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Libri – Italianinews https://stage.italianinews.com La voce degli italiani nel mondo Tue, 03 Dec 2024 22:01:45 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0 https://stage.italianinews.com/wp-content/uploads/2024/11/cropped-Logo-Italiani-news-def-copia@2x-32x32.png Libri – Italianinews https://stage.italianinews.com 32 32 “Donne che si amano. Pensieri di donne in rinascita” di Roberto Emanuelli. Recensione https://stage.italianinews.com/2024/11/26/donne-che-si-amano-pensieri-di-donne-in-rinascita-di-roberto-emanuelli-recensione/ Tue, 26 Nov 2024 12:21:31 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/26/donne-che-si-amano-pensieri-di-donne-in-rinascita-di-roberto-emanuelli-recensione/ Dopo il grande successo di “Ora amati” (Feltrinelli Editore)

Lo scrittore romano Roberto Emanuelli è tornato in libreria con un nuovo appassionante libro intitolato “Donne che si amano. Pensieri di donne in rinascita” (Sem Libri) che scava ancora una volta nell’universo multisfaccettato femminile.

Questa volta Emanuelli ha pubblicato un libro intimistico e profondo caratterizzato da pensieri che diventano grandi spunti di riflessione sul mondo odierno delle relazioni sentimentali e sull’essere donne. Troverete in esso tanti pensieri di donne che stanno vivendo una meritata fase di rinascita dopo un periodo buio e tormentato, dopo aver vissuto sulla propria pelle un amore disfunzionale che ha succhiato la linfa vitale facendo perdere tempo, energie, entusiasmo e motivazione. È anche vero che tutto non ci sarà restituito e che non si può tornare indietro ma come insegna Emanuelli si può proprio ripartire dalla fine di un amore tormentato per costruire con coraggio, forza e determinazione un nuovo inizio tutto da colorare e progettare.

La delusione come inizio di un nuovo viaggio

Adesso sei delusa. Adesso sei solo delusa…E la delusione è quel posto in cui ci si volta per sempre, per un viaggio nuovo, senza tornare mai più”. Tante donne si indentificheranno in queste parole dopo aver vissuto una delusione d’amore, dopo aver investito le proprie energie e soprattutto le proprie emozioni in un amore che poi non si è rivelato all’altezza delle proprie aspettative. Emanuelli ci invita ad assecondare anche quel senso di frustrazione e dolore perché è inevitabile provarlo.

Occorre accettarlo, metabolizzarlo perché solo dopo averne preso coscienza si possono acquisire delle consapevolezze nuove che sfuggivano alla propria cognizione quando eravamo “innamorate dell’amore” e non di quella persona che ci stava manipolando, mentendo, deludendo, tradendo. Si può ripartire dal dolore e dalla sofferenza per costruire qualcosa di inedito, un percorso tutto nuovo da progettare e costruire con determinazione senza guardarsi più indietro prendendosi cura di quella parte di noi stessi che è rimasta in silenzio ma che necessita di essere ascoltata, assecondata e che dovrebbe risplendere sempre e comunque.

La sensibilità come punto di forza

“Fidati delle tue sensazioni. La tua sensibilità è la tua arma più potente. A volte può ferirti. Ma sa anche salvarti”

Donne che si amano” è una vera e propria celebrazione della propria sensibilità come tratto istintivo della personalità di un essere umano. Grazie ad essa riusciamo a cogliere la bellezza dove la gente comune scruta solo delle Ombre. La sensibilità ci connette con la curiosità e la capacità di meravigliarci e sognare ancora mantenendo viva quella “parte bambina” che dimora nella nostra anima che ha bisogno di risvegliarsi grazie a gesti semplici ed essenziali, grazie alla cura e all’amore verso sé stessi.

Ripartire sa sé stessi

Tu hai dei sogni e dei desideri: non permettere a nessuno di sminuirli o renderli poco importanti. Quei sogni, quei desideri, sono tutto ciò che hai. E tutte le volte che rinunci alla tua felicità, tutte le volte che rinunci a difendere quello in cui credi, co che ti accontenti di qualcosa che non ti fa davvero esplodere il cuore, per seguire i desideri di altri (…) in quei momenti stai rinunciando un pò anche a te stessa”.

Molti sono gli insegnamenti che si colgono in queste parole che dovremmo ripetere più volte a noi stessi. Ciò che davvero conta è non tradire mai sé stessi. Solo imparando ad amarci per quello che siamo, compresi i propri difetti, le contraddizioni, le crepe, le fragilità e le parti esiliate che si fa fatica a perdonare, solo allora saremo capaci di amare davvero e attrarre a noi persone che ci accetteranno per quello che siamo nella nostra unicità, senza cambiarci o manipolarci. È un percorso complicato che non risparmia difficoltà e tentennamenti, ma vale la pena intraprenderlo per vivere in coerenza con i propri ideali, sogni, desideri e la parte più autentica del nostro essere.

Ancora una volta Emanuelli si riconferma un grande conoscitore dell’animo femminile. Le sue parole scavano in profondità e smuovono le coscienze. Ci spronano ad agire e non smettere mai di perseguire ciò in cui crediamo con grinta, coraggio e determinazione. Una lettura che consiglio non solo alle donne ma anche agli uomini, a chi ha bisogno di creder di più in sé stesso, a chi ha il coraggio di credere ancora nell’amore Puro nonostante le batoste, le porte in faccia e le sofferenze. A chi ha imparato a “dire di no” per non tradire più il proprio sé autentico per non darlo in pasto agli innumerevoli “vampiri emotivi” grazie ai quali acquisiamo più consapevolezza di quanto valiamo e di come in realtà “siamo solo per pochi”.

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Io resto viva di Chiara Ceneroni. Recensione https://stage.italianinews.com/2024/11/15/io-resto-viva-di-chiara-ceneroni-recensione/ Fri, 15 Nov 2024 13:21:14 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/15/io-resto-viva-di-chiara-ceneroni-recensione/ Immaginiamo un mondo in cui siamo costantemente controllati e in cui le informazioni che vengono fatte circolare siano mediate da un sistema che ha come obiettivo quello di appiattire la mente umana.

In questo mondo dalle biblioteche sono stati fatti sparire i libri di filosofia. Ogni persona viene vista come un potenziale “nemico” o “oppositore del sistema”. Tutti gli animali vengono deportati perché potenziali portatori di un virus letale capace di colpire le persone.  È questo lo scenario narrato nel nuovo romanzo di Chiara Ceneroni intitolato “Io resto viva “, Morphema Editrice.

Nonostante la situazione drammatica in cui versa l’umanità che obbedisce al sistema come un’automa, Jolie la protagonista della storia non si lascerà abbindolare da chi è al potere. Condurrà una sorta di vita parallela. In una sarà impeccabile e osservatrice delle regole, nell’altra difenderà con forza e coraggio il suo amore per Hope, il suo amato cane che è riuscita a nascondere nel suo appartamento e ad addestrare al meglio per poter adattarsi a questo nuovo modo di vivere da fuggitivo. Ad animarla sempre più saranno i suoi ideali, la sua fame di conoscenza, le sue passioni, in primis quella per i libri che le è stata trasmessa dalla sua cara amica Esperia e soprattutto l’amore incondizionato per Hope.

Un mondo distopico tra realtà e finzione

La storia narrata da Chiara Ceneroni è carica di emozione e messaggi per l’umanità. Narra di un mondo distopico che in realtà non è poi troppo lontano da quello attuale. La lettura del suo romanzo ci fa inevitabilmente riflettere su tante tematiche che ci riguardano in prima persona come esseri umani.

Innanzitutto ci esorta a difendere la propria libertà di conoscenza, il non smettere mai di apprendere senza lasciarsi troppo influenzare da ciò che il sistema vuole propinarci con costanza e che purtroppo rischia di ridurre la propria capacità di giudizio e la propria libertà di scelta.

Jolie, un esempio di resilienza e audacia

Il personaggio di Jolie ben delineato psicologicamente dall’autrice è un vero e proprio esempio di resilienza. Jolie nella sua fragilità si riscopre una donna forte e coerente con ciò che è e in cui crede. Grazie a questo romanzo riscopriamo il valore e il potere dell’essere sensibili.

La sensibilità viene presentata come una sorta di “arma”, capace di guidarci nel buio e nell’abisso per poter risorgere e finalmente splendere di Luce Nuova. L’autrice ci insegna che è il nostro senso di umanità, sono le nostre emozioni, i sentimenti più profondi a renderci quello che siamo, ossia persone vitali capaci di rimodellarci e rivoluzionare la propria esistenza e quella degli altri.

Una celebrazione dell’amore incondizionato

“Io resto viva” è anche una celebrazione dell’amore incondizionato, quello puro e assoluto come quello tra Jolie e Hope che si ciba di autenticità. È quel sentimento che viene donato senza aspettarsi nulla in cambio e che è capace di migliorarci e di renderci felici. Questa lettura infonde nel lettore coraggio, positività e soprattutto speranza nei confronti del mondo e dell’Altro. 

La Ceneroni ha scritto una storia davvero memorabile che resta impressa nel cuore dei lettori. Merito del suo stile narrativo che rende il lettore partecipe e interessato alle vicende che vengono narrate.  Sarà inevitabile entrare in empatia con Jolie e ritrovarsi a tifare per lei nei momenti più cruciali, quelli che condurranno verso un finale inaspettato e per niente scontato.

 

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L’amore come una scelta da difendere. Intervista alla scrittrice Chiara Ceneroni https://stage.italianinews.com/2024/10/26/lamore-come-una-scelta-da-difendere-intervista-alla-scrittrice-chiara-ceneroni/ Sat, 26 Oct 2024 10:56:39 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/10/26/lamore-come-una-scelta-da-difendere-intervista-alla-scrittrice-chiara-ceneroni/ Dopo il clamoroso successo di “Lasciati trovare”, la scrittrice Chiara Ceneroni è tornata in libreria

 con “Io resto viva” edito da Morphema Edizioni, una storia emozionante e avvincente ambientata in un mondo distopico.

In esso vige la censura e la manipolazione delle menti che lascia poco spazio alla creatività, alla libertà d’azione e soprattutto all’empatia e all’amore. In questo nuovo modo di vivere ognuno è portato a non fidarsi più di nessuno e spinto a chiudersi nel proprio spazio vitale, divenuto arido, isolandosi e agendo in nome di un falso rispetto e amore per la comunità.

In particolare ad essere colpiti sono gli animali che vengono fatti sparire a causa si un virus letale che si trasmette da essi agli uomini e che incute terrore e timore. In questo scenario troviamo la protagonista del libro Jolie, una giovane donna coraggiosa che non accetta ciò il sistema le propina e conduce da un paio di anni una doppia vita proteggendo Hope, il suo affezionato cane che è riuscita a tenere con sé e che è costretta a nascondere nel suo appartamento. È questo legame forte con Hope che le dona forza e coraggio e che le permette di combattere ogni giorno senza perdere la sensibilità che la differenzia.

La storia che Chiara Ceneroni ha scritto ad arte e che si legge con tanto interesse è in grado si sollevare tanti spunti di riflessione sul mondo odierno e sull’umanità intera. È inevitabile per il lettore seguire le vicende di Jolie con trepidazione e partecipazione ritrovandosi a fare il tifo per lei.  “Io resto viva” è una lettura che trasuda coraggio, amore e soprattutto speranza nei confronti del genere umano inducendoci a valorizzare la sensibilità che può tramutarsi in una vera e propria arma con la quale combattere contro le brutture del mondo.

Ce ne parla in questa intervista Chiara Ceneroni con la quale ho avuto il piacere di approfondire diverse tematiche che ha trattato nel suo libro.

–       Chiara, come è nata l’idea di scrivere questo romanzo ambientato in un mondo distopico, non così tanto lontano da quello attuale?

Questo romanzo è nato da un’urgenza, dal bisogno di fermarmi a riflettere dopo il cambiamento epocale che la pandemia ha rappresentato. Forse il cambiamento era già in atto da tempo, silenzioso, subdolo, ma dalla pandemia ha subìto senza dubbio un’accelerata, una pericolosa virata antidemocratica. E mi sono chiesta in che direzione stessimo andando. Così è nata questa storia, ambientata in un futuro mostruoso, a cui non ho voluto dare una collocazione temporale per lasciare libero il lettore di sentirlo vicino o lontanissimo e di trovarci i propri spunti di riflessione. Questo è un libro che vuole sollevare delle domande, più che dare delle risposte.  E il fatto che molti lettori stiano ravvisando tante similitudini con l’attualità, nonostante io descriva un futuro dove accadono cose ad oggi mai accadute, perfino impensabili, è un segnale preoccupante, ma al contempo rassicurante. Vuol dire che non siamo poi così inconsapevoli, e la consapevolezza è un baluardo fondamentale contro la manipolazione e l’indottrinamento. Vuol dire che forse non potranno farci di tutto, e che c’è una speranza che la storia che racconto non si avveri mai. Ecco, io vorrei che questo romanzo, a differenza di altri romanzi distopici che hanno fatto la storia della letteratura, non fosse profetico. Ma se mai dovesse accadere qualcosa di simile a quello che ho descritto, vorrei che ci fossero tante Jolie e tanti Samuel a resistere e combattere per la libertà. Per restare vivi. E umani.

–       Centrale nel tuo romanzo è la tematica dell’amore nei confronti degli animali, come lo definiresti?

Al centro della vicenda che narro, anche se ambientata in un contesto mostruoso, c’è innanzitutto l’Amore. L’amore come una scelta da difendere. L’amore struggente della protagonista per il suo cane Hope, che diventa la ragione del suo combattere, l’amore per tutti gli animali, vittime innocenti delle mostruosità di un sistema che li addita come nemici da colpire, ma anche l’amore per l’amicizia, per la verità, per la libertà. Sicuramente gli animali rappresentano per me la parte più sana e bella del mondo. Sono amici, fratelli, compagni di vita, ma soprattutto anime come noi, da proteggere contro l’egoismo e l’antropocentrismo dilagante. Solo nel rispetto delle altre creature viventi, potremo restare umani e salvaguardare l’intera vita del pianeta.

–       Nel mondo che descrivi la censura regna sovrana tanto è vero che vengono fatti sparire dalle biblioteche i libri di filosofia. Quanto pensi che la conoscenza possa tramutarsi in una vera e propria arma nei confronti di chi vuole esercitare una forma di controllo sulle masse?

I nuovi totalitarismi non hanno più bisogno di manganelli e olio di ricino, ma si fondano sul controllo e sulla manipolazione del pensiero, attraverso strumenti moderni sempre più seduttivi come i social, la digitalizzazione e la stessa intelligenza artificiale. Dobbiamo desiderare quello che ci impongono, odiare chi ci propinano come nemico, pensare come vogliono loro, essere veloci e performanti. Dobbiamo correre e rincorrere il progresso, e per fare tutto questo, per renderci più vulnerabili, devono spogliarci del pensiero critico e indottrinarci con il pensiero omologato. Io penso che la filosofia, invece, e la conoscenza in generale, siano un’arma potente per difenderci da questa minaccia, insegnandoci a dubitare, a fermarci e riflettere, a porci domande, diventando validi strumenti di allenamento per la mente. Per questo motivo per i sistemi totalitari e totalizzanti, come quello in cui è ambientato il mio romanzo, la filosofia diventa un pericoloso nemico da combattere e censurare. Secondo me, invece, proprio per contrastare questa possibile deriva, bisognerebbe introdurla come materia obbligatoria in tutte le scuole secondarie, anche in quelle professionali.

–       E la sensibilità che contraddistingue il personaggio di Jolie?

Tutti i miei personaggi sono sempre molto profondi e sensibili. Non c’è spessore nella superficialità e nella grettezza di sentimenti. La sensibilità è ciò che ci consente di vivere più intensamente, di sentire di più, di amare di più. Chi è sensibile è come se vivesse alla potenza. Per questo considero la sensibilità una ricchezza, non una fragilità. Le persone più sensibili sono solo più delicate, non più deboli. E Jolie lo dimostra appieno.

“Io resto viva” trasuda molta resilienza. Come e in che misura può diventare un’alleata nelle situazioni più drammatiche?

“Io resto viva” è una storia di resistenza e coraggio. La protagonista non si piega alle logiche mostruose del sistema, non si omologa, non si arrende alla paura, non tradisce i suoi valori, e pur conducendo una vita apparentemente virtuosa, combatte ogni giorno senza paura, silenziosamente, conducendo una doppia vita parallela dentro e fuori il sistema. Ha resilienza, perché assorbe gli urti della vita restando intera, ma soprattutto coraggio. Lei non si limita a resistere, ma combatte contro un nemico più grande di lei, per difendere ciò che dà senso a tutti i suoi giorni. La sua è una piccola, miracolosa, rivoluzione.

Nel tuo romanzo scrivi “In una società malata i sani vengono additati come dei pazzi”. Qual è il prezzo da pagare per andare controcorrente secondo te?

Secondo me non bisogna mai chiedersi quale sia il prezzo da pagare, ma se ne valga la pena. E andare controcorrente per restare liberi nel pensiero, fedeli a noi stessi e conservare l’umanità, sono sempre cose per cui vale la pena anche essere emarginati, o perseguitati, o etichettati come pazzi.

–       Quanto di Chiara Ceneroni possiamo rintracciare nel personaggio di Jolie?

Come dice Baricco, tutti i libri contengono gli autori. Infatti in tutti i miei libri c’è sempre un po’ di me spalmata nei personaggi, ma devo ammettere che Jolie, pur restando un personaggio di fantasia, è quello che tra tutti mi assomiglia di più. La passione per i libri fin da bambina, per la filosofia, la fantasia sfrenata, i giochi alle cose invisibili con il papà, l’amore per gli animali, la decisione di non mangiare più anime. Ma soprattutto, la scelta di restare libera, e umana, giocandosi tutto.

–       A chi consiglieresti la lettura di “Io resto viva”?

Per i temi trattati e per lo stile scorrevole, credo che sia una lettura adatta a tutti, anche ai più giovani. Anzi, devo dire che durante le presentazioni, ho notato grande interesse e partecipazione proprio da parte dei ragazzi. Forse perché è fondamentalmente una storia di coraggio, e il coraggio è una dote peculiare della giovinezza, di quell’età in cui si sentiamo tutti più invulnerabili. Sono in corso anche progetti per introdurlo nelle scuole…

–       Com’è nata questa tua passione nei confronti della scrittura?

Mia madre dice che sono nata con la penna in mano… Ovviamente è una leggenda familiare, ma la penna è stata da sempre una mia compagna e alleata preziosa. Scrivere è per me un modo di stare al mondo, per sentirmi libera, per conoscermi. A volte, quando scrivo i miei libri, ho l’impressione di raccontare qualcosa che era già scritto dentro di me e che io stessa non sapevo di custodire. Le mie storie nascono spesso così, da un’idea, un’intuizione, un’emozione, e poi prendono forme a me sconosciute. Per quanto riguarda il mio percorso “artistico”, dopo una formazione giornalistica, per caso mi sono imbattuta nella scrittura creativa, partecipando a un concorso letterario e vincendolo. Lì mi sono sentita nel posto giusto. Perché la scrittura in fondo è un’alchimia, la parola crea, trasforma, restituisce, cura. E ci consente di vivere tante vite. A noi “folli” a cui una vita solo non basta…

–       Quanto ti senti cresciuta artisticamente da “Lasciati trovare” a “Io resto viva”?

“Lasciati trovare” è stato il mio primo romanzo e non finirò mai di ringraziarlo per tutte le emozioni che mi ha concesso di vivere. È stato premiato in Campidoglio, è entrato nelle scuole, ha scalato le classifiche della Narrativa Contemporanea su Amazon, ma soprattutto ha conquistato migliaia di cuori. Ha ricucito strappi, curato ferite più o meno dolorose, accarezzato l’anima di tante persone che mi hanno scritto in privato o pubblicamente per ringraziarmi. È una storia dove in tanti hanno trovato delle risposte. “Io resto viva” è un genere letterario completamente diverso, una storia dai contorni molto più cupi, che pone domande più che dare risposte (e forse in questo senso è un’opera più matura), ma che mette sempre al centro l’Amore, l’amore come l’unica strada praticabile per restare vivi. È uscito da poco, ma sono contenta che i lettori lo stiano capendo e amando, come il primo. E quando i lettori scrivono che i miei libri “creano dipendenza”, sento di essere sulla strada giusta, per quanto ancora lunga.

–       Progetti futuri…

Ho già cominciato a scrivere il terzo romanzo, e ne ho in mente altri due… Poi chissà.

 

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Tutto il bello che ci aspetta di Lorenza Gentile. Recensione https://stage.italianinews.com/2024/09/07/tutto-il-bello-che-ci-aspetta-di-lorenza-gentile-recensione/ Sat, 07 Sep 2024 17:18:04 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/09/07/tutto-il-bello-che-ci-aspetta-di-lorenza-gentile-recensione/ Ci sono viaggi che inevitabilmente ci cambiano nel profondo e contribuiscono a far recuperare senso e direzione alla nostra esistenza.

Ci sono viaggi che inevitabilmente ci cambiano nel profondo e contribuiscono a far recuperare senso e direzione alla nostra esistenza.

Sono inevitabili e vanno affrontati con coraggio e determinazione. Sfuggire ad essi non servirebbe perché prima o poi il loro bisogno busserebbe alla porta dell’anima esortandoci a non rimandare. Ne sa qualcosa la protagonista del nuovo romanzo della scrittrice Lorenza Gentile, intitolato “Tutto il bello che ci aspetta” edito da Feltrinelli.

Selene è una trentenne che crede d non aver combinato nulla nella vita. Si sente una “fallita” e senza radici. Gestisce un ristorante a Milano che non le sta andando bene e affibbia a sé stessa la colpa di questo fallimento professionale. Da un po’ di tempo non si riconosce più. In una notte di giugno si ritrova a fare un resoconto della sua esistenza per rendersi conto che le sue aspettative sono state deluse e constatare che della ragazza piena di sogni, aspirazioni e voglia di esprimersi e vivere non c’è più alcuna traccia.  Lei sa dove recuperare quella parte di sé stessa oramai svanita.

l memorabili “luoghi del cuore”

Ed è così che senza pensarci due volte decide di mettersi in viaggio per raggiungere la Puglia e quel “luogo del cuore” che l’ha vista crescere e nel quale è stata davvero felice. Selene sente così il bisogno di ritornare all’origine per recuperare parti di sé e capire cosa non le permette a Milano di abbracciare la tanto agognata serenità. Arrivata a destinazione Selene si ricongiungerà a persone che hanno segnato la sua infanzia e adolescenza e luoghi che non ha mai dimenticato.

Sarà in essi che acquisirà nuove consapevolezze e recupererà modi di vivere e pensare che erano sempre stati parte di sé ma che nel caos e nella frenesia quotidiana era difficile per lei rintracciare.  Il romanzo della Gentile è una vera e propria celebrazione dei viaggi che portano con sé cambiamenti irreversibili e dei luoghi del cuore che inevitabilmente ci portiamo dentro ovunque noi siamo e con i quali prima o poi siamo costretti a ritornare in contatto.

Concedersi di vivere la vita con leggerezza

Leggerlo fa venire tanta voglia di viaggiare, esplorare la Puglia in ogni suo angolo suggestivo e concedersi la possibilità di vivere una volta per tutte con leggerezza e spontaneità in piena coerenza con quello che si è e che si desidera veramente.

Attraverso la storia di Selene, il lettore si ritrova a riflettere sul senso dell’esistenza, sull’errore che spesso si commette credendo erroneamente di voler arrivare per forza da qualche parte, raggiungere un traguardo a tutti i costi quando in realtà la vita ci chiede solo di essere, di coltivare sogni e desideri in piena coerenza con quello che siamo imparando ad ascoltare al meglio la propria anima.  

La Gentile ci esorta a non smettere mai di entrare in connessione con quella “parte bambina” che regna dentro noi stessi, nella quale risiede la creatività, la curiosità e soprattutto la capacità di meravigliaci di ogni singolo attimo che viviamo imparando a cogliere la Bellezza e l’essenza delle cose.

Il viaggio come riscoperta dell’essenza

Il viaggio di Selene è una vera e propria riscoperta delle cose essenziali, quelle che nell’ordinario ci sfuggono come la gentilezza delle persone, l’emozione di un tramonto, il contatto con la natura, un momento da dedicare a sé stessi e alle proprie passioni.

“Tutto il bello che ci aspetta” è un romanzo che si legge con interesse ed entusiasmo, infonde vitalità e ottimismo. Una lettura positiva nella quale ognuno di noi potrà rintracciare parti di sé per acquisire nuove consapevolezze sulla propria esistenza. Una lettura memorabile che consiglio a chi sta attraversando un periodo delicato in cui ha bisogno di recuperare parti di sé che sfuggono o meglio per riconciliarsi o perdonare quelle chiamano “parti esiliate” che hanno bisogno di essere ascoltate.

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I tre libri romance da leggere ad agosto. Per un’estate carica di (grandi) emozioni https://stage.italianinews.com/2024/08/19/il-romanzo-bestseller-di-colleen-hoover-da-mesi-nella-classifica-del-new-york-times-e-in-corso-di-pubblicazione-in-29-paesi/ https://stage.italianinews.com/2024/08/19/il-romanzo-bestseller-di-colleen-hoover-da-mesi-nella-classifica-del-new-york-times-e-in-corso-di-pubblicazione-in-29-paesi/#respond Mon, 19 Aug 2024 17:52:40 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/08/19/il-romanzo-bestseller-di-colleen-hoover-da-mesi-nella-classifica-del-new-york-times-e-in-corso-di-pubblicazione-in-29-paesi/ Uno sguardo ai libri da portare in spiaggia durante questa lunga estate caldissima. Abbiamo selezionato tre grandi storie d’amore da non perdere.

Sappiamo fin troppo quanto è cambiato il mondo della narrativa contemporanea. Oggi, grazie a una produzione di titoli di alto livello, il genere romance ha trovato grande spazio tra gli scaffali delle librerie tanto da trovare un successo che è andato ben oltre le aspettative. Il genere è uscito dalla nicchia in cui era caduto, emergendo dall’ombra e imponendosi nel mercato con storie vere, schiette e sincere che hanno trovato spazio tra il pubblico. Oltre alla produzione di libri in self publishing, di recente tante case editrici – medie e grandi – hanno speso tempo e energie per investire sulla narrativa romance. Difatti si contano centinaia di titoli sul genere e molti – anche grazie al fenomeno del passaparola e dei booktok – hanno trovato spazio nelle classifiche di vendita. Tra i tanti romanzi che sono usciti nel corso degli ultimi anni, molti sono davvero imperdibili e meritano di essere letti almeno una volta. Elencarli tutti è praticamente impossibile, come è altrettanto impossibile scegliere il più bello. Qui ne abbiamo selezionati solo tre che, secondo il nostro parere, sono perfetti per una lettura da spiaggia. Abbiamo scelto un titolo che è diventato un film (in arrivo in Italia il 21 agosto), un piccolo ma grande fenomeno della rete di un’autrice italiana, e una scommessa per la casa editrice di Giunti che ha investito su un romance contemporaneo ma a tinte LGBT.

It ends with us di Colleen Hoover

L’autrice è una tra le più affermate in ambito romance. Con diversi titoli di grande successo, It end with us è di sicuro quello di maggior successo. Il romanzo è diventato un film con Blake Lively – la celebre Serena di Gossip Girl – che arriverà nel nostro Paese dal 21 agosto. Edito per il mercato italiano da Sperling & Kupfer, la storia ruota attorno alla vicenda di Lily e Ryle. I due si incontrano per puro caso in una sera, sui tetti di un palazzo di Boston. Lei ha da poco seppellito il padre, lui è tutto preso dalla sua vita da medico. Si trovano, si perdono, si ritrovano, si amano e…si perdono di nuovo. Una storia dalle mille sfaccettature quella di It end with us che insegna cos’è il vero amore e il “coraggio di dire basta”. Il romanzo è diventato un bestseller grazie ai social e da mesi è nella classifica del New York Times. Attualmente, oltre al film, è in corso di pubblicazione in 29 Paesi.

Come la pioggia e la Scozia di Giulia de Martin

È stato uno dei primi grandi successi della Words Edizioni, casa editrice italiana che si è interessata nel dare voce a molti autori semi-esordienti, sfiorando tutte le sfumature più tipiche dell’amore. Come la pioggia e la Scozia è stato il primo romanzo – storico – di Giulia de Martin e a distanza di anni dalla pubblicazione è ancora uno tra i libri dell’autrice più amati dal pubblico. Ambientato nell’epoca regency – la stessa di Bridgerton, per intenderci –, la storia racconta la vicenda di Lady Freya – giovane donna che ha perso il suo patrimonio – e il bellissimo ma enigmatico lord Suffolk. Lei si troverà a lavorare come inserviente proprio nella casa dell’affascinante lord e, durante un viaggio in Scozia, tra i due sboccerà l’amore. Il romanzo è curato sia nella messa in scena che nei dettagli. Regala al lettore un’immagine bellissima dell’Inghilterra del 1818 oltre che una fotografia luccicante del ton inglese. Un libro unico, intenso e emozione che non si dimentica con facilità.

Da quando sei qui di Ester Manzini

La narrativa di genere ha promosso anche diverse storie in cui, al centro del racconto, ci sono due personaggi dello stesso sesso. I tipici “romance M/M” sono un vero e proprio fenomeno della rete ma anche le grandi case editrici hanno capito e compreso di investire su storie di questo tipo. Tra i tanti è giusto segnalare “Da quando sei qui”, che è disponibile per Giunti. Un romance puro, piccante, irriverente e intelligente che mette in scena la storia di Stefano e Giorgio. Il primo è un uomo tutto d’un pezzo che vive a Milano ma è in cerca di qualcosa di più dalla vita, l’altro sfugge persino da se stesso, rifugiandosi nella sua villa in Val Trompia. Per una pura casualità, le vite di Stefano e Giorgio si intrecciano per non slegarsi mai più. L’autrice, che è al suo esordio per una casa editrice come la Giunti, scrive un romanzo molto interessante e che si lascia leggere tutto d’un fiato, affrontato la tematica dell’omosessualità con un piglio deciso e mai volgare.

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 Granita e Baguette, il nuovo romanzo di Catena Fiorello Galeano https://stage.italianinews.com/2024/07/31/granita-e-baguette-il-nuovo-romanzo-di-catena-fiorello-galeano/ https://stage.italianinews.com/2024/07/31/granita-e-baguette-il-nuovo-romanzo-di-catena-fiorello-galeano/#respond Wed, 31 Jul 2024 16:03:06 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/07/31/granita-e-baguette-il-nuovo-romanzo-di-catena-fiorello-galeano/  

 Sono pagine che profumano di tradizioni, di vita, 

famiglia, di donne e soprattutto d’amore.

L’autrice tramite dialoghi in dialetto siciliano e descrizioni accurate ci catapulta nel piccolo borgo di Monte Pepe, dove riesce a farci avvertire tutti i sapori, i profumi e l’atmosfera festosa della sua amata Sicilia. Una terra dove si respira convivialità; in cui l’ombra della malavita è ancor presente ma combattuta ogni giorno da uomini e donne generosi e sempre pronti ad aiutarsi a vicenda.  Occhi che guardano fieri, senza più paura.

“La vita sapeva aggiustarsi da sola”.

Il sole è alto a Monte Pepe come il coraggio dei suoi abitanti.  In questa narrazione si parlerà spesso di coraggio: il coraggio delle donne di scegliere chi amare liberamente, di denunciare, di ribellarsi ai soprusi e violenze, di fidarsi nuovamente e aprire le braccia all’ amore. Quel coraggio di essere libere nonostante tutto e tutti, volare oltre l’impossibile… sognare una vita nuova, un amore nuovo, perché un cuore ferito sanguina sì, ma mai smetterà di battere per amore. E il cuore di Nunziatina canta ogni giorno tra le note di Piaf e il suo amor per la poesia, per Parigi che traccerà il suo destino…

Nunziatina, la protagonista, rappresenta un po’ tutte noi; una donna dalle mille sfaccettature: una mente sempre in movimento, riflessiva, che trae in ogni poesia e lettura consigli, insegnamenti, una donna curiosa, romantica, sognatrice che si alza cantando e porta il sole con sé, tramite la sua innata vivacità,  camminando un po’ sopra le nuvole nel suo essere semplicemente se stessa; quell’ anima bambina che non invecchia mai… e poi la sua parte  più accorta,  matura, diffidente; quell’ armatura che al cuore che si mette dopo le troppe delusioni. Una donna ferita che non vuole più accontentarsi e trova il coraggio di spiccare il volo.

È l’amore il fulcro del nuovo romanzo di Catena Fiorello Galeano. Quell’ amore spesso sognato, immaginato… e come in una delle più belle favole moderne, Nunziatina, cuoca a  Monte Pepe, vola a Parigi: terra d’innamorati, poeti,  pittori e inaspettate possibilità. Ed è qui che dovrà fare i conti con le sue paure e desideri… Affidarsi o rinunciare?

“E in mezzo a quel deserto di rabbia e lacrime era arrivato Pietro”.

Tra queste pagine saranno molte le storie di donne che dovranno decidere “il loro bene”. L’autrice ci regala un testo allegro, solare, colorato come la bella Sicilia, mettendo l’accento accento su realtà, purtroppo non ancor debellate del tutto, come la malavita e la violenza sulle donne…

Il messaggio però arriva forte al lettore. “C’è sempre una strada da percorrere, un nuovo amore da trovare e per farlo occorre prendere la rincorsa e volare…

“Perché tutte noi abbiamo delle ali di cui non conosciamo l’esistenza”.

Lettura consigliata.

 

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Premio Strega, Giovani 2024. L’età fragile un libro di Donatella di Pietrantonio https://stage.italianinews.com/2024/07/20/premio-strega-giovani-2024-leta-fragile-un-libro-di-donatella-pietrantonio/ https://stage.italianinews.com/2024/07/20/premio-strega-giovani-2024-leta-fragile-un-libro-di-donatella-pietrantonio/#respond Sat, 20 Jul 2024 16:17:35 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/07/20/premio-strega-giovani-2024-leta-fragile-un-libro-di-donatella-pietrantonio/  Nelle prime pagine, una dedica: “A tutte le sopravvissute”.

Così inizia il libro vincitore del Premio Strega, giovani, 2024. Molte di noi sono “sopravvissute” ad eventi che hanno scosso fortemente il nostro cammino, alcune ce l’hanno fatta a rinascere; di altre è rimasta solo cenere.

Protagonista di questa storia è Lucia, una madre, una figlia, un’amica, una donna.

Sarà lei a liberare il passato, ad aprire tutti quei cassetti della memoria carichi di dolore che ora rivivono su queste pagine.

 

“Lucia capisce che c’è una forza che la attraversa.

Forse la nostra unica eredità sono le ferite”.

 

Quelle ferite che ci colgono impreparati, durante l’età fragile.

 

Tra queste pagine l’autrice ci porterà a chiederci: “Esiste davvero un momento nella nostra esistenza che si può definire “Età fragile”? E in quale stagione della nostra vita possiamo collocarlo? Forse è insito nell’infanzia o nell’adolescenza, nei grandi cambiamenti che ne susseguono; o è nella maturità oppure ancora nella vecchiaia quando le forze vengono meno e le debolezze si sentono di più?”.

La risposta ce la dà l’autrice stessa, attraverso questa narrazione, portandoci a comprendere che la fragilità non conosce una sola stagione della vita ma ci colpisce in varie fasi, e ci coglie sempre impreparati…  

Siamo tutti vittime di fragili attimi, qualunque sia la nostra età. Nessuno escluso! Non basta l’esperienza, tantomeno la spensieratezza giovanile per proteggerci da quelle improvvise debolezze che ci colgono durante il nostro percorso terreno.

Protagonisti di questa narrazione sono i rapporti generazionali, i sentimenti, le vecchie e nuove vedute di pensiero che si scontrano; uomini e donne di “età fragili” diverse, che devono combattere il loro demoni.  Dal malessere giovanile a quello alla soglia del trapasso.

Storie che come un fiume in piena, confluiscono in queste pagine, con tutta la sua forza devastatrice, portando a riva rimorsi, rancori, paure e riversando quei detriti, quei segreti celati per troppo tempo paragonabili a massi troppo pesanti da portare.

Sono i ricordi a essere diseppelliti nelle terre del Dente del Lupo e a portare in Lucia in quel viaggio a ritroso tra quelle vallate dove ode ancora le voci della sua giovinezza, quei giorni spensierati in campeggio; e poi tutto viene sopito dalle urla straziate di dolore in quella maledetta notte dove tutto è mutato, si è fermato, cambiando l’animo dei paesani che a poco a poco si spento, in attesa che il tempo rimarginasse le ferite.

Ma si sa il tempo lenisce le ferite del corpo ma poco può innanzi a quelle dell’anima, lasciando in noi cicatrici, come ne lasciò a Doralice, l’unica sopravvissuta di quella brutta storia, e ai suoi genitori.  A Lucia che ora deve decidere che fare di quelle terre, macchiate dal sangue della giovinezza, donate in eredità dal padre, alle nuove responsabilità che ora come massi incombono su di lei; e poi la giovane Amanda, sua figlia, che si ritrova a rintanarsi in camera sua  e dover fare i conti non solo con il suo timore di ritornare alla sua vita, ma anche con il periodo pandemico che rilascia in lei, come in molti altri giovani, quell’ inerzia di vivere.

Sono generazioni a confronto che cercano di proteggersi tra loro cercando quel bisogno di controllo che è insito in ognuno di noi.  

Ci illudiamo troppo spesso di conoscere i nostri figli, di sapere esattamente ciò di cui hanno bisogno. Spesso facciamo l’errore di credere che il loro bene sia esattamente ciò che vogliamo noi per loro; e questo accavallarsi di decisioni già prese, pesano sul rapporto tra generazioni diverse, entrambe convinte d’essere nella via giusta.

 

La Pietrantonio con grande capacità descrittiva riesce a cogliere quei piccoli dettagli che animano e rendono ancor più reale la narrazione. Mirate accortezze dall’ espressività di un corpo, di uno sguardo, che rimarcano la sua bravura di narratrice, regalandoci un testo emozionante dove mette in evidenza il bisogno di sentirsi compresi e amati per quel che si è. siamo tutti esseri fragili bisognosi di un luogo sicuro chiamato casa.

 

 

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Erika Pomella “riscrive” il mito di Orgoglio e Pregiudizio (in chiave moderna) in un libro da non perdere https://stage.italianinews.com/2024/07/13/erika-pomella-riscrive-il-mito-di-orgoglio-e-pregiudizio-in-chiave-moderna-in-un-libro-da-non-perdere/ https://stage.italianinews.com/2024/07/13/erika-pomella-riscrive-il-mito-di-orgoglio-e-pregiudizio-in-chiave-moderna-in-un-libro-da-non-perdere/#respond Sat, 13 Jul 2024 07:34:58 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/07/13/erika-pomella-riscrive-il-mito-di-orgoglio-e-pregiudizio-in-chiave-moderna-in-un-libro-da-non-perdere/ Una romantica storia d’amore per nulla banale che è ispirata al classico di Jane Austen. Al suo terzo romanzo, Erika Pomella attualizza la storia di Orgoglio e Pregiudizio in “Come Darcy” 

Oggi la narrativa rosa è andata ben oltre gli stereotipi di genere. Non solo è diventata un vero e proprio fenomeno di costume, ma è riuscita a catalizzare l’attenzione di tanti lettori grazie alle sue storie di ampio respiro, e dei piccoli e grandi editori (come i self) che investono su questo genere sempre più gettonato. Il romance, nell’epoca dei social e dei booktok è vivo e vegeto e propone una vasta gamma di scelta: da racconti canonici e vecchio stile a romanzi spicy, passando per i regency e il classico romanzo storico, e regalando ampio spazio anche ai romanzi LGBT. Ultimamente, però, sta prendendo forma il genere del “retelling”. Erika Pomella, che di professione è giornalista di spettacolo, con il suo nuovo romanzo – il terzo – si cimenta proprio nella riscrittura di grande classico della narrativa contemporanea, regalando al pubblico una storia frizzante, allegra e romanticissima ispirata al mito di Orgoglio e Pregiudizio. Dal 18 luglio, sia in digitale che in cartaceo, per Triskell Edizioni, sarà disponibile “Come Darcy”. L’autrice con il suo stile intenso e con una pungente ironia, attualizza la storia (immortale) di Jane Bennet e Fitzwilliam Darcy in un racconto di rara bellezza in cui convive sia l’anima più pura del romanzo di Jane Austen sia l’anima più moderna di un classico romanzo d’amore.

Ma, cosa sono i retelling?

Dicevamo, che i retelling hanno trovato ampio spazio nella narrativa moderna. Etimologicamente parlando solo delle riscritture o delle rivisitazioni che rendono nuovo un racconto, mantenendo delle caratteristiche comuni, elementi e personaggi ispirati a una fiaba o a un libro famoso. Un espediente per mantenere vivo il ricordo e attualizzare temi e situazioni del passato. In Italia si è cominciato prima con una traduzione di romanzi americani – soprattutto retelling di favole in chiave dark – e solo di recente si è passata a una produzione originale. E l’esempio che è stato portato avanti da Erika Pomella si cala alla perfezione in una “moda” che sta attirando sempre più lettori. Attingendo a storie e personaggi già conosciuti, si ha la possibilità di ricordare non solo i “tempi che furono” ma attualizzare temi e situazioni. La miscela è praticamente perfetta.

“Come Darcy”: una commedia d’amore e sull’amore

Al centro del romanzo della Pomella ci sono i personaggi di Elisabeth Bennet – che ha in comune con Orgoglio e Pregiudizio il nome della sua iconica protagonista – e il buon e bel Alexander Davies. Lei è una ragazza come tante, dal carattere forte e deciso che lavora presso il Picadilly Davies Hotel, lui è un uomo di affari che sfugge dai sentimenti e che pensa solo al lavoro e al buon nome della famiglia. Entrambi, come la più classica commedia degli equivoci, si troveranno a lavorare a stretto contatto. Ma le sorprese non sono finite qui. Il romanzo è accattivante, intenso, deciso, che non si perde mai in giri di parole, è pungente, schietto e sincero, e trasporta il lettore in una Londra da cartolina e racconta di un amore nato “nella tempesta” che nasconde qualcosa di ben più profondo. Non una storia mono-dimensionale ma un racconto a più voci dove nessuno prevarica sull’altro. Oltre a questo, Erika Pomella scrive anche una coinvolgente storia d’amore in cui tutto può essere (sempre) possibile.

L’autrice che scrive il suo libro più personale  

Al suo terzo romanzo pubblicato – dopo i successi di Semper Fidelis e Un fidanzato per Natale, entrambi in catalogo per Triskell edizioni -, la giovane autrice scrive il suo libro più intenso e appassionato. Tra le pagine si legge la sua passione (e conoscenza) dei classici della letteratura di ‘800 e ‘900, uno stile frizzante e mai noioso e si legge anche una grande voglia di mettersi in gioco, senza mai cedere alle avversità. “Come Darcy” è un romanzo bello, da leggere senza se e senza ma, che brillerà proprio perché è un retelling che conserva lo spirito di Orgoglio e Pregiudizio ma attualizza i suoi canoni più particolari.

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Intervista alla showgirl, Patrizia Pellegrino https://stage.italianinews.com/2024/07/04/intervista-alla-showgirl-patrizia-pellegrino/ https://stage.italianinews.com/2024/07/04/intervista-alla-showgirl-patrizia-pellegrino/#respond Thu, 04 Jul 2024 18:45:56 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/07/04/intervista-alla-showgirl-patrizia-pellegrino/ È uscito il libro autobiografico: “Ho scelto di sorridere” della showgirl, Patrizia Pellegrino.

“Un libro positivo che testimonia una vita davvero sofferta, eppur Patrizia sorride ancora e questo a dimostrazione che solo affrontando con fede e forza le difficolta possiamo tornare a sorridere. Una guerriera, un bell’esempio. Un messaggio di speranza e resilienza”. M.P

Patrizia Pellegrino, conduttrice, showgirl, attrice italiana, è nota al grande pubblico per i suoi moltissimi successi sia in campo cinematografico, teatrale che televisivo. Ogni volta che si guarda Patrizia la prima cosa che colpisce di lei è proprio quel suo sorriso che le illumina il viso da sempre, quel sorriso che non è mai sparito sul suo volto. Mai!

Ma dietro una vita apparentemente favola si nascondono trascorsi di grande sofferenza che la showgirl ha sempre protetto dai Media.

Una ferita profonda la sua che l’ha vista lottare come una leonessa per proteggere nel suo grembo i suoi bambini. Una donna caparbia che ha rincorso i suoi sogni sempre e comunque.

Oggi a distanza di anni decide di racchiudere tra le pagine di un libro tutto il suo vissuto, le sue lacrime, la sua sofferenza ma anche i momenti belli e indelebili; e il suo grande amore per la vita. 

Libera i ricordi, Patrizia, e forse per la prima volta in vita sua riesce a parlarne con serenità. 

“Ho scelto di sorridere” è il titolo del suo libro autobiografico. E cosa si svelerà dietro quel sorriso da scena che per proteggersi, Patrizia, negli anni non hai mai spento? Chiediamoglielo.

Ho letto con vivo interesse la tua storia. Tra le righe si avverte il forte rapporto con tuo padre. Un consiglio che ti ha dato e ne fai tesoro ancor oggi?

Papà di consigli me ne ha dati sempre tantissimi! I valori, la forza e il coraggio li ho presi proprio da lui!  Era un grande guerriero, un avvocato meraviglioso napoletano, e mi manca, mi manca, mi mancherà per sempre.

Bellissima, giovane e piena di entusiasmo. Cosa non rifaresti se potessi tornare indietro?

Credo che farei tutto anche gli errori, perché quello che sono oggi è dovuto sia alle cose belle che mi sono capitate, sia a quelle che magari avrei potuto evitare, quindi quella che sono è il totale delle mie esperienze del passato di cui sono molto grata.

Nel tuo libro parli con affetto di Corrado che in qualche modo ti ha indirizzata in questo lavoro. Un ricordo di questo amato conduttore.

Corrado era una persona molto profonda e umana. Una bella persona! È stato un onore per me essere scelta da lui per iniziare la mia carriera. Il nostro rapporto è durato oltre “Gran Canal”, dove ho debuttato cantando la sigla Bang, l’estate successiva mi ha portata con sé al “Cantagiro” dove ho girato tutta Italia, mi ha insegnato praticamente tutto: da come si entra in uno studio televisivo, al rispetto per chi ci lavora. Mi ha insegnato che bisogna essere umani e mai superficiali. Valori che porto con me da sempre.

In queste pagine racconti l’amore per gli uomini che hanno tracciato il tuo vissuto. A oggi l’amore che posto ha nella tua vita?

L’amore nella mia vita è importante, anche se devo ammettere che do priorità al mio lavoro e ai miei figli soprattutto. Ho una relazione abbastanza stabile, tra alti e bassi come avviene a tutti noi, con una persona che conosco da quando sono ragazzina. È stato un “reincontro” e spero possa andare avanti, ma per me la cosa più importante sono i miei figli, la mia mamma, mio fratello, il lavoro e l’affetto del mio pubblico. L’amore come si dice: “viene e va…”

Le sofferenze sono state tante e credo che il lettore debba entrare nella storia per comprendere appieno il tuo vissuto. Cosa ti ha dato la forza, oltre la fede, di rialzarti ogni volta.

Oltre la fede? La fede! Perché quando mi sono sentita affranta ho sempre avuto la preghiera dalla mia parte e la speranza che un domani fosse diverso, come cosi è stato. Pregare è come raccogliersi in un angolo di pace, ritrovare noi stessi, recuperare energie per continuare a lottare. Quando posso partecipo alla messa, o vado in chiesa anche solo per dire una preghiera. La fede è la mia forza!  Un’arma vincente per me, non ci sono dubbi!

Parola d’ordine: Amarsi! Rialzarsi! Un consiglio a tutte le donne che ti seguono e magari stanno vivendo un momento difficile.

Dico a tutte loro: “Trovate il modo di pregare intensamente, credere nei valori che vi sono stati dati e se non li avete cercateli in amicizie che possano arricchirvi spiritualmente o in letture. Circondatevi di persone che vi vogliano davvero bene, che vi amino. È importante avere amore intorno, perché solo l’amore può lenire quel dolore che sentite forte dentro di voi.

Se dovessi definirti con una sola parola quale sarebbe e perché?

Ostinata! Direi che è la parola che mi calza meglio. Essere ostinata è stata la Forza che mi ha fatto andare avanti! Mi ostino a credere in un futuro migliore. Sono un’inguaribile ottimista; sono una donna piena di speranza sempre!   

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Tra informazione e marketing di Raffaele Fiengo e Cristian Ruggiero. https://stage.italianinews.com/2024/06/26/tra-informazione-e-marketing-di-raffaele-fiengo-e-cristian-ruggiero-come-si-sta-evolvendo-il-giornalismo-odierno/ https://stage.italianinews.com/2024/06/26/tra-informazione-e-marketing-di-raffaele-fiengo-e-cristian-ruggiero-come-si-sta-evolvendo-il-giornalismo-odierno/#respond Wed, 26 Jun 2024 15:39:42 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/06/26/tra-informazione-e-marketing-di-raffaele-fiengo-e-cristian-ruggiero-come-si-sta-evolvendo-il-giornalismo-odierno/ Come si sta evolvendo il giornalismo odierno.

Il libro “Tra informazione e marketing: la ridefinizione dei confini del giornalismo” (All Around), curato da Raffaele Fiengo e Christian Ruggiero, con il coordinamento editoriale di Mauro Bomba, affronta un tema cruciale per la democrazia e il ruolo del giornalismo.

La pubblicazione nasce dall’attività della Fondazione “Paolo Murialdi” e dall’impegno del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale dell’Università di Roma “La Sapienza“. Il progetto accademico si è concretizzato nell’anno 2022/2023 con un modulo monografico tenuto da Fiengo alla Sapienza, intitolato “Senza il vero giornalismo la democrazia muore“. Coinvolgendo 143 studenti, il corso ha incluso un laboratorio pratico, con iniziative coordinate dal professor Christian Ruggiero. Questa esperienza ha visto la prima “chiamata di tesi” su temi cruciali come il confine tra informazione e pubblicità.

Nell’introduzione, Fiengo sottolinea come il progetto prenda le mosse da interrogativi sulla capacità del giornalismo italiano di assolvere pienamente il proprio compito. Le ricerche mirano a comprendere i cambiamenti nel settore, con un’attenzione particolare ai quotidiani. Un fatto evidente è la crescente influenza del marketing e della pubblicità a scapito della purezza giornalistica.

Il testo esplora diversi argomenti come il passaggio tra cronaca e branded content, le strategie delle testate per integrare contenuti di moda e lifestyle, le alternative per fronteggiare la crisi del giornalismo, come l’informazione culturale e i podcast. Un’attenzione particolare è rivolta al ruolo dei giornali come driver di vendita di prodotti non editoriali.

Il gruppo di lavoro della Sapienza ha approfondito le integrazioni tra giornalismo e marketing, evidenziando vantaggi economici ma anche questioni etiche. Un esempio è il primo Quaderno frutto della collaborazione tra la Fondazione Murialdi e la Sapienza, curato da Ruggiero nel 2023, che analizza l’impatto della guerra in Ucraina sull’informazione.

“Tra informazione e marketing: la ridefinizione dei confini del giornalismo” offre una riflessione approfondita sui cambiamenti in atto nel settore giornalistico, evidenziando i rischi e le opportunità di una crescente commistione con il marketing. Questo testo rappresenta un contributo significativo per comprendere come mantenere viva la missione del giornalismo in un contesto sempre più dominato da interessi commerciali.

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