rank-math domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /home/dhktaefp/stage.italianinews.com/wp-includes/functions.php on line 6170metform domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /home/dhktaefp/stage.italianinews.com/wp-includes/functions.php on line 6170newsreader è stato attivato troppo presto. Di solito è un indicatore di un codice nel plugin o nel tema eseguito troppo presto. Le traduzioni dovrebbero essere caricate all'azione init o in un secondo momento. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 6.7.0.) in /home/dhktaefp/stage.italianinews.com/wp-includes/functions.php on line 6170“No, il Governo Meloni non abolirà l’assegno unico nella prossima legge di bilancio. Diffidate dalle fantasiose ricostruzioni su una Manovra ancora da scrivere. Noi continuiamo a lavorare per un’Italia migliore e più giusta, dopo anni di disastri della sinistra”. Così la premier Giorgia Meloni, in un post su X che accompagna un video che la ritrae con il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.
“Io e il ministro Giorgetti volevamo dire che, poiché leggiamo ogni giorno ricostruzioni di quello che ci sarebbe scritto in una legge di bilancio che dobbiamo ancora cominciare a scrivere – oggi l’ultima notizia sarebbe che saremmo in procinto di abolire un assegno unico che solo noi abbiamo aumentato e sul quale stiamo dando battaglia in Europa proprio perché non si creino problemi visto che la Commissione Ue ci dice di darlo anche a tutti i lavoratori migranti che esistono in Italia, che di fatto vorrebbe dire di fatto uccidere l’assegno unico, chiusa parentesi -, volevamo dire che, siccome la legge dobbiamo ancora scriverla, diffidate dalle ricostruzioni”, afferma sorridente la premier nel video.
Famiglia, pensioni e fisco sono al centro del cantiere della manovra. Il governo, che ha fatto delle politiche per le famiglia una delle priorità alla luce della sfida dell’invecchiamento demografico italiano, non intende depotenziare l’assegno introdotto a marzo 2022 che oggi interessa oltre 6 milioni di famiglie per un totale di circa 9,5 milioni di figli under 21 (e senza limiti di età per i disabili). Anzi l’esecutivo Meloni ha corretto, potenziato e sta difendendo la misura in Europa.
Al centro delle querelle con l’Ue la natura dell’assegno che, nato come intervento demografico, viene invece ritenuta da Bruxelles di tipo assistenziale da qui la richiesta Ue di togliere i requisiti della residenza da almeno due anni o del contratto di lavoro. Un ‘liberi tutti’ che aprirebbe a dismisura le maglie della platea rendendo la misura insostenibile per le casse dello Stato. Al tempo stesso il governo lavora a dei correttivi per rimediare ad una distorsione nella normativa originaria: l’assegno concorre infatti all’Isee e dunque aumenta il reddito delle famiglie numerose penalizzando l’accesso ad altri strumenti di sostegno al reddito. Per rimediare anche a questa stortura c’è un tavolo ad hoc sull’Isee.
Un altro dossier sul tavolo del governo è quello fiscale: tra le priorità del governo in manovra c’è la conferma del taglio del cuneo fiscale per 14 milioni di lavoratori e dell’accorpamento delle prime due aliquote Irpef. Inoltre nella logica prosecuzione della riduzione della tassazione prevista dalla delega fiscale, coperture permettendo, il governo punta ad alleggerire il carico fiscale per il cosiddetto ceto medio, che non ha goduto né del taglio del costo del lavoro, né della semplificazione Irpef.
Allo studio c’è dunque l’ipotesi di ridurre l’aliquota intermedia dal 35 al 33% e il rialzo da 50 a 60mila euro del limite del reddito per il secondo scaglione: uno schema che porterebbe benefici nelle tasche di circa 8 milioni di contribuenti. Il tutto è però condizionato dal reperimento delle risorse. Costo dell’operazione ‘ceto medio’ circa 4 miliardi.
Sul tema delle pensioni è in agenda un incontro la prossima settimana tra i tecnici del Mef, del Lavoro e dell’Inps per valutare il margine di manovra per le modifiche a Quota 103. Allo studio nel governo ci sarebbe un prolungamento delle finestre di uscita a 6-7 mesi dagli attuali 3 per i lavoratori che optano per l’anticipo con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 e 10 mesi per le donne) a prescindere dall’età anagrafica.
]]>Sono oltre 64.000 le imprese sostenute dal Gruppo Invitalia nel 2023. Di queste sono più di 4.200 le nuove, per il 40% create da donne. Inoltre, sono quasi 31.000 i posti di lavoro che gli incentivi hanno contribuito a creare o salvaguardare, per il 48% dei casi nel Mezzogiorno. Sono questi alcuni dei risultati conseguiti dal Gruppo Invitalia nel 2023 e contenuti nel nuovo Bilancio di sostenibilità che danno conto del valore generato per le persone, per l’ambiente, per le comunità e i territori, per le istituzioni e per le imprese. Il documento evidenzia, in particolare, il ruolo sempre più centrale che Invitalia riveste per dare impulso alla crescita del Paese, favorire la competitività di imprese e territori, sostenere i settori strategici e affiancare la Pubblica Amministrazione.
Cresce in modo significativo il valore delle agevolazioni ammesse, che passa da 4,6 miliardi di euro del 2022 a 5,9 miliardi di euro del 2023, per effetto dell’incremento del valore medio degli investimenti supportati (365.000 euro contro i 50.000 dello scorso anno). I 5,9 miliardi di euro sono così articolati: 2,5 miliardi di euro per la realizzazione di grandi investimenti, 2,3 miliardi di euro per il rafforzamento del sistema produttivo, 419 milioni di euro per la nascita di nuove imprese e 103 milioni di euro per sostenere le imprese nelle aree di crisi. A ciò si aggiunge l’attività di supporto per l’attuazione dei bandi Ipcei (Importanti Progetti di Interesse Comune Europeo) del valore di 662 milioni di euro.
Il valore degli investimenti attivati tramite le agevolazioni è di 23,4 miliardi di euro, di cui il 26% nel Mezzogiorno. Per quanto riguarda le operazioni in equity, sono 12 gli interventi realizzati nel 2023 con il Fondo Cresci al Sud e il Fondo Salvaguardia Imprese, per un valore di 45,8 milioni di euro.
Anche nel 2023 la spinta all’innovazione è stata una delle priorità, con 1,1 miliardi di euro di agevolazioni ammesse per la ricerca e gli investimenti innovativi. In particolare: 682 milioni di euro per lo sviluppo delle filiere della microelettronica e dell’idrogeno; 372 milioni di euro per sostenere i processi di trasformazione e innovazione sostenibile; 60 milioni di euro per 122 startup e Pmi innovative sostenute con gli incentivi di Smart&Start Italia; 18 milioni di euro per favorire la tutela dei brevetti (25% nel Mezzogiorno).
Il sostegno al mondo delle imprese è dimostrato anche dalla liquidità immessa dal Gruppo nel sistema, pari a 48,3 miliardi di euro, grazie alle garanzie concesse e alle erogazioni per finanziamenti agevolati. Più in dettaglio: 21,7 miliardi di credito garantito per liquidità, 21,3 miliardi di investimenti garantiti, 3 miliardi di finanziamenti a tasso di mercato e 2,3 miliardi di incentivi erogati. Rilevante il ruolo che il Gruppo Invitalia ha mantenuto nell’ambito del Pnrr: nel 2023 ha sostenuto 20 amministrazioni nell’attuazione di programmi per un valore complessivo di 45,7 miliardi di euro.
Sempre più significativo, inoltre, il sostegno alla transizione ambientale e digitale: nel 2023 sono stati ammessi ai finanziamenti circa 4.000 progetti (35% nel Mezzogiorno), per un valore delle agevolazioni di 2,9 miliardi di euro e investimenti attivati pari a 9,5 miliardi di euro. In particolare, 1,2 miliardi di euro (con investimenti attivati pari a 5,8 miliardi di euro) sono stati destinati alla realizzazione di grandi investimenti imprenditoriali per supportare la trasformazione sostenibile dei processi produttivi e per sviluppare le filiere strategiche nei settori eolico, fotovoltaico, batterie e idrogeno rinnovabile.
Per quanto riguarda, invece, gli incentivi al consumo per favorire la mobilità sostenibile sono stati erogati 351 milioni di euro attraverso le misure Ecobonus e Bonus colonnine di ricarica elettriche. In tema di accelerazione degli investimenti pubblici, il Gruppo Invitalia ha svolto anche nel 2023 una rilevante attività nel ruolo di Centrale di committenza e Stazione appaltante, nell’ambito dell’attuazione del Pnrr e della programmazione nazionale ed europea 2021-2027. Sono 171 le procedure di gara indette per un valore degli investimenti pari a 4,2 miliardi di euro.
Sul fronte dell’affiancamento alla PA, Invitalia ha assicurato l’assistenza tecnica alle Amministrazioni per l’attuazione del Pnrr e dei Programmi Operativi comunitari e nazionali: sono 21 i programmi supportati, per un valore complessivo di circa 90 miliardi di euro. Da segnalare, inoltre, i servizi di consulenza specialistica forniti per 46 progetti, di cui 15 destinati alla digitalizzazione dei servizi al cittadino e alla coesione territoriale, per un valore di 80,3 milioni di euro.
L’impegno in favore della cultura è stato confermato con il sostegno, attraverso gli incentivi, a 1.800 progetti nell’ambito del turismo e della tutela del patrimonio artistico e culturale, che hanno attivato investimenti per 134 milioni di euro (37% nel Mezzogiorno). Rilevante, inoltre, il supporto nella gestione degli appalti pubblici per la tutela e la digitalizzazione del patrimonio culturale, con 36 stazioni appaltanti supportate e 52 gare indette, per un valore di 485 milioni di euro. Anche internamente Invitalia si è impegnata a rafforzare il proprio percorso di sostenibilità: nel 2023 si è dotata di una Policy e di un Piano strategico di sostenibilità 2024-2026.
Sul fronte antiriciclaggio, l’Agenzia ha adottato una specifica Policy per gestire la comunicazione di operazioni sospette di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo. Invitalia ha inoltre rafforzato un protocollo d’intesa già in essere con la Guardia di Finanza per favorire la migliore collaborazione tra il mondo delle imprese e le istituzioni. È stato costante l’impegno a contenere i consumi nelle proprie strutture, con un uso intelligente delle fonti energetiche e con un’attenzione a ridurre l’utilizzo di carta e plastica. Riguardo alla mobilità sostenibile, sono state potenziate le iniziative per diminuire le emissioni dovute agli spostamenti casa-lavoro e per favorire l’impiego di mezzi di trasporto “green”.
Invitalia ha raggiunto la completa equiparazione retributiva tra uomini e donne a parità di inquadramento in anticipo rispetto agli obiettivi del Piano strategico di sostenibilità che prevedeva la riduzione entro il 2026. In Invitalia le donne rappresentano oltre il 50% di tutti i dipendenti e superano il 40% nelle posizioni manageriali. Negli ultimi due anni la presenza delle donne in ruoli gestionali è cresciuta di circa il 60%. Continua anche la crescita dei dipendenti under 30 che negli ultimi due anni sono raddoppiati (dati aggiornati a giugno 2024).
Inoltre, più del 40% dei componenti dei CdA del Gruppo è donna, con una percentuale che sale al 60% per la Capogruppo. Sempre attivo il dialogo con il territorio: in particolare il Gruppo ha tenuto aperto costantemente il rapporto con gli stakeholder, anche attraverso l’organizzazione di 187 eventi.
]]>Il paragone viene cassato dai Lefebvriani che in una nota diffusa sul loro sito prendono le distanze dalle parole pronunciate dall’ex nunzio in Usa, accusato dall’ex S. Uffizio di scisma, che si era paragonato a mons. Lefebvre. Ebbene, i Lefebvriani osservano: “Mons. Vigano’si difende in vari modi, invocando le peregrinazioni dell’attuale pontificato, rifiutando gli errori neomodernisti e credendo di poter paragonare il suo caso a quello di mons. Marcel Lefebvre, anch’egli convocato a suo tempo nel Palazzo dell’ex Sant’Uffizio. C’è però un punto che lo differenzia significativamente dal fondatore della Fraternità San Pio X: mons. Viganò fa nel suo testo una chiara dichiarazione di sedevacantismo”.
“In altre parole, secondo lui, papa Francesco non è papa. Come lo spiega? A causa di un “difetto di consenso” del cardinale Jorge Bergoglio, al momento dell’accesso al potere supremo: considerando il papato come qualcosa di diverso da ciò che realmente è, l’eletto del 2013 ha accettato l’incarico pontificale senza consentirvi a pieno, e da questo errore è derivata la nullità della sua accettazione. Il suo pontificato sarebbe quindi quello di un figurante. Né Mons. Lefebvre, né la Fraternità da lui fondata, hanno accettato di avventurarsi su questo terreno”, fanno presente.
]]>Lo riferiscono all’Adnkronos fonti che erano presenti all’incontro. Bergoglio ci è tornato sopra di sua spontanea volontà, utilizzando lo stesso termine colorito, usato nel discorso a porte chiuse coi vescovi italiani, che aveva suscitato una bufera e che lo aveva portato poi a scusarsi tramite il Vaticano. Nel dettaglio, chi era con presente all’incontro, racconta che il Papa è tornato sull’argomento “con grande equilibrio” dicendo che un giovane omosessuale “non è prudente che entri in seminario”.
Bergoglio, parlando con i vescovi a porte chiuse, aveva detto alcune settimane fa: “Guardate: c’è già un’aria di frociaggine in giro che non fa bene. C’è una cultura odierna dell’omosessualità rispetto alla quale chi ha un orientamento omosessuale è meglio che non sia accolto” in seminario perché “è molto difficile che un ragazzo che ha questa tendenza poi non cada perché vengono pensando che la vita del prete li possa sostenere ma poi cadono nell’esercizio del ministero”. Bergoglio, anche oggi, a quanto riferiscono le fonti presenti, avrebbe utilizzato nuovamente la parola “frociaggine”, dicendo che i ragazzi con tendenze omosessuali incontrano difficoltà che poi si manifestano nell’esercizio del ministero. Bergoglio non ha inteso condannare gli omosessuali, spiegano. La Chiesa – ha ribadito – è aperta a tutti ma quello che ha inteso stigmatizzare, a modo di vedere di alcuni presenti, sarebbe la lobby gay che ideologizza il fenomeno.
Il portavoce del Vaticano Matteo Bruni, nel riassumere i contenuti dell’incontro a porte chiuse coi preti di mezza età, spiega appunto che “nel concludere il Papa ha parlato del pericolo delle ideologie nella Chiesa ed è tornato sul tema dell’ammissione nei seminari di persone con tendenze omosessuali, ribadendo la necessità di accoglierle e accompagnarle nella Chiesa e l’indicazione prudenziale del Dicastero per il Clero circa il loro ingresso in seminario”.
]]>Oltre 50 audizioni, 15 riunioni di Commissione, un confronto aperto con gli ordini dei medici, società scientifiche, sindacati, associazioni e volontari: sono questi i numeri dell’indagine sulla grave situazione dell’emergenza urgenza, i cui risultati sono stati illustrati oggi dal Presidente della Commissione Affari Sociali e Salute, Ugo Cappellacci, in una conferenza stampa con il ministro della Salute Orazio Schillaci, il vicepresidente della Commissione Luciano Ciocchetti, il direttore generale di Agenas Domenico Mantoan e i rappresentanti di Siiet, Simeu, Assomed, Siaarti e Cittadinanzattiva.
“Siamo andati al cuore di un sistema complesso – ha sottolineato Cappellacci – per esaminare le criticità e proporre soluzioni condivise, consapevoli che ogni piccolo cambiamento si riverbera sul funzionamento dell’intero sistema sanitario. L’attenzione del Governo e del ministro ha consentito di andare oltre una mera ricognizione per porre in essere le prime azioni. Come per la questione sottolineata da tutti gli auditi ovvero il personale: con una mancanza di oltre 4.500 medici e circa 10.000 infermieri, il sistema è sotto pressione costante”.
I “provvedimenti sulle retribuzioni, sugli incentivi, sulla sicurezza – ha aggiunto Cappellacci – sono il principio di un percorso fondamentale per rendere più appetibili le professioni mediche. Anche sul fronte delle liste d’attesa gli incentivi per chi contribuisce ad abbatterle e le risorse messe a disposizione anticipano l’imminente varo del nuovo Piano per la gestione delle stesse. Altra questione è la mancanza di posti letto e il lento turnover aumentano i tempi di permanenza in Pronto soccorso, creando ulteriori ingorghi. L’attenzione si è concentrata sulla riorganizzazione dell’emergenza urgenza, sull’adozione di modelli che prevedano percorsi alternativi per le ‘urgenze minori’ e sull’efficientamento del triage per calibrare la presa in carico sulle effettive esigenze del paziente e limitare gli accessi impropri”.
Ma la soluzione per l’emergenza-urgenza “va considerata un tassello di una riforma complessiva del Sistema sanitario che passa attraverso il potenziamento della medicina territoriale e delle cure domiciliari con gli Ospedali di Comunità e le Case di comunità – evidenzia il parlamentare di Forza Italia – Inoltre, la telemedicina può migliorare la gestione delle malattie croniche e ridurre gli accessi non necessari. Questo percorso è cominciato con il Pnrr e il tavolo per la revisione dei Dm 70 e Dm 77. Prende forma un nuovo modello che supera una visione ospedale-centrica, che riporta i servizi sanitari nel territorio e nelle case e che riporta gli ospedali al loro ruolo di cura delle acuzie e delle emergenze. Questa missione non appartiene solo alla maggioranza ma a un’intera comunità nazionale che deve ripartire proprio da dove si è fermato il mondo, dal diritto alla salute” conclude.
]]>Corita Kent, Claire Fontaine, Bintou Dembélé, Simone Fattal, Claire Tabouret, Maurizio Cattelan, Zoe Saldana e Marco Perego sono gli artisti che presentano le loro opere
Per scoprire la mostra del padiglione della Santa Sede alla Biennale Arte di Venezia 2024, dal titolo “Con i miei occhi” – che oggi ha visto la storica presenza di Papa Francesco – i visitatori devono attraversare una prigione occupata da circa 80 donne che scontano una lunga pena. Devono abbandonare le loro idee preconcette e lasciarsi guidare dalle detenute, accompagnate dalla polizia penitenziaria. I visitatori devono registrarsi online con 48 ore di anticipo e inviare una copia della loro carta d’identità: una volta ricevuta l’autorizzazione alla visita, possono esplorare il padiglione senza cellulare e senza poter scattare fotografie.
Corita Kent, Claire Fontaine, Bintou Dembélé, Simone Fattal, Claire Tabouret, Maurizio Cattelan, Zoe Saldana e Marco Perego sono gli artisti che presentano le loro opere al’interno del padiglione del Vaticano allestito nel carcere femminile dell’isola della Giudecca, ancora in uso, per una mostra “mistica e sconcertante”.
L’esposizione è curata da Chiara Parisi, direttrice del Centre Pompidou-Metz, e da Bruno Racine, già presidente del Centre Pompidou e oggi direttore di Palazzo Grassi e di Punta della Dogana a Venezia. Ad accogliere i visitatori sbarcati alla Giudecca per la speciale visita al carcere non sono però gli occhi, ma i piedi giganteschi di Maurizio Cattelan (“Father”), sporchi di fatica, che coprono la facciata esterna dell’ex cappella, “perché in fondo sono le estremità del corpo a portare il peso della vita”.
Il titolo del padiglione “Con i miei occhi” intende “richiamare la nostra attenzione sull’importanza del modo in cui concepiamo, esprimiamo e costruiamo responsabilmente la nostra convivenza sociale, culturale e spirituale”, ha detto il cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede e commissario del Padiglione del Vaticano. Il titolo “Con i miei occhi” si riferisce sia a un sonetto d’amore di William Shakespeare sia al versetto 42.5 del Libro di Giobbe, “Il mio occhio ti ha visto”.
“Il titolo evoca l’idea poetica di vedere con altri occhi, senza pregiudizi”, ha spiegato Chiara Parisi. “Vedere con i propri occhi conferisce alla visione uno status unico, perché ci coinvolge direttamente nella realtà e ci rende non spettatori ma testimoni – ha spiegato il cardinale José Tolentino de Mendonça – Questo è ciò che accomuna l’esperienza religiosa e quella artistica: nessuna delle due cessa di valorizzare il coinvolgimento totale e anticonformista del soggetto”.

“Gli artisti selezionati sono stati scelti per la loro sensibilità nei confronti dell’essere umano e per il loro non giudizio nei confronti della materia umana che indossano”, ha illustrato Chiara Parisi. Per realizzare la maggior parte delle opere del padiglione, hanno lavorato con le detenute. Questo non è il loro primo progetto culturale. Nel carcere della Giudecca, alcune donne cuciono e realizzano ogni anno i costumi per il Carnevale veneziano.
La mostra inizia sulla facciata esterna dell’ex cappella (il carcere era un convento). Maurizio Cattelan ha realizzato qui un affresco di grandi dimensioni di “impatto emotivo”. L’artista padovano è noto per le sue opere provocatorie e giocose, come l’installazione ‘La Nona Ora’, una statua di cera a grandezza naturale di Papa Giovanni Paolo II schiacciata da un meteorite nero che fu presentata alla Biennale di Venezia del 2001, e più recentemente con ‘Comedian’, una banana attaccata al muro con del nastro adesivo esposta all’Art Basel Miami.
I visitatori attraversano poi un vicolo interno dove originariamente passavano le donne prigioniere. In questo ampio passaggio, Simone Fattal ha installato una cinquantina di bassorilievi in pietra lavica sui quali le detenute hanno scritto delle poesie; quindi nel cortile centrale, i visitatori scoprono un’installazione di Claire Fontaine, che lavora con luci al neon per evidenziare il “Metodo Feldenkrais”.
I visitatori si spostano poi nella Sala degli Incontri per vedere il filmato realizzato dall’attrice Zoe Saldaña e da suo marito, il regista e produttore Marco Perego. Per 12 minuti, il video ritrae le relazioni romantiche tra detenute all’interno del carcere, con l’aiuto di quindici di loro che hanno voluto partecipare al cortometraggio.
Nell’anticamera dell’ex cappella i visitatori si immergono in una mostra di Claire Tabouret, che ha dipinto ritratti basati sulle foto dei figli dei detenuti. Poi, nella cappella sconsacrata, si svela un’installazione fisica e sonora dell’artista brasiliana Sonia Gomes. Nel luogo più mistico del convento, l’artista presenta sculture immersive sospese.
I visitatori possono anche recarsi alla caffetteria per ammirare le opere di Corita Kent (1918-1986). Le opere di questa icona della Pop Art, attivista sociale ed ex suora cattolica sono esposte per aiutare il pubblico a (ri)scoprire questa figura.
Il Papa al termine della messa in piazza San Marco a Venezia al Regina Coeli ha invitato a pregare per lui: “Questo lavoro non è facile”.
]]>“Uniamoci per spegnere il fuoco dell’odio, della violenza e della guerra, e accendiamo invece la dolce candela della pace, attingendo alle risorse per la pace che sono presenti nelle nostre ricche tradizioni umane e religiose”. E’ l’appello del dicastero vaticano per il Dialogo interreligioso in un messaggio ai musulmani in occasione del Ramadan. “Avremmo voluto condividere con voi alcune considerazioni su un tema diverso da quello che abbiamo scelto di affrontare, ma il numero crescente di conflitti in questi giorni, che vanno dai combattimenti militari agli scontri armati di varia intensità che coinvolgono Stati, organizzazioni criminali, bande armate e civili, è diventato davvero allarmante”, sottolinea il dicastero rimarcando la preoccupazione del Papa.
“Francesco – si ricorda nel messaggio- ha recentemente osservato che questo aumento delle ostilità sta di fatto trasformando “una terza guerra mondiale combattuta a pezzi” in “un vero conflitto globale”. Le cause di questi conflitti sono molteplici, alcune di lunga data, altre più recenti. Insieme al perenne desiderio umano di dominio, alle ambizioni geopolitiche e agli interessi economici, una delle cause principali è sicuramente la continua produzione e il commercio di armi. Anche se una parte della nostra famiglia umana soffre gravemente gli effetti devastanti dell’uso di queste armi in guerra, altri si rallegrano cinicamente del grande profitto economico derivante da questo commercio immorale. Papa Francesco ha descritto questo come intingere un boccone di pane nel sangue del nostro fratello. Allo stesso tempo, possiamo essere grati di possedere anche immense risorse umane e religiose per promuovere la pace”.
]]>La costruzione accelerata di posizioni fortificate lungo la linea del fronte indica un cambiamento significativo nella strategia di difesa del paese. Il ministero della Difesa britannico, nel suo rapporto di intelligence, sottolinea che queste nuove strutture difensive, che includono barriere anticarro, trincee, campi minati e posizioni fortificate, renderanno estremamente difficile per le forze russe avanzare attraverso il territorio ucraino.
Le “denti di drago” delle barriere anticarro, in particolare, costituiscono un’aggiunta significativa alla capacità difensiva dell’Ucraina, rappresentando una seria sfida per le unità corazzate russe. Questo nuovo sviluppo mette in evidenza il carattere logorante del conflitto e suggerisce che qualsiasi tentativo russo di penetrare le difese ucraine sarà accompagnato da perdite significative.
Ma mentre il teatro della guerra si evolve sul terreno, un’altra voce si leva, non meno importante. Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, ha rivelato le riflessioni del Vaticano sull’Ucraina. Secondo le sue parole all’ANSA, Papa Francesco non sta solo parlando a Kiev, ma sta indirizzando il suo appello all’Occidente nel suo complesso. L’Ucraina, afferma Zakharova, è stata utilizzata come “uno strumento” per le ambizioni occidentali. In questo senso, l’appello del Pontefice è un invito a riconsiderare le politiche e le azioni dell’Occidente nella regione.
La portavoce russa sottolinea che la situazione in Ucraina è giunta a un punto morto. L’impasse è evidente per molti diplomatici e paesi che ora chiedono un ritorno al tavolo dei negoziati. Zakharova afferma che la Russia non ha mai bloccato le trattative e che è pronta a partecipare a discussioni costruttive per risolvere la crisi.
In questo contesto complesso e teso, le parole del Papa assumono un significato profondo. Il suo appello all’Occidente non solo mette in luce l’urgente necessità di trovare una soluzione alla crisi ucraina, ma sottolinea anche l’importanza di una riflessione più ampia sul ruolo e sulle responsabilità della comunità internazionale nella gestione dei conflitti regionali.
Mentre le tensioni continuano a crescere e il conflitto in Ucraina entra in una fase sempre più critica, le parole di Papa Francesco rimangono un faro di speranza e un richiamo alla ragione e alla compassione in un mondo dilaniato dalla violenza e dalla divisione.
]]>A confermarlo è uno studio di Deloitte dal quale emerge che la Gen Z è propensa a parlare della propria salute mentale. Questo è il motivo per il quale, anche nel contesto del dating, il 75% dei giovani single trova più attraente un match che lavora sulla propria salute mentale o che è disposto a farlo. Questo riflette una nuova mentalità emergente nella cultura del dating, dove la crescita personale e il benessere mentale sono considerati pilastri fondamentali per costruire relazioni significative.
Tale approccio indica una maturità emotiva e una comprensione profonda della propria autenticità e dei propri bisogni, suggerendo che i giovani single stanno adottando un approccio più consapevole e maturo. Al fine di creare un ambiente consapevole e più sicuro mirante a salvaguardare la propria salute mentale e a promuovere il benessere psicofisico dei propri utenti che Tinder annuncia la collaborazione con il servizio di psicologia online Unobravo con la realizzazione di una guida per vivere al meglio il dating, fornendo una serie di consigli pratici per match significativi.
Questa collaborazionetra Tinder e Unobravo supporterà le nuove generazioni nell’affrontare le sfide delle relazioni promuovendo un approccio sano al dating online svelando una serie di consigli pratici. Gli utenti potranno scoprire i suggerimenti direttamente in app, mentre fanno swipe, per tutto il mese di febbraio.
Ecco i consigli preziosi forniti dagli esperti di UnoBravo per un dating più consapevole:
– Maggiore consapevolezza di ciò che si è: essere consapevoli dei propri bisogni, aspettative e desideri è di fondamentale importanza quando si iniziano a cercare e creare nuovi legami. Focalizzati su cosa è importante per te, su cosa desideri e su cosa, invece, non vuoi e raccontalo con sincerità. Infine, non nascondere la tua unicità per piacere di più, ma usala per dare valore a ciò che sei. Grazie alle funzioni “Cosa cerco su Tinder” e “Tipo di relazione” gli utenti possono far sapere a un potenziale Match cosa stanno cercando: un recente sondaggio di Tinder, infatti, ha dimostrato come il 73% dei giovani single sia alla ricerca di qualcuno che gli permetta di capire meglio ciò che vogliono.
– Si alla privacy: essere sincerǝ è importante, ma ciò non vuol dire che sia necessario condividere tutte, ma proprio tutte, le informazioni su di te. Non è essenziale, per esempio, fornire il tuo indirizzo o altri dati personali. Proprio come faresti in altre occasioni di vita, valuta con accuratezza le informazioni personali da condividere.
– Massima chiarezza: esprimere apertamente le proprie intenzioni e aspettative può fare la differenza. Nel farlo, ricorda di utilizzare una comunicazione assertiva, nel segno del rispetto reciproco. Hai tutto il diritto di dire di “no” se un atteggiamento non ti piace o se senti che qualcosa non va. Inoltre, non aver mai paura di segnalare eventuali messaggi o comportamenti offensivi o molesti attraverso le apposite funzioni di sicurezza presenti nell’app. Recentemente, Tinder ha anche aggiornato gli avvisi in-app che appaiono in caso di segnalazioni di atteggiamenti molesti da parte di altri utenti, che possono segnalare attraverso le funzioni ‘Questo messaggio ti infastidisce?’ o “Sei sicurǝ?’. Questo processo si affianca inoltre a un monitoraggio tecnologico avanzato e alla verifica umana.
– Valorizzazione dell’ascolto empatico: così come tu desideri un ascolto attento, non farlo mancare all’altra persona. Interagire con gli altri con educazione ed empatia favorisce la creazione di connessioni e offre l’opportunità di comprendere più a fondo le aspettative e i desideri di chi hai incontrato.
– Gradualità : per creare un legame autentico con una persona c’è bisogno di tempo. Entrare in intimità gradualmente e via via affrontare argomenti più personali può essere il modo giusto per entrare in contatto. Non è necessario condividere “tutto e subito” o aspettarsi che lo faccia l’altra persona. Costruisci l’intimità un passo alla volta, senza fretta, seguendo i tuoi tempi.
– Riconoscere i campanelli d’allarme: a volte, già nei primi scambi possono emergere segnali di allarme. Imparare a riconoscere eventuali “red flag” può evitarti delusioni e possibili rischi per la tua sicurezza. Presta particolare attenzione a questi segnali e sfrutta le funzioni di Tinder che possono tutelarti. Ad esempio, gli utenti che selezioneranno “Chat solo con Profili Verificati” nelle proprie Impostazioni riceveranno messaggi esclusivamente da altri Profili Verificati, oppure potranno chiedere ai loro Match di verificare il loro profilo prima di iniziare a chattare. Uno degli ultimi aggiornamenti di Tinder, infatti ha introdotto la possibilità di verificare i profili tramite Video Selfie, un’ulteriore garanzia e tutela verso i propri utenti.
– Rispettare il potenziale rifiuto: avete fatto match, avete parlato a lungo, ma, alla fine, ti rendi conto che non siete fattǝ per stare insieme. Che sia tu o l’altra persona a prendere questa decisione, è importante saper rispettare un rifiuto. Per farlo, esercita un atteggiamento di apertura e di accoglienza, rispetto e tolleranza. Accogli e dai con serenità una risposta negativa, l’onestà è un elemento importante per creare legami rispettosi.
– No al ghosting: anche attraverso un’app si può fare ghosting. Se ti trovi a dover affrontare una conversazione che potrebbe essere spiacevole, come comunicare un’eventuale chiusura, non troncare il dialogo scappando via, ma esprimi le tue ragioni, cercando di evitare il conflitto o di offendere l’altra persona.
– Sì alla sicurezza: dopo una prima conoscenza online, è finalmente giunta l’ora di incontrarsi dal vivo. Scegliere un posto in cui ti senti a tuo agio e al sicuro ti infonderà maggiore serenità e ti permetterà di concentrarti sullo scopo dell’incontro, cioè conoscere il tuo match di persona, senza correre rischi. Un luogo pubblico, con un’atmosfera tranquilla e informale, è sicuramente un’ottima scelta per poter chiacchierare e conoscersi meglio. Infine, se pensi possa contribuire alla tua tranquillità, condividi i dettagli dell’incontro con una persona fidata, tenendola aggiornata su come procede l’appuntamento e avvisandola quando stai rientrando a casa.
– Autenticità: Provare un po’ di agitazione in vista del primo incontro è del tutto normale. Tuttavia, è importante ricordare che si tratta di un appuntamento e non di un colloquio di lavoro. Decidere di incontrarsi di persona dimostra che c’è interesse reciproco e la volontà di conoscersi meglio. Sii sempre te stessǝ quando conosci una nuova persona e goditi il momento di condivisione, poiché le persone apprezzano l’autenticità e la sincerità costituisce la base per relazioni genuine e appaganti. Infine, non sentirti mai in obbligo di fare qualcosa che non ti va: ogni cosa, da una chat a un incontro più intimo, deve essere vissuta in modo volontario, libero e consapevole.
– Vivi il dating con serenità e rispetto: dopo il primo appuntamento, che tu decida di continuare a frequentare l’altra persona o meno, è essenziale vivere l’esperienza con serenità, senza forzature o costrizioni, avere rispetto per sé stessi e gli altri e comunicare sempre con apertura e trasparenza. Approcciarsi al mondo del dating in modo sano è fondamentale per poter costruire relazioni funzionali e appaganti.
]]>“Mentre ci prepariamo a questo momento di grazia, contempliamo il Mistero del Dio-con-noi, che si rinnova nelle tante mangiatoie sparse nel mondo: parlano di guerre, note o dimenticate, di crisi, di miseria e povertà, di tutte quelle storture della storia che rendono ciechi dinanzi alla luce”. Lo sottolinea la Cei nel suo messaggio di Natale. In particolare, il presidente dei Vescovi, card. Matteo Zuppi e il segretario generale Giuseppe Baturi, osservano: “È proprio la mangiatoia a farci prendere coscienza della necessità di una grande opera di ricucitura del tessuto comunitario devastato dalla solitudine e dalla violenza. Sarebbe bello, allora, che quel canto di lode diventasse impegno concreto a essere artigiani di pace, attenti al prossimo, capaci di sconfiggere le tenebre con la luce dell’Amore incarnato”.
“Abbiamo bisogno della conversione del cuore, di tornare a fidarci di Dio: di abbandonare le certezze acquisite per percorrere nuovi sentieri di vita. Non possiamo consentire che si diffonda quella cultura della guerra, dell’odio, dell’ignoranza, del pregiudizio, che trova campo libero nel vuoto dei sentimenti, dei pensieri e delle idee”, l’appello dei Vescovi.
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