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Storie – Italianinews https://stage.italianinews.com La voce degli italiani nel mondo Tue, 03 Dec 2024 22:01:44 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://stage.italianinews.com/wp-content/uploads/2024/11/cropped-Logo-Italiani-news-def-copia@2x-32x32.png Storie – Italianinews https://stage.italianinews.com 32 32 Siccità: Schifani, ‘adeguare sistemi e infrastrutture con procedure snelle’. https://stage.italianinews.com/2024/09/21/siccita-schifani-adeguare-sistemi-e-infrastrutture-con-procedure-snelle/ Sat, 21 Sep 2024 17:36:22 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/09/21/siccita-schifani-adeguare-sistemi-e-infrastrutture-con-procedure-snelle/ La Sicilia è alle prese con la siccità e con il ministro Lollobrigida lavoriamo fianco a fianco in questi mesi per affrontare questo problema.

Si tratta di un evento straordinario che si coniuga con la mutazione climatica alla quale ci dobbiamo abituare. Ormai il clima è irreversibilmente cambiato e su questo non possiamo intervenire, quindi dobbiamo considerare questa situazione come ordinaria, adeguando i nostri sistemi di risposta e le nostre infrastrutture. La responsabilità delle istituzioni è fare in modo che i cittadini siano tutelati in maniera completa da questi eventi”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, oggi pomeriggio a Siracusa, intervenendo al talk condotto dal giornalista Bruno Vespa in occasione dell’inaugurazione di “Divinazione-Expo 24”, l’esposizione delle eccellenze agroalimentari allestita nel centro storico di Ortigia per il G7 Agricoltura e Pesca. Presente anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, l’assessore regionale all’Agricoltura Salvatore Barbagallo, il sindaco Francesco Italia.

“Abbiamo trovato una Sicilia – ha continuato Schifani – nella quale i dissalatori non funzionavano da tanti anni, ora stiamo riattivando quelli di Gela, Porto Empedocle e Trapani investendo 90 milioni di euro. Ma va considerato anche il tema delle procedure con le regole fissate da norme nazionali. Per accelerare gli iter ho chiesto al governo Meloni di adottare per i dissalatori il “Modello Genova”, cioè di poter andare in deroga alle procedure farraginose, altrimenti i tempi saranno troppo lunghi. Stiamo lavorando anche per utilizzare l’acqua proveniente dalla depurazione per usi irrigui, perché l’agricoltura sta vivendo momenti difficili e stiamo stati costretti a fare un’irrigazione di emergenza per salvare non tanto i frutti delle coltivazioni ma almeno la piante. La volontà di sinergia è fortissima, si sta facendo sistema a tutti i livelli istituzionali”.

“Questo G7 – ha detto l’assessore Barbagallo – rappresenta una straordinaria occasione di confronto per affrontare le criticità che il comparto agricolo siciliano sta attraversando e per fare conoscere le nostre eccellenze enogastronomiche. Un passo importante per tracciare il traguardo del 2025 che vedrà la nostra Sicilia regione gastronomica europea, un’opportunità per fare gioco di squadra attraverso un circuito virtuoso che lega i prodotti della nostra terra, la cultura e il turismo”.

Il presidente Schifani ha quindi preso parte alla visita dell’expo con il presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni e ha poi assistito agli eventi eventi organizzati e prodotti dall’Inda – “Let’s st’ART – Una marcia… a ritmo di danza e musica” e “Horai – Le quattro stagioni”, due creazioni di Giuliano Peparini, al ponte Umbertino.

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Mafia: Corleone, app commemorativa per vittime diventa installazione interattiva. https://stage.italianinews.com/2024/09/07/mafia-corleone-app-commemorativa-per-vittime-diventa-installazione-interattiva/ Sat, 07 Sep 2024 17:25:47 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/09/07/mafia-corleone-app-commemorativa-per-vittime-diventa-installazione-interattiva/ L’obiettivo del progetto è duplice: da un lato mira a riportare alla memoria i caduti con l’uso di tecnologie avanzate e innovative in grado di raggiungere anche le generazioni più giovani di Corleone

Dare valore alla responsabilità di memoria è l’obiettivo dell’installazione interattiva e immersiva realizzata da “Plesh”, realtà specializzata nel settore della “Live Communication & Entertainment” e nello sviluppo di app e software per eventi interattivi e partecipativi – nel centro di Corleone (Palermo), luogo simbolico per la lotta alla mafia. Il tema della memoria rappresenta il fil rouge del progetto che si ispira e sviluppa a travel app “NOma – Luoghi e storie NOmafia”, ideata dall’associazione “Sulle Nostre Gambe” per mantenere vivo il ricordo di chi ha dato la vita lottando contro l’omertà. L’installazione realizzata da “Plesh”, inaugurata nel pomeriggio, a Corleone, nella Casa del Popolo, in via Bernardino Verro – il primo sindaco socialista di Corleone assassinato dalla mafia nel 1915 per la sua attività di ridistribuzione equa del latifondo, che proprio in questo immobile fondò la cooperativa “Unione Agricola” -, è l’evoluzione interattiva dell’app NOma: una raccolta di storie e testimonianze sulle stragi di mafia che hanno coinvolto innocenti, bambini, sopravvissuti e le famiglie delle vittime. Presenti Maurizio Murciato, ceo e founder di Plesh. Tiziano Di Cara (tra i fondatori dell’associazione ‘Sulle nostre gambe’, insieme con Pif, Emanuela Giuliano, figlia di Boris, e Roberta Iannì, figlia di Carmelo), Lucenzo Tambuzzo, ideatore e direttore artistico e generale del progetto iArt Fivas e direttore di iWorld, Pif e Walter Rà, sindaco di Corleone.

L’obiettivo del progetto è duplice: da un lato mira a riportare alla memoria i caduti con l’uso di tecnologie avanzate e innovative in grado di raggiungere anche le generazioni più giovani di Corleone, dall’altro a riappropriarsi del territorio affermando la presenza di una comunità solida e di una realtà antimafia decisa a opporsi ai comportamenti subdoli della criminalità organizzata. L’opera permanente rappresenta un valore aggiunto per l’universo narrativo dell’applicazione “NOma – Luoghi e storie NOmafia”, originariamente sviluppata sui punti nodali del territorio palermitano: è la concretizzazione immersiva dell’app in una grande stanza buia. Appena vi si accede, si è circondati da tre grandi pareti interattive su cui vengono proiettati i volti, i luoghi e le vicende delle storie di mafia, selezionati attraverso uno schermo touch da 32 pollici dai visitatori che possono così interagire direttamente con l’opera.

All’interno di quella che era la sede della cooperativa fondata da Verro, Plesh e NOma hanno creato anche una sala museale dedicata ai “Picciriddi”. Qui sono esposte sia un’opera in loro memoria firmata dall’artista Domenico Pellegrino, sia una galleria di 18 illustrazioni originali realizzate dall’artista Martina Ponente e accompagnate dai testi del giornalista Bruno Palermo – tratti dal suo libro “Al Posto Sbagliato” ed. Rubbettino – che narrano le storie dei bambini uccisi dalla mafia. Dal 14 settembre, per 3 week end consecutivi, sarà possibile visitare NOma nell’ambito delle Vie dei Tesori. È una delle novità della seconda edizione del festival a Corleone, che l’anno scorso ha fatto registrare oltre 2000 visitatori.

“Per tenere vivo il ricordo delle vittime – dice Maurizio Murciato, ceo e founder di Plesh. – abbiamo scelto di dar vita a un’esperienza immersiva e interattiva capace di trasmettere a ciascun utente emozioni ingaggianti e toccanti che vanno a risvegliare la ‘Responsabilità di Memoria’. Portare la nostra tecnologia avanzata e complessa a Corleone – aggiunge – è stata un’opportunità per incontrare e coinvolgere i cittadini più giovani”. “Grazie a contributi audio, video, fumetti e ad un sistema di animazioni digitali – spiega l’architetto e creativo Tiziano Di Cara, tra i fondatori dell’associazione ‘Sulle nostre gambe’, insieme con Pif, Emanuela Giuliano, figlia di Boris, e Roberta Iannì, figlia di Carmelo, imprenditore alberghiero ucciso da Cosa nostra per aver collaborato con la polizia a far arrestare fiancheggiatori e boss mafiosi. – gli utenti, ovunque si trovino, possono informarsi e consultare le vicende biografiche delle vittime. Un modo non convenzionale per conoscere e diffondere lo straordinario esempio di coloro che hanno sacrificato la propria vita nella lotta alla mafia. Alla luce dell’enorme successo dell’app, abbiamo voluto realizzare la “videoinstallazione” immersiva, interattiva e multimediale affinché possa essere consultata, ma anche vissuta dai visitatori stessi, in modo diretto e partecipato”.

“iArt NOma rappresenta un momento davvero importante del progetto iART Fivas, perché pone l’accento sulla memoria e sulla necessità di legalità come momenti fondanti di un processo di rigenerazione urbana, sociale, economica e culturale dell’intero territorio di Ficuzza e della Valle del Sosio”, dice Lucenzo Tambuzzo, di iWorld, ideatore e direttore artistico e generale del progetto iArt Fivas. “L’installazione multimediale immersiva e interattiva di Plesh – sottolinea – capitalizza il grande lavoro svolto nel corso degli anni dall’Associazione “Sulle Nostre Gambe”, anche grazie all’app Noma, e ci coinvolge attivamente ed emotivamente in una nuova narrazione di fatti, suggerendoci il bisogno di maturare una nuova consapevolezza collettiva. iART Fivas punta a contribuire alla definizione di nuovi percorsi di rigenerazione, identificando, scoprendo e rivelando, con l’arte e la cultura, nuove risorse e possibilità di un territorio ricchissimo di storie, ma anche di luoghi e personaggi, alcuni dei quali hanno segnato la storia del cinema internazionale. Su questo tema sono stati creati molti dei 32 murales realizzati da artisti provenienti dall’Europa e da altre parti del mondo. Da qui potrebbe partire una nuova narrazione di questo territorio, già noto in tutto il mondo”, conclude.

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Ucraina-Russia, Kiev: “Putin minaccia il mondo con catastrofe nucleare” https://stage.italianinews.com/2024/08/29/ucraina-russia-kiev-putin-minaccia-il-mondo-con-catastrofe-nucleare/ https://stage.italianinews.com/2024/08/29/ucraina-russia-kiev-putin-minaccia-il-mondo-con-catastrofe-nucleare/#respond Thu, 29 Aug 2024 18:25:11 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/08/29/ucraina-russia-kiev-putin-minaccia-il-mondo-con-catastrofe-nucleare/ ”Gli attacchi russi alle infrastrutture energetiche ucraine sono più che semplice terrorismo contro i civili”, rappresentano ”una decisione deliberata del regime di Putin di minacciare il mondo con una catastrofe nucleare”.

Lo ha affermato Andriy Yermak, capo dello staff del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, su Telegram. ”Quattro reattori delle centrali nucleari ucraine sono stati scollegati dalla rete durante un attacco russo lunedì, come riferisce l’Aiea. La Russia rappresenta una minaccia nucleare”, ha sottolineato su ‘X’ Yermak.

Borrell: “Rimuovere restrizioni su armi fornite a Kiev”

Oggi i riflettori sono accesi sulle dichiarazioni a Bruxelles dell’Alto rappresentante per la Politica estera dell’Ue, Josep Borrell, nel corso di un door step congiunto con il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba. “Dobbiamo rimuovere le restrizioni sull’utilizzo delle armi contro obiettivi militari russi”, ha detto Borrell.

“Le armi che abbiamo dato all’Ucraina devono essere pienamente utilizzabili e le restrizioni devono essere rimosse per permettere agli ucraini di prendere di mira i luoghi da cui partono gli attacchi russi. Altrimenti le armi sono inutili”, ha dichiarato Borrell prima della riunione informale dei ministri degli Esteri Ue.

“Se ci verrà fornita una quantità sufficiente di missili e ci sarà consentito di colpire – ha sottolineato Kuleba – diminuiremo significativamente la capacità russa di danneggiare le nostre infrastrutture critiche e miglioreremo la situazione per le nostre forze sul campo”. “Abbiamo dimostrato che possiamo sconfiggere la Russia”, ha aggiunto, ribadendo la necessità che alle forze ucraine sia permesso di “colpire obiettivi militari legittimi in profondità in Russia”.

La posizione di Italia e Ungheria

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha detto che “ogni Paese è libero di decidere come è giusto utilizzare le armi inviate all’Ucraina. Noi abbiamo inviato soprattutto armi difensive: adesso stiamo per inviare la nuova batteria Samp-T che è difensiva e non può essere utilizzata in territorio russo. Ribadiamo che noi non siamo in guerra con la Russia, la Nato non è in guerra con la Russia quindi per l’Italia rimane la posizione di utilizzare le nostre armi all’interno del territorio ucraino”.

Il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, in un post su Facebook ha parlato di “proposti folli” sulle crisi in Ucraina e Medio Oriente avanzate da Borrell. Secondo Szijjarto, la “corsa pericolosa” di Borrell “va fermata”. “Non vogliamo più armi in Ucraina, non vogliamo più morti, non vogliamo l’escalation della guerra, non vogliamo che la crisi in Medio Oriente si diffonda. Rappresentiamo ancora la posizione del buon senso e della pace”, ha affermato il capo della diplomazia ungherese.

Riguardo al Medio Oriente Borrell ha comunicato di aver “avviato le procedure per chiedere agli Stati membri se considerano appropriato includere nella lista delle sanzioni alcuni ministri israeliani che lanciano messaggi d’odio inaccettabili contro i palestinesi e proposte che vanno chiaramente contro la legge internazionale e incitano a commettere crimini di guerra”.

“Per quanto mi riguarda è un periodo ipotetico dell’irrealtà”, ha commentato Tajani.

Lavrov: “Mosca era pronta a negoziare con Kiev prima di incursione Kursk”

Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, in una conferenza stampa dopo i suoi colloqui con la controparte del Senegal, Yassine Fall, ha sottolineato che la Russia era pronta ad avviare negoziati con l’Ucraina prima dell’inizio dell’incursione delle forze di Kiev nella regione di Kursk. “Ricordiamo tutti che il presidente Putin aveva avanzato la sua ultima proposta lo scorso giugno, dopo che tutte le precedenti iniziative e accordi erano stati fatti saltare dai suoi sostenitori occidentali. La nostra disponibilità ai negoziati era oltre ogni dubbio anche se, dopo le azioni spericolate (di Kiev, ndr) nella regione di Kursk non è più all’ordine del giorno”, ha spiegato.

Raid forze Kiev contro regione Belgorod

Intanto, sul fronte della cronaca, si registrano raid delle forze ucraine contro la regione russa di Belgorod. Una persona è rimasta uccisa e altri due civili, un uomo e una donna, sono stati feriti, denunciano le autorità locali. E’ stata presa di mira la città di Shebekino, poco oltre la frontiera, ha scritto su Telegram il governatore della regione, Vyachelsav Gladkov. Danneggiato anche un edificio pubblico. Il ministero della Difesa russo ha reso noto questa mattina di aver abbattuto, nella notte, un drone ucraino sulla regione di Belgorod, a sud di Kursk, altri due all’altezza di un’altra regione di confine, Bryansk, a nord, e tre sulla Crimea.

Le forze russe rivendicano inoltre di aver preso il controllo di altre due insediamenti nel Donbass, Stelmakhovka, nella regione di Luhansk, e Nikolayevka, nel Donetsk, ha reso noto il ministero della Difesa a Mosca. I militari continuano a spingere in profondità, oltre le difese nemiche, sottolinea il ministero della Difesa, citato dall’agenzia Tass.

“I combattimenti sono particolarmente duri” a Pokrovsk, importante polo logistico diventato simbolo della resistenza ucraina all’aggressione russa. Lo ha dichiarato il comandante in capo ucraino Oleksandr Syrskyi, che ha trascorso diversi giorni sul fronte orientale. Un’eventuale cattura di Pokrovsk comprometterebbe le capacità difensive e le rotte di rifornimento dell’Ucraina e avvicinerebbe la Russia al suo obiettivo dichiarato di catturare l’intera regione di Donetsk.

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Kamala Harris Sorpassa Trump in Tre Stati Chiave: Svolta Cruciale a Tre Mesi dalle Elezioni USA https://stage.italianinews.com/2024/08/11/kamala-harris-sorpassa-trump-in-tre-stati-chiave-svolta-cruciale-a-tre-mesi-dalle-elezioni-usa/ https://stage.italianinews.com/2024/08/11/kamala-harris-sorpassa-trump-in-tre-stati-chiave-svolta-cruciale-a-tre-mesi-dalle-elezioni-usa/#respond Sun, 11 Aug 2024 12:03:30 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/08/11/kamala-harris-sorpassa-trump-in-tre-stati-chiave-svolta-cruciale-a-tre-mesi-dalle-elezioni-usa/ Un sondaggio del New York Times/Siena College mostra la vicepresidente avanti di quattro punti percentuali in Wisconsin, Pennsylvania e Michigan, segnando un’inversione di tendenza significativa per il Partito Democratico.

Un recente e importante sondaggio indica un cambio di rotta significativo per il Partito Democratico, con Kamala Harris che supera Donald Trump in tre stati chiave a soli tre mesi dalle elezioni presidenziali USA. Secondo i dati raccolti dal sondaggio del New York Times/Siena College, la vicepresidente è in vantaggio di quattro punti percentuali sul tycoon in Wisconsin, Pennsylvania e Michigan, con il 50% delle preferenze tra i probabili elettori, contro il 46% di Trump.

Il sondaggio, condotto su circa 20.000 elettori tra il 5 e il 9 agosto, rivela un margine di errore di più o meno 2,5 punti percentuali per tutti gli elettori registrati e di più o meno 2,6 punti percentuali per l’elettorato probabile. Questo risultato giunge nella stessa settimana in cui Harris ha annunciato Tim Walz, governatore del Minnesota ed ex insegnante di scuola superiore, come suo compagno di corsa alla Casa Bianca.

Gli elettori registrati intervistati hanno descritto Harris come “più intelligente” e “caratterialmente più adatta” a guidare gli Stati Uniti rispetto a Trump, suggerendo una nuova direzione per la campagna democratica in vista delle elezioni.

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Architettura: è morto Antoine Predock, visionario degli spazi del deserto https://stage.italianinews.com/2024/03/05/architettura-e-morto-antoine-predock-visionario-degli-spazi-del-deserto/ https://stage.italianinews.com/2024/03/05/architettura-e-morto-antoine-predock-visionario-degli-spazi-del-deserto/#respond Tue, 05 Mar 2024 13:48:59 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/03/05/architettura-e-morto-antoine-predock-visionario-degli-spazi-del-deserto/ Aveva 87 anni. Progettista di fama internazionale ha sviluppato uno stile unico, lavorando spesso al di fuori dei centri urbani e cercando di trovare una connessione tra i paesaggi e l’esperienza umana dello spazio

L’architetto statunitense Antoine Predock, progettista di fama internazionale che ha sviluppato uno stile unico, lavorando spesso al di fuori dei centri urbani e cercando di trovare una connessione tra i paesaggi e l’esperienza umana dello spazio, è morto all’età di 87 anni ad Albuquerque, nel Nuovo Messico. L’annuncio della scomparsa, avvenuta sabato 2 marzo, è stato riportato oggi da “The Architect’s Newspaper”.

Artefice di un linguaggio progettuale ispirato alla tradizione indigena messicana, in cui trovano spazio anche suggestioni esoteriche e tecnologie avanzate, Predock era stato soprannominato “visionario del deserto”: si è distinto nel panorama americano per una personale interpretazione del Movimento Moderno, attribuendo alla sua opera un carattere radicato nel contesto desertico degli Stati del Sud-Ovest (Arizona, New Mexico, Nevada). La sua architettura interpreta gli spazi vuoti del paesaggio desertico attraverso un riferimento costante agli elementi naturali nella direzione organicistica segnata da Frank Lloyd Wright.

Tra le sue opere più famose il Canadian Museum for Human Rights a Winnipeg, la Facoltà di architettura e urbanistica all’Università del New Mexico a Albuquerque, il Cornerstone Arts Center at Colorado College a Colorado Springs, il Rio Grande Nature Center ad Albuquerque, l’Arizona Science Center a Phoenix. Nel 2006 ha ricevuto la medaglia d’oro dell’American Institute of Architects. Era membro del Royal Institute of British Architects, Royal Architectural Institute of Canada e dell’American Academy in Rome.

Nato a Lebanon, nel Missouri, il 24 giugno 1936, dopo gli studi presso la University of New Mexico di Albuquerque (1957-61) e la Columbia University di New York (1961-62), Predock ha avviato la propria attività con sede ad Albuquerque e poi anche a Los Angeles. Ha elaborato un linguaggio progettuale ispirato alla tradizione indigena messicana, in cui trovano spazio anche suggestioni esoteriche e tecnologie avanzate.

Predock si è distinto per una personale interpretazione del moderno, filtrato attraverso le tradizioni dell’edilizia locale. Le sue realizzazioni acquistano pertanto un carattere regionalista che le radica in particolar modo nel contesto desertico dell’Arizona e del Nuovo Messico, i due Stati che hanno accolto gran parte della sua prima produzione. Tra le numerose architetture realizzate si distinguono: nel Nuovo Messico, la Mesa Public Library a Los Alamos e lo Spencer Theater for the Performing Arts a Ruidoso; in Arizona, il Nelson Fine Arts Center dell’Arizona State University a Tempe, l’Arizona Science Center a Phoenix e la Ventana Vista elementary School a Tucson; nel Nevada, il complesso con biblioteca e Children’s Museum a Las Vegas; nel Wyoming l’American Heritage Center e l’Art Museum a Laramie; in Florida, il Museum of Science and Industry a Tampa; in California, il complesso con aule e laboratori della California Polytechnic State University a Pomona; la Civic Arts Plaza e il Performing Arts Center a Thousand Oaks; il Social Sciences and Humanities Building della University of California a Davis; nel Minnesota, il Gateway Center and Plaza della University of Minnesota a Minneapolis; in Texas, la Austin City Hall and Public Plaza ad Austin; in Wisconsin, l’Indian Community School a Milwaukee; in Illinois, il Doudna Fine Arts Center a Charleston.

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Scrittrici: è morta Maria Giacobbe, autrice ‘Diario di una maestrina’ https://stage.italianinews.com/2024/01/27/scrittrici-e-morta-maria-giacobbe-autrice-diario-di-una-maestrina/ https://stage.italianinews.com/2024/01/27/scrittrici-e-morta-maria-giacobbe-autrice-diario-di-una-maestrina/#respond Sat, 27 Jan 2024 18:22:28 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/01/27/scrittrici-e-morta-maria-giacobbe-autrice-diario-di-una-maestrina/ Aveva 95 anni. Nel 1957 conquistò il Premio Viareggio-Opera prima

La scrittrice sarda Maria Giacobbe, che con il suo primo libro “Diario di una maestrina” (Laterza, 1957) vinse il Premio Viareggio-Opera prima, è morta a Capenhagen all’età di 95 anni. Nata a Nuoro il 14 agosto 1928, dal 1958 viveva in Danimarca, patria del marito, lo scrittore Uffe Harder, e lì divenne un punto di riferimento culturale tra l’isola e la Scandinavia. Suo padre Dino Giacobbe fu un antifascista tra i fondatori del Partito Sardo d’Azione.

Diplomata all’istituto magistrale, nel secondo dopoguerra Maria Giacobbe fu maestra elementare nei paesi del circondario di Nuoro. In seguito iniziò a collaborare con vari giornali e riviste, tra i quali “Il Mondo” di Mario Pannunzio, ed esordì come scrittrice narrando le sue esperienze di giovane maestra. L’esordio “Diario di una maestrina” fu tradotto in 15 lingue e oltre al Premio Viareggio-Opera prima vinse anche la Palma d’oro dell’Unione Donne italiane.

A questo debutto editoriale fece seguito un’intensa attività di scrittura narrativa, saggistica e giornalistica, in italiano e in danese, accompagnata da diversi lavori di traduzione. Alla sua terra d’origine Maria Giacobbe ha dedicato gran parte della sua produzione letteraria. Fra i suoi titoli: “Piccole cronache” (Laterza, 1961); “Il mare” (Vallecchi, 1967); “Le radici” (Edizioni della Torre, 1977; Il Maestrale, 2005); “Maschere e angeli nudi: ritratto d’infanzia” (Il Maestrale, 1999); “Scenari d’esilio. Quindici parabole” (Il Maestrale, 2003); “Pòju Luàdu” (Il Maestrale, 2005); “Chiamalo pure amore” (Il Maestrale, 2008); “Euridice” (Il Maestrale, 2011). Nel 2000 il regista Giovanni Columbu ha realizzato il film “Arcipelaghi tratto dal romanzo omonimo (La Biblioteca del Vascello, 1995; Il Maestrale, 2001) per il quale nel 1995 la scrittrice ha ricevuto il Premio Dessì Speciale della Giuria.

Per la sua produzione letteraria ha ricevimento diversi riconoscimenti sia in Italia che in Danimarca, contribuendo notevolmente alla diffusione e conoscenza della cultura italiana, e più nello specifico sarda, nel paese dove ha vissuto a lungo. Dal 2008 Giacobbe era presidente del Comitato degli scrittori danesi per la difesa della libertà di espressione ed è stata membro fondatore del Comitato per la coesistenza israelo-palestinese.

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Vaticano: fratello Becciu, mio fratello sconvolto, Tribunale non ha voluto sconfessare il Papa’. https://stage.italianinews.com/2023/12/17/vaticano-fratello-becciu-mio-fratello-sconvolto-tribunale-non-ha-voluto-sconfessare-il-papa/ https://stage.italianinews.com/2023/12/17/vaticano-fratello-becciu-mio-fratello-sconvolto-tribunale-non-ha-voluto-sconfessare-il-papa/#respond Sun, 17 Dec 2023 20:14:30 +0000 https://stage.italianinews.com/2023/12/17/vaticano-fratello-becciu-mio-fratello-sconvolto-tribunale-non-ha-voluto-sconfessare-il-papa/ Il cardinale Angelo Becciu “ è sconvolto. Non si aspettava una sentenza così dura.

E’ rimasto attonito, incredulo”. Lo sottolinea al Tg1 Mario Becciu, il fratello del cardinale che ieri il Tribunale del Vaticano ha condannato a cinque anni e mezzo nell’ambito del processo per lo scandalo finanziario legato alla compravendita del Palazzo di Sloane Avenue.

“Ci stupisce che proprio prima di natale sia stata organizzata una sentenza così dura. E’ un bel regalo di Natale”, dice Mario Becciu che osserva: “Qualche commentatore l’aveva definita una condanna preventiva, per cui il tribunale si è trovato nel dover confermare o sconfessare una decisione già presa però io credo ancora nell’onestà dei giudici. Abbiamo un secondo grado di giudizio speriamo li’ che l’innocenza venga finalmente proclamata”.

Suo fratello è stato accusato di aver fatto entrare i mercanti nel tempio. “E’ una grande stupidaggine. una frase che fa effetto mediaticamente. lui ha solo continuato la prassi che vigeva da decenni dentro la segreteria di stato lui ha seguito le indicazioni che dava il segretario di stato che all’epoca era il cardinale bertone e gli esperti amministrativi”, la difesa del fratello di Becciu. E’ stato accusato di aver favorito voi, la sua famiglia. “Anche l’accusa alla fine ha dovuto dire che nessun euro è circolato tra i fratelli. Siamo diventati un bersaglio solo perché dietro di noi c’era un simbolo. Un cardinale”, dice Mario Becciu che aggiunge: “Nessuno di noi è al sicuro. Non basta essere persone oneste per essere ritenuti tali”.

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Presentata un’opera inedita in occasione del 520° anniversario dalla nascita del Parmigianino. https://stage.italianinews.com/2023/12/15/presentata-unopera-inedita-in-occasione-del-520-anniversario-dalla-nascita-del-parmigianino/ https://stage.italianinews.com/2023/12/15/presentata-unopera-inedita-in-occasione-del-520-anniversario-dalla-nascita-del-parmigianino/#respond Fri, 15 Dec 2023 16:20:24 +0000 https://stage.italianinews.com/2023/12/15/presentata-unopera-inedita-in-occasione-del-520-anniversario-dalla-nascita-del-parmigianino/ Durante la manifestazione si è svolta la celebrazione di consegna dei premi internazionali Leonardo The Immortal Light, premi consegnati all’Università di Bologna e all’Ordine secolare dei Servi Di Maria.

Bologna –Presso l’importante Basilica Maggiore dei Servi di Maria alla presenza delle istituzioni e autorità si è svolto l’attesissimo evento “Respice Finem” dedicato a celebrare il grandissimo artista parmense Girolamo Francesco Maria Mazzola meglio conosciuto come il Parmigianino  in occasione del 520° anniversario dalla sua nascita. Durante la conferenza è stato presentato in prima mondiale un disegno dalle dimensioni di 18.9 cm per 17.7 cm rappresentante una Santa Famiglia. Grazie agli studi e le ricerche effettuate sull’opera, i ricercatori ipotizzano che possa trattarsi di un bozzetto vicino allo stile del Parmigianino e di epoca manierista. Questo viaggio alla scoperta dell’arte nel mondo del Parmigianino è stato condotto con importanti esperti, sono intervenuti alla conferenza Madre Maria Cecilia Visentin, docente di storia dell’arte specializzata nell’iconografia pittorica religiosa; la storica dell’arte Lucica Bianchi che ha messo in luce il legame dell’artista con l’alchimia; Annalisa Di Maria tra i massimi esperti internazionali di Leonardo da Vinci e del rinascimento italiano, specializzata nella corrente neoplatonica. Nella parte scientifica sono intervenuti il Perito Calligrafo Forense Stefano Fortunati, specializzato in manoscritti rinascimentali ed esperto di carte antiche e Andrea da Montefeltro ricercatore scientifico e scultore internazionale premio mondiale della pace nell’arte. Durante la mattinata è stato inoltre consegnato l’importante premio internazionale “Leonardo The Immortal Light” per la sezione Istruzione e Ricerca Culturale promosso dall’International Committee Leonardo da Vinci, all’Università di Bologna – Alma Mater Studiorum, attestandosi al vertice dell’eccellenza con un connubio esemplare di tradizione e innovazione. La seconda premiazione è stata conferita nei confronti dell’ordine secolare Dei Servi Di Maria nati nel 1233che nel tempo sono stati tra i più importanti committenti dei grandi artisti italiani, tra cui proprio il Parmigianino. Il disegno era piegato insieme a un bozzetto di Raffaello Sanzio, oggi custodito alla National Gallery di New York, catalogati entrambi nella collezione di E. Calando in Francia e venduti a un’asta. Il disegno riporta una evidente ispirazione all’arte del grande Raffaello, fu catalogato come “scuola di Raffaello Sanzio” e realizzato probabilmente dall’artista proprio a Roma. Si sa infatti, come il giovane Parmigianino, venisse considerato già a suo tempo, la reincarnazione di Raffaello Sanzio, fu talmente ispirato a lui dal tentare addirittura di assomigliargli, morendo destino della sorte, anche lui a 37 anni. “Il disegno fu eseguito con tecnica mista su carta di lino vergata e presenta molti aspetti simbolici tipici della pittura del Parmigianino, e nonché molti ripensamenti. Le mani disegnate in quest’opera, sono un dettaglio determinante nell’accostamento all’autore” afferma la Di Maria.  Elegante e ricercato, il Parmigianino fece da caposcuola nel manierismo emiliano, punto di riferimento assoluto per il manierismo europeo. La simbologia dell’opera presentata è molto forte. Artista raffinato, conobbe fin da subito una notevole fortuna critica, anche in virtù della sua vita tormentata, come si ritrova nel racconto di Giorgio Vasari secondo cui l’artista preso dai suoi esperimenti alchemici, avrebbe abbandonato l’arte, assorbito dall’alchimia al punto tale da autodistruggersi in un modernissimo esempio di introspezione psicologica, e da quel momento la sua memoria si perse nelle  storia. Non si poteva celebrare l’anniversario del Parmigianino in un modo migliore, con la presentazione di un’opera che viene così mostrata al grande pubblico, durante il convegno infatti, è stato possibile poter ammirare dal vivo il disegno.


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L’arte del delegare, perché è importante ma difficile da realizzare. https://stage.italianinews.com/2023/11/30/larte-del-delegare-perche-e-importante-ma-difficile-da-realizzare/ https://stage.italianinews.com/2023/11/30/larte-del-delegare-perche-e-importante-ma-difficile-da-realizzare/#respond Thu, 30 Nov 2023 16:21:42 +0000 https://stage.italianinews.com/2023/11/30/larte-del-delegare-perche-e-importante-ma-difficile-da-realizzare/ Chi fa da sé, fa per tre!”: sarà capitato a molti di pronunciare questo detto almeno una volta nella vita.

Ma sarà poi vero fino in fondo? Sebbene la capacità di fare da sé sia preziosa, lo è altrettanto l’arte del saper delegare. Perché, allora, spesso è tanto difficile riuscirci? Everli, il marketplace della spesa online, e il servizio di psicologia online e Società Benefit Unobravo hanno voluto far luce sul tema per incoraggiare le persone a chiedere aiuto, quando necessario.

Da sempre allineati nella mission di favorire il benessere fisico e mentale, i due brand hanno di recente siglato un accordo in ambito welfare che permetterà al team di Everli di usufruire di molteplici sessioni di psicoterapia online gratuite sulla piattaforma Unobravo, e, per l’occasione, hanno analizzato le abitudini degli italiani quando si tratta di delegare, nella vita come in ambito professionale.

Perché si fa fatica a delegare

La frenesia della vita di tutti i giorni incide sul modo in cui le persone, soprattutto le donne che, tra casa e lavoro, portano sulle spalle un enorme carico mentale, tendono ad accentrare e a cercare di fare più cose possibili da sole. Spesso questo è frutto della volontà di tenere tutto sotto controllo e, talvolta, di mancanza di fiducia negli altri.

Si tratta di una percezione molto diffusa, dettata dallo stigma che vede nel richiedere aiuto un segno di debolezza, invece che di maturità e consapevolezza. La difficoltà di prioritizzare gli impegni e definire quali poter delegare è un comportamento che può spaziare dal mondo del lavoro a quello personale. Il blocco più diffuso è proprio quello del riuscire a delegare, di chiedere un aiuto per ottimizzare il proprio carico quotidiano e, quindi, il proprio benessere.

Uno strumento prezioso per l’organizzazione del tempo è l’utilizzo di una lista di cose da fare. Di fatti stilare un elenco di tutte le attività da svolgere nell’arco della giornata e della settimana è il modo più efficace per tenere traccia di tutto e capire più facilmente cosa poter eventualmente rinviare o delegare. Una volta realizzata, la lista aiuterà a stabilire un ordine di priorità e a distinguere le attività urgenti da quelle importanti, ma che possono essere pianificate o completate con l’aiuto di qualcuno a cui delegare, e da quelle semplicemente eliminabili.

Gli italiani e l’arte del delegare

Una survey effettuata da Everli su un campione di utenti ha rivelato come la difficoltà a delegare si riproponga anche quando si sbriga una commissione pratica come fare la spesa settimanale. Se, da un lato, a oltre un quarto (27%) degli utenti intervistati non piace affatto fare questo tipo di shopping, dall’altro pare che quasi un terzo (29%) si sentirebbe in ansia all’idea di delegare questa attività, indipendentemente che piaccia o meno.

Eppure, una delle soluzioni pratiche per tentare di trovare un equilibrio nella gestione della propria agenda settimanale, liberando tempo da poter dedicare ad altro, potrebbe essere proprio quella di delegare lo shopping domestico. A questo proposito, oltre la metà degli intervistati (61%) si dichiara favorevole, dividendosi però tra chi “affiderebbe” sempre la propria spesa ad altri (19%) e chi, invece, lo farebbe solo in casi eccezionali (42%).

Anche quando si tratta di spesa, scattano stress e “mania di controllo”: ma cosa potrebbe mai accadere? Oltre un terzo degli italiani (38%) teme – anzi dice di essere certo – che la persona prescelta non avrebbe la stessa cura nella scelta dei prodotti, soprattutto quelli freschi.

Il consiglio della psicoterapeuta

“Non si dovrebbe mai avere vergogna o paura di riconoscere ed esprimere la propria stanchezza e l’ansia di non riuscire a stare dietro a tutto. In questo senso, è importante fermarsi un attimo e prendersi uno spazio per riflettere sulle aspettative e sulla percezione che abbiamo di noi quando, per un qualsiasi motivo, non riusciamo a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Questo lavoro di ridimensionamento delle aspettative spesso non è semplice e necessita di un percorso di consapevolezza che permetta di prendersi cura della propria emotività. Qualora se ne avverta la necessità, il supporto di un esperto può rivelarsi prezioso. È, inoltre, importante concedersi la possibilità di darsi un limite. Non è sempre facile occuparsi di tutto, lasciare andare qualcosa può essere un modo per dare voce alla nostra stanchezza. Può anche rappresentare un punto di svolta e aprire la strada a una nuova fase in cui le attività sono pianificate con un ritmo più sostenibile”: è il consiglio della Dottoressa Valeria Fiorenza Perris, Psicoterapeuta e Clinical Director di Unobravo.

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Food: è morta Colette Rossant, ha dato alla cucina francese una fioritura globale https://stage.italianinews.com/2023/10/14/food-e-morta-colette-rossant-ha-dato-alla-cucina-francese-una-fioritura-globale/ https://stage.italianinews.com/2023/10/14/food-e-morta-colette-rossant-ha-dato-alla-cucina-francese-una-fioritura-globale/#respond Sat, 14 Oct 2023 11:06:41 +0000 https://stage.italianinews.com/2023/10/14/food-e-morta-colette-rossant-ha-dato-alla-cucina-francese-una-fioritura-globale/ Aveva 91 anni. Importante autrice di libri di cucina, critica e giornalista, ha rinvigorito i piatti della sua nativa Francia con la sensibilità di un giramondo.

Colette Rossant, originaria di Parigi, la cui infanzia al Cairo prima e durante la seconda guerra mondiale le ha dato una visione globale della cucina che alla fine ha contribuito ad alimentare una carriera di spicco a New York come autrice di libri di cucina, critica e giornalista gastronomica, è morta giovedì 12 ottobre nella sua casa in Normandia (Francia) all’età di 91 anni. L’annuncio della scomparsa, in conseguenza di un cancro al seno, è stato dato dalla figlia Juliette Rossant al “New York Times”.

Colette Rossant, che lo scrittore Calvin Trillin definì una volta “la cuoca dei miei sogni”, lasciò il segno a metà degli anni ’70 quando contribuì ad ampliare il palato degli intenditori americani, allora dominati dalla tradizionale alta cucina francese, fondendo la cucina occidentale con quello dell’Asia e del Medio Oriente. E’ stata una voce influente nel campo del cibo per decenni dando alla ‘nouvelle cuisine’ una fioritura globale. Importante autrice di libri di cucina, ha rinvigorito i piatti della sua nativa Francia con la sensibilità di un giramondo

Dopo essersi trasferita a New York nel 1955, quando aveva 23 anni, trascorse quasi due decenni insegnando francese nelle scuole superiori private della città, così come alla Hofstra University. La sua carriera in cucina – e dietro la macchina da scrivere – iniziò nel 1972, quando aveva 40 anni e iniziò un corso di cucina doposcuola a Manhattan; due anni dopo ha adattato quelle lezioni giocose in uno spettacolo per bambini della televisione chiamato “Zee Cooking School”. Nel 1975 trasformò questi consigli di cucina in “Cooking With Colette”, il suo primo di sette libri di cucina. Il suo libro “A Mostly French Food Processor Cookbook” (1977), scritto con Jill Harris Herman, ha sfruttato la mania del ‘Cuisinart’ degli anni ’70. Quel libro, che vendette più di 100.000 copie, era pieno di ricette facili da preparare, come petto di manzo con mirtilli rossi e pepe verde in grani e budino di cachi al vapore con salsa al brandy, che erano “avventurose e ispirate senza essere eccessivamente sofisticate”, Ann Barry scrisse in una recensione sul “New York Times”.

Attraverso i suoi viaggi nell’Asia orientale – così come le sue passeggiate nella Chinatown di New York – Colette Rossant sviluppò una competenza nella cucina asiatica, culminata in un altro dei suoi libri di cucina più popolari, “Colette’s Japanese Cuisine” (1985). A quel punto divenne anche un punto di riferimento fisso nel mondo del cibo di New York, mescolandosi con i migliori chef e critici.

In un articolo del 1981 dal titolo “Le ispirazioni di un cuoco globale”, Craig Claiborne, l’augusto critico gastronomico del “New York Times”, scrisse che “trovo impossibile rifiutare un invito a un pasto di Rossant, che si rivela sempre essere un festa”, assaggiando un mix di salmone fresco e affumicato battezzato con rillettes di pesce come antipasto, un arrosto di vitello “cotto fino a diventare saporito nel latte” e altre prelibatezze. Claiborne ha notato che Calvin Trillin, il celebre autore, umorista e scrittore di cibo, una volta aveva scritto che ogni volta che veniva invitato a cenare dalla Rossant, sua moglie Alice, era “costretta ad afferrarmi per la giacca due o tre volte per impedirmi di iniziare un trotto regolare e insolito”.

Colette Rossant si è affermata anche come critica gastronomica. Nel 1979 fu assunta dalla rivista “New York” per scrivere la rubrica “The Underground Gourmet”, un’indagine sui ristoranti convenienti ma avventurosi in tutta la città. Negli anni ’90 ha scritto una rubrica di consigli alimentari per il “Daily News” intitolata “Ask Colette”.

La prosa della Rossant alla fine avrebbe preso una svolta più letteraria. Seguendo il percorso del celebre saggista e autore gastronomico M.F.K. Fisher, ha scritto tre memorie gastronomiche riccamente evocative: “Memories of a Lost Egypt” (1999), successivamente ripubblicato come”“Apricots on the Nile”; “Return to Paris” (2003) e “The World in My Kitchen” (2006). Queste reminiscenze languide ed evocative raccontavano l’odissea culinaria di tutta la Rossant, dalle città d’Egitto attraverso i viali di Montparnasse fino ai grattacieli di New York. Hanno anche permesso ai lettori di sperimentare i sapori e gli odori di questi luoghi aggiungendo le ricette dei suoi viaggi.

Colette Sol Palacci era nata il 18 gennaio 1932 a Parigi, ultimo dei due figli di Iska Palacci, un’ebreo egiziano che era l’acquirente in Europa dei grandi magazzini di suo padre al Cairo, e Marceline Bemant, figlia di un ricco imprenditore francese. Dopo che il padre di Colette ebbe un ictus nel 1937 che lo rese paralizzato e cieco, la famiglia si trasferì al Cairo per vivere con i nonni paterni nella loro lussuosa villa in stile mediterraneo. Al Cairo, sua madre, ebrea convertitasi al cattolicesimo, mandò Colette alla scuola del convento, dove la madre superiora la definì la “piccola pagana”. La sua fortuna è stata la cucina di casa, dove il cuoco Ahmet, è diventato un amico e un mentore culinario, nonostante le ammonizioni di sua nonna secondo cui stare sopra un fornello non era posto per una giovane ragazza di buona educazione. Dopo la guerra, la sua famiglia tornò a Parigi, dove studiò letteratura francese alla Sorbona.

Nel 1955 sposò James Rossant, un newyorkese di cui si era innamorata quando aveva 16 anni e lui era al college, in viaggio per la Francia. Opportunamente, scrisse: “Si innamorò di me la prima sera che ci incontrammo, perché gli servii la migliore insalata di pomodori che avesse mai mangiato”. Nello stesso anno, i novelli sposi salparono su un transatlantico per New York, dove James Rossant iniziò quella che sarebbe stata un’importante carriera nel campo dell’architettura.

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