alcol- deidrogenasi 4 (Adh 4).

 Nel corso delle loro analisi i ricercatori hanno scoperto che tale gene è il responsabile della gentilezza. In altri studi sul genoma umano gli scienziati hanno scoperto altri geni che contribuiscono a rendere le persone gentili. Studi svolti su gemelli identici hanno confermato che questa dote è ereditata per il 40% circa. La parte restante invece è determinata da altri fattori che subentrano durante l’esistenza dell’individuo come l’educazione e l’ambiente nel quale cresce.

Vantaggi dell’essere gentili

Le persone gentili hanno maggiore empatia. Tendono infatti ad essere amichevoli, disponibili e affidabili. Vanno d’accordo con tutti e questo apporta loro un vantaggio sia nella vita privata che in quella professionale. Grazie alla gentilezza ci sia adatta facilmente a qualsiasi contesto sociale.

Anche nell’ambito familiare contare su un genitore gentile è di fondamentale importanza durante la crescita perché i genitori gentili sono degli ottimi motivatori e sono in grado di trasmettere ai propri figli ottimismo, sostegno e senso di protezione. Al contrario i genitori scortesi tendono a reagire in maniera esagerata e si sentono frustrati dai loro figli. Ciò aumenta il senso di insicurezza e ansia nei confronti del mondo di quest’ultimi. Se siete gentili sarete anche più resilienti e saprete cavarvela anche nelle situazioni difficili o tragiche.

Essere gentili fa persino bene alla salute e si associa a migliori condizioni di benessere della persona.  Significativi rapporti sociali rendono più giovani le persone e le motivano a rimanere in forma. Le persone gentili sono infatti meno inclini all’obesità e al sovrappeso. Le relazioni stabili e significative di cui godono le persone gentili infatti riducono il rischio di malattie cardiache, diabete, morbo di Alzheimer e altre condizioni legate all’età.

Consigli per essere più gentili

Gary Small, noto esperto in neuroscienze e comportamento umano, docente di psichiatria e direttore dell’UCLA Longevity Center ha dedicato un intero capitolo del suo libro “La scienza della personalità” (Feltrinelli Urra), scritto con Gigi Vorgan, alla tematica della gentilezza. Grazie alle sue ricerche accurate ci fornisce degli utili consigli per allenare la nostra gentilezza ogni giorno:

–      Esprimetevi: la migliore gentilezza implica la capacità di non concordare con qualcuno senza ricorrere ad insulti o a reazioni intense. La rabbia e i sentimenti inespressi possono trascendere nella passività. Non smettete mai di esprimere le vostre emozioni anche quelle negative;

–      Imparate a perdonare: il fatto di lasciare andare i rancori ridurrà lo stress emotivo. Vi farà infatti sentire più positivi e aumenterà il vostro livello di gentilezza. Imparerete così ad essere più empatici e capire il punto di vista degli altri vi aiuterà a liberarvi dei risentimenti;

–      Non siate “yes man”: essendo troppo simpatici e dicendo di sì agli altri potreste sentirvi arrabbiati e risentiti. Pensateci bene prima di fare le cose e accettarle. Dovete anche saper dire di no. Fatelo con diplomazia;

–      Imparate ad ammettere i vostri errori: vi renderà più responsabili e vi farà ottenere il rispetto degli altri;

–      Pensate positivo: il semplice fatto di coltivare ed esprimere pensieri positivi e colmi di riconoscenza e gratitudine nei confronti degli altri aumenterà la vostra autostima e gradevolezza;

–      Fate la cosa giusta: abbinando le vostre azioni alle convinzioni aumenterete il senso di autostima, fiducia e anche la gentilezza. Per quanto possibile fate delle scelte coerenti con quello che siete;

–      Imparare ad esprimere disappunto senza cadere sul personale: le persone tendono a mettersi continuamente sulla difensiva quando insorgono conflitti o si sentono attaccate. Cercate di evitare discussioni cadendo sul personale, enfatizzando le idee e le opinioni coinvolte ed evitando di giudicare o incolpare l’altra persona.

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Mangiare mandorle fa bene all’attività fisica. Ecco lo studio scientifico https://stage.italianinews.com/2024/11/29/mangiare-mandorle-fa-bene-allattivita-fisica-ecco-lo-studio-scientifico/ Fri, 29 Nov 2024 13:04:30 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/29/mangiare-mandorle-fa-bene-allattivita-fisica-ecco-lo-studio-scientifico/ Secondo un nuovo studio scientifico mangiare regolarmente mandorle può favorire il recupero dopo l’esercizio fisico, riducendo il dolore e i danni muscolari e migliorando le prestazioni.

Mangiare alimenti che aiutano a recuperare dall’esercizio fisico, riducendo l’affaticamento e l’indolenzimento muscolare, può aiutare a seguire meglio le proprie routine di allenamento. Questi nuovi risultati si aggiungono al crescente numero di evidenze scientifiche che esplorano il modo in cui le mandorle influenzano positivamente il recupero post esercizio.

Lo studio finanziato dall’Almond  Board of California

Studi precedenti hanno esaminato l’effetto delle mandorle sulla sensazione di fatica e sul metabolismo dell’esercizio e hanno analizzato l’efficacia del consumo di mandorle sulla sensazione di indolenzimento e sulle prestazioni muscolari. In questo nuovo studio randomizzato e incrociato, pubblicato su Current Developments in Nutrition e finanziato dall’Almond Board of California, 26 adulti di mezza età che svolgevano attività fisica da una a quattro ore alla settimana e che erano in normopeso o in leggero sovrappeso – indice di massa corporea (BMI) di 23-30 – hanno mangiato ogni giorno per otto settimane 57 g (circa due porzioni) di mandorle crude intere o un quantitativo equivalente in termini calorici di pretzel non salati (86 g).

Dopo otto settimane di consumo di mandorle o dell’alimento di controllo, con un periodo di washout di quattro settimane tra i due interventi, i partecipanti hanno eseguito una corsa in discesa su tapis roulant di 30 minuti per indurre un danno muscolare; quindi, hanno ricevuto immediatamente dopo la loro porzione giornaliera isocalorica da 57 g di mandorle o di pretzel. I partecipanti hanno continuato a mangiare porzioni giornaliere di mandorle o pretzel per tre giorni dopo la corsa su tapis roulant.

I ricercatori hanno misurato l’indolenzimento muscolare percepito dai partecipanti, le prestazioni muscolari (valutate attraverso un test di contrazione muscolare e un salto verticale) e i marcatori ematici del danno muscolare/infiammazione (creatina chinasi, proteina C-reattiva, mioglobina e capacità antiossidante) prima della corsa sul tapis roulant e a 24, 48 e 72 ore dopo la corsa.

I risultati dello studio

Durante il recupero dall’esercizio fisico (fino a 72 ore dopo la corsa su tapis roulant), il gruppo mandorle rispetto a quello di controllo presentava:

·         Livelli più bassi di creatinchinasi (CK), un indicatore di danno muscolare.

·         Un declino più rapido dei livelli di CK dopo 72 ore, che potrebbe indicare un tasso di recupero più rapido.

·         Migliori prestazioni muscolari a 24 e 72 ore.

·         Modesta riduzione della valutazione del dolore dopo la contrazione massimale a 24 (37% in meno) e 48 ore (33% in meno).

Non sono state rilevate differenze in altri marcatori biochimici del danno muscolare e dell’infiammazione (come la proteina C-reattiva, le concentrazioni di mioglobina e la capacità antiossidante totale). Questo studio ha preso in esame adulti non fumatori che svolgevano attività fisica da una a quattro ore alla settimana e che avevano un peso normale o un leggero sovrappeso, quindi i risultati potrebbero non essere applicabili a persone con altre caratteristiche demografiche e di salute. Gli studi futuri dovrebbero inoltre prendere in considerazione la possibilità di effettuare misurazioni su un periodo di recupero più lungo

Una porzione da 30g di mandorle fornisce 6 g di proteine, 4 g di fibre, 13 g di grassi insaturi, solo 1 g di grassi saturi e 15 nutrienti essenziali, tra cui 81 mg di magnesio, 220 mg di potassio e 7,7 mg di vitamina E, che le rendono un ottimo spuntino per uno stile di vita sano e attivo.

Fare uno spuntino da 57 g di mandorle per otto settimane ha ridotto moderatamente la valutazione soggettiva del dolore, ha contribuito a mantenere la forza muscolare e ha ridotto i danni muscolari dopo l’esercizio.

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Reflusso e gastrite, i nutraceutici che possono aiutarci https://stage.italianinews.com/2024/11/22/reflusso-e-gastrite-i-nutraceutici-che-possono-aiutarci/ Fri, 22 Nov 2024 13:23:38 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/22/reflusso-e-gastrite-i-nutraceutici-che-possono-aiutarci/ I nutraceutici possono essere un valido e prezioso aiuto per la gestione del reflusso e della gastrite?

Ce lo spiega la Dottoressa Serena Missori, endocrinologa e diabetologa, nel nuovo volume “Stop reflusso e gastrite – Con dieta specifica, menù stagionali e strategie del Metodo Missori-Gelli®” firmato insieme al  Dottor Alessandro Gelli (Edizioni Lswr).  

Cosa sono i nutraceutici

Dottoressa Missori cosa sono i nutraceutici?
Sono sostanze naturali, trasformate o lasciate al naturale, presenti in prodotti utili per prevenire e trattare diverse condizioni patologiche, ma anche in grado di favorire i processi fisiologici dell’organismo. Sono per lo più sostanze di origine naturale, ma sono contemplate anche vitamine, minerali e sostanze di sintesi chimica. I principi nutritivi di alcuni alimenti rientrano tra i nutraceutici, avendo proprietà funzionali.
I nutraceutici derivano quindi da piante, da alimenti e da fonti microbiche come probiotici, antiossidanti, acidi grassi Omega-3, vitamine, complessi enzimatici. Non si tratta quindi di farmaci ma di micronutrienti in grado di apportare beneficio a chi li assume.

A cosa servono nello specifico?

Alcuni nutraceutici possono essere utili per reflusso e gastrite. Possono essere utilizzati in automedicazione, ma si consiglia sempre di chiedere il parere del proprio medico per valutare necessità, tollerabilità, interazioni farmacologiche e per gestire, eventualmente anche farmacologicamente, se necessario, la terapia per reflusso e gastrite.

Quali sono i nutraceutici contro reflusso e gastrite

Ecco una varietà di nutraceutici consigliati dalla Dottoressa Missori. Scopriamo insieme i loro benefici.

– Alga spirulina e clorella: hanno azione antiadesiva per l’Helicobacter pylori, riducendo la sua capacità di aderire alla parete dello stomaco. Posseggono proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. Le quantità consigliate vanno tra i 2 e i 5 g al giorno di spirulina (non superare le dosi, in alcuni casi l’eccesso può causare nausea, vomito, ecc.) e tra i 6-10 g al giorno di clorella.

Camomilla: sotto forma di fiori, estratto secco o olio essenziale, la camomilla stimola la funzione digestiva, è ottima quindi in caso di gastrite iposecretiva con gonfiore e tensione gastrica. Stimola la secrezione gastrica, quindi è controindicata in caso di ipersecrezione e reflusso acido.

Collagene marino o bovino idrolizzato: il collagene è la proteina più rappresentata nel nostro corpo. Può essere utile in caso di reflusso acido e gastrite con ipersecrezione perché aiuta a ristabilire l’equilibrio acido-base nello stomaco, riducendo i sintomi da reflusso.

Melatonina: valida strategia per la gestione di reflusso e gastrite perché è in grado di ridurre il danno tessutale e l’alterazione della mucosa dello stomaco indotta anche da FANS, e riduce la pressione sullo sfintere esofageo inferiore (un aumento della pressione favorisce il reflusso). Stimola anche la produzione del muco protettivo.

Olio essenziale di basilico: digestivo, stimola la peristalsi gastrica, utilizzare in caso di digestione lenta con eruttazioni, gastrite cronica con iposecrezione, gastrite atrofica. 1-2 gocce in 1 cucchiaino di olio extravergine d’oliva o cocco da utilizzare per condire.

Olio essenziale di finocchio: stimola la digestione, riduce spasmi e gonfiore gastrico e intestinale e ha proprietà antibatteriche. 1-2 gocce diluite in 1 cucchiaino di olio extravergine d’oliva o cocco, da utilizzare anche per condire.

Salvia: in foglie, estratto secco, olio essenziale, ha azione antispasmodica e antireflusso. Utilizzare in cucina, come infuso e come olio essenziale, diluendo 1-2 gocce in 1 cucchiaino di olio extravergine d’oliva o cocco, da utilizzare per condire.

Zenzero: stimola la digestione, è antinausea e antireflusso. Cicatrizzante antinfiammatorio utile per gastriti e ulcere con iposecrezione e rallentamento digestivo (non in caso di iperacidità perché stimola la secrezione gastrica). Assumere in radice fresca nella misura di 10-30 g giornalieri, in estratto secco 0,5-4 g al giorno titolato in gingeroli. Può essere utilizzato anche sotto forma di olio essenziale, 1-2 gocce diluite in 1 cucchiaino di olio extravergine d’oliva e cocco, da assumere prima dei pasti per favorire la digestione.

 

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E-mail anxiety, l’impatto sulla salute mentale e sui comportamenti sociali https://stage.italianinews.com/2024/11/13/e-mail-anxiety-limpatto-sulla-salute-mentale-e-sui-comportamenti-sociali/ Wed, 13 Nov 2024 13:10:29 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/13/e-mail-anxiety-limpatto-sulla-salute-mentale-e-sui-comportamenti-sociali/ Le e-mail rappresentano una componente ormai fondamentale della vita lavorativa.

Permettono di raggiungere i destinatari in modo rapido e formale e, proprio per questo, costituiscono uno dei principali mezzi di comunicazione professionale.

Alla luce di questa centralità nel mondo del lavoro, Babbel, ecosistema leader nell’apprendimento delle lingue, presenta i risultati di una ricerca commissionata all’istituto OnePoll e condotta negli Stati Uniti sull’impatto della posta elettronica e del suo linguaggio sulla vita lavorativa, sul benessere  mentale e sul comportamento delle persone.

Uno dei primi dati che emerge dalla ricerca è che per 6 persone su 10 l’elevato volume di e-mail lavorative ricevute aumenta il proprio livello di stress. Forse proprio per questo il 39% dei rispondenti spera, tra 5 anni, di ricevere meno e-mail; al contrario, il 25% si auspica di riceverne di più, il che potrebbe riflettere una maggiore predilezione verso le e-mail rispetto ad altri mezzi di comunicazione, come ad esempio le telefonate.

 “Si parla spesso del ruolo dei social media e di altri strumenti digitali nel plasmare il nostro comportamento e nell’ influire sul nostro benessere mentale, ma si trascura l’impatto delle e-mail, un mezzo di comunicazione più consolidato. La nostra ricerca ha evidenziato che le e-mail sono una delle principali fonti di stress sul posto di lavoro e che la loro natura formale e permanente è in contrasto con quasi tutti gli altri mezzi di comunicazione professionale attualmente in uso, con conseguenze potenzialmente determinanti per la carriera. Nel corso degli ultimi 20 anni, gli atteggiamenti nei confronti delle e-mail sul posto di lavoro – e le regole per la loro composizione ed interpretazione – si sono progressivamente radicati. Tuttavia, man mano che le nuove generazioni, cresciute con i social media, diventano professionisti, i confini tra la comunicazione online più informale, come l’invio di messaggi scherzosi e pieni di emoji tra amici, e le e-mail sul posto di lavoro si fanno sempre più labili. Questo è naturale, perché il linguaggio e la comunicazione sono in continua evoluzione, plasmati dai progressi tecnologici e sociali”: è il commento di Esteban Touma, esperto culturale e linguistico di Babbel.

Quali sono le cause dell’e- mail anxiety

A contribuire all’“e-mail anxiety” (letteralmente “ansia da email”), nota anche come “apnea da e-mail”, è poi la tendenza a procrastinare l’apertura delle mail.

 La natura formale e “irrecuperabile” delle e-mail, se paragonata ad altri strumenti di messaggistica (che beneficiano di una funzione “cancella per tutti” in caso di ripensamenti), spiega poi perché il 28% degli intervistati afferma che le email abbiano avuto un impatto negativo sulla propria carriera, con quasi 9 persone su 10 (88%) che sostengono di essersi pentiti del contenuto di un’e-mail di lavoro subito dopo aver premuto il tasto di invio. Questo sentimento di rimpianto è un’esperienza comune anche presso la Gen Z, vissuta dal 21% degli impiegati tra i 18 e i 24 anni.

Il galateo della posta elettronica

Le e-mail vengono considerate ancora una forma di comunicazione formale, in particolare rispetto al linguaggio quotidiano. Il fenomeno del cosiddetto “tono da telefono” (tendenzialmente molto gentile e quasi ossequioso) si è infatti trasferito alle comunicazioni digitali: ne è la prova che l’85% degli intervistati ha ammesso che lo stile e il linguaggio usato per scrivere le e-mail differiscono da quello quotidiano (il 17% lo considera persino “molto diverso” dalla sua normale fraseologia).

Inoltre, quasi la metà (48%) dei rispondenti giudica gli errori di battitura nelle e-mail lavorative più severamente rispetto ad altre piattaforme professionali.

Se si considerano poi i messaggi automatici come “out of office” (“fuori ufficio”) e le firme, un terzo (33%) dei rispondenti ha provato irritazione almeno una volta nella propria vita lavorativa a leggere un messaggio automatico di ferie “out of office” (perché eccessivamente divertente o perché suscitava invidia), percentuale che sale al 48% per la Gen Z e scende al 19% per i Baby Boomer. Infine, quasi 1 persona su 8 (79%) ammette di aver giudicato una persona dalla sua firma via e-mail.

Con l’entrata delle nuove generazioni nel mondo del lavoro, il “galateo” delle e-mail sta tuttavia subendo un significativo cambiamento. A riprova di ciò, più di 1 rispondente su 2 ritiene appropriato l’uso di emoji nelle e-mail aziendali, contro un 29% che lo ritiene invece inopportuno.

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Relazioni disfunzionali, come riconoscere un “vampiro emotivo” https://stage.italianinews.com/2024/11/11/relazioni-disfunzionali-come-riconoscere-un-vampiro-emotivo/ Mon, 11 Nov 2024 10:36:23 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/11/relazioni-disfunzionali-come-riconoscere-un-vampiro-emotivo/ L’ambiente vitale che ci circonda è popolato da molteplici persone diverse tra loro e capaci di donarci tanto e arricchirci umanamente.

Attraverso l’incontro con l’Altro impariamo a conoscere le tante sfaccettature della nostra personalità che spesso ci sfuggono o che addirittura ignoriamo. Le persone con le quali interagiamo quotidianamente ci accompagnano nel condividere i momenti significativi della nostra esistenza fatta di emozioni, esperienze vitali e sensazioni.

A volte però ci sono individui che ci fanno vivere conflitti interiori e tensioni negative che stentiamo a razionalizzare. Questi individui sono persone negative che ci rubano energie vitali e sono denominati “vampiri emotivi”. I vampiri emotivi o “divora energie” sono persone altamente tossiche perché minano al nostro equilibrio psichico e ostacolano lo sviluppo personale. Sono individui che soffrono di disturbi di personalità e hanno una visione distorta della realtà e di ciò che accade.

Come agiscono i ” vampiri emotivi”

I vampiri emotivi creano un legame stretto con la “vittima”, un rapporto che si ciba della costanza e della prossimità. Cercano di guadagnarsi la fiducia e la simpatia dell’Altro per avvicinarsi sempre più al suo mondo e analizzarlo in ogni suo aspetto. Successivamente si approfittano dei punti deboli e sensibili dell’Altro per usarli a proprio vantaggio ottenendo un vero e proprio “tornaconto personale”.

I vampiri emotivi succhiano energia vitale tanto da far sentire stanca e spossata la “vittima”. Si attaccano soprattutto alle persone dinamiche, solari, attive, forti e coraggiose. Il vampiro emotivo tende a nascondere le sue battute offensive dietro atteggiamenti di accondiscendenza, falsa cordialità e amicizia. È sempre pronto a criticare ciò che fanno gli altri.

La sua abilità principale è “l’arte della manipolazione” che gli consente di ottenere ciò che vuole e approfittare della generosità e disponibilità altrui. Sa recitare a “fare la vittima” attraverso il “ricatto emotivo” che spinge la sua “preda” a nutrire sensi di colpa e a sentirsi inadeguata alla situazione che vive.

Le tipologie di vampiri emotivi

La psicologia delinea le seguenti tipologie principali di persone negative:

   –   la VITTIMA: è la persona negativa per eccellenza. Vede tutto nero e non è assolutamente capace di riconoscere nemmeno uno spiraglio di Luce in una situazione. Presterà attenzione solo alle tragedie, alle ingiustizie e ai soprusi. Puoi parlargli di qualcosa di bello ma puntualmente troverà un difetto, qualcosa di negativo anche nella situazione più idilliaca. È una persona che polemizza tutto. Solitamente ha alle spalle un passato infelice ma non fa nulla per cambiare la sua condizione di vita attuale. Va spesso incontro all’Inettitudine perché più vede la negatività e più la attrae a sé;

– Il CRITICONE: ossia chi è bravo a sparare sentenze sugli altri e a puntare continuamente il dito contro il suo interlocutore. È chi attribuisce agli altri la responsabilità e la colpa della propria infelicità. Le sue critiche sono la conseguenza delle proprie frustrazioni e disillusioni e sono finalizzate a sminuire e svalutare ciò che fanno gli altri;

– Il MANIPOLATORE: è la persona che si serve dell’Altro per ottenere risultati per sé. Ha grande spirito di osservazione e capacità di analisi dell’Altro. Sa che può ottenere vantaggi utilizzando l’Altro. Tende a fare leva sulle sue debolezze e mancanze. Può diventare pericoloso perché è bugiardo, disonesto e falso. Non fa nulla per niente. Agisce solo per ottenere un tornaconto. Sa incantare la vittima con false promesse e adulazioni;

– il NARCISISTA: ossia chi ha continuamente bisogno dell’approvazione e dell’attenzione altrui. Sa solo ricevere senza dare nulla in cambio. È una persona viziata, arrogante che crede che tutto gli è dovuto e non sa cosa significa la riconoscenza o lo scambio. Tende ad intrattenere rapporti unilaterali in cui a giovare di essi è sempre lui. La sua incapacità di dare solitamente è dovuta alla sua aridità interiore;

I’INETTO: colui che affronta la propria esistenza in “modalità off” senza esprimere le proprie opinioni, senza ragionare con la propria testa. Non ha spirito di iniziativa e si attacca all’Altro come una “sanguisuga” facendolo sentire responsabile della propria felicità innescando sensi di colpa e dipendenza psicologica.

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Giornata Mondiale della Polmonite, nell’asse intestino-polmoni la nuova frontiera per la salute respiratoria https://stage.italianinews.com/2024/11/11/giornata-mondiale-della-polmonite-nellasse-intestino-polmoni-la-nuova-frontiera-per-la-salute-respiratoria/ Mon, 11 Nov 2024 10:35:32 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/11/giornata-mondiale-della-polmonite-nellasse-intestino-polmoni-la-nuova-frontiera-per-la-salute-respiratoria/ La Giornata Mondiale contro la Polmonite che si celebra il 12 novembre è stata istituita nel 2009 da Unicef e la World Health Organization

Con l’intento di aumentare la consapevolezza sulla patologia ma anche di promuovere interventi volti a proteggere, prevenire e curare la malattia spingendo istituzioni e governi ad intraprendere azioni decisive per combatterla.

La polmonite è una malattia del sistema respiratorio causata da un’infezione più spesso virale o batterica. Al giorno d’oggi è una malattia molto diffusa che colpisce circa 450 milioni di persone l’anno in tutte le parti del mondo, anche se i casi di polmonite si verificano circa cinque volte più frequentemente nei paesi in via di sviluppo piuttosto che nei paesi occidentali.

Quali sono le tipologie di polmonite

Sono quattro le tipologie di polmonite:

–         la polmonite batterica:  la più comune ed è causata da batteri come lo Streptococcus pneumoniae, l’Haemophilus influenzae, lo Staphylococcus aureus, il Mycoplasma pneumoniae, e altri;

–         la polmonite virale, più rara di quella batterica, è più frequente nei bambini. Gli agenti patogeni più comuni possono essere il virus respiratorio sinciziale e, a volte, i virus influenzali di tipo A e B;

–         la polmonite fungina è causata da infezioni fungine, questo tipo di polmonite è rara e colpisce quasi esclusivamente le persone con sistema immunitario compromesso;

–         la polmonite ab ingestis In questo caso a causare la polmonite è l’aspirazione (prima nelle prime vie aeree e poi nei polmoni) di sostanze estranee solide, liquide o gassose, come cibo o succhi gastrici. L’aspirazione può provocare due tipi di polmonite: chimica, come nel caso dell’aspirazione dei succhi gastrici, o infettiva, perché causata da batteri presenti negli aspirati gastrici.

 

A differenza di quanto si riteneva in passato, i polmoni non sono organi sterili– spiega la dottoressa Roberta Lanza, farmacista e scientific advisor, Schwabe Pharma Italia ma ospitano un proprio microbiota e sono influenzati da segnali microbici provenienti da siti distali del corpo, come l’intestino. Il “microbiota” è l’insieme di microrganismi come batteri, virus, funghi e protozoi che vivono nel corpo umano. Questi microrganismi, localizzati  in tutte le mucose del corpo, sono importanti per mantenere in equilibrio l’organismo e sostenere il sistema. Diversi studi ex vivo hanno dimostrato che il microbiota protegge da vari problemi di salute, compresi disturbi metabolici e malattie infiammatorie e infettive nell’intestino, sulla pelle e nei polmoni”.

Il legame tra polmoni e microbiota

I polmoni di individui sani ospitano un microbiota, i cui principali componenti batterici includono PrevotellaStreptococcus Haemophilus. La colonizzazione delle vie aeree inizia immediatamente dopo la nascita e, entro sette settimane, il microbiota polmonare dei bambini diventa simile a quello degli adulti sani. Tuttavia, nelle malattie respiratorie il microbiota polmonare sembra essere alterato.

L’equilibrio tra il corpo e il microbiota– prosegue la specialista- è molto sensibile a fattori come i geni, l’uso di antibiotici, la dieta, allergeni o agenti infettivi, che possono alterare il microbiota e causare “disbiosi” (squilibrio). La disbiosi può peggiorare le malattie o aumentare il rischio di nuovi problemi di salute. Studi dal 2010 hanno mostrato che il microbiota polmonare subisce delle variazioni in malattie come la broncopneumopatia cronica ostruttiva, la fibrosi cistica e l’asma, influenzando la salute respiratoria.  Non solo, il microbiota intestinale può influenzare l’immunità polmonare attraverso una correlazione diretta definita “asse intestino-polmone”.

I principali mezzi di comunicazione tra i batteri intestinali e i polmoni sono componenti microbici, come peptidoglicani, e metaboliti, inclusi acidi grassi a catena corta. Queste molecole vengono trasportate attraverso il sangue e regolano la risposta immunitaria a livello polmonare. Ma l’intestino e i polmoni possono comunicare anche attraverso la migrazione diretta delle cellule immunitarie dall’intestino al tratto respiratorio.

Il concetto virtuoso che si evince alla base dell’asse intestino-polmone, è che il microbiota intestinale influisce sul sistema immunitario nelle malattie respiratorie e per questo diventa una via di integrazione utile per il benessere delle vie respiratorie. Si è scoperto infatti che la disbiosi influisce negativamente anche sul microbiota a livello polmonare e che l’uso di ceppi specifici di probiotici, portano ad un benessere intestinale ma anche polmonare e risultano efficaci nella gestione dei disturbi delle vie respiratorie.

Il ruolo degli integratori a base di immunobiotici

Una buona strategia è dunque utilizzare ceppi probiotici selezionati con sostanze naturali che abbiano dimostrato di ridurre l’insorgenza e l’intensità delle infezioni delle vie respiratorie.

In uno studio di recente pubblicazione sono stati esaminati due integratori a base di immunobiotici, ovvero probiotici con evidenze scientifiche sulla efficienza immunitaria, uno per adulti con Bifidobacterium lactis Bl 04 ß-glucani e micronutrienti, e uno per bambini con Lactobacillus rhamnosus CRL 1505 ed estratto di sambuco, acerola, zinco e vitamine.

“Lo studio- precisa la dottoressa Lanza- ha dimostrato che entrambi i prodotti aiutano le cellule del sistema immunitario a la produzione di citochine pro- e anti-infiammatorie importanti per combattere le malattie. Le formulazioni testate si sono dimostrate efficaci nel migliorare l’efficienza del sistema immunitario, con i probiotici che stimolano le difese anche a basse dosi e i composti naturali che aumentano l’efficacia in modo sinergico”.

Questi prodotti sono adatti per sostenere le difese immunitarie senza usare farmaci, con pochi effetti collaterali.

Quindi, l’asse intestino-polmone– conclude l’esperta-  apre nuove frontiere per la salute respiratoria, offrendo opportunità innovative per rafforzare il sistema immunitario e prevenire le infezioni. L’integrazione di probiotici selezionati  e sostanze naturali può rappresentare una svolta nella gestione delle malattie respiratorie, garantendo una protezione sicura ed efficace. Investire nella salute del microbiota non solo favorisce il benessere delle vie respiratorie, ma contribuisce a un equilibrio globale dell’organismo”.

 

 

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Longevità: come essere magri, forti e felici https://stage.italianinews.com/2024/11/07/longevita-come-essere-magri-forti-e-felici/ Thu, 07 Nov 2024 11:41:19 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/07/longevita-come-essere-magri-forti-e-felici/ Magri, forti e felici. Sono questi i tre principali pilastri della longevità, che identificano e accomunano le storiche 5 Blu Zone.

Quest’ultime sono le cinque zone del nostro pianeta in cui la popolazione residente è particolarmente longeva e quasi immune dalle malattie invalidanti.

Perché? Cosa caratterizza queste 5 zone? E cosa possiamo fare noi, nella nostra quotidianità, per avvicinarci a questi stili di vita salutari?

Ce lo spiega  il Dottor Massimo Spattini , Medico chirurgo. Specialista in Medicina dello Sport, Specialista in Scienza dell’Alimentazione e Dietetica nel suo libro  “Le 3 chiavi della longevità – Magri, forti e felici” (Edizioni Lswr) ,

Quali sono le tre chiavi della longevità

Il primo pilastro è essere magri, ossia significa focalizzare l’attenzione su una corretta alimentazione, appropriata ai propri fabbisogni giornalieri e fasi della vita, sfruttando le potenzialità che ogni territorio di residenza  che offre come prodotti di cui nutrirsi.
L’eccesso di peso e, ancor più, la mancanza di sufficienti muscoli, è associato a un accorciamento della vita e allo sviluppo delle malattie cosiddette non trasmissibili, ossia sindrome metabolica, diabete, malattie cardiovascolari, ictus, infiammazione cronica silente, disfunzione mitocondriale ecc..

Il secondo pilastro è essere forti e quindi mantenere un tessuto muscolare non solo tonico, ma allenato per lo sviluppo della forza in quanto i muscoli ci aiuteranno ad essere liberi di muoverci in autonomia, senza incertezza per espletare nel tempo tutte le incombenze quotidiane.
Di relativa recente scoperta, inoltre, l’esistenza delle miochine, ossia di molecole prodotte nei muscoli allenati, con importanti funzioni anti-infiammatorie. Oggi sappiamo che lo sviluppo della forza e il suo mantenimento sono tra i più importanti parametri predittivi della longevità scevra da malattie.

Il terzo pilastro è essere felici. Il pilastro veramente comune a tutte le popolazioni longeve è l’aspetto psicologico e sociale. È il senso di comunità, di appartenenza, l’affetto dei propri cari e degli amici che contribuiscono a dare ogni giorno la voglia di vivere serenamente e felicemente. Con-dividere aiuta a sopportare meglio le piccole o grandi difficoltà della vita e fa sentire le persone meno sole e meno ansiose degli anni che passano.

Come  tutelare i tre pilastri della longevità

Pilastro “Magri”. Due regole da seguire:
1) privilegiare verdura (molta) e frutta (moderatamente) del territorio, con prodotti possibilmente Bio, di stagione e a Km zero.
2) Non sottovalutare l’importanza delle proteine. La verità è che gli anziani risultano troppo scarsi nell’assunzione di questo importantissimo macro-nutriente. È tuttavia bene rivolgersi a carni dal taglio magro da allevamenti sostenibili, a pesce grasso pescato (questo sì, vista la presenza dei benefici Omega-3), a frutta secca in guscio, alcuni legumi come le lenticchie…. Limitare il più possibile carboidrati ad alto indice glicemico (dolci, pane bianco, bibite zuccherate), e limitare l’eccessiva assunzione anche di quelli nella loro forma “integrale” (eccessivo carico glicemico) in quanto con l’invecchiamento si tende a diventare insulino-resistenti e questo a sua volta aumenta il processo di invecchiamento. Via libera all’olio di oliva extravergine di qualità.

Pilastro “Forti”. Due regole da seguire:
1) Allenare soprattutto la forza. Oltre che in palestra – seguiti da personale competente – può essere allenata anche a casa: salire le scale senza aiutarsi col corrimano, possibilmente 2 gradini alla volta; alzarsi e sedersi dalla sedia almeno 15-20 volte, più volte al giorno, senza l’ausilio delle mani; usare bottiglie di acqua (o pacchi) da alzare con entrambe le braccia, alternativamente (flettere l’avambraccio sul braccio).
2) Ma anche la capacità aerobica va allenata: non solo col tapis roulant in palestra ma anche abituandosi a camminare (tanto) a passo molto svelto all’aperto, possibilmente in mezzo alla natura. Di aiuto possono essere alcune App o device indossabili che misurano i passi compiuti e la velocità di camminata: avvicinarsi quanto più possibile a 6 km/h.

Pilastro “Felici”. Due regole da seguire:
1) Non lasciare spazio alla mente di vagare sui nostri problemi, sia fisici o mentali, ma attuare alcune strategie molto pratiche e spicciole di provata efficacia: chiamare o vedere un amico, parente a noi caro, effettuare lavoro manuale, che sia giardinaggio, aggiustare/creare qualcosa, occuparsi di un animale da compagnia, sforzarsi comunque di sorridere e di essere grati per le piccole cose quotidiane che diamo per scontate, anche uscire, se il tempo lo permette, a fare una passeggiata (magari nel verde) può offrire enorme aiuto in queste circostanze, ma soprattutto, non isolarsi.
2) Fondamentale avere uno scopo, una ragione per cui alzarci ogni mattina, che i Giapponesi definiscono “Ikigai”.

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Maxi incidente su Statale 18 a Praia a Mare, morta ragazza in moto https://stage.italianinews.com/2024/11/03/maxi-incidente-su-statale-18-a-praia-a-mare-morta-ragazza-in-moto/ Sun, 03 Nov 2024 21:33:10 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/03/maxi-incidente-su-statale-18-a-praia-a-mare-morta-ragazza-in-moto/ Tragedia sulla Statale 18 nei pressi di Praia a Mare. Una ragazza di 18 anni alla guida di una moto è morta nell’impatto con altre due autovetture.

L’incidente si è verificato intorno alle 19.30. Le condizioni della giovane sono apparse subito gravi e a nulla è valso il trasferimento all’ospedale di Praia a Mare. La Statale è al momento chiusa al transito e la circolazione è deviata su strade secondarie. Sul posto polizia stradale, vigili del fuoco e personale Anas per gli adempimenti di competenza.

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La corretta alimentazione per la prevenzione del cancro. Intervista alla Dottoressa Rachele Aspesi https://stage.italianinews.com/2024/10/31/la-corretta-alimentazione-per-la-prevenzione-del-cancro-intervista-alla-dottoressa-rachele-aspesi/ Thu, 31 Oct 2024 07:33:48 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/10/31/la-corretta-alimentazione-per-la-prevenzione-del-cancro-intervista-alla-dottoressa-rachele-aspesi/ Non esiste una dieta anti-cancro, ma il 40% dei tumori può essere prevenuto adottando stili di vita salutari e mettendo in tavola gli alimenti che ci aiutano a stare bene.

A ribadirlo è la farmacista Rachele Aspesi, specializzata in Nutrizione e Dietetica Applicata e curatrice del blog  http://nutrirelasalute.farmacista33.it/ che nel suo nuovo libro  “La dieta anti-cancro esiste?” edito da Lswr e che uscirà in tutte le librerie a partire dal 5 novembre.

Esiste una dieta anti cancro

In occasione dell’uscita del suo nuovo libro cerchiamo di fare chiarezza sull’argomento.

Dottoressa Aspesi esiste un legame tra regime alimentare e cancro?Non esiste un regime alimentare anti-cancro. Inoltre, non esiste un singolo cibo che, da solo, possa essere considerato né causa, né risoluzione dal cancro. Tuttavia, esiste un’alimentazione che può aiutare ogni nostra singola cellula a vivere meglio, a sopportare meglio, a combattere meglio.

Cosa mettere a tavola? E perché?
È meglio optare per un’alimentazione ricca di cereali integrali, verdure, frutta e legumi. Gli studi dimostrano che un regime alimentare con un’elevata percentuale di alimenti vegetale migliora il benessere generale e riduce il rischio di sviluppare malattie cronico-degenerative come quelle oncologiche.
Perché?
Questo vantaggio è dovuto innanzitutto alla moltitudine di principi attivi con potenziali effetti protettivi che vengono studiati sempre più frequentemente, ma dei quali spesso sono necessari ulteriori ricerche che ne confermino la veridicità. Inoltre, ciò che è confermato dagli scienziati è il ruolo importantissimo della fibra contenuta nei cibi vegetali. Si dovrebbe ambire a consumare almeno 25-30 grammi di fibra alimentare al giorno per ottenere vantaggi tangibili come il controllo glicemico e della sazietà, la corretta motilità intestinale, l’adeguata pulizia dai batteri eliminati adeguatamente dalle feci.

Come promuovere efficacemente il consumo di vegetali nel proprio piano alimentare?
Si consiglia di includere nella maggior parte dei nostri pasti quotidiani cereali integrali, come principali fonte di carboidrati, da consumare anche nella versione di chicco e non solo sotto forma di prodotti derivati dalla lavorazione, come comunemente facciamo, ossia pasta e pane. Ovviamente si suggerisce di consumare una gran varietà di verdure non amidacee, ma anche la frutta, tanto discussa a causa del potere zuccherino. Da non dimenticare i legumi che, purtroppo, utilizziamo troppo poco. Il loro utilizzo, spesso molto dibattuto a causa della quota proteica non completa e del potere fermentativo, è utile per introdurre un ottimo quantitativo di fibre e, se abbinata ai cereali, per ottenere un profilo proteico simile a quello della carne.
Non vanno dimenticate spezie ed erbe aromatiche che contribuiscono ad accrescere il pool di fitocomposti vegetali attivi, ma anche a sostituire il sale in tavola garantendo comunque ottimo gusto ai piatti. Frutta secca, semi oleosi e derivati come l’olio extravergine di oliva rientrano in questo gruppo di cibi del mondo vegetale così ricco di sostanze buone che è impossibile non citarli. Di fatti i grassi buoni che essi contengono sono la fonte principale di salute per il sistema cardiovascolare e le funzionalità cerebrali.

Quali sono le abitudini alimentari dannose?

È accertato che alcune abitudini alimentari non salutari possono favorire la comparsa della malattia in due modi, ossia apportando sostanze potenzialmente cancerogene, come quelle prodotte dalla carne rossa, soprattutto se lavorata e inoltre privando l’organismo di fattori protettivi come le fibre contenute nella frutta e nella verdura o i mix di vitamine e sali minerali di cui i prodotti della terra sono ricchi e che nessun integratore ha finora saputo riprodurre con eguale efficacia. In generale si può dire che una dieta ricca di zuccheri, grassi animali e sale e povera di fibre, verdura e frutta, è quella che più espone al rischio di ammalarsi di cancro. Sebbene non ci siano prove sufficienti per dire che la scelta di un’alimentazione vegetariana sia da consigliare, sembra ormai accertato che l’assunzione eccessiva e frequente di carne rossa e soprattutto di salumi, salsicce e insaccati aumenti il rischio della malattia.

Quali sono i cibi da limitare secondo l’esperta

Nel suo libro “La dieta anti-cancro esiste?” (Lswr edizioni) la Dottoressa Aspesi ci indica quali sono i cibi da limitare. scopriamo insieme i principali:

1.   i cibi da fast food processati ricchi in grassi e zuccheri: un cibo processato è lavorato dall’industria alimentare, aggiunto di grassi, zuccheri e sale, con elevata densità energetica e basso potere saziante: insomma quei cibi dallo scarso valore nutrizionale, ma di cui andiamo ghiotti soprattutto quando si tratta di voler saziare i nostri desideri. Questi cibi favoriscono l’accumulo di tessuto adiposo, aumentano il rischio di grave sovrappeso e, di conseguenza, di ammalarsi di un cancro. Si consiglia, quindi, di limitare questi cibi a poche occasioni;

2.    carni rosse e lavorate: utilizzare la carne rossa senza eccessi, all’interno di una dieta sana, non comporta alcun rischio per la salute. Le linee guida consigliano di non superare i 400 g a settimana. Si consiglia di non eccedere perché abusare di questi prodotti può far sviluppare il cancro, soprattutto del colon-retto, a causa sia di grassi saturi contenuti nelle carni stesse, sia di composti potenzialmente cancerogeni che si formano sia durante le fasi di preparazione delle carni lavorate, sia durante le cotture ad alte temperature, come quando facciamo una grigliata.

3.   bevande zuccherate: dovremmo assumere solo occasionalmente le bevande zuccherate, per ridurre il rischio di sovrappeso grave e di malattie oncologiche. Per bevande zuccherate intendiamo anche i tè freddi confezionati e i succhi di frutta già pronti. Tutti questi prodotti presentano un elevato quantitativo di zuccheri. Non risolvono il problema i prodotti light o zero, che utilizzando dolcificanti artificiali riducono il potere calorico della bevanda, ma senza evitarci l’assuefazione dal sapore dolce. Il che comporta una costante richiesta di zucchero da parte del nostro organismo.

4.   bevande a base di alcool: il consumo eccessivo di alcool aumenta il rischio di sviluppare malattie oncologiche. Questo accade perché l’etanolo, classificato come cancerogeno, viene metabolizzato nel fegato e trasformato in alcune sostanze altamente dannose per i processi tumorali. Certo, questo non vuol dire negarci il piacere di un brindisi. Si consiglia di non superare un’unità alcoolica al giorno (corrispondente a un bicchiere di vino da 120 ml circa) per le donne, e due unità per gli uomini.

5.   non fare uso di integratori alimentari per la prevenzione del cancro: con l’aiuto di un esperto, è possibile utilizzare ciclicamente dei buoni integratori che ci aiutino a migliorare l’apporto nutrizionale che, a volte, la sola dieta non riesce. Ma non si deve mai procedere in autonomia.

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