rank-math domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /home/dhktaefp/stage.italianinews.com/wp-includes/functions.php on line 6170metform domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /home/dhktaefp/stage.italianinews.com/wp-includes/functions.php on line 6170newsreader è stato attivato troppo presto. Di solito è un indicatore di un codice nel plugin o nel tema eseguito troppo presto. Le traduzioni dovrebbero essere caricate all'azione init o in un secondo momento. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 6.7.0.) in /home/dhktaefp/stage.italianinews.com/wp-includes/functions.php on line 6170“Carlos Tavares ha commesso tanti errori e nessuno lo rimpiangerà, ma sbaglia la maggioranza di governo a usarlo come capro espiatorio della crisi dell’auto”. Lo affermano in una nota Gaetano Pedullà e Pasquale Tridico, europarlamentari del Movimento 5 Stelle. “La sofferenza del settore – continuano – viene da lontano, è in parte strutturale, conseguenza delle diverse abitudini dei cittadini, e in parte dovuta ai cambiamenti nel settore della mobilità. Davanti alla sfida epocale della transizione verso l’elettrico, il governo ha deciso di restare immobile, abbandonando case automobilistiche e lavoratori in un momento decisivo”.
Il Movimento 5 Stelle “ha presentato un emendamento alla manovra per ripristinare i fondi destinati all’automotive, scippati dal governo per destinarli alla difesa, e vuole andare oltre. La crisi è europea, come dimostrano gli scioperi in Germania e le chiusure di stabilimenti in Belgio, e serve una risposta europea. Con un nuovo fondo, sul modello di Sure che con successo ha funzionato durante il Covid, potremmo salvaguardare i posti di lavori a rischio a condizione che le case automobilistiche facciano i compiti a casa”.
“Nessun finanziamento a pioggia, ma precise condizionalità che permettano al settore dell’automotive di programmare i necessari investimenti richiesti per le auto elettriche. Il governo porti questa battaglia in Europa, batta i pugni a Bruxelles per salvaguardare l’interesse nazionale e salvare così l’industria italiana dalla tragedia. Basta scaricabarile”, concludono.
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Congelare la guerra tra Ucraina e Russia, minimizzare il coinvolgimento degli Stati Uniti e trasferire sui Paesi europei gran parte dell’onere economico e la ‘supervisione’ del processo di pace. Questo è il piano di Donald Trump qualora venisse rieletto presidente degli Stati Uniti, secondo il Financial Times. Il candidato repubblicano da mesi ripete che metterà fine alla guerra in poche ore, portando Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky al tavolo delle trattative. Lì, dice Trump, il presidente russo e quello ucraino troveranno un accordo.
Il quotidiano finanziario scrive che, secondo il team dell’ex presidente, il conflitto può essere risolto creando zone autonome e zone smilitarizzate su entrambi i lati del confine e senza che l’Ucraina entri nella Nato. Stando al giornale, ai Paesi europei sarà chiesto di assumere il ruolo di garanti del processo di pace, mentre la partecipazione degli Stati Uniti e della Nato sarà minima.
I consiglieri di Trump, si legge sempre sul Ft, ritengono inoltre che non spetti agli Usa assumersi l’onere finanziario del mantenimento della pace e ritengono che questa responsabilità sia dei Paesi europei. Il programma di Trump esclude anche la partecipazione a eventuali operazioni di peacekeeping.
Questo approccio solleva preoccupazioni tra gli alleati europei secondo i quali l’eventuale rinuncia degli Stati Uniti ad avere un ruolo attivo nella sicurezza della regione potrebbe indebolire la posizione della Nato. Alcuni membri dell’Alleanza temono che una riduzione dell’influenza degli Stati Uniti possa portare a una divisione all’interno dell’Ue e della Nato, soprattutto se alcuni Paesi dovessero divergere nei loro approcci sulla crisi ucraina. Allo stesso tempo, non c’è unità nel Partito Repubblicano riguardo a tale strategia.
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In Italia i casi di tumore al colon retto, la malattia che ha colpito Salvatore Schillaci morto oggi a 59 anni, “sono in aumento”: è il secondo carcinoma più diffuso nel nostro Paese, con oltre 48mila diagnosi nel 2022 e una mortalità stimata di 21.700 decessi nel 2021 (dati Aigo), “e purtroppo l’adesione degli agli screening non è alta, mentre la prevenzione è la strada per anticipare questa malattia e proprio chi sta bene deve fare prevenzione. La tragica scomparsa di Totò Schillaci deve far capire quanto non deve essere sottovalutato questo tumore e l’importanza dei test”. Così all’Adnkronos Salute Maria Di Paolo, consigliere nazionale dell’Aigo (Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti digestivi ospedalieri).
“Quando c’è la comparsa di sangue nelle feci, associata ad un calo di peso, deve scattare la prima sirena d’allarme – spiega la specialista – quindi fare il test del sangue occulto nelle feci e procedere poi con la colonscopia. Quello che vediamo in ospedale, invece, è che quando si scopre il sangue nelle feci si fa passare del tempo prima di arrivare allo screening – sottolinea Di Paolo che lavora al Ao San Giovanni di Roma – Se il sangue è visibile si deve fare un’indagine di secondo livello come la colonscopia”. Se invece si ha una familiarità con il tumore del colon, con adenomi o polipi, “la colonscopia va anticipata ai 40 anni e se c’è un parente di primo grado con la malattia scoperta da giovane si deve anticipare la prevenzione”, rimarca la gastroenterologa.
“La grande forza dello screening – conclude – è poter interrompere il passaggio dalla lesione con potenzialità cancerogene allo sviluppo del tumore. Se si anticipa questo passaggio, si può intervenire e rimuovere il tumore con una sopravvivenza molto alta. Una lesione ci mette 7-10 anni a sviluppare un tumore, il nostro obiettivo come specialisti è di non fare arrivare questi pazienti all’oncologo”.
Calderoli, ‘dopo Mihajlovic e Vialli piangiamo l’eroe delle notti magiche’
“Nel giro di pochi mesi abbiamo pianto tanti giovani eroi del nostro calcio: prima Mihajlovic, poi Vialli e adesso Schillaci. Giovani uomini che hanno lottato in campo e poi contro la malattia: come sempre in questi casi per me è inevitabile non pensare alla mia battaglia che combatto da oltre 12 anni contro il mio tumore, alle operazioni, alla sofferenza, a quello che ho passato io, alle paure che ho avuto anch’io. In questi casi mancano le parole, manca anche il fiato, c’è solo il dolore: buon viaggio mitico Totò Schillaci, eroe di quelle notti magiche del 1990”. Lo scrive sulla sua pagina Facebook Roberto Calderoli, ministro per gli Affari regionali e le Autonomie e senatore della Lega.
Caronia (Lega), ‘Palermo gli dedichi monumento’
“Scompare un campione e un uomo che ha amato tanto lo sport e la sua città, Palermo. Totò Schillaci ha fatto brillare gli occhi di milioni di italiani durante l’epopea calcistica di Italia ’90 che lo ha consacrato come un mito per quella generazione”. A dirlo è Marianna Caronia, capogruppo della Lega all’Assemblea regionale siciliana, che aggiunge: “Nel suo girare il mondo, Schillaci ha infine scelto Palermo, per un impegno sociale e lavorativo vissuto con grande umanità e dedizione. Lo piangiamo e crediamo che Palermo debba ricordarlo a imperitura memoria, dedicandogli un monumento, come Rocky a Philadelphia”.
nipote giocatore Palermo alla camera ardente, ‘ciao zio, ciao bomber’
“Ciao zio, ciao bomber”. Lo scrive sui social Francesco Di Mariano, nipote di Totò Schillaci, che gioca nel Palermo calcio. “Sono cresciuto nella tua scuola calcio, con l’idea di dovere arrivare ad alti livelli e partecipare a un mondiale e rendere fiero un popolo, farlo sognare proprio come hai fatto tu, ma questo non e’ accaduto, spero tu sia rimasto comunque orgoglioso di me. Hai affrontato questa malattia come un leone. Fino all’ultimo, proprio come facevi in campo”, scrive ancora Di Mariano.
Totò Schillaci, il ricordo di Gianna Nannini: “Ciao grande”

Un cuore rosso e un semplice, ma sentito ‘Ciao grande Totò’. Così Gianna Nannini, attraverso le sue storie Instagram, ha voluto ricordare Totò Schillaci, il ‘bomber di Italia ’90’ scomparso prematuramente all’età di 59 anni.
Un legame particolare quello tra la rocker senese e l’eroe di quei Mondiali indimenticabili. Fu proprio Gianna Nannini, insieme ad Edoardo Bennato, a firmare ‘Un’estate italiana’, la canzone simbolo di quel campionato che vide Schillaci protagonista assoluto con i suoi gol e le sue indimenticabili lacrime di gioia.
Anti palermitani rendono omaggio al bomber, lacrime e commozione
Sono tanti, decine e decine, i palermitani che dalle 16 di oggi sono in fila alla camera ardente allo stadio “Renzo Barbera” di Palermo per rendere omaggio a Toto’ Schillaci, il bomber palermitano morto oggi all’età di 59 anni per un tumore al colon. La camera ardente resterà aperta fino alle 22 di oggi per riaprire domani alle 7 e fino alle 22. I funerali saranno celebrati con ogni probabilità venerdì a Palermo. In fila anche la squadra del Palermo calcio, con il tecnico Alessio Dionisi.
]]>“E’ da tutta la vita una democratica e l’idea che io sostenga Donald Trump è qualcosa che non avrebbe mai immaginato, qualcosa che non avrebbe mai voluto”. Così Robert F. Kennedy Jr. afferma che dalla moglie, l’attrice Cherly Hines, non l’ha assolutamente incoraggiato quando ha deciso di rinunciare alla sua candidatura da indipendente alla Casa Bianca, dando il suo endorsement al candidato repubblicano.
“Penso che questo l’abbia resa molto scontenta, imbarazzata, e e sono grato per il fatto che mi ha dato il suo sostegno ma non era certo qualcuno che esaltava questa mossa, direi invece l’opposto”, ha aggiunto.
Le parole del figlio di Bob Kennedy, che è stato duramente e pubblicamente criticato dalla sua famiglia per il sostegno dato a Trump, arrivano dopo che l’attore Bradley Whitford aveva criticato sui social Hines per essere rimasta “in silenzio, mentre quel pazzo di tuo marito dà il suo sostegno ad un violentatore condannato che si vanta di togliere alle donne i loro diritti fondamentali”. “Un grande esempio per i figli”, ha concluso ironico.
]]>A volte può capitare che, anziché aprirci sinceramente all’ascolto di ciò che il Signore desidera comunicarci, cerchiamo soltanto una conferma alle nostre idee, alle nostre convinzioni e ai nostri giudizi, sia da Lui che dagli altri. Tuttavia, questo atteggiamento non ci aiuta a incontrare realmente Dio, né a ricevere il dono della Sua luce e della Sua grazia, che ci permetterebbero di crescere nel bene, compiere la Sua volontà e superare le nostre chiusure e difficoltà. Una fede e una preghiera autentiche aprono la mente e il cuore, anziché chiuderli.
Papa Francesco ha pronunciato queste parole prima dell’Angelus, affacciandosi alla finestra del Palazzo Apostolico Vaticano davanti ai fedeli e ai pellegrini riuniti in Piazza San Pietro.
Il Papa ha poi invitato tutti a riflettere: “Nella mia vita di fede, sono capace di fare veramente silenzio dentro di me e mettermi in ascolto di Dio? Sono disposto ad accogliere la Sua voce oltre i miei schemi e a vincere, con il Suo aiuto, le mie paure? Che Maria ci sostenga nell’ascolto fedele della voce del Signore e nel coraggio di fare la Sua volontà”.
Riferendosi al Vangelo della liturgia del giorno, Papa Francesco ha spiegato la reazione dei Giudei alla dichiarazione di Gesù, che affermava di essere “disceso dal cielo”. Essi, conoscendo la Sua umile origine, faticavano a credere che Dio potesse manifestarsi in un modo così ordinario. Il loro preconcetto e la loro presunzione li bloccavano nella fede, impedendo loro di riconoscere il Messia.
“I preconcetti e la presunzione fanno tanto male”, ha sottolineato il Papa, evidenziando come questi impediscano di aprire il cuore a ciò che non rientra negli schemi rigidi delle proprie sicurezze. Nonostante fossero osservanti della legge e testimoni dei miracoli di Cristo, i Giudei non riuscivano a riconoscerlo perché utilizzavano la religione non per ascoltare il Signore, ma per trovare conferma delle loro convinzioni, rinchiudendosi così in una fortezza impenetrabile che ostacolava la loro fede.
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Robert Fico, vittima oggi di un tentato omicidio, è tornato al governo il 25 ottobre scorso. Sessant’anni a settembre, era già stato premier due volte, dal luglio del 2006 al luglio del 2010 e, poi, dall’aprile del 2012 al marzo del 2018. Oggi è stato colpito da colpi d’arma da fuoco al petto e allo stomaco.
All’epoca era stato costretto a dimettersi dopo le proteste, innescate dall’assassinio del giornalista autore di inchieste sulla corruzione del partito al potere, Jan Kuciak e della sua compagna.
Filorusso, leader del Partito socialdemocratico Smer, che alle elezioni del 30 settembre scorso aveva ottenuto il 22,9% dei voti, Fico aveva annunciato già all’inizio dell’anno lo stop al’invio di armi all’Ucraina, mentre insiste per la revoca delle sanzioni Ue contro Mosca e per l’avvio di negoziati di pace.
Il premier è a capo di un governo di coalizione formato dallo Smer-Sd, da Hlas-Sd di Peter Pellegrini e dal Partito nazionale slovacco (Sns), formazione di estrema destra. Motivo per cui lo Smer è stato espulso dal Partito socialista europeo (Pse).
]]>In un messaggio forte e ispiratore, Papa Francesco ha chiamato i governi di tutto il mondo a prendere iniziative decisive per ridare speranza ai detenuti, in vista dell’imminente Anno del Giubileo. Il Pontefice ha sottolineato la dura realtà della vita carceraria, che spesso si accompagna a una profonda mancanza di legami affettivi e al rispetto dei diritti umani fondamentali.
“Nell’Anno giubilare saremo chiamati a essere segni tangibili di speranza per tanti fratelli e sorelle che vivono in condizioni di disagio”, ha dichiarato il Papa. Il suo appello mira a indirizzare l’attenzione sulle difficoltà quotidiane che i detenuti affrontano, tra cui la restrizione della libertà personale e le severe condizioni di vita all’interno delle istituzioni penitenziarie.
Il leader della Chiesa Cattolica ha proposto che, durante l’Anno del Giubileo, i governi considerino l’adozione di misure come l’amnistia o il condono della pena, iniziative che potrebbero facilitare il reinserimento dei prigionieri nella società. Queste azioni sono intese non solo come un modo per alleviare il carico dei detenuti, ma anche per incoraggiare un rinnovato rispetto per la legge e l’ordine civico.
“È un richiamo antico, che proviene dalla Parola di Dio e che conserva tutto il suo valore sapienziale nell’invocare atti di clemenza e di liberazione”, ha continuato il Pontefice, evidenziando come questi gesti di misericordia abbiano radici profonde nella fede cristiana e siano essenziali per offrire ai detenuti una seconda possibilità.
Il Papa ha anche esortato i credenti e i leader religiosi di tutto il mondo a unirsi in un appello comune per migliorare le condizioni di vita nelle carceri, assicurando il rispetto dei diritti umani fondamentali e promuovendo l’abolizione della pena di morte. “Soprattutto, chiediamo l’abolizione della pena di morte, una misura contraria alla nostra fede che nega ogni possibilità di perdono e rinnovamento”, ha sottolineato.
In un gesto di solidarietà e vicinanza, il Papa ha inoltre annunciato che aprirà personalmente una Porta Santa in un carcere. Questo simbolo potente è destinato a rappresentare un invito per i detenuti a guardare al futuro con speranza e con un impegno rinnovato per una vita migliore.
Questo appello del Papa non è solo un invito all’azione per i governi, ma anche un monito per la società civile a riflettere sulla condizione dei detenuti e sulla necessità di politiche più inclusive e umane. Le parole di Papa Francesco riecheggiano un tema centrale del suo pontificato: la misericordia e la speranza come pilastri per una comunità più giusta e compassionevole.
]]>Si stringono la mano, si abbracciano, alla fine escono assieme. A Napoli scatta l’inattesa e imprevista pace tra il ministro della Cultura, Gennaro Sanguliano e il candidato di Fdl alla circoscrizione Sud, nonché ex sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi, che a febbraio si è dimesso dall’incarico per conflitto di interessi dopo aver ricevuto dall’Antitrust l’avviso di un’indagine in corso sull’incompatibilità tra la sua attività di sottosegretario e una serie di prestazioni autonome retribuite. L’indagine era stata avviata dopo che il ministero della Cultura aveva ricevuto una denuncia anonima sui presunti illeciti del sottosegretario e l’aveva trasmessa a ottobre all’Antritrust stessa.
Ora, il disgelo: lo stesso Sgarbi si è presentato, non invitato, al Real Albergo dei poveri “Palazzo Fuga”, alla sala convegni della palestra Kodokan, per la presentazione del libro “Un sogno American – l’inizio”, scritto da Vincenzo Rochira, con prefazione del ministro Sangiuliano, che nel corso dell’evento si è augurato l’elezione al Parlamento europeo dell’ex sottosegretario al suo dicastero. Già all’annuncio della sua candidatura alle Europee, Sgarbi aveva spiegato che le incomprensioni con Sangiuliano erano ormai alle spalle, esprimendo stima e amicizia per il ministro.
Sangiuliano su Sgarbi, ‘spero sia eletto, serve unità culturale’
“se l’Europa non ha una base valoriale, un’esaltazione della storia comune non è più un’unità ma una mera burocrazia”
“Auspico che in Europa possano andare Vittorio Sgarbi e Raffaella Docimo. Non sono qui per fare campagna elettorale ma lo auspico perché sono due competenze importanti, ciascuno nel proprio ambito”. E’ quanto detto dal ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, durante la presentazione del libro “Un sogno American – l’inizio”, scritto da Vincenzo Rochira, di cui il ministro ha scritto la prefazione, all’interno del Real Albergo dei Poveri, a Napoli. All’evento c’è stata la presenza inattesa dell’ex sottosegretario alla Cultura e candidato alla Circoscrizione Sud nella lista di Fdl alle Europee, Vittorio Sgarbi, che ha stretto la mano e abbracciato il ministro, dopo mesi di rapporti freddi.
Tra i relatori anche Raffaella Docimo, candidata per Fdl alla Circoscrizione Sud delle Europee. “L’Europa è la fede, noi crediamo tutti nel valore dell’Europa, però l’Europa unita dev’essere prima un’unità culturale e poi può essere un’unità burocratico-amministrativo, ma se l’Europa non ha una base valoriale, un’esaltazione della storia comune non è più un’unità ma una mera burocrazia, un insieme di mere procedure amministrative e questo non va bene. Dev’essere un’Europa di cultura, di popoli e di spirito”, ha aggiunto Sangiuliano.
]]>“Se oggi guardiamo a questa città di Venezia, ammiriamo la sua incantevole bellezza, ma siamo anche preoccupati per le tante problematiche che la minacciano”. Lo ha osservato il Papa nel corso della messa in Piazza San Marco.
Bergoglio ha elencato i problemi che affliggono la città lagunare: “I cambiamenti climatici, che hanno un impatto sulle acque della Laguna e sul territorio; la fragilità delle costruzioni, dei beni culturali, ma anche quella delle persone; la difficoltà di creare un ambiente che sia a misura d’uomo attraverso un’adeguata gestione del turismo; e inoltre tutto ciò che queste realtà rischiano di generare in termini di relazioni sociali sfilacciate, di individualismo e solitudine”. Un passaggio applaudito dai 10 mila fedeli in Piazza San Marco.
Bergoglio chiama in causa i cristiani: “E noi, che siamo tralci uniti alla vite, vigna del Dio che ha cura dell’umanità e ha creato il mondo come un giardino perché noi possiamo fiorirvi e farlo fiorire, come rispondiamo? Restando uniti a Cristo potremo portare i frutti del Vangelo dentro la realtà che abitiamo: frutti di giustizia e di pace, frutti di solidarietà e di cura vicendevole; scelte di attenzione per la salvaguardia del patrimonio ambientale ma anche di quello umano: abbiamo bisogno che le nostre comunità cristiane, i nostri quartieri, le città, diventino luoghi ospitali, accoglienti, inclusivi. E Venezia, che da sempre è luogo di incontro e di scambio culturale, è chiamata ad essere segno di bellezza accessibile a tutti, a partire dagli ultimi, segno di fraternità e di cura per la nostra casa comune. Venezia che fa fratelli”.
Carceri: Ostellari, ‘facciamo nostre parole Papa’
“Facciamo nostre le parole del Santo Padre. Il carcere può diventare un luogo di rinascita, in cui la dignità del detenuto non viene messa in isolamento. Proprio per questo stiamo lavorando ad una serie di riforme strutturali, innovative rispetto al passato. Con più attenzione per i tanti assuntori di sostanze stupefacenti, come pure per i soggetti affetti da disturbi psicologici e comportamentali. Più lavoro e formazione per i detenuti. Più percorsi alternativi per chi, avvicinandosi al fine pena, dimostra piena volontà di aderire a un programma trattamentale, magari presso comunità esterne, iscritte ad un albo nazionale. Sconti e premi servono a poco: chi ha sbagliato, per rieducarsi, deve essere messo di fronte al peso dei propri errori e, contemporaneamente, sostenuto nel suo cammino di rieducazione”. Così il Sottosegretario di Stato alla Giustizia, Andrea Ostellari, che ha accolto il Papa oggi presso la Casa di reclusione femminile di Venezia – Giudecca.
]]>Sarà inaugurato lunedì 29 aprile, alle 16, all’istituto Vittorio Emanuele III, in via Duca della Verdura, a Palermo, il murale dedicato a Pio La Torre, realizzato da Igor Scalisi Palminteri in una parete esterna dell’edificio. La scopertura del murale sarà preceduta da un momento musicale a cura di Enzo Rao, violino, e Giuseppe Viola, sax soprano. Partecipano Franco La Torre, figlio di Pio La Torre, Vito Lo Monaco, presidente emerito del centro Pio La Torre, e il segretario confederale Cgil nazionale, Maurizio Landini. L’evento avverrà a conclusione dell’assemblea nazionale contro mafia e corruzione che la Cgil nazionale ha organizzato lunedì stesso nell’istituto scolastico, in occasione dell’anniversario dell’assassinio di La Torre.
“L’idea nasce da un percorso di condivisione che il comitato ‘A Pio La Torre dall’Iti Vittorio Emanuele III’, costituito per la realizzazione del murale, e presieduto da Franco La Torre, ha portato avanti con i docenti e gli studenti dell’istituto”, spiegano dalla Cgil. A scegliere il bozzetto che ritrae Pio La Torre da giovane sono stati i 1.600 studenti dell’Iti che La Torre frequentò, diplomandosi nel 1945. Erano tre i bozzetti proposti, tratti da tre foto. Gli alunni, votando, hanno optato per l’immagine che raffigura La Torre che parla davanti a un microfono con dei fogli in mano, forse a un evento sindacale. Durante la presentazione dei bozzetti a scuola, erano presenti il dirigente scolastico Carmelo Ciringione e i docenti Sandro Impastato, del comitato, e Antonella Sannasardo, referente educazione alla Legalità.
“Ho ritratto Pio La Torre – dice l’autore Igor Scalisi Palminteri – come un cantore della libertà e dei diritti civili di tutti e di tutte. La parola che campeggia in alto l’ho scritta perché Pio La Torre nella sua vita ha innescato importanti processi di pace, uno su tutti quello che lo ha visto protagonista nelle innumerevoli manifestazioni di Comiso contro la Nato armata, contro la militarizzazione della Sicilia”. L’idea è nata l’anno scorso quando la scuola apprese, parlando col nipote, che Pio La Torre era stato ex allievo dell’istituto tecnico industriale. Da lì è partito un percorso per fare conoscere la figura e l’impegno di La Torre agli studenti. Tutta la comunità scolastica ha aderito con entusiasmo al progetto. Per realizzare il murale è partita una raccolta di fondi e sono arrivate circa 100 donazioni. Tra queste, alcune sono di soggetti collettivi quali: la Cgil Palermo, lo Spi Cgil, la Fiom Cgil, la Flc Cgil, la Fillea Cgil, il Consorzio Agrorinasce, l’associazione francese Crim Halt, No Mafie Biella, Libera Umbria, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo e, naturalmente, il Centro Pio La Torre.
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