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Intrecci Internazionali – Italianinews https://stage.italianinews.com La voce degli italiani nel mondo Tue, 03 Dec 2024 22:00:59 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0 https://stage.italianinews.com/wp-content/uploads/2024/11/cropped-Logo-Italiani-news-def-copia@2x-32x32.png Intrecci Internazionali – Italianinews https://stage.italianinews.com 32 32 Trump promette: “Difenderò Apple dalle multe europee” https://stage.italianinews.com/2024/10/17/trump-promette-difendero-apple-dalle-multe-europee/ Thu, 17 Oct 2024 18:20:31 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/10/17/trump-promette-difendero-apple-dalle-multe-europee/

Il candidato repubblicano sostiene di aver sentito più volte al telefono Tim Cook, CEO di Apple, che si è lamentato delle numerose multe imposte dall’UE

In una recente intervista a PBD Podcast, il candidato repubblicano alle Presidenziali USA Donald Trump ha rivelato di aver ricevuto una telefonata da Tim Cook, CEO di Apple, per discutere le ingenti multe che l’azienda sta affrontando nell’Unione Europea. Durante l’intervento, Trump ha dichiarato che, se rieletto, non permetterà che l’UE “approfitti” delle aziende americane come Apple. “Due o tre ore fa, Tim Cook mi ha chiamato,” ha detto Trump. “Mi ha detto che l’Unione Europea li ha appena multati per 15 miliardi di dollari. E poi, in aggiunta, hanno ricevuto un’altra multa da 2 miliardi.”

Le sanzioni a cui Trump fa riferimento si collegano a una serie di dispute tra Apple e l’UE. Lo scorso marzo, infatti, Apple è stata multata per circa 2 miliardi di dollari, dopo che le autorità europee hanno stabilito che la compagnia ha abusato della sua posizione dominante per limitare la possibilità delle app di streaming musicale di informare i propri utenti su offerte più convenienti al di fuori dell’App Store. Inoltre, l’UE ha vinto una battaglia legale che obbliga Apple a pagare 14,4 miliardi di dollari di tasse non versate.

Secondo quanto riportato da Trump, Cook avrebbe commentato in modo significativo il ruolo dell’UE nel suo rapporto con le grandi aziende tecnologiche americane. “Cook mi ha detto che stanno usando queste multe per finanziare la loro economia”, ha affermato Trump. “Non permetterò che continuino ad approfittarsi delle nostre aziende, non succederà”. Nonostante queste dichiarazioni, Apple non ha ancora risposto pubblicamente alle affermazioni di Trump o fornito commenti ufficiali sul tema.

Questa telefonata sembra inserirsi in un più ampio quadro di interazioni tra Trump e i principali leader del settore tecnologico. In precedenti interviste, Trump ha rivelato di aver parlato anche con Sundar Pichai, CEO di Google, per esprimere il suo disappunto riguardo alle “brutte storie” che secondo lui appaiono nei risultati di ricerca. Allo stesso modo, Elon Musk ha recentemente partecipato a un raduno di Trump in Pennsylvania, mentre il CEO di Meta, Mark Zuckerberg, avrebbe contattato l’ex presidente diverse volte durante l’estate.

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Il Naufragio Misterioso del Veliero Bayesian: Tra Ipotesi Inquietanti e Coincidenze Sconcertanti https://stage.italianinews.com/2024/08/22/il-naufragio-misterioso-del-veliero-bayesian-tra-ipotesi-inquietanti-e-coincidenze-sconcertanti/ https://stage.italianinews.com/2024/08/22/il-naufragio-misterioso-del-veliero-bayesian-tra-ipotesi-inquietanti-e-coincidenze-sconcertanti/#respond Thu, 22 Aug 2024 19:53:52 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/08/22/il-naufragio-misterioso-del-veliero-bayesian-tra-ipotesi-inquietanti-e-coincidenze-sconcertanti/
Le morti sospette, l’indagine che si infittisce e le teorie complottiste: il naufragio del superyacht di Mike Lynch lascia un alone di mistero su una tragedia che sfida la logica.

Il naufragio del veliero Bayesian solleva numerosi interrogativi che lasciano spazio a perplessità, soprattutto riguardo alle circostanze che hanno portato alla morte delle persone coinvolte. In particolare, è cruciale sottolineare l’importanza del processo investigativo e delle persone direttamente coinvolte nell’incidente, poiché emergono elementi che rendono ancora più oscuro il quadro della tragedia.

Le cause del naufragio restano avvolte nel mistero, con una dinamica che necessita di essere chiarita a fondo. L’affondamento del Bayesian, avvenuto nelle prime ore di lunedì al largo di Porticello, sulla costa palermitana, è stato particolarmente tragico per via della violenta tempesta che imperversava in quel momento. A bordo del veliero, lungo 56 metri con un imponente albero maestro in alluminio di 75 metri, viaggiavano 22 persone, tra cui 10 membri dell’equipaggio e 12 passeggeri. Soltanto 15 sono state tratte in salvo, mentre sei risultano ancora disperse. Il corpo del cuoco è stato recuperato, lasciando aperte dolorose domande sul destino degli altri scomparsi.

Gli stessi superstiti, ospitati in un albergo poco lontano dal porto in attesa di essere ascoltati dalla Procura di Termini Imerese, che ha aperto un’indagine per naufragio colposo, hanno parlato di un lasso di tempo dai tre ai cinque minuti dal momento in cui la barca è stata sollevata dalle onde del mare fino a quando è affondata. Tuttavia, né il video disponibile, che è di scarsa qualità a causa del buio e del maltempo, né le poche informazioni fornite dai superstiti, ancora sotto shock, aiutano a chiarire cosa sia realmente accaduto.

Mentre i sommozzatori continuano la loro ardua ricerca dei dispersi, presumibilmente intrappolati nelle cabine dell’imbarcazione affondata a 50 metri di profondità, si intensificano le speculazioni sulle cause del naufragio. Ci si chiede come un veliero così imponente e tecnologicamente avanzato, progettato per resistere a condizioni climatiche estreme, abbia potuto colare a picco in pochi minuti. L’unica testimonianza visiva dell’accaduto proviene da una telecamera di videosorveglianza di una villa vicina, che mostra l’albero maestro della barca scomparire rapidamente nella tempesta.

Partendo dalle poche informazioni certe, il maltempo che ha colpito l’area nella notte tra domenica e lunedì era previsto, ma non ci si aspettavano venti così forti. Una possibile causa potrebbe essere stata una tromba marina, un fenomeno atmosferico sempre più frequente nel Mediterraneo a causa dell’innalzamento delle temperature delle acque, oppure un downburst, una violenta raffica di vento che può superare i 100 chilometri orari.

La mattina del 19 agosto, alcuni pescatori di Porticello hanno riferito di aver visto una tromba marina durare circa dodici minuti. Questo tipo di evento può rappresentare un pericolo grave per le imbarcazioni, con il rischio di rottura dell’albero maestro. Tuttavia, le imbarcazioni moderne, come il Bayesian, sono costruite con elevati standard di sicurezza e sono dotate di sofisticati sistemi di navigazione e di emergenza, che normalmente impediscono un affondamento in caso di maltempo. Inoltre, l’albero maestro del Bayesian, progettato per resistere in condizioni avverse, era stato sottoposto a manutenzione solo quattro anni fa.

Nonostante ciò, la prima ipotesi che si è diffusa riguarda proprio la rottura dell’albero maestro, basata su quanto riferito dal comandante della nave che ha portato in salvo i quindici passeggeri. Si suppone che la rottura dell’albero possa aver causato danni allo scafo, facendo inclinare la barca e provocando il suo affondamento.

Tuttavia, una fonte informata sulle indagini ha riferito che i sommozzatori scesi a ispezionare il relitto hanno trovato l’albero maestro intatto, con tutti i suoi 75 metri di altezza, e lo scafo dell’imbarcazione senza falle visibili, con boccaporti chiusi e vetrate integre. Questo solleva ulteriori domande: cosa ha davvero fatto inabissare il Bayesian?

Una delle ipotesi è che l’imponenza e la velocità dell’acqua siano state tali da non lasciare tempo al sistema di emergenza di bordo per “sigillare” l’imbarcazione quando l’acqua ha iniziato a entrare. Un’altra teoria suggerisce che un gigantesco muro d’acqua abbia sollevato il veliero da poppa, facendo puntare la prua verso il fondale in pochi istanti. Alcuni suggeriscono anche un errore umano, poiché gli skipper di barche a vela con alberi eccezionalmente alti tendono a evitare di ancorarsi in rada in caso di previsioni di venti forti. È stato prudente ancorarsi in quella zona con l’allarme meteo in corso?

Secondo Perini Navi, il cantiere navale che ha prodotto il veliero, il Bayesian era dotato di una chiglia sollevabile, un sistema che riduce la profondità dell’imbarcazione per facilitare l’ingresso in porti poco profondi. Se la chiglia fosse stata in posizione sollevata anziché completamente estesa, ciò avrebbe potuto compromettere la stabilità della barca in caso di vento forte.

Oltre a queste ipotesi tecniche, il naufragio del Bayesian è circondato da una serie di coincidenze inquietanti, legate alla storia dei suoi passeggeri. Il superyacht era di proprietà di Angela Bacares, moglie del magnate della tecnologia britannico Mike Lynch, disperso insieme alla figlia 18enne Hannah, al suo legale Chris Morvillo e al presidente della Morgan Stanley International, Jonathan Bloomer, con le rispettive mogli. Si dice che la vacanza in Sicilia fosse un modo per celebrare la recente assoluzione di Lynch in un caso di frode, un momento di festa per lui e per le persone che gli erano state vicine durante il lungo calvario giudiziario.

Un’altra coincidenza assurda è la morte di Stephen Chamberlain, amico e uomo di fiducia di Lynch, avvenuta 48 ore prima del naufragio. Chamberlain è stato investito mentre faceva jogging e, nonostante sia stato ricoverato ancora vivo, è morto in ospedale per le ferite riportate. Questa sequenza di eventi ha scatenato numerose teorie complottiste, alimentate dai legami tra Lynch e i servizi segreti di vari paesi, in particolare quelli israeliani, attraverso le sue società di sicurezza informatica.

Alcuni ritengono che Lynch e Chamberlain siano stati uccisi, senza però chiarire da chi e perché, mentre altri suggeriscono che la morte di Lynch sia stata inscenata per permettergli di fuggire, magari a bordo di un sottomarino. Questo insieme di coincidenze è talmente sorprendente da evocare scenari degni di un dramma shakespeariano.

Un amico di lunga data di Lynch, l’imprenditore Brent Hoberman, ha commentato che questa tragedia sembra una sorta di “tragedia shakespeariana”: qualcuno che, dopo 12 anni di lotte per difendere il proprio nome, appena riabilitato, parte per festeggiare con i suoi cari e finisce vittima di un disastro di proporzioni straordinarie. Nonostante tutto, Hoberman si aggrappa alla speranza di un “clamoroso secondo atto” e prega per un miracolo, alimentando la remota ipotesi, riportata da alcuni media britannici, che i dispersi possano essere ancora vivi grazie a una “bolla d’aria” interna allo scafo.

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Julian Assange Libero Dopo l’Accordo con gli Stati Uniti https://stage.italianinews.com/2024/06/26/julian-assange-libero-dopo-laccordo-con-gli-stati-uniti/ https://stage.italianinews.com/2024/06/26/julian-assange-libero-dopo-laccordo-con-gli-stati-uniti/#respond Wed, 26 Jun 2024 17:33:10 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/06/26/julian-assange-libero-dopo-laccordo-con-gli-stati-uniti/ Atterrato in Australia Assange è un uomo libero.

Londra – Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, ha trovato un accordo con gli Stati Uniti, dichiarandosi colpevole di un solo capo d’accusa legato alla divulgazione di documenti riservati. Questo patteggiamento prevede una condanna a 62 mesi di carcere, già scontati durante la sua permanenza nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh a Londra. Dopo cinque anni dietro le sbarre, Assange è ora libero e pronto a tornare in Australia, suo paese d’origine. Tuttavia, prima di lasciare definitivamente l’Europa, dovrà affrontare un’ultima udienza negli Stati Uniti.

Il Patteggiamento e le Sue Implicazioni

L’accordo con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti rappresenta una svolta significativa per Assange, che eviterebbe così l’estradizione e una potenziale condanna fino a 175 anni di carcere, qualora fosse stato giudicato colpevole di tutti i 18 capi d’accusa mossi nel 2019. Il via libera definitivo dipende ora dall’approvazione di un giudice federale. La decisione pone fine a un capitolo durato oltre un decennio, segnato dalla pubblicazione di centinaia di migliaia di documenti riservati statunitensi nel 2010, la più grande fuga di informazioni militari nella storia degli Stati Uniti.

La Vicenda di Wikileaks e le Sue Conseguenze

Nel 2010, Wikileaks ha scioccato il mondo pubblicando documenti militari statunitensi segreti riguardanti le guerre in Afghanistan e Iraq, insieme a cablogrammi diplomatici e video sensibili. Uno dei più controversi è stato il filmato del 2007, che mostrava un elicottero Apache americano sparare su presunti insorti in Iraq, uccidendo una dozzina di persone, inclusi due giornalisti della Reuters. Questo atto ha portato all’incriminazione di Assange durante l’amministrazione Trump, principalmente per la collaborazione con Chelsea Manning, l’ex analista dell’intelligence militare statunitense responsabile della fuga di documenti.

Dalla Gran Bretagna all’Ambasciata Ecuadoriana

La saga legale di Assange è iniziata nel 2010, quando è stato arrestato in Gran Bretagna su mandato europeo emesso dalle autorità svedesi per accuse di crimini sessuali, poi cadute. Per evitare l’estradizione in Svezia, si è rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, dove è rimasto per sette anni. Nel 2019, è stato arrestato per aver violato le condizioni di cauzione e successivamente detenuto a Belmarsh. Da allora, ha combattuto strenuamente contro l’estradizione negli Stati Uniti.

L’Intervento del Presidente Biden e del Governo Australiano

Il patteggiamento giunge mesi dopo le dichiarazioni del presidente Joe Biden, che aveva manifestato l’intenzione di riconsiderare la prosecuzione del caso Assange, a seguito delle pressioni del governo australiano. Un portavoce del primo ministro Anthony Albanese ha affermato: “Il caso del signor Assange si è trascinato troppo a lungo e non c’è nulla da guadagnare dalla sua continua incarcerazione”.

Il Viaggio di Ritorno

Prima di recarsi negli Stati Uniti, Assange ha fatto scalo all’aeroporto Don Mueang di Bangkok per rifornirsi di carburante, con destinazione finale l’isola di Saipan nelle Isole Marianne Settentrionali, dove dovrà comparire in tribunale. L’udienza è prevista per mercoledì mattina. Il prossimo passo sarà decisivo per il futuro di Assange, che dopo l’udienza potrà finalmente tornare in Australia e iniziare una nuova fase della sua vita, lontano dalle prigioni e dai tribunali.

Conclusione

La libertà di Julian Assange segna la fine di una lunga battaglia legale e mediatica. L’accordo con gli Stati Uniti chiude un capitolo drammatico e controverso della storia moderna, mettendo in luce le delicate questioni di sicurezza, libertà di stampa e diritti umani. Con il suo imminente ritorno in Australia, Assange potrà finalmente lasciare alle spalle anni di reclusione e tensioni diplomatiche, iniziando un nuovo percorso lontano dai riflettori internazionali.

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Intelligence: morto il generale Paolo Inzerilli, fu il capo di Gladio. https://stage.italianinews.com/2024/03/24/intelligence-morto-il-generale-paolo-inzerilli-fu-il-capo-di-gladio/ https://stage.italianinews.com/2024/03/24/intelligence-morto-il-generale-paolo-inzerilli-fu-il-capo-di-gladio/#respond Sun, 24 Mar 2024 16:11:14 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/03/24/intelligence-morto-il-generale-paolo-inzerilli-fu-il-capo-di-gladio/ Mollicone (FdI), ‘con generale Inzerilli ci lascia grande patriota’

E’ morto a 90 anni il generale di Corpo d’armata Paolo Inzerilli, Capo di Stato Maggiore dei Servizi Segreti Militari-Sismi dal 1989 al 1991, Capo della struttura Gladio dal 1974 al 1986, Capo dell’Ufficio Nazionale di Sicurezza dal 1987 al 1989. A darne notizia l’Associazione Stay Behind, di cui Inzerilli è stato anche presidente tra il 1996 e il 1998, e che lo ricorda come “una figura di spicco nel panorama dei servizi segreti italiani e un valoroso ufficiale degli Alpini”.

“Il Generale Paolo Inzerilli sarà ricordato non solo per le sue straordinarie capacità professionali, ma anche per la sua umanità e il suo impegno costante a difesa dei valori fondamentali della democrazia e della sicurezza nazionale – si legge nella nota – La sua scomparsa rappresenta una perdita irreparabile per l’Italia nel suo complesso. Il suo esempio e il suo spirito guideranno per sempre coloro che continuano a lavorare per la sicurezza e il bene del nostro paese. Ai familiari, agli amici e ai colleghi del Generale Paolo Inzerilli vanno le nostre più sentite condoglianze. Possano trovare conforto nei ricordi dei momenti condivisi e nella consapevolezza del lascito duraturo lasciato da un uomo straordinario. Il suo spirito e la sua eredità continueranno a ispirare e a guidare le future generazioni di servitori della patria”.

Gladio è il nome in codice dell’operazione promossa dalla Cia per costituire strutture paramilitari segrete di tipo stay-behind per contrastare un’eventuale invasione da parte dell’Unione Sovietica e dei Paesi aderenti al Patto di Varsavia – e in Italia dalla Jugoslavia di Tito – attraverso atti di sabotaggio, guerra psicologica e guerriglia dietro le linee nemiche, con la collaborazione dei servizi segreti e di altre strutture.

L’esistenza di Gladio fu riconosciuta il 24 ottobre 1990 dall’allora presidente del Consiglio Giulio Andreotti. Francesco Cossiga, che ebbe, durante il periodo in cui era sottosegretario alla difesa, la delega alla sovrintendenza di Gladio, ammise, in un’esternazione a Edimburgo nel 1990, la parte avuta nella messa a punto dell’organizzazione, e si autodenunciò con un documento inviato alla Procura di Roma, in seguito all’iscrizione da parte del giudice Felice Casson nel registro degli indagati dell’ammiraglio Fulvio Martini e del generale Paolo Inzerilli quali responsabili militari di Gladio.

Nel 1991 il giudice Casson trasmise il fascicolo sull’organizzazione, per ragioni di competenza territoriale, alla Procura di Roma, la quale il 3 febbraio 1992 richiese l’archiviazione a favore di Cossiga, Martini e Inzerilli, dichiarando che la struttura Stay-behind non aveva nulla di penalmente rilevante ed archiviando l’indagine.

Mollicone (FdI), ‘con generale Inzerilli ci lascia grande patriota’

“Ci ha lasciati un grande patriota, un uomo e un ufficiale dagli incrollabili valori legati alla Patria, alle Forze Armate, alle istituzioni democratiche e di fedeltà all’Alleanza Atlantica. Il generale Paolo Inzerilli, morto la notte scorsa all’età di 90 anni, è stato una figura centrale nella storia dei nostri servizi segreti militari, ricomprendo l’incarico di Capo di Stato Maggiore del Sismi, nonché capo della Settima Divisione che aveva il compito di coordinare le attività della rete di resistenza clandestina Stay Behind. Fu chiamato a questo difficile compito negli anni più duri dello scontro Est-Ovest. Guidò con mano ferma, rigore e abnegazione i nostri Gladiatori durante la Guerra Fredda, dando prova di grande coraggio, abnegazione e senso di responsabilità”. Lo dichiara Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati.

“Conservo di lui preziosi e indimenticabili ricordi durante la nostra comune attività di collaboratori della Commissione parlamentare d’inchiesta sul dossier Mitrokhin. Il mio pensiero va ora ai suoi familiari, ai quali rivolgo le mie più sentite condoglianze – aggiunge Mollicone – A cavallo degli anni Novanta e Duemila, il generale Inzerilli ha dovuto subire una serie di procedimenti penali e processi, legati alle vicende sul caso Gladio, dai quali è sempre uscito a testa alta, assolto con formula piena, dimostrando anche in quelle difficili circostanze, con fierezza e orgoglio, il suo profondo attaccamento alle istituzioni democratiche e il suo inflessibile amore per la Patria, come ufficiale e come cittadino. Nato a Milano nel 1933, il generale Inzerilli è sempre rimasto nel profondo del suo animo un Alpino, Corpo dal quale proveniva e nel quale si è forgiato come militare e ufficiale. L’Italia perde con il generale Inzerilli una delle figure più nobili e rappresentative delle nostre Forze Armate. Un vero Gladiatore”.

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Ucraina: Cavo Dragone, ‘missili a lungo raggio rischio, no invio soldati ma sarebbero pronti’ https://stage.italianinews.com/2024/03/17/ucraina-cavo-dragone-missili-a-lungo-raggio-rischio-no-invio-soldati-ma-sarebbero-pronti/ https://stage.italianinews.com/2024/03/17/ucraina-cavo-dragone-missili-a-lungo-raggio-rischio-no-invio-soldati-ma-sarebbero-pronti/#respond Sun, 17 Mar 2024 07:56:49 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/03/17/ucraina-cavo-dragone-missili-a-lungo-raggio-rischio-no-invio-soldati-ma-sarebbero-pronti/ Per l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, capo di stato maggiore della Difesa, la Russia non sta vincendo la guerra.

“Quello che Putin voleva ottenere, cioè una vittoria in tre giorni, arrivare a Kiev e sovvertire la governance ucraina, non è accaduto – spiega al Corriere della Sera – Sono passati due anni e tutti i suoi obiettivi strategici sono falliti. Addirittura Finlandia e Svezia sono entrate nell’Alleanza atlantica che ora può contare su 32 Paesi. È vero, adesso è in corso un contro-contrattacco di Mosca, ma fa parte della dinamica degli eventi. L’importante è che non si affievolisca il sostegno internazionale, perché la resistenza e il coraggio del popolo ucraino non sono cambiati, sono gli stessi di due anni fa”. 

Secondo lui, l’Europa dovrebbe fare di più per aiutare l’Ucraina: “lo deve fare per aiutare gli ucraini ma non solo – dice – anche per difendere i nostri valori, il nostro stesso modo di vivere. Perciò è necessario potenziare gli investimenti, essere coesi e lavorare sul multidominio, attrezzarci cioè per essere pronti su un ventaglio di arene: lo spazio, il cyber, la disinformazione. Sono queste le nuove frontiere”. 

Sullo “slancio” del presidente francese Macron, disponibile a inviare le sue truppe a Kiev, dice: “Il governo è stato chiaro, i nostri militari non andranno, anche se sarebbero preparati a intervenire in un simile scenario”. I missili a lunga gittata da mandare in Ucraina “sarebbero importanti, ma andrebbero utilizzati con criterio. Occorre evitare il rischio di un effetto escalatorio e il coinvolgimento indiscriminato della popolazione”, continua, smorzando invece il pericolo nucleare.

“Io credo che lo stesso Putin sia consapevole che l’uso del nucleare sarebbe una sconfitta anche per lui. Il mondo intero non avrebbe un domani – sottolinea Cavo Dragone – La bandiera bianca nel mondo militare significa resa, ma penso che il Papa avesse in mente altro: il suo era un vero e proprio appello alla diplomazia per trovare una via negoziale che porti alla pace e salvaguardi l’essenza stessa della vita umana”.

Della missione Ue Aspides, ma soprattutto del ruolo guida dell’Italia, spiega: “La situazione nel Mar Rosso è degenerata e la missione quindi è necessaria: ricordo che il 40% delle nostre merci passa per il canale di Suez. Per quanto riguarda la guida italiana credo sia il riconoscimento al valore e all’impegno negli anni delle nostre missioni: in Iraq, in Kosovo, in Libano, nel Golfo Persico”. Le minacce degli Houthi all’Italia “fanno parte della narrazione, ma non ci fanno paura. Abbiamo già reagito due volte ai loro attacchi, se capiterà la terza reagiremo ancora. Quando la nave Duilio ha abbattuto il drone, nel primo attacco, ho provato l’orgoglio di essere stato un marinaio e di essere un militare italiano. Il comandante Quondamatteo e il suo equipaggio sono stati bravi”. E infine: “L’Italia ha bisogno che l’Alleanza atlantica faccia attenzione non solo al fianco Est ma anche al Sud, dove i cambiamenti climatici, i fenomeni migratori incontrollati, il rischio di infiltrazioni terroristiche, le mire di Russia e Cina, perfino gli idrocarburi e le terre rare dell’Africa usate come armi di ricatto, costituiscono una minaccia alla stabilità dell’area. Guai ad abbassare la guardia”.

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Russia: oggi i funerali di Navalny a Mosca, attesa massiccia presenza polizia https://stage.italianinews.com/2024/03/01/russia-oggi-i-funerali-di-navalny-a-mosca/ https://stage.italianinews.com/2024/03/01/russia-oggi-i-funerali-di-navalny-a-mosca/#respond Fri, 01 Mar 2024 14:02:28 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/03/01/russia-oggi-i-funerali-di-navalny-a-mosca/ ‘tutte le persone per le quali il lavoro di Alexei ha significato qualcosa dovrebbero venire’

I funerali di Alexeu Navalny sono previsti oggi a Mosca, alle 14 ora locale, le 12 in Italia, nella chiesa dell’Icona della Madre di Dio, nel quartire di Maryno, nel sud est di Mosca. Secondo quanto reso noto dalla portavoce Kira Yarmysh, la sepoltura dell’oppositore russo, morto il 16 febbraio scorso nella colonia penale dove era rinchiuso, è prevista due ore dopo, alle 16, nel cimitero di Borisovskoe, che dista 28 minuti a piedi dalla chiesa dove si svolgerà la cerimonia funebre.

Il team Navalny ha anche reso noto che i funerali saranno trasmessi in diretta su YouTube, mentre ci si aspetta una massiccia presenza di polizia e c’e’ anche il timore che gli agenti possano bloccare l’accesso alla chiesa ai sostenitori di Navalny. Dalla sua morte centinaia di persone sono state arrestate per aver depositato fiori alla sua memoria. Il team Navalny ha esortato le persone a partecipare ai funerali ed alla sepoltura sfidando la presenza della polizia. Tutte le persone per le quali il lavoro politico di Navalny ha significato qualcosa dovrebbero venire, ha detto la portavoce.

La polizia russa ha cominciato già da ieri a sorvegliare il cimitero moscovita di Borisovskoe, ha denunciato Meduza citando il canale Telegram “We can explain” che afferma che agenti di polizia chiedevano i motivi della visita, esaminano i documenti e perquisiscono chi entra nel cimitero, spiegando di essere impegnati nella “prevenzione di operazioni terroristiche”. RusNews ha riferito di pattuglie di agenti attorno al cimitero, con recinzioni metalliche predisposte e telecamere installate sui lampioni.

Tajani, ‘incaricato d’affari a funerali Navalny, chiaro sostegno a libertà pensiero’

“Ai funerali di Navalny parteciperà il nostro incaricato d’affari a Mosca, un chiaro segno di sostegno alla libertà di pensiero in Russia”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un’intervista al Quotidiano Nazionale, in cui, riguardo al conflitto in Ucraina, ha ribadito che “non è previsto che si inviino militari in Ucraina. Noi sosteniamo l’Ucraina perché vogliamo che resti indipendente, ma non siamo in guerra con la Russia. Il nostro è innanzitutto un aiuto politico, finanziario e di sostegno alla loro difesa, non un atto di aggressione contro la Russia”.

Peskov, il Cremlino non ha nulla da dire alla famiglia di Navalny’

“Il Cremlino non ha nulla da dire alla famiglia di Navalny nel giorno del suo funerale”. A dichiararlo ai giornalisti è stato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov cui è stato chiesto di Alexei Navalny.

Peskov non ha voluto dare una valutazione di Navalny come figura politica e ha ribadito che qualsiasi raduno non autorizzato viola la legge. “Di conseguenza, coloro che vi partecipano saranno ritenuti responsabili”.

La Folla fuori dalla chiesa funerali Navalny

Il team Navalny dichiara che ci sono mille persone.

Nonostante la massiccia presenza della polizia russa, una folla di persone sta aspettando l’arrivo del feretro di Alexei Navalny di fronte alla chiesa nel sud est di Mosca dove si svolgeranno i funerali dell’oppositore russo. Lo riporta il Moscow Times che pubblica sui social il video di centinaia di persone, molte con un fiore rosso in mano che aspettano dietro le transenne piazzate dalla polizia intorno a tutto il perimetro della chiesa. Le stesse misure sono state adottate intorno al vicino cimitero dove, più tardi, Navalny verrà sepolto.

Il team Navalny parla di mille persone che stanno aspettando fuori dalla chiesa. Secondo Ostorozhno Novosti, la polizia sta controllando, anche con pattuglie a cavallo, l’intera area dove, denuncia il media indipendente, si registrano problemi con la rete Internet. Il team di Navalny ha esortato i sostenitori che non potranno partecipare al funerale di onorare questa sera la memoria del dissidente con cerimonie improvvisate.

Peskov, ‘ogni raduno per Navalny non autorizzato sarà considerato illegale’

Il Cremlino afferma che ogni raduno non autorizzato in memoria di Alexei Navalny sarà considerato illegale. “Voglio ricordare che la legge deve essere seguita, ogni raduno non autorizzato sarà in violazione della legge e quelli che parteciperanno ne dovranno rispondere, sempre nel rispetto delle normative vigenti”, ha detto il portavoce Dmitry Peskov.

Il team Navalny ha chiesto ai sostenitori dell’oppositore russo che non potranno partecipare oggi ai funerali a Mosca di organizzare delle cerimonie in sua memoria in altre città russe questa sera.

Diplomatici stranieri raggiungono la Chiesa dove si tengono funerali Navalny

Tra loro gli ambasciatori tedesco, francese ed americano

Alcuni diplomatici stranieri, tra cui gli ambasciatori tedesco, francese e americano, sono arrivati sul luogo in cui si svolgeranno i funerali di Alexei Navalny, per rendere omaggio al dissidente morto in carcere. Alexander Graf Lambsdorff, Pierre Levy e Lynne Tracy sono stati fotografati vicino alla chiesa, vestiti di nero e con delle rose rosse.

Carro funebre Navalny arrivato alla Chiesa

Il carro funebre che trasporta il feretro di Alexei Navalny è arrivato davanti alla chiesa a sud-est di Mosca dove si terranno i suoi funerali.

Team Navalny denuncia problemi con Internet, anche Cnn parla di segnale bloccato

Il team Navalny denuncia problemi con la rete Internet nella zona della chiesa dove si svolgono i funerali di Alexei Navalny che rendono difficile la diretta streaming annunciata online. Anche la Cnn sul suo sito riporta che il segnale video della sua troupe che sta coprendo l’evento appare bloccato. “Circa 20 minuti prima del previsto inizio del funerale, non sono disponibili immagini dal vivo della chiesa”, si legge sul sito dell’emittente americana.

Portavoce Navalny, ‘grazie per essere venuti ai funerali’

La portavoce di Alexey Navalny ha ringraziato tutte le persone che sono andate alla chiesa di Mosca per i funerali del dissidente. “Sono molto grata a coloro che sono venuti in chiesa oggi e a coloro che verranno al cimitero”, ha detto Kira Yarmysh al canale YouTube organizzato dai sostenitori di Navalny per l’occasione. “Tutti coloro che sostengono Alexey e ne scrivono, è molto importante ora e lo sarà ancora di più in seguito. Quindi, per favore, non fermatevi”. “Ci attendono tempi più duri e lotte più grandi”, ha aggiunto. “Quindi non possiamo assolutamente arrenderci. Dovremmo continuare a parlarne e dovremmo ricordarcelo”.

ore 13.00 si è conclusa cerimonia funebre di Navalny, feretro verso cimitero

La cerimonia funebre di Alexei Navalny si è conclusa e il feretro viene ora trasportato verso il cimitero, ha annunciato Ivan Zhdanov sui social. Il direttore dell’associazione anticorruzione di Alexei Navalny ha incoraggiato i partecipanti ad incamminarsi verso il cimitero, situato a circa mezz’ora di cammino dalla chiesa.

Migliaia di persone sono andate a rendere omaggio al dissidente Alexei Navalny, morto in carcere il 16 febbraio scorso, ed hanno intonato il suo nome davanti alla chiesa dove si sono svolti i funerali. 

L’ambasciatore dell’Ue in Russia, Roland Galharague, partecipa oggi a Mosca al funerale di Alexey Navalny, il blogger e oppositore politico di Vladimir Putin morto mentre era incarcerato nell’Artico, “insieme a colleghi delle missioni permanenti degli Stati membri”. Lo dice il portavoce dell’Ue per gli Affari Esteri Peter Stano, durante il briefing con la stampa a Bruxelles

Il corteo funebre di Alexei Navalny ha raggiunto il cimitero di Borisovsky dove l’oppositore russo sarà sepolto. Lo fa sapere il team Navalny che rende noto che durante la processione dalla chiesa dove si sono svolti i funerali la polizia non ha eseguito nessun arresto.

Il feretro di Alexei Navalny è stato sepolto sulle note di “May way” di Frank Sinatra. E’ quanto scrive su Telegram Ivan Zhdanov, il presidente della Fondazione anticorruzione, riferisce Meduza News.

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Caos in Medio Oriente: Aerei da Guerra, Morte e Tensioni Politiche https://stage.italianinews.com/2024/02/21/caos-in-medio-oriente-aerei-da-guerra-morte-e-tensioni-politiche/ https://stage.italianinews.com/2024/02/21/caos-in-medio-oriente-aerei-da-guerra-morte-e-tensioni-politiche/#respond Wed, 21 Feb 2024 21:18:59 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/02/21/caos-in-medio-oriente-aerei-da-guerra-morte-e-tensioni-politiche/ In una serie di sconvolgenti attacchi aerei, la tragedia si abbatte su Damasco, la capitale siriana, mentre il bilancio delle vittime continua a salire

Nel frattempo, dall’Aia, gli Stati Uniti lanciano un’avvertenza decisa: Nessuna sicurezza per Israele senza un impegno attivo nei negoziati di pace.

Le agghiaccianti relazioni provenienti da organizzazioni umanitarie suggeriscono che lo Stato israeliano stia perpetrando omicidi mirati di individui con stretti legami all’Iran. Gli attacchi dell’IDF, le Forze di Difesa Israeliane, causano un numero spaventoso di vittime, con 67 morti a Gaza, 3 a Jenin e ulteriori vittime riportate anche in Libano, dove una donna e un bambino sono stati ingiustamente colpiti. Ulteriori shock arrivano dalle rivelazioni esplosive della televisione pubblica israeliana: si parla di ben 400 lavoratori dell’UNRWA, l’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione dei Rifugiati Palestinesi, sospettati di avere legami con l’ala militare di Hamas.

A peggiorare la situazione, l’autorità marittima britannica rileva un’esplosione drammatica avvenuta a 40 miglia al largo della costa dello Yemen, nel Mar Rosso meridionale. Per fortuna, non si segnalano perdite umane, ma l’incidente aggiunge solo un’altra dimensione di instabilità alla regione già turbolenta.

In un altro incidente che agita le acque già torbide della regione, l’esercito israeliano conferma un attacco missilistico proveniente dal Libano, che ha provocato danni a una residenza e a una fabbrica situata a Metula, nel nord di Israele. Questo attacco segue una serie di altri attacchi utilizzando missili anticarro, mettendo ulteriormente in pericolo la sicurezza e la stabilità della regione.

Nel mezzo del caos e della violenza, si registra un terzo attacco israeliano vicino a Damasco, in Siria, con obiettivi chiaramente legati all’Iran. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, i raid hanno colpito siti strategici a sud-ovest di Damasco, in un’escalation di tensioni già altissime.

Nel frattempo, sul fronte politico, la Knesset, il parlamento israeliano, si è espressa in maniera decisa contro qualsiasi dichiarazione unilaterale di uno stato palestinese, ottenendo una significativa maggioranza di voti contro tale azione. Il leader dell’opposizione Yair Lapid ha criticato duramente il primo ministro Netanyahu, accusandolo di diffondere paure infondate e di mettere a rischio la stabilità della regione con la sua politica aggressiva e unilaterale.

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Ucraina: chi è Syrsky, nuovo comandante Forze armate, l’uomo che ha ‘salvato’ Kiev https://stage.italianinews.com/2024/02/08/ucraina-chi-e-syrsky-nuovo-comandante-forze-armate-luomo-che-ha-salvato-kiev/ https://stage.italianinews.com/2024/02/08/ucraina-chi-e-syrsky-nuovo-comandante-forze-armate-luomo-che-ha-salvato-kiev/#respond Thu, 08 Feb 2024 19:19:30 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/02/08/ucraina-chi-e-syrsky-nuovo-comandante-forze-armate-luomo-che-ha-salvato-kiev/ Nato nella regione russa di Vladimir nel luglio del 1965, Oleksandr Syrsky, nuovo capo della Forze armate ucraine al posto di Valery Zaluzhny, vive in Ucraina dagli anni Ottanta. Come molti uomini della sua epoca, ha studiato a Mosca, alla Higher Military Command School, diplomandosi nel 1986 e servendo per cinque anni nei Corpi dell’artiglieria sovietica.

Diventato capo delle forze di terra nel 2019, ha combattuto la guerra nel Donbass tra i separatisti filorussi e le forze armate ucraine esplosa nel 2014, guadagnandosi l’appellativo di “Leopardo delle nevi”. Ma la sua fama di ‘Eroe dell’Ucraina’ la si deve al successo nella difesa di Kiev nel febbraio del 2022, quando i suoi uomini riuscirono a bloccare il tentativo dei russi di prendere in pochi giorni la capitale.

E fu lui a pianificare e condurre la controffensiva con cui nel luglio successivo vennero respinte le truppe russe da Kharkiv, riconquistando territori a est e sudest. E ancora Syrsky ha guidato lo scorso anno la strenua difesa di Bakhmut, costata la vita a migliaia di uomini dall’una e dall’altra parte.

Nonostante i suoi successi, non è una figura così iconica e amata come Zaluzhny, tanto che secondo un sondaggio condotto nel dicembre scorso il 48% degli ucraini non aveva mai sentito parlare di lui.

Da sempre considera la sua priorità il morale delle truppe, che visita regolarmente al fronte, dice di dormire quattro ore e mezzo per notte e di rilassarsi facendo ginnastica. E’ sposato e ha due figli.

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Il 2023 sarà ricordato come l’anno delle due guerre, il medio oriente e l’Ucraina. https://stage.italianinews.com/2023/12/25/il-2023-sara-ricordato-come-lanno-delle-due-guerre-il-medio-oriente-e-lucraina/ https://stage.italianinews.com/2023/12/25/il-2023-sara-ricordato-come-lanno-delle-due-guerre-il-medio-oriente-e-lucraina/#respond Mon, 25 Dec 2023 11:02:59 +0000 https://stage.italianinews.com/2023/12/25/il-2023-sara-ricordato-come-lanno-delle-due-guerre-il-medio-oriente-e-lucraina/ La crisi di Gaza oscura la crisi in Ucraina. La guerra ‘congelata’ e la guerra ‘calda’.

Il 2023 sarà ricordato come l’anno delle due guerre e del più sanguinoso conflitto di sempre tra Israele e Hamas. Una vera e propria resa dei conti, innescata dal massacro del 7 ottobre nello Stato ebraico – il più grave dai tempi dell’Olocausto – e che non solo mediaticamente ha oscurato la guerra in Ucraina, distante ormai una manciata di settimane dall’entrare nel terzo anno.

Le ripercussioni potenzialmente devastanti della guerra a Gaza – dal confronto a tutto campo con l’Iran alla possibile apertura di un fronte con Hezbollah fino alla minacce per la navigazione nel Mar Rosso dovute agli attacchi degli Houthi dallo Yemen – hanno messo in allarme tutte le cancellerie occidentali, a partire dalla Casa Bianca, costringendole a rivolgere al Medio Oriente gli sforzi politici, militari ed economici che dal febbraio 2022 erano concentrati sull’obiettivo di fermare Putin a ogni costo.

Il sostegno occidentale all’Ucraina, che era apparso come un monolite inscalfibile, ha iniziato a mostrare i primi segnali di cedimento con l’inizio della nuova puntata della faida tra Israele e Hamas. Certo già erano presenti segnali che indicavano questa nuova direzione.

La ‘stanchezza’ registrata nelle opinioni pubbliche delle democrazie occidentali – a cui faceva da contraltare l’appoggio ‘whatever it takes’ dei governi – e alcuni distinguo europei, a partire da quelli di Ungheria e Polonia, avevano fatto capire che il vento stava per cambiare e che l’appoggio incondizionato a Kiev non sarebbe stato più scontato come in passato. L’esplosione in Medio Oriente di un incendio di rara intensità ha solo accelerato un processo già avviato e che ha mandato nel panico il governo ucraino, angosciato dall’idea di essere abbandonato dall’Occidente.

La situazione sul terreno in Ucraina ha visto quest’anno una fase di sostanziale stallo e che ha vissuto soprattutto di reciproci attacchi missilistici e con droni. Ma l’offensiva sulla quale Washington ed i suoi alleati europei puntavano per schiantare definitivamente le forze russe non ha indebolito Mosca. “L’offensiva ucraina non è andata come si sperava. Gli ucraini non hanno perso territorio, ma non hanno neanche raggiunto i risultati che si speravano”, ha commentato di recente il nuovo ministro degli Esteri britannico, David Cameron.

Secondo le previsioni di ex generali ed esperti militari, la Russia potrebbe tornare in futuro prepotentemente all’attacco, soprattutto se l’appoggio a Kiev dovesse andare a scemare. Uno scenario che potrebbe concretizzarsi soprattutto se il prossimo inquilino della Casa Bianca dovesse essere Donald Trump, come ben sa lo stesso presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.

“Se le politiche del prossimo presidente, chiunque sia, saranno differenti, più fredde, più frugali, credo che questi segnali avranno un grande impatto sul corso della guerra in Ucraina”, ha risposto a cuore aperto alla domanda sulla possibile vittoria elettorale del tycoon che avrebbe, ha riconosciuto Zelensky, “una politica definitivamente diversa” da quella dell’attuale amministrazione.

Lo stesso Zelensky, che si è comunque detto “fiducioso” che gli Stati Uniti non tradiranno l’Ucraina, è volato nei giorni scorsi a Washington, preoccupato per lo stallo sugli aiuti militari al suo Paese da settimane spiaggiati al Congresso, dove la componente repubblicana ha già fatto capire che aria tirerà se il Gop dovesse tornare a dirigere gli Stati Uniti. I rapidi cambiamenti internazionali e i contrasti con il capo delle forze armate Zaluzhny diventati pubblici hanno convinto il leader ucraino a mettere un po’ da parte quella spavalderia che in passato lo aveva portato a sostenere con certezza che l’Ucraina avrebbe vinto la guerra. Il 2023, ha ammesso durante la sua conferenza stampa di fine anno, “è stato un anno difficile”.

E un anno difficile, anzi drammatico, lo hanno vissuto anche i palestinesi della Striscia di Gaza. Il massacro ad opera di Hamas e la presa di oltre 200 ostaggi ha letteralmente shockato Israele, che in una prima fase ha reagito prevedibilmente con furia cieca mettendo a ferro e fuoco l’enclave.

Da settimane si rincorrono gli appelli, soprattutto da Washington, che esortano lo Stato ebraico a un cambio di passo nella Striscia e a condurre operazione ‘chirurgiche’ che prendano di mira i responsabili di Hamas, riducendo al massimo le perdite tra i civili. Ma il bilancio è già superiore a 20mila morti, molti dei quali bambini, ed il primo ministro Benjamin Netanyahu continua con il suo progetto di distruggere definitivamente Hamas e non sembra intenzionato, almeno a parole, ad allentare la morsa su Gaza.

Mentre i cannoni continuano a sparare, negli ultimi giorni sembra essere riemerso qualcosa di simile a un negoziato. Di nuova fase, che potrebbe comprendere una ripresa di colloqui con Hamas per gli ostaggi, accompagnata da un cessate il fuoco di due o più settimane seguito da un graduale ritiro delle truppe israeliane dal nord di Gaza, ha parlato apertamente David Ignatius del Washington Post, sempre molto informato sui dietro le quinte della politica internazionale. Fonti dell’intelligence egiziana coinvolte nei colloqui hanno riferito che Hamas avrebbe respinto una prima offerta israeliana di una tregua, sostenendo che non accetterà fino a quando non sarà in vigore una pausa nei combattimenti. L’offerta prevedeva uno stop di una settimana delle operazioni a Gaza in cambio del rilascio di 40 ostaggi.

Intanto al Palazzo di Vetro, dopo giorni di discussioni in cui ogni parola è stata pesata con il bilancino cercando formule diplomatiche che non scontentassero nessuno, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che chiede maggiori aiuti per la popolazione di. Il testo, che non cita in alcun modo il cessate il fuoco, è stato approvato con il voto favorevole di 13 Paesi membri, mentre gli Stati Uniti e la Russia si sono astenuti. Nel frattempo a Gaza si continua a morire.

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Ue: Romano Prodi, “corsa ad armamenti inutile finché i Paesi sono divisi” https://stage.italianinews.com/2023/12/02/ue-romano-prodi-corsa-ad-armamenti-inutile-finche-i-paesi-sono-divisi/ https://stage.italianinews.com/2023/12/02/ue-romano-prodi-corsa-ad-armamenti-inutile-finche-i-paesi-sono-divisi/#respond Sat, 02 Dec 2023 16:03:55 +0000 https://stage.italianinews.com/2023/12/02/ue-romano-prodi-corsa-ad-armamenti-inutile-finche-i-paesi-sono-divisi/ Dichiarazioni di Romano Prodi attraverso un videomessaggio.

“C’è questa terribile rincorsa agli armamenti che non serve a niente finché siamo così separati e divisi”. Lo ha detto parlando dell’Unione europea Romano Prodi, nel secondo video messaggio mandato all’evento organizzato a Milano da Promessa Democratica ‘La parola pace, l’utopia che deve farsi realtà’. “Questa guerra d’Ucraina che non finisce mai ha prodotto un fatto nuovo: il riarmo tedesco. Il bilancio della difesa tedesca adesso è grande più del doppio di quella francese”, ha evidenziato Prodi, spiegando che “finora l’Europa si è gestita in un binomio franco-tedesco, con l’Italia sempre determinante. Questo dualismo Franco-tedesco sta andando in crisi perché evidentemente con il bilancio della difesa che ha la Germania, tra cinque sei anni la Germania finisce per comandare sia sull’aspetto economico che su quello politico. Io non ho dubbi sulla democrazia tedesca, ma ho il dubbio che l’Europa possa reggersi su un protagonista solo”.

L’Europa invece dovrebbe “unire tutta la sua difesa e avere una grande capacità di azione militare e politica, senza spendere di più, almeno per i primi anni”, perché “la grande sfida che abbiamo di fronte è essere uniti ma efficaci per la pace”.

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