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Musica – Italianinews https://stage.italianinews.com La voce degli italiani nel mondo Tue, 03 Dec 2024 22:00:36 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0 https://stage.italianinews.com/wp-content/uploads/2024/11/cropped-Logo-Italiani-news-def-copia@2x-32x32.png Musica – Italianinews https://stage.italianinews.com 32 32 Sanremo 2025, interviene il Codacons: pronto il Daspo per certi cantanti https://stage.italianinews.com/2024/11/25/sanremo-2025-interviene-il-codacons-pronto-il-daspo-per-certi-cantanti/ Mon, 25 Nov 2024 17:38:23 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/25/sanremo-2025-interviene-il-codacons-pronto-il-daspo-per-certi-cantanti/ Sanremo non è solo una settimana di musica e festa, ma dietro alla kermesse musicale più famosa di Italia c’è tanto tanto lavoro.

Giá da diverse settimane il nuovo direttore artistico, Carlo Conti, sta lavorando sui testi delle canzoni che saranno e l’1 dicembre é stati annunciato che ci sarà l’annuncio dei big che parteciperanno al prossimo Sanremo, quello dell’edizione 2025. Cantanti big che, a differenza di quanto detto in precedenza, saranno più di 24. Dunque, più canzoni per il prossimo Sanremo, targato Carlo Conti. Il presentatore toscano riceverà un testimone pesante, pesantissimo, quello  di Amadeus che nel suo “regno” di conduzione  ha portato Sanremo ad ascolti eccezionali.

Alcune voci nelle ultime ore, hanno vociferato la possibile partecipazione del rapper Tony Effe che, in passato, si è distinto per canzoni con testi sessisti e offensivi, dai toni molto discutibili. Probabilmente per questo il Codacons ha deciso di intervenire subito sulla questione.

Il comunicato del Codacons

Di seguito, riportiamo il comunicato apparso sul sito del Codacons che sta facendo discutere. 《”Daspo” al Festival di Sanremo 2025 per rapper e trapper che nei loro brani incitano i giovani alla violenza o offendono le donne. A chiederlo il Codacons, che presenta oggi una formale diffida alla Rai e al conduttore Carlo Conti.

Nei prossimi giorni verrà reso noto il cast dei cantanti in gara al prossimo Festival, e già circolano nomi di papabili partecipanti, tra cui rapper come Tony Effe, che in passato si sono distinti per canzoni dai testi fortemente sessisti e per frasi che denigrano e offendono le donne e incitano i giovani alla violenza – spiega il Codacons – In un momento storico in cui la lotta alla violenza di genere, al bullismo e ai femminicidi è diventata prioritaria anche in Italia, la Rai non può in alcun modo andare controcorrente portando sul palco di Sanremo artisti che lanciano messaggi errati, diseducativi e pericolosi soprattutto per i più giovani.

E sul tema il Codacons lancia un attacco diretto al mondo delle radio e della discografia, ma anche ad alcune cantanti donne: etichette discografiche, emittenti radiofoniche e le stesse cantanti che realizzano duetti con rapper controversi (come nel caso di Emma Marrone) sembra che solo a parole si dichiarino contro la violenza sulle donne, ma nei fatti osannano e portano al successo pseudo-artisti che nei loro testi trasformano le donne in oggetto o contengono insulti e frasi sessiste. Una ipocrisia ignobile e intollerabile che deve finire.

Per tali motivi il Codacons diffida formalmente la Rai e Carlo Conti ad introdurre una sorta di “daspo” a Sanremo 2025 per artisti che si sono contraddistinti per testi violenti o sessisti, e invita le cantanti donne a non partecipare al Festival se saranno accettati in gara rapper o trapper che hanno scritto brani offensivi verso il mondo femminile.

Non solo: se sul palco di Sanremo saliranno quest’anno artisti dai testi violenti, il Codacons è pronto a presentare una denuncia in Procura per la possibile fattispecie di induzione alla violenza sulle donne, e chiederà l’allontanamento dei cantanti dalla città ligure in analogia a quanto previsto dall’art 282 bis del Codice di procedura penale.》

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Rose Villain, look firmati Antonio Marras per il Radio Sakura Winter Tour https://stage.italianinews.com/2024/10/31/rose-villain-look-firmati-antonio-marras-per-il-radio-sakura-winter-tour/ Thu, 31 Oct 2024 11:52:11 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/10/31/rose-villain-look-firmati-antonio-marras-per-il-radio-sakura-winter-tour/ Rose Villain ha scelto le creazioni di Antonio Marras, fatte di contrasti tra il romantico e il ribelle

per il suo Radio Sakura Winter Tour 2024. L’incontro tra i due artisti, accomunati dalla capacità di evocare atmosfere intense e visionarie, ha portato in scena un’esplosione di originalità stilistica e potenza musicale. I capi selezionati hanno rappresentato un connubio perfetto tra il grunge urbano e il romanticismo couture. Rose Villain ha fatto cantare i club delle principali città italiane con il suo tour, che si è concluso a Milano con due date nelle giornate del 28 e 29 ottobre.

Ogni look è un gioco di contrasti e sovrapposizioni in un dialogo armonioso tra il classico e il contemporaneo, il sublime e il ribelle nei dettagli barocchi e la bellezza e l’eleganza nelle combinazioni di cristalli e motivi ispirati alla natura e alla tradizione sarda. L’uso di tessuti check crea sovrapposizioni teatrali in grado di restituire un effetto visivo unico. Prevale il tema del cuore spezzato, elemento profondamente radicato nell’immaginario di Antonio Marras che trova la sua espressione in alcuni capi indossati da Rose Villain.

Il primo look, un bustino sartoriale in cotone bianco, è stato impreziosito da ricami in filo di seta che disegnano cornici barocche. Le stesse decorazioni presenti sul pantaloncino effetto boxer, unite a un colletto nero in cristallo. Il secondo look è un pantalone cargo abbinato a una maxi-felpa ricoperta di lcristalli neri sulla quale spicca l’iconico cuore spezzato Antonio Marras. Il maxi-cappuccio ricorda invece le cappe medievali, offrendo una protezione scenica da cui emerge un bustino optical a righe bianche e nere con un effetto chevron. Il terzo look, micro-top e pantaloncino si intrecciano con una sovra gonna, dallo spirito grunge, con motivo check bianco e nero, e grandi maniche a sbuffo. Sotto la camicia trasparente, un piccolo bustino in tulle nero con stecche rivestite di tessuto check.

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Angelina Mango è la nuova promessa del pop che sogna l’Eurovision https://stage.italianinews.com/2024/04/27/angelina-mango-e-la-nuova-promessa-del-pop-che-sogna-leurovision/ https://stage.italianinews.com/2024/04/27/angelina-mango-e-la-nuova-promessa-del-pop-che-sogna-leurovision/#respond Sat, 27 Apr 2024 14:42:23 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/04/27/angelina-mango-e-la-nuova-promessa-del-pop-che-sogna-leurovision/ Arista completa nonostante la sua giovane età. Ha vinto il Festival di Sanremo e a maggio rappresenterà l’Italia a Malmo per la nuova edizione dell’Eurovision. Che sia nata già una stella?

In poco meno di due anni si è imposta nel mondo della musica contemporanea, mostrando tutto il suo carisma e tutto il suo talento. Angelina Mango è dall’estate del 2023 che sta dominando le classifiche dei singoli più venduti ma questo successo, che è arrivato quasi per caso, non ha di certo cambiato il suo modo di vedere il mondo: per lei è ancora tutto da scoprire. Resta ben salda e con i piedi per terra, e nello stesso momento, si gode il suo travolgente e meritato successo. Sì, perché può anche avere appena 23 anni ma Angelina Mango ha un talento spropositato. Figlia d’arte – suo padre è stato il celebre Mango e sua madre è Laura Valente, cantante anche lei ed ex frontwoman dei Matia Bazar – Angelina è cresciuta in un ambiente molto stimolante che, ovviamente, ha contribuito a diventare la donna che è ora. A cinque anni scrive la sua prima canzone e dopo il liceo si getta a capofitto nel suo sogno di cantante e artista. Di fatti, quando si trasferisce a Milano con la madre, è lì che comincia a fare piccoli passi nel mondo dello spettacolo. Il vero e proprio trampolino di lancio è la scuola di Amici. Nonostante sia entrata come riserva, Angelina si è imposta come una tra le cantanti più brave del talent di Canale 5. È arrivata seconda ma da quel momento in poi ha collezionato un successo dopo l’altro. Prima la vittoria (contestata) al Festival di Sanremo del 2024, ora il sogno dell’Eurovision di Malmo (che si svolgerà a maggio). Per Angelina (e per l’Italia stessa) è giusto sognare una vittoria all’ambita kermesse canora? Se così fosse, per l’artista potrebbe essere un altro trampolino di lancio per diventare una vera e propria stella.

Ma non chiamatela la “figlia di Mango”

Sappiamo fin troppo bene che Angelina è figlia di uno dei cantanti più amati e mai dimenticati del panorama musicale italiano ma, nonostante questo, la giovane artista ha preso subito le distanze dalla sua ingombrante eredità. È arrivata così lontano grazie proprio talento. La Mango, infatti, ha una voce forte e potente, delicata e che si “piega” a diversi generi senza mai perdere l’identità. E poi, oltre a questo, Angelina è un animale da palcoscenico. Conquista tutti perché segue il ritmo della musica e coinvolge il pubblico con le sue movenze e con una straordinaria presenza scenica. È nata per il palco e per il mestiere di artista. Non ha raggiunto il successo solo perché è la figlia di Mango. La sua carta vincente è questa: Angelina non ha bisogno di scorciatoie. Si merita tutto questo successo, senza se e senza ma. Complice anche una manager che è ben vista nell’ambiente musicale (la stessa dei Maneskin), ha avuto una strada (molto) facile per imporsi nel panorama musicale di oggi, senza mai dimenticare il suo passato.

Musica pop con influenze gitane

 La voce è tutto, come la presenza scenica ma Angelina ha convinto anche per la scelta delle sonorità musicali. Nasce come un’arista pop perfetta ma fin da subito si intuisce che vuole scrollarsi di dosso questo “stigma”. Fin dalla sua terza hit (lanciata dopo l’estate) si è intuito come la Mango abbia le intenzioni di sperimentare tutte le strade possibili per trovare il sound adatto a lei. E di fatto lo ha trovato con ritmi leggeri e orecchiabili, ma lo ha trovato anche in canzoni che parlano di amore, di vita, di spensieratezza e che sono miscelate con la musica elettronica e con sonorità quasi gitane. Lo conferma la canzone che ha portato al Festival di Sanremo – prodotta da Madame – che ha sfiorato sonorità elettroniche unite a un ritmo molto coinvolgente.

Da “Voglia di vivere” a “La Noia”: le hit più famose

Dicevano che è con il talent di Canale 5 che si è imposta tra il pubblico. “Voglia di Vivere” è l’inedito con cui è entrata nella scuola, diventato poi uno tra i più ascoltati alle radio. D’estate si è fatta notare con “Ci pensiamo domani” e con il trascinante “Che t’o dico a fare”, per arrivare poi a “La Noia”. Ora si pensa al suo primo album e si vocifera che ci sarà un duetto con Marco Mengoni.

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Musica: Geolier, ‘un disco è come un esame, temo di non essere capito’ https://stage.italianinews.com/2024/03/26/musica-geolier-un-disco-e-come-un-esame-temo-di-non-essere-capito/ https://stage.italianinews.com/2024/03/26/musica-geolier-un-disco-e-come-un-esame-temo-di-non-essere-capito/#respond Tue, 26 Mar 2024 16:43:24 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/03/26/musica-geolier-un-disco-e-come-un-esame-temo-di-non-essere-capito/ “Invidio voi universitari, sopportate delle pressioni assurde sul lungo periodo”

“In un disco c’è un lavoro dietro impressionante, è come un esame universitario, ancora devo trovare un metodo di lavoro, soffro d’ansia su questa cosa”. E’ quanto detto dal rapper napoletano Geolier agli studenti universitari all’Aula Magna di Scampia dell’Università di Napoli Federico II. “Ancora non sono strutturato sull’ansia, tu come artista costruisci un quadro e se a una persona non piace ti fa male. Il mio timore è non essere capito, “Il Coraggio dei Bambini” è stato il pezzo più ascoltato lo scorso anno ma in molti non capiscono il napoletano e questa cosa fa male perché temo di non essere capito”. Il rapper ha poi aggiunto: “Invidio voi universitari, sopportate delle pressioni assurde sul lungo periodo, io dopo un disco in cui metto io dentro mentre voi studiate, assimilate, dovreste spiegare voi a me come fare per sopportare le pressioni”.

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Sanremo: Ernest Young, da industria musica effetti benefici, giro d’affari 205 mln. https://stage.italianinews.com/2024/02/09/sanremo-ernest-young-da-industria-musica-effetti-benefici-giro-daffari-205-mln/ https://stage.italianinews.com/2024/02/09/sanremo-ernest-young-da-industria-musica-effetti-benefici-giro-daffari-205-mln/#respond Fri, 09 Feb 2024 17:20:25 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/02/09/sanremo-ernest-young-da-industria-musica-effetti-benefici-giro-daffari-205-mln/ Festival di Sanremo evidenziano, anche quest’anno, il ruolo fondamentale dell’industria della musica nel nostro Paese impiegati 1300 addetti.

Il Festival di Sanremo fa bene all’economia del Paese: il giro d’affari che ruota intorno al palco dell’Ariston, infatti, è pari a 205 mln di euro di cui 77 mln di valore aggiunto, circa 6 mln in più rispetto all’edizione precedente grazie ad una maggiore raccolta pubblicitaria, che hanno portato all’attivazione di circa 1300 posti di lavoro, equivalenti a tempo pieno, di cui circa 860 grazie agli effetti indiretti e indotti che ammontano a 125 mln. A fare l’analisi dell’impatto economico è uno studio di Ey.

I settori più impattati, calcola il rapporto, sono quelli relativi ai servizi pubblicitari che denunciano un giro d’affari di 96 mln di euro, quelli relativi all’alloggio e al catering, 13 mln di euro, e quelli legati alla produzione cinematografica, televisiva e musicale che registrano volumi pari a circa 10 mln di euro.

“Le ripercussioni economiche del Festival di Sanremo evidenziano, anche quest’anno, il ruolo fondamentale dell’industria della musica nel nostro Paese, nonché l’importanza del festival nell’economia dello stesso”, commenta Mario Rocco, Partner EY, Valuation, Modelling and Economics Leader.” L’analisi considera non solo l’impatto delle spese organizzative, dei ricavi da pubblicità e sponsor e della presenza sul territorio di spettatori e addetti ai lavori, ma anche delle ripercussioni generate lungo le catene di fornitura, stimate in circa 125 milioni. L’impatto, inoltre, non considera gli effetti, importanti ma di non immediata quantificazione, sull’industria discografica nel mercato fisico e digitale, che rappresentano un ulteriore impulso per la nostra economia”, conclude.

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Cosa significa suonare punk italiano oggi. Intervista alla band The Random https://stage.italianinews.com/2024/02/02/cosa-significa-suonare-punk-italiano-oggi-intervista-alla-band-the-random/ https://stage.italianinews.com/2024/02/02/cosa-significa-suonare-punk-italiano-oggi-intervista-alla-band-the-random/#respond Fri, 02 Feb 2024 14:32:04 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/02/02/cosa-significa-suonare-punk-italiano-oggi-intervista-alla-band-the-random/ Sono passati tanti anni da quando li ho conosciuti dal vivo ad uno dei loro concerti nel Sud Italia.

Riascoltando i loro nuovi singoli emerge la loro maturità e si ha la conferma che di loro non è da sottovalutare una caratteristica che che li ha sempre contraddistinti, ossia un’inedita alchimia tra i componenti nonostante le loro differenti influenze musicali.

Vi sto parlando della band The Random, nata in Basilicata nel 2007 dal sodalizio creativo tra il cantante Franky Whites, il batterista Gianni “Sick Bastard” il chitarrista Vito “Crespone” e il bassista Mimmo “Poisoned”.  Sin dalla prima formazione emergono le influenze punk rock old school stile Ramones Sex Pistols, The Stooges.

La band ha subìto negli anni dei cambiamenti di formazione l’arrivo nell’estate del 2008 del nuovo e attuale frontman Frank Star.  Successivamente il chitarrista Vito lascerà il posto a Piero. Attualmente troviamo la seconda chitarra di Mariano e alla batteria Paolo.

Il primo album omonimo e autoprodotto risale al 2009. Il loro sound mi ha sempre colpita per la grinta e la vitalità che è in grado di trasmettere. Ad un loro live non si può stare fermi solo ad ascoltare perché i loro pezzi ti incitano a pogare e a divertirti. I testi delle loro canzoni affrontano tematiche nelle quali è facile identificarsi e che invitano ad andare otre gli stereotipi e le convenzioni.  

A distanza di anni dopo un periodo di stand by sono tornati e i The Random ci parlano del loro progetto creativo in questa intervista nella quale cogliamo l’occasione per discutere di “punk italiano”, un genere purtroppo di nicchia e di come in seguito alla pandemia è cambiato il modo di esibirsi live.

Partiamo dall’origine quando e come nasce il progetto della vostra band?

Mimmo: Il progetto nasce nell’estate del 2007 a Matera, Basilicata. L’idea era quella di creare una punk rock band “parallela” a quelle di cui facevamo parte in quel periodo, ispirati dalle sonorità di band quali Sex Pistols, Ramones, The Stooges, ecc….
La formazione iniziale vedeva Francesco Bianchi alla voce, Vito alla chitarra, Mimmo al basso e ai cori e Gianni alla batteria. Nei mesi successivi, tra un live e l’altro, abbiamo lavorare su alcune idee dalle quali scaturiscono i primi brani inediti. Ad un anno scarso di distanza dalla fondazione avviene il primo cambio in formazione, che vede l’ingresso nella band del nuovo cantante, Frank. Cambio che fornirà al gruppo una spinta non indifferente a livello compositivo, grazie alla grande vena creativa del nuovo frontman. Nel 2009 la band pubblica il suo primo disco, “The Random”.
L’anno successivo Vito esce dalla band ed al suo posto entra Piero. Qualche mese più tardi la band pubblica il suo secondo disco “V.I.P.”, dopo il quale riprende la consueta ed intensa attività live, tra pub, festival e qualche contest. Nel 2013 la band raggiunge la finale dell’Arezzo Wave Basilicata. L’anno successivo, dopo varie vicissitudini, il gruppo decide di sciogliersi. Nell’estate 2021, Frank, Mimmo e Vito decidono di riformare la band. Nel progetto vengono coinvolti un secondo chitarrista, Mariano ed un nuovo batterista, Paolo.

Frank: Quello che mi ha sempre affascinato di questa band e che mi ha subito appassionato quando sono stato chiamato a sostituire il cantante che c’era precedentemente era ed è il fatto che i musicisti della band venissero tutti da esperienze e stili musicali completamente diversi gli uni dagli altri, io avevo sempre suonato musica rock, Vito appassionato di blues e rock and roll, Mimmo suonava Hard Rock e Gianni invece Punk Hardcore. Questo ci ha dato la capacità e la possibilità di poter comporre mixando vari stili e senza cadere mai nel banale, una caratteristica che ci portiamo ancora oggi. I nostri dischi hanno sempre, tra un brano e l’altro, stili diversi ed influenze diverse. Credo che sia questo il vero significato del nome The Random.

Cosa significa suonare  punk al giorno d’oggi e soprattutto in Italia?

Frank: Tutti i generi musicali danno l’opportunità di poter, in qualche modo, far venir fuori i sentimenti che proviamo. L’amore, l’odio, la paura, il dissenso, la rabbia. Quei sentimenti li puoi esplicitare in modo più velato e criptico o in modo più diretto. Il punk te lo sputa in faccia. L’Italia ha avuto un grande passato punk, ora credo sia un po’ passato di moda anche se c’è sempre bisogno di qualcuno che ti urli in faccia quello che non riesci a vedere ad un palmo dal tuo naso.

Mi ha molto colpita il vostro singolo Hank incentrato sul tema della libertà, una tematica che affrontate in maniera non scontata e che è molto attuale. Com’è nata l’idea?

Frank: Sono da sempre stato un grande appassionato della letteratura di Charles Bukowski. Il testo di Hank è estrapolato e rivisitato da un brano di Storie di ordinaria follia. Il testo parla della libertà di essere chi ci sentiamo di essere a prescindere da ciò che il sistema pretende che tu sia. 

Nel vostro atto creativo, viene prima il testo di una canzone o la musica?

Frank: C’è una differenza tra il primo disco e tutte le altre composizioni. Nel primo disco (The Random) io non suonavo la chitarra quindi tutte le composizioni venivano direttamente da Vito che portava i suoi giri, da casa o direttamente venivano fuori alle prove, e poi io ci adattavo su il testo (a parte Sugar Lies che è stato composto alla chitarra da Gianni). Da quando Vito è andato via, i brani li ho portati in sala prove già con una bozza strumentale, poi venivano interamente rivisti e arrangiati da tutti insieme. Ultimamente invece la parte strumentale sta venendo fuori durante le prove, poi mi mandano le registrazioni ed io ci metto solo il testo. Direi che i testi che vengono fuori sono la base per le musiche successive comunque. Testi che scrivo mentre sono a spasso coi cani, o in fila al supermercato o seduto sul cesso la mattina presto.

Come è stato ritrovarsi a registrare in studio dopo diversi anni? Cosa è cambiato in questo lasso di tempo?

Frank: Per me è stato come rinascere. Pur non avendo creato io la band inizialmente, mi sento comunque uno dei padri e ci tengo tantissimo. Quando abbiamo fatto la prima prova tutti insieme con Paolo e Mariano è stata un’esplosione di emozioni. Il sound diverso e più potente, gli sguardi di approvazione, le nuove idee sulla composizione che venivano fuori. Ritrovarsi a registrare è stato bellissimo e dentro di me è stato un sogno che si è realizzato. Devo dire che adesso è molto più complessa la composizione visto che i ragazzi devono suonare senza voce perché io vivo a Modena. I tempi si dilungano, è facile fraintendersi ma stiamo vedendo che sto vecchio motore continua ancora a macinare chilometri.

Tra le vostre esperienze live, qual è stata quella più memorabile e perché?

Frank: Tra il 2007 ed il 2014 abbiamo fatto tantissimi live, tra contest, locali e festival. Per me l’esperienza più bella è stata quella che ci ha portati in finale all’Arezzo Wave Basilicata 2013 perché ci ha dato la consapevolezza che la musica che proponiamo non lascia indifferente il pubblico. Un altro live che credo ci abbia scioccati è stato quello in cui abbiamo rischiato di morire perché ho avuto un colpo di sonno alla guida alle 4 di mattina (è da li che è venuta fuori “Fuck You”).

Siamo nell’epoca in cui la musica si ascolta on line e ci si “esibisce “davanti ad una telecamera comodamente da casa. Cosa ne pensate di questo trend che va a discapito dei live di una volta?

Mimmo: Riguardo la diffusione e l’ascolto on line della musica penso che sia una cosa positiva, in quanto consente a gruppi underground come il nostro di farsi conoscere con più facilità, non solo a livello nazionale, con tutti i pro e i contro del caso.
Personalmente non sono favorevole alle esibizioni live on line, che siano da casa o dalla sala prove. Per me è importantissimo il contatto reale con il pubblico. Se dovesse venire a mancare questo aspetto non avrebbe senso tenere in vita una band.

Frank: Concordo con Mimmo, se non senti la puzza di sudore non vale…

In questi mesi avete registrato un nuovo singolo e state programmando una piccola tournée. Qualche anticipazione?

Sì, il 30 dicembre abbiamo pubblicato il nuovo singolo dal titolo “Pubblico Pogante”, che vede la partecipazione di Piervo Andrisani alla voce (ex frontman di Maze Deception, Nihilium e Coil Commemorate Enslave). Il 10 febbraio suoneremo dal vivo allo Scarlatti Caffè di Ruvo di Puglia e siamo in cerca di altre date in giro per l’Italia.  Nel frattempo saremo impegnati nelle registrazioni di nuovo materiale.

Se vi siete incuriositi alla band  The Random seguite il loro canale You Tube per ascoltare i loro brani

https://www.youtube.com/@therandomband2007
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Marcello Colasurdo, noto come il “re” della tammurriata e fondatore del celebre gruppo operaio ‘E Zezi, è scomparso. https://stage.italianinews.com/2023/07/05/marcello-colasurdo-noto-come-il-re-della-tammurriata-e-fondatore-del-celebre-gruppo-operaio-e-zezi-e-scomparso/ https://stage.italianinews.com/2023/07/05/marcello-colasurdo-noto-come-il-re-della-tammurriata-e-fondatore-del-celebre-gruppo-operaio-e-zezi-e-scomparso/#respond Wed, 05 Jul 2023 19:24:05 +0000 https://stage.italianinews.com/2023/07/05/marcello-colasurdo-noto-come-il-re-della-tammurriata-e-fondatore-del-celebre-gruppo-operaio-e-zezi-e-scomparso/ Marcello Colasurdo, icona della Tammurriata e talentuoso musicista, cantautore e attore, è deceduto oggi all’età di 68 anni.

Nato in Molise ma con radici Napoletane profonde, Colasurdo è stato il protagonista indiscusso della musica popolare campana, portando il suo talento in tutta Italia attraverso esibizioni live indimenticabili.

La sua straordinaria carriera musicale ha spaziato dalla fondazione del celebre gruppo operaio ‘E Zezi negli anni ’70, all’essere il leader dei “Marcello Colasurdo Paranza” a partire dal 1996. Nel 2000, ha collaborato con gli Spaccanapoli nel disco “Aneme perze”, pubblicato dall’etichetta Real World di Peter Gabriel. La sua versatilità artistica si è estesa anche al cinema, lavorando con registi del calibro di Federico Fellini e John Turturro.

Colasurdo ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama musicale italiano, collaborando con artisti di diverse correnti musicali come i Modena City Ramblers, i 99 Posse e gli Almamegretta. Le sue performance sul palco sono state ammirate in tutto il mondo, trasmettendo calore e vitalità attraverso la sua voce e il suo coinvolgimento diretto con il pubblico.

Il percorso di Colasurdo è stato segnato da una profonda connessione con le radici e la tradizione musicale contadina, considerandola un fondamentale passaggio culturale per il ripristino dei valori politici e sociali autentici. Negli anni ’70, si è distinto anche come un artista attivo nelle battaglie sociali, contribuendo a un’epoca di cambiamenti tumultuosi.

La sua vita non è stata priva di sfide e difficoltà. Colasurdo ha affrontato una dolorosa infanzia segnata dalla povertà e da una separazione familiare precoce. Tuttavia, grazie ai suoi talenti e alla sua determinazione, è riuscito a superare le avversità, trovando nella musica una via di fuga e di espressione.

Purtroppo, Colasurdo ha lottato contro problemi di salute e difficoltà economiche negli ultimi tempi. Nel novembre 2022, l’amministrazione comunale di Pomigliano d’Arco ha approvato una delibera per richiedere il sostegno della legge Bacchelli in suo favore. Il musicista stesso aveva comunicato di aver perso la vista. Il suo impatto nella scena musicale e la sua figura diriferimento hanno ricevuto il sostegno e l’attenzione anche da importanti figure pubbliche, come l’ex sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.

Marcello Colasurdo, con la sua musica coinvolgente e la sua voce vibrante, ha lasciato un’impronta indelebile nel cuore degli amanti della tammurriata e della musica popolare. La sua scomparsa rappresenta una perdita irrimediabile per il panorama musicale italiano, lasciando un vuoto che sarà difficile colmare.

L’eredità di Colasurdo vivrà attraverso le sue indimenticabili esibizioni, i suoi brani intramontabili e il suo impegno nel promuovere la cultura e le tradizioni del Sud Italia. La sua musica ha attraversato i confini geografici, unendo persone di diverse origini e creando un legame emotivo con il pubblico.

Il ricordo di Marcello Colasurdo resterà vivo nelle menti e nei cuori di coloro che hanno avuto la fortuna di ascoltare la sua musica e di essere toccati dalla sua passione. La sua voce e il suo talento continueranno a ispirare generazioni future di musicisti e appassionati di musica popolare.

Marcello Colasurdo ha dimostrato che la musica può superare le barriere culturali e linguistiche, trasmettendo emozioni universali. La sua musica è un omaggio alle radici e alla tradizione, un messaggio di gioia e vitalità che continuerà a risuonare nei cuori di chiunque abbia avuto il privilegio di ascoltarla.

Oggi, il panorama della musica popolare campana piange la perdita di un grande artista, un vero e proprio “re” della tammurriata. Lasciamo che la sua musica sia un tributo duraturo al suo talento straordinario e alla sua dedizione senza pari alla cultura e alla musica del Sud Italia.

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Roma: omicidio Primavalle, Dj Aniceto, ‘colpa della musica trap e della canna facile’ https://stage.italianinews.com/2023/07/01/roma-omicidio-primavalle-dj-aniceto-colpa-della-musica-trap-e-della-canna-facile/ https://stage.italianinews.com/2023/07/01/roma-omicidio-primavalle-dj-aniceto-colpa-della-musica-trap-e-della-canna-facile/#respond Sat, 01 Jul 2023 13:23:38 +0000 https://stage.italianinews.com/2023/07/01/roma-omicidio-primavalle-dj-aniceto-colpa-della-musica-trap-e-della-canna-facile/ I giovani e il mondo digitale

I giovani ‘post Covid’ sono confusi e il mondo digitale, si è impossessato della mente di troppi giovanissimi alterandone la personalità’

“A Roma un ragazzo di 17 anni ha accoltellato Michelle, una ragazzina sua coetanea per ben 6 volte e abbandonato il corpo in un carrello della spesa quasi come fosse un rifiuto, ieri a Napoli un giovanissimo ha ucciso con otto fendenti dopo una lite un 18enne per una ragazza contesa, pochi giorni fa sempre a Napoli due 16enni hanno ammazzato di botte fiedrick un clochard di 43 anni per futili motivi. Non dimenticando la tragedia di Casal Palocco. Ed episodi del genere purtroppo non finiranno qui. Ma come è potuto accadere tutto questo, come è possibile che i ragazzini possano concepire queste azioni criminali? Ascoltano la musica trap e diventano piccoli criminali, provano la purple drunk e ci restano secchi, si fanno le canne e perdono il contatto con la realtà”. Cosi commenta il Dj Aniceto, uno dei dj piu’ impegnati nel sociale, esperto di new generation e già membro della Consulta per le politiche antidroga a Palazzo Chigi, l’escalation della violenza nelle nuove generazioni.

“Tanta solidarietà ai familiari delle vittime” – ha affermato Aniceto, testimonial dei sani valori in molti programmi tv, tra i quali quelli di Piero Chiambretti – Tutto questo mi sconvolge! Ma cosa succede alla generazione 3.0? La cosa che mi sconvolge è la sproporzione del danno. Ragazzini nemmeno 18enni armati di coltelli e pistole che non escono per divertirsi ma soprattutto per fare risse. In strada si vedono adolescenti travestite da trentenni che bevono e si drogano come le sanguisughe e il giorno dopo non ricordano più niente. Se fossi genitore, sarei veramente preoccupato – ha proseguito Dj Aniceto – Questo é il momento peggiore per educare i figli. I giovani ‘post Covid’, nessuno lo dice, sono confusi e il mondo digitale, si è impossessato della mente di troppi giovanissimi alterandone la personalità. I ragazzini hanno vissuto per molto tempo la quotidianità incollati a smartphone e computer – ha proseguito – forse alla disperata ricerca di una identità, si sono cibati degli insegnamenti disdicevoli della musica trap, nutrendosi di tutta la violenza che vomitano quotidianamente i social network”.

‘I giovani dovrebbero rappresentare il futuro di una società che invece sta rendendo molti di loro ‘Rifiuti della società'”.

“Inevitabilmente questo stile di vita ha portato a confondere il mondo reale con quello virtuale e cosi quando escono combinano casini, costruiti ad arte come in un set cinematografico – ha proseguito Dj Aniceto – Molti di questi bulletti li trovi appunto nei video, come quelli autoprodotti e ‘musicali’ su youtube. Poi c’è la forza del Branco, della droga e dell’emulazione che produce il resto. Il problema è culturale, I giovani, dovrebbero rappresentare il futuro di una società che invece sta rendendo molti di loro ‘Rifiuti della società'”.

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Musica: Domenico Turi è il prossimo direttore artistico della Filarmonica Romana https://stage.italianinews.com/2023/05/29/musica-domenico-turi-e-il-prossimo-direttore-artistico-della-filarmonica-romana/ https://stage.italianinews.com/2023/05/29/musica-domenico-turi-e-il-prossimo-direttore-artistico-della-filarmonica-romana/#respond Mon, 29 May 2023 13:23:42 +0000 https://stage.italianinews.com/2023/05/29/musica-domenico-turi-e-il-prossimo-direttore-artistico-della-filarmonica-romana/ La Filarmonica Romana avrà un nuovo Direttore

Domenico Turi sarà il prossimo direttore artistico dell’Accademia Filarmonica Romana e succederà a Enrico Dindo dal 1° luglio 2024. Su proposta del presidente Paolo Baratta, il Consiglio Direttivo dell’Accademia Filarmonica Romana, che si è riunito oggi, ha deciso di adottare come nuova modalità operativa quella di anticipare la nomina del successore del direttore artistico in carica un anno prima della scadenza del mandato di quest’ultimo, ha chiesto a Dindo di rimanere in carica fino a 1° luglio 2024 nominando come successore a partire da quella data Domenico Turi che potrà così fin d’ora lavorare ai suoi progetti.

“Mentre siamo in attesa dell’avvio della stagione 2023-24 recentemente annunciata sotto la direzione del maestro Dindo, abbiamo assunto questa decisione con l’intento di perseguire una più efficace programmazione della nostra attività. Ringrazio calorosamente sia il maestro Dindo che il maestro Turi”, ha commentato Baratta. Fanno parte del Consiglio Direttivo Lucia Bocca Montefoschi, Sandro Cappelletto, Marco Chiarion Casoni, Michele dall’Ongaro, Giampietro Nattino, Andrea Posi, Andrea Pugliese, Mauro Tosti Croce, e i vicepresidenti Matteo D’Amico e Marcello Panni.

Compositore e pianista italiano nato a Noci (Ba) nel 1986, Domenico Turi si è diplomato in pianoforte sotto la guida di Riccardo Marini e in composizione con Matteo D’Amico presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma. Ha ricevuto commissioni dal Gran Teatro La Fenice di Venezia, dall’Accademia Filarmonica Romana, dalla Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca, dalla Camerata Italica, dagli Amici della Musica di Foligno, dal Festival di Nuova Consonanza, dall’Internationales Halleiner Schlagzeugfestival e da Classiche Forme. Sue composizioni sono state eseguite in festival e concerti sia in Italia che all’estero. Dal 2012 al 2022 è stato assistente alla direzione artistica dell’Accademia Filarmonica Romana. Dal 2021 è docente di Teoria dell’Armonia e Analisi presso il Conservatorio di “Niccolò Piccinni” di Bari.

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MoBlack e MoBlack Records, i primi dieci anni di un artista e di una label decisivi. https://stage.italianinews.com/2023/05/11/moblack-e-moblack-records-i-primi-dieci-anni-di-un-artista-e-di-una-label-decisivi/ https://stage.italianinews.com/2023/05/11/moblack-e-moblack-records-i-primi-dieci-anni-di-un-artista-e-di-una-label-decisivi/#respond Thu, 11 May 2023 16:42:30 +0000 https://stage.italianinews.com/2023/05/11/moblack-e-moblack-records-i-primi-dieci-anni-di-un-artista-e-di-una-label-decisivi/ Mimmo Falcone alias MoBlack è un autentico pioniere della Afro House, genere sempre più di riferimento non soltanto quando ci si riferisca alla musica elettronica. 

Il suo è un percorso che parte da molto lontano: nel 2003 Falcone si trasferì in Ghana per dirigere un impianto di trasformazione del pomodoro, dopo aver conseguito nella natia Napoli una laurea a pieni voti in Lingue Orientali. Da subito iniziò ad appassionarsi e ad interessarsi alle sonorità ancestrali africane e a produrre le sue prime tracce di un genere che ancora non esisteva e che appunto sarebbe diventato l’Afro House. Produzioni e remix che subito ottengono riscontri di pubblico e addetti ai lavori. 

Nel 2013 la decisione di dar vita al progetto MoBlack (dj e producer) e alla sua etichetta discografica MoBlack Records, che quest’anno festeggiano i primi dieci anni di attività. Mo in lingua twi – lingua parlata sia in Ghana che in Costa d’Avorio – significa congratulazioni: MoBlack si è ispirato a questa parola di due lettere ma così ricca di significati per scegliere il suo alias artistico ed il nome della sua etichetta discografica. 

MoBlack si è sempre mosso in un’unica direzione: dare spazi ai talenti africani che gravitano intorno alla musica elettronica. Una scelta d’avanguardia che gli è valsa il rispetto e la considerazione di indiscussi fuoriclasse del djing quali Black Coffee, Âme x Dixon, Solomun, Osunlade, &ME, Rampa e Pete Tong, per tacere dei suoi remix per Fela Kuti e CamelPhat e le release per altre label quali Defected, delle sue serate nei migliori locali del pianeta, da Ibiza a Londra, da Berlino alla Miami Music Week e all’Amsterdam Dance Event, dei suoi radio show per m2o e per BBC Radio One. Per la radio inglese – la radio più nobile al mondo – in particolare ha firmato nei mesi scorsi il programma Wind’s Down: un traguardo mai raggiunto in precedenza da un dj italiano. 

L’estate che lo vede tagliare il traguardo dei primi dieci anni della sua label, vede MoBlack impegnato in un tour composto da date selezionate e mirate: sabato 13 maggio al Twiggy di Dubai, il 2 al Palosanto & Nunsense Boat Party a New York, il 15 giugno al Tuya di Mikonos, il 17 al Maya di Sorrento, il 23 all’Isla Jungle Beats di Istanbul; l’8 luglio a Vlore in Albania in il 21 luglio al Tomorrowland, l’epico festival che si svolge tutti gli anni a luglio con 200mila presenze in ogni sua edizione, il 12 agosto all’Umbra di Tangeri, il 20 agosto allo Spine di Beirut

MoBlack non è soltanto musica. È uno stato mentale, una comunità, una prospettiva, un viaggio verso un futuro ancora tutto da scrivere, ma con il giusto rispetto per il passato e per le radici africane della House Music. 

moblack.fanlink.to/moblack

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