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News – Italianinews https://stage.italianinews.com La voce degli italiani nel mondo Tue, 03 Dec 2024 22:04:29 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0 https://stage.italianinews.com/wp-content/uploads/2024/11/cropped-Logo-Italiani-news-def-copia@2x-32x32.png News – Italianinews https://stage.italianinews.com 32 32 Un Unico Punto di Rottura. https://stage.italianinews.com/2024/11/30/un-unico-punto-di-rottura/ Sat, 30 Nov 2024 11:58:18 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/30/un-unico-punto-di-rottura/ Perché il nodo di controllo dei diamanti in Europa mina la sovranità africana e il processo di Kimberley.

Di Ahmed Bin Sulayem

L’industria globale dei diamanti si trova nuovamente a un bivio. Sebbene la necessità di limitare il commercio di diamanti da conflitto e garantire approvvigionamenti etici rimanga fondamentale, la proposta dell’Unione Europea di creare un unico nodo di controllo dei diamanti ad Anversa solleva gravi preoccupazioni in merito alla sovranità e all’efficienza, compromettendo al contempo l’integrità del Processo di Kimberley (KP).mina,dalì

In una dichiarazione rilasciata dal Servizio Diplomatico dell’Unione Europea, i miei commenti espressi durante la riunione plenaria del Processo di Kimberley (KP), in qualità di Presidente del KP, sono stati definiti “deplorevoli” e si è affermato che il Processo di Kimberley avrebbe “fallito, per il terzo anno consecutivo, nell’affrontare le implicazioni della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina sul settore globale dei diamanti grezzi.”

Il KP, come organizzazione, ha una funzione molto specifica: unire amministrazioni, società civili e industria per ridurre il flusso di diamanti da conflitto. Non ha alcun mandato per approvare sanzioni politiche contro nazioni sovrane. Come processo che ha dimostrato la propria utilità e funzione, in particolare identificando i diamanti alla fonte, l’UE dovrebbe prima chiedersi perché ora desideri sostituire un’operazione che ha considerato affidabile per una generazione con una proposta meno efficace, non sperimentata, non testata e non necessaria. Dovrebbe inoltre interrogarsi sul perché la sua posizione si sia isolata all’interno della comunità globale dei diamanti, che sempre più considera questa proposta un tentativo di egemonia a scapito delle esigenze olistiche del settore.  

Al contrario, la soluzione decentralizzata del KP è ampiamente supportata dai membri del settore, dagli osservatori del KP, incluso il World Diamond Council, dalla società civile e da numerosi stakeholder belgi, molti dei quali hanno paura di esprimersi per timore di ritorsioni. In qualità di Presidente del Processo di Kimberley, ho costantemente espresso la mia preoccupazione riguardo a questo approccio centralizzato. Non solo interrompe il quadro consolidato del KP, una rete decentralizzata di 59 nodi (60 se si include l’Uzbekistan recentemente integrato), che ha funzionato efficacemente per oltre due decenni, ma, peggio ancora, mina la fiducia e la collaborazione che hanno sostenuto la partecipazione equa e la sovranità di tutti gli Stati membri.

Al contrario, il modello a nodo unico impone una prospettiva eurocentrica sul commercio globale di diamanti, gravando in modo sproporzionato sui produttori africani e richiedendo loro di canalizzare i propri diamanti attraverso Anversa per la verifica prima di accedere ai mercati del G7. Questo non solo aumenta i costi logistici e finanziari, ma mina anche la capacità delle nazioni africane di autoregolarsi e gestire autonomamente le proprie risorse naturali. In altre parole, l’agenda dell’UE appare chiaramente mirata a preservare la propria rilevanza in un settore che, in gran parte, rifiuta la supervisione e la burocrazia a favore di una collaborazione decentralizzata.

Francamente, è scoraggiante vedere che, nonostante l’opposizione esplicita delle nazioni africane, tra cui Botswana, Namibia e Angola, e le preoccupazioni sollevate dall’African Diamond Producers Association (ADPA), l’Europa rimanga sorda e ostinatamente impegnata nel suo concetto di nodo unico, stabilendo un precedente inquietante che ricorda il suo passato coloniale. Anche dal punto di vista dell’efficienza pratica, questo approccio centralizzato crea un punto unico di fallimento, rendendo il sistema vulnerabile alla corruzione, ai colli di bottiglia e alle inefficienze; vulnerabilità che Anversa ha già dimostrato in modo inequivocabile 

E quale logica sceglie Anversa? Non il consenso. Non il suo passato operativo. Il Belgio, e in particolare Anversa, è stato a lungo considerato il cuore del commercio globale di diamanti. Tuttavia, questa brillante reputazione è offuscata da una storia di corruzione, contrabbando e violazioni etiche. Il Caso Monstrey ha svelato una rete di 220 commercianti di diamanti corrotti, di cui 107 sono stati accusati di falsificazione su larga scala, inclusi certificati falsi del Processo di Kimberley e riciclaggio di denaro. Altri casi degni di nota includono Agim De Bruycker, il Commissario della Polizia Federale di Anversa e capo della Squadra Diamanti, arrestato due volte e condannato a una pena detentiva per accuse simili. 

Se si dovesse scegliere un paradigma di efficienza, Anversa difficilmente sarebbe una scelta convincente, portando alla conclusione che la decisione sia stata presa a livello geopolitico per il beneficio di pochi. Questo non significa che esista una località perfetta. Qualsiasi posizione unica, per sua natura, è la scelta sbagliata. L’argomento a favore di un sistema decentralizzato basato sulla trasparenza, rispetto a una cieca fiducia nell’UE per la certificazione, è semplicemente una questione di buon senso. Anche allontanandosi per un momento dall’industria dei diamanti nello specifico, l’attuale clima politico globale, con il suo spostamento verso il nazionalismo e l’autodeterminazione, sottolinea ulteriormente la necessità di un approccio decentralizzato. Come ha affermato in modo appropriato l’ex presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, il futuro della competitività risiede nell’abbracciare la decentralizzazione e nel dare potere alle singole nazioni.

Nel corso della sua storia ventiquattrennale, il Kimberley Process (KP) ha dimostrato la sua efficacia nel ridurre i diamanti da conflitto e nel promuovere un approvvigionamento etico. I suoi processi, collaudati e comprovati, hanno la capacità di adattarsi e migliorarsi, garantendo che tutte le nazioni abbiano il diritto di autoregolare le proprie risorse naturali. Inoltre, la piattaforma di certificazione KP proof-of-concept presentata dagli Emirati Arabi Uniti durante la Plenaria del KP a Dubai è una prova del potenziale innovativo all’interno del framework esistente. Essa dimostra che la tecnologia può essere utilizzata per migliorare la trasparenza e la tracciabilità senza compromettere la sovranità o imporre oneri finanziari e logistici eccessivi. In questo contesto, attendo con entusiasmo di collaborare con la famiglia del KP per costruire un futuro in cui tutti gli stakeholder, in particolare le nazioni produttrici africane, continuino ad avere voce in capitolo e a beneficiare equamente delle proprie risorse naturali.

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Meteo, in arrivo un weekend più freddo https://stage.italianinews.com/2024/11/27/meteo/ Wed, 27 Nov 2024 23:24:44 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/27/meteo/ Un Novembre abbastanza freddo nelle serate e con temperature miti durante la giornata: così si può risssumere il mese che sta per volgere al termine, almeno per quanto riguarda il clima in Italia.

Con qualche (poche) eccezioni solo al Nord Italia dove, sulle vette si è già vista la prima neve, in anticipo rispetto allo scorso anno.

Ma come sarà il clima nei prossimi giorni e nel weekend a cavallo tra Novembre e Dicembre?

Meteo: le previsioni del prossimo weekend

Nel prossimo weekend si prevede un abbassamento delle temperature, soprattutto al Centro- Nord: Toscana e Lazio potrebbero essere interessate da precipitazioni irregolari, che potrebbero manifestarsi in modo intermittente. Al Nord- Est ci saranno temperature minime attorno agli 0 gradi, ma con cieli parzialmente nuvolosi e occasionali schiarite.

Tra Giovedì 28 Novembre  e Venerdì 29 Novembre, prevista tanta nebbia in diverse zone, soprattutto nelle pianure del Nord, dove potrà risultare a tratti anche fitta, con conseguente forte riduzione della visibilità. Situazione diversa nelle aree costiere e nelle zone montuose, dove il sole farà generosamente capolino e non si prevedono precipitazioni. 

Weekend più freddo e instabile

Come detto, il weekend a cavallo tra Novembre e Dicembre si prevede freddo e instabile. Venerdì 29 Novembre un nucleo d’aria molto fredda, punterà dritto dai Balcani verso il nostro Paese colpendo prima la nostra zona adriatica e poi le regioni occidentali. Il panorama meteorologico subirà dunque un rapido peggioramento e il freddo colpirà anche il Centro- Sud, con possibile sviluppo di precipitazioni sotto lo sferzare di intensi venti di Bora e Grecale che contribuiranno a rendere più evidente la sensazione di freddo.

Anche Sabato 30 Novembre e Domenica 1 Dicembre saranno giornate meteorologiamente instabili lungo le coste adriatiche e nelle regioni del Sud, dove si potranno verificare precipitazioni che, nelle aree montuose, assumeranno carattere nevoso. La neve è attesa fino a quote collinari. 

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Omicidio Giulia Tramontano, condannato all’ergastolo Alessandro Impagnatiello. https://stage.italianinews.com/2024/11/25/omicidio-giulia-tramontano-condannato/ Mon, 25 Nov 2024 11:48:59 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/25/omicidio-giulia-tramontano-condannato/ Omicidio di Giulia Tramontano, da scomparsa a sentenza Impagnatiello: le tappe

Nella giornata contro la violenza sulle donne arriva oggi il verdetto nel processo a Alessandro Impagnatiello, l’ex barman che ha ucciso la compagna Giulia Tramontano con 37 coltellate. Giulia, 29 anni, era incinta al settimo mese. Ecco tutte le tappe dell’assassinio avvenuto a Senago.

La scomparsa

“E’ sicuramente in difficoltà in quanto al settimo mese di gravidanza”. E’ il testo che segnala la scomparsa e dà il via alle ricerche di Giulia Tramontano, la ventinovenne incinta di Thiago, sparita la sera di sabato 27 maggio 2023 dall’appartamento di Senago, alle porte di Milano, in cui vive con il compagno Alessandro Impagnatiello. Nulla fa pensare a un allontanamento volontario.

Le indagini

Le ricerche si concentrano sul fidanzato. E’ lui, il pomeriggio di domenica, a denunciare la scomparsa ai carabinieri. Racconta di una lite la sera prima, di aver lasciato Giulia mentre dormiva e di essere andato a lavoro. La versione non convince e le testimonianze di chi lavora con lui svelano la doppia vita del barman. Le tracce di sangue trovate nell’auto danno un’accelerata alle indagini: viene indagato dalla procura di Milano per omicidio volontario aggravato.

La confessione

“L’ho uccisa io”. E’ il primo giugno del 2023 quando Impagnatiello, 30 anni, confessa il delitto e indica il posto – in via Monte Rosa, in un anfratto accanto ad alcuni box – in cui l’ha nascosta. Il corpo è avvolto in sacchetti di plastica. Ammazzata a coltellate – l’autopsia restituisce la crudeltà dei 37 colpi – ha provato a darle fuoco due volte (nella vasca e nel box), ne ha inscenato la scomparsa (nascondendola in cantina, nel garage nel bagagliaio, prima di disfarsene a meno di 700 metri da casa) e ha provato a depistare le indagini.

Il 3 novembre 2023, la procuratrice aggiunta Letizia Manella e la pm Alessia Menegazzo chiedono il giudizio immediato per omicidio volontario aggravato, interruzione non consensuale di gravidanza e occultamento di cadavere. Il delitto è premeditato come dimostrerebbe il tappetto della sala spostato per non macchiarlo e il veleno per topi somministrate più volte alla compagna e trovato anche nel feto: è la prima arma usata (fin dal dicembre 2022) per uccidere. L’omicidio è aggravato dalla crudeltà, dai futili motivi e dal legame che univa Giulia e Alessandro.

Inizia il processo

Il 18 gennaio davanti alla prima corte d’Assise di Milano, presieduta dalla giudice Antonella Bertoja, è presente la famiglia Tramontano – papà Franco, mamma Loredana Femiano, i fratelli Chiara e Mario -. In gabbia Impagnatiello tiene lo sguardo basso. Lontano dalle telecamere, vietate in aula, fa brevi dichiarazioni spontanee. “Ci sono tante persone a cui devo delle scuse, ma vorrei rivolgermi a Giulia e alla famiglia. Non ci sono parole corrette da dire, affronto una cosa che rimarrà per sempre inspiegabile per la disumanità. Quel giorno ho distrutto la vita di Giulia e di nostro figlio, quel giorno anch’io me ne sono andato perché non vivo più”. Le scuse non vengono accettate.

L’interrogatorio in aula

Il processo che vede sfilare investigatori e familiari trova un punto centrale nell’interrogatorio dell’imputato. “L’ho colpita all’altezza del collo, solo in cella con un servizio in tv ho saputo di averle sferrato 37 colpi. Giulia non si è difesa” è il racconto di Impagnatiello. In aula aggiunge qualche dettaglio crudele – “Andrai a pranzo da mia madre e in auto c’era il cadavere” – e ammette il suo “castello di bugie” (per tenere in piedi due relazioni parallele), un mare “in cui sono annegato”. Sostiene di aver avvelenato Giulia “solo due volte, nella prima parte di maggio, non per farle del male, ma per provocarle un aborto”. Parla per ore, ma non sa fornire un movente: “E’ una domanda che mi sono fatto miliardi di volte e che non avrà mai risposta”.

La perizia

A sorpresa, il 10 giugno scorso, i giudici chiedono la perizia psichiatrica. Tre mesi dopo arriva il responso: per gli psichiatri Gabriele Rocca e Pietro Ciliberti l’imputato era capace di intendere e di volere. Alessandro Impagnatiello “non poteva accettare lo ‘smascheramento’ con le conseguenze umilianti”. L’incontro, poche ore prima del delitto, tra Giulia Tramontano e l’altra donna, fa esplodere in lui – manipolatore con tratti narcisistici – una dimensione “rabbiosa” che sfocia nel femminicidio. Pur di non vedere il suo mondo crollare in pezzi si trasforma in assassino.

La richiesta di ergastolo

In aula va in scena un “viaggio nell’orrore” il cui protagonista è l’imputato “narcisista, psicopatico, manipolatore” che ammazza Giulia e Thiago “ostacoli per la sua realizzazione”. Smascherato, uccide in modo “brutale”: nessun raptus, ma un progetto “premeditato” attuato da un uomo normale che rappresenta “la banalità del male”. Giulia ha firmato la sua condanna a morte quando gli ha detto che aspettava un bambino, e Impagnatiello “come un giocatore di scacchi” dopo l’incontro tra le due donne “fa l’ultima mossa” e uccide. La richiesta dell’accusa è di ergastolo e isolamento diurno per 18 mesi. La difesa, rappresentata dalle avvocatesse Giulia Gerardini e Samanta Barbaglia, chiede invece la “pena minima”.

Omicidio Senago: famiglia Tramontano in lacrime, legale ‘soddisfatti ma non è vittoria’**

La famiglia Tramontano, presente al completo nell’aula della corte d’Assise di Milano, si è stretta in un forte abbraccio, senza riuscire a trattenere le lacrime, quando la giudice Antonella Bertoja ha letto la sentenza che condanna all’ergastolo Alessandro Impagnatiello. Un “pianto consolatorio perché, al di là del dolore, quando la giustizia degli uomini prevale ci si sente più sollevati, ma per loro – sottolinea il legale della famiglia Giovanni Cacciapuoti – non è una vittoria. Loro sono stati sconfitti quando Giulia ha smesso di vivere per la bieca e malvagia responsabilità di quello che doveva essere il suo compagno e il padre di suo figlio”.

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Catania: scoperta frode fiscale per 3 mln di euro, scatta sequestro https://stage.italianinews.com/2024/11/25/catania-scoperta-frode-fiscale-per-3-mln-di-euro-scatta-sequestro/ Mon, 25 Nov 2024 10:46:39 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/25/catania-scoperta-frode-fiscale-per-3-mln-di-euro-scatta-sequestro/ Un complesso schema di distrazione di beni aziendali e frode fiscale per un valore di 3 milioni di euro è stato scoperto dal Comando provinciale della Guardia di finanza di Catania.

Le indagini, svolte dalla Compagnia delle Fiamme gialle di Acireale sotto la direzione della Procura etnea, hanno fatto luce sul trasferimento illecito di beni aziendali e risorse umane da un’azienda fallita, attiva nel settore della produzione di manufatti in plastica, verso una nuova società operante nello stesso settore. I finanzieri hanno rilevato non solo il trasferimento illecito di beni aziendali alla nuova impresa, ma anche una vera e propria continuità operativa. La ‘new company’, infatti, pur essendo una nuova entità giuridica, ha preso piede immediatamente dopo il progressivo indebolimento della ‘bad company’. “Mentre la vecchia azienda riduceva la propria attività, la nuova ha visto un’impennata nel volume d’affari, continuando ad avvalersi della stessa rete di dipendenti, fornitori e clienti”, spiegano gli investigatori.

È stata quantificata in quasi 3 milioni di euro la distrazione di beni aziendali della società fallita a favore della neonata azienda, con un conseguente danno patrimoniale complessivo di quasi 1,5 milioni di euro a carico dei creditori, tra cui quello con la maggiore esposizione risulta essere l’erario. “Il tutto nella consapevolezza degli indagati che il rilevante debito maturato sarebbe stato completamente assorbito dal fallimento – sottolineano dal Comando provinciale della Guardia di finanza di Catania -. Ciò che emerge chiaramente è il tentativo di eludere le responsabilità patrimoniali e fiscali: il patrimonio della ‘Bad – Co’ è stato di fatto trasferito alla ‘New – Co’, permettendo alla nuova impresa di proseguire l’attività economica senza interruzioni e, soprattutto, senza farsi carico dei debiti accumulati dalla fallita”. Un ulteriore elemento che rafforza l’ipotesi di frode, per gli investigatori delle Fiamme gialle, è il fatto che entrambe le società coinvolte fanno capo alla stessa famiglia.

Il sequestro è scattato per l’intero compendio aziendale della nuova impresa, comprese le quote societarie, i conti correnti e i beni strumentali. È stata, inoltre, disposta la nomina di un amministratore giudiziario per la gestione e avviata l’azione penale per bancarotta fraudolenta patrimoniale nei confronti degli indagati.

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Mercatini di Natale 2024: gli appuntamenti più attesi https://stage.italianinews.com/2024/11/24/mercatini-di-natale-2024-gli-appuntamenti-piu-attesi/ Sun, 24 Nov 2024 19:12:11 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/24/mercatini-di-natale-2024-gli-appuntamenti-piu-attesi/ I mercatini di Natale sono ormai una tradizione conosciuta in tutta Europa. In Italia, negli ultimi anni, si sono diffusi tanto, ormai praticamente in tutte le città.

Ovviamente, i più caratteristici sono quelli del Nord. In una zona di montagna, nel freddo di una serata tipicamente invernale e magari con la neve che cade: è questo il clima immaginario dei mercatini di Natale. Ma in realtà, i mercatini sono diffusi anche al Sud e ce ne sono di molto grandi anche nel Meridione.

Quando inizieranno i mercatini? Le date

Molti inizieranno nel giorno dell’Immacolata (che quest’anno è di domenica), altri inizieranno ad inizio mese oppure qualche giorno dopo l’8 Dicembre. Ma ci sono anche delle eccezioni, come il mercatino di Natale di Bolzano che inizierà già nell’ultimo weekend di Novembre, il 28 Novembre. Iniziati a Novembre, tra gli altri, anche i mercatini di Verona, Merano, Firenze, Trento, Aosta. Alcuni si concluderanno nei giorni attorno a Natale, ma quasi tutti si concluderanno nel giorno della Befana, come da tradizione: lunedì 6 gennaio 2025.

Mercatini di Natale: i più attesi in Italia

Ecco i mercatini di Natalte più attesi:

  • Aosta, Marché Vert Noël, 23 novembre 2024 – 6 gennaio 2025
  • Bolzano, Mercatino di Natale di Bolzano, 28 novembre 2024 – 6 gennaio 2025
  • Merano, Mercatino di Natale di Merano, 29 novembre 2024 – 6 gennaio 2025
  • Trento, Mercatino di Natale di Trento, 22 novembre 2024 – 6 gennaio 2025
  • Verona, Mercatino di Natale di Verona, 15 novembre 2024 – 26 dicembre 2024
  • Milano, Oh Bej! Oh Bej!, 1 dicembre 2024 – 8 dicembre 2024
  • Firenze, Mercatino di Natale di Santa Croce, 23 novembre 2024 – 22 dicembre 2024
  • Montepulciano, Natale in Piazza Castello, 16 novembre 2024 – 6 gennaio 2025
  • Lecce, Mercatino di Natale di Lecce, 8 dicembre- 22 dicembre 2025
  • Napoli, Mercatini di Natale a San Gregorio Armeno: Aperto tutto l’anno – picco da dicembre
  • Roma, Mercatino di Natale di Piazza Navona, 2 dicembre 2024 – 6 gennaio 2025
  • Arezzo, Villaggio Tirolese, 16 novembre 2024 – 29 dicembre 2024
  • Bressanone, Mercatino di Natale di Bressanone, 29 novembre 2024 – 6 gennaio 2025
  • Vipiteno, Mercatino di Natale di Vipiteno, 29 novembre 2024 – 6 gennaio 2025
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Vietato corteo a Milano, ci impediscono di manifestare le nostre idee https://stage.italianinews.com/2024/11/23/vietato-corteo-a-milano-ci-impediscono-di-manifestare-le-nostre-idee/ Sat, 23 Nov 2024 09:45:00 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/23/vietato-corteo-a-milano-ci-impediscono-di-manifestare-le-nostre-idee/ Roma, 20 novembre – La Questura di Milano ieri pomeriggio ci ha notificato il divieto di poter effettuare un corteo studentesco previsto per il 30 novembre, proprio nel capoluogo lombardo.

Nonostante un larghissimo preavviso e un precedente corteo, in aprile a Verona svolto senza nessun tipo di incidenti da centinaia di giovani, la Questura ha deciso di impedirci di manifestare per motivazioni che tengono conto solo della “possibile” tensione che potrebbero creare le realtà antifasciste. Questa sembra a tutti gli effetti una ritorsione dopo il corteo di CasaPound Italia a Bologna, che ha visto scatenarsi tutta l’isteria della sinistra nei confronti del nostro mondo.

Vietato corteo a Milano

È inaccettabile che ad una sola parte politica venga concesso di manifestare nelle strade. Il nostro movimento fa politica attiva nelle scuole da quasi vent’anni e alla luce del sole. Nelle motivazioni addotte dalla Questura non troviamo una sola ragione valida ma solo la volontà di non indisporre ANPI, antagonisti e collettivi vari. Ci state forse dicendo che le forze dell’ordine e le città devono essere ostaggio degli antifascisti mentre le strade appannaggio esclusivo della sinistra? Ci volete far credere che la seconda città d’Italia non è in grado di gestire un normale novembre studentesco? Questo è un precedente davvero pericoloso e deve far drizzare le antenne a chiunque abbia a cuore la pluralità del dibattito politico in Italia. Noi vogliamo fare un corteo studentesco pacifico ma risoluto che rivendichi i diritti degli studenti a fronte di una scuola-azienda che non ci piace; di un clima economico che rende città come Roma e Milano le più costose in Europa per gli studenti universitari; di un sistema scolastico sempre più privatizzato e disumano. Non ci sembrano ragioni irricevibili o fuori luogo ma legittime tanto quanto quelle degli altri. Vogliamo manifestare per una scuola sociale, identitaria e giovanile: anche la nostra generazione può contribuire con le sue idee al dibattito sul futuro dei giovani e non può semplicemente esserne esclusa d’imperio.

Non siamo disposti ad accettare la parte dei cattivi ma siamo pronti a fare scudo sui diritti che ci siamo conquistati con tanti anni di sindacalismo studentesco. A qualsiasi tentativo di buttarci fuori dall’agone politico risponderemo sempre con la forza tranquilla di un principio adamantino: non esistono città dove i nostri studenti non possono manifestare.

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Un passo significativo per la Corte dell’Aja. https://stage.italianinews.com/2024/11/22/un-passo-significativo-per-la-corte-dellaja/ Fri, 22 Nov 2024 09:08:55 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/22/un-passo-significativo-per-la-corte-dellaja/ La crisi umanitaria continua a devastare le vite di molte persone, e i mandati di arresto emessi ieri dalla Pre-Trial Chamber della Corte Penale Internazionale rappresentano un momento cruciale nel percorso della giustizia internazionale.

I mandati, approvati all’unanimità, riguardano il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, l’ex Ministro della Difesa Yoaf Gallant e il comandante militare di Hamas Mohammed al-Masri (alias Deif, probabilmente deceduto in un bombardamento). Sebbene questi provvedimenti non possano arrestare immediatamente la tragedia in corso, costituiscono un passo avanti nella lotta contro l’impunità.

Implicazioni internazionali
L’emissione dei mandati ha ristretto notevolmente la libertà di movimento di Netanyahu. Gli Stati firmatari dello Statuto di Roma, che sono 124, hanno l’obbligo di eseguire il mandato senza possibilità di invocare l’immunità, nemmeno per un capo di governo in carica. Se Netanyahu dovesse entrare in Paesi come Italia, Francia, Germania o Regno Unito, le autorità locali sarebbero tenute a procedere al suo arresto; in caso contrario, si configurerebbe un illecito internazionale.

Tuttavia, per gli Stati che non aderiscono allo Statuto della Corte, come Cina, Stati Uniti e Russia, non vige lo stesso obbligo. In questi Paesi, Netanyahu potrebbe beneficiare dell’immunità internazionale almeno fino a quando manterrà la carica.

Sfide e precedenti
L’effettiva esecuzione dei mandati è essenziale per il progresso della giustizia internazionale, poiché la Corte non può celebrare processi in contumacia. Nonostante ciò, il sistema ha mostrato limiti: per esempio, la Mongolia, obbligata dallo Statuto, non ha eseguito il mandato di arresto contro Vladimir Putin. Questo episodio, sebbene significativo, non mina il valore dei mandati, che rimangono strumenti di pressione politica. Lo stesso Putin, infatti, ha annullato un viaggio in Sudafrica per evitare rischi legati al mandato di arresto.

L’isolamento politico
I mandati di cattura emessi da tribunali penali internazionali possono avere un impatto rilevante, contribuendo all’isolamento politico degli accusati. In questo contesto, le accuse mosse dal Procuratore contro Netanyahu e Gallant assumono un significato ancora più importante, delineando un percorso che rafforza la giustizia internazionale nonostante le sfide.

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Strage di donne e bambini a Beit Lahia https://stage.italianinews.com/2024/11/22/strage-di-donne-e-bambini-a-beit-lahia/ Fri, 22 Nov 2024 08:58:58 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/22/strage-di-donne-e-bambini-a-beit-lahia/ Gli attacchi aerei israeliani su Gaza continuano a causare devastazione, con un bilancio che, in sole 24 ore, ha raggiunto almeno 88 vittime e rischia di aggravarsi ulteriormente.

I soccorritori sono ancora impegnati a estrarre corpi e feriti dalle macerie.

Beit Lahia sotto attacco
Nel bombardamento avvenuto all’alba di ieri a Beit Lahia, nel nord della Striscia di Gaza, sono morte 66 persone e oltre 100 sono rimaste ferite. Il raid ha colpito un complesso residenziale densamente popolato, causando una strage tra donne e bambini. Il direttore dell’ospedale Kamal Adwan, citato da Al-Jazeera, ha confermato che molte vittime dormivano al momento dell’attacco.

«Abbiamo ricevuto un numero impressionante di morti e feriti. Molti dei bambini recuperati dalle macerie stringevano ancora il biberon», ha dichiarato il dottor Hussam Abu Safia, direttore dell’ospedale. Almeno cinque abitazioni sono state completamente distrutte. Secondo i soccorritori, il bilancio complessivo di morti, feriti e dispersi potrebbe superare le 200 persone.

Crisi umanitaria negli ospedali
La situazione negli ospedali di Gaza è critica. «Non riusciamo a gestire l’enorme afflusso di feriti, e molte ambulanze non riescono a raggiungere i luoghi colpiti», ha aggiunto il dottor Abu Safia. Le risorse sono ormai insufficienti, e il personale sanitario lavora incessantemente per fronteggiare l’emergenza.

Altri attacchi nella regione
Oltre a Beit Lahia, altri quartieri di Gaza sono stati colpiti. A Sheikh Radwan, 22 persone hanno perso la vita, tra cui 10 bambini. Intanto, in Libano, 47 persone sono state uccise e 22 ferite nei raid israeliani che hanno colpito il governatorato di Baalbek-Hermel, nel nord-est del Paese.

Anche in Siria, il bilancio dei raid aerei attribuiti a Israele si aggrava. Mercoledì, nella città di Palmira, sono stati uccisi almeno 79 combattenti filoiraniani, inclusi 53 siriani e altri provenienti da Iraq e Libano. L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha descritto questo attacco come «il più violento» registrato nella regione.

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Corte penale internazionale ha emesso mandati di arresto per il premier israeliano Benyamin Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant https://stage.italianinews.com/2024/11/21/corte-penale-internazionale-ha-emesso-mandati-di-arresto-per-il-premier-israeliano-benyamin-netanyahu-e-lex-ministro-della-difesa-yoav-gallant/ Thu, 21 Nov 2024 12:13:04 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/21/corte-penale-internazionale-ha-emesso-mandati-di-arresto-per-il-premier-israeliano-benyamin-netanyahu-e-lex-ministro-della-difesa-yoav-gallant/ La Camera preliminare I della Corte penale internazionale ha emesso mandati di arresto per il premier israeliano Benyamin Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant nell’ambito della guerra a Gaza.

Almeno 22 persone sono rimaste uccise stamane in un attacco israeliano a Gaza City. Lo riferisce Al Jazeera. Secondo quanto si apprende, il raid ha colpito un edificio a più piani nel quartiere di Sheikh Radwan, riducendolo in macerie: 22 i morti accertati finora, afferma l’emittente qatariota.

“Numero elevato di vittime”

Secondo il dottor Hussam Abu Safia, direttore dell’ospedale Kamal Adwan di Beit Lahia, la maggior parte delle vittime dormiva al momento dell’attacco. “È arrivato un numero molto elevato di vittime e ci sono ancora molti corpi da recuperare.

Si tratta soprattutto di bambini e donne», ha detto, riferisce al Jazeera. «La situazione è onestamente molto grave. Non riusciamo a far fronte all’enorme numero di feriti e vittime che sono arrivati all’ospedale Kamal Adwan», ha proseguito. Il pediatra ha affermato che il raid ha colpito un intero isolato residenziale vicino a Kamal Adwan, distruggendo almeno 5 abitazioni, e che il personale dell’ospedale era sul posto per recuperare i corpi e salvare le persone rimaste intrappolate sotto i detriti. «Stiamo già operando a corto di risorse, la maggior parte del nostro personale è ora impegnata a soccorrere i feriti sul posto a causa della mancanza di ambulanze», ha aggiunto. Gaza, media: “Oltre 60 morti in raid israeliano nel nord”

Almeno 66 persone, la maggior parte donne e bambini, sono rimaste uccise e più di 100 ferite in un attacco aereo israeliano avvenuto all’alba nel nord di Gaza. Lo riferiscono Al Jazeera e l’agenzia di stampa palestinese Wafa. L’attacco ha distrutto un intero isolato residenziale, vicino all’ospedale Kamal Adwan a Beit Lahia in quello che la Wafa ha descritto come un «orribile massacro». Molte persone sono ancora disperse, secondo la Protezione civile di Gaza.

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Chiesa: Papa nomina mons. Baccari vicegerente Diocesi di Roma. https://stage.italianinews.com/2024/11/21/chiesa-papa-nomina-mons-baccari-vicegerente-diocesi-di-roma/ Thu, 21 Nov 2024 11:33:37 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/21/chiesa-papa-nomina-mons-baccari-vicegerente-diocesi-di-roma/ Mons. Tarantelli Baccari è nato il 25 aprile 1976 a Roma.

Il Papa ha nominato vescovo ausiliare e vicegerente della Diocesi di Roma mons. Renato Tarantelli Baccari, coordinatore dell’ambito giuridico e amministrativo della medesima Diocesi, assegnandogli la Sede titolare di Campli. Lo fa sapere il Vaticano.

Mons. Tarantelli Baccari è nato il 25 aprile 1976 a Roma. Ha conseguito la Laurea in Giurisprudenza e la Licenza in Diritto Canonico. Ha ricevuto l’Ordinazione presbiterale il 22 aprile 2018 per la Diocesi di Roma. È Vicario episcopale giuridico-amministrativo e Coordinatore dell’ambito giuridico e dell’ambito dell’amministrazione dei beni e delle risorse del Vicariato di Roma, Rettore della Chiesa di Santa Maria del terzo millennio alle Tre Fontane, Primicerio delle Arciconfraternite del SS. Sacramento e di Maria SS. del Carmine e di Maria SS. del Buon Consiglio e dei Pellegrini.

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