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Ambiente – Italianinews https://stage.italianinews.com La voce degli italiani nel mondo Tue, 03 Dec 2024 22:00:34 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0 https://stage.italianinews.com/wp-content/uploads/2024/11/cropped-Logo-Italiani-news-def-copia@2x-32x32.png Ambiente – Italianinews https://stage.italianinews.com 32 32 Scuola italiana: spaventa il calo demografico, idee e prospettive https://stage.italianinews.com/2024/12/01/scuola-italiana-spaventa-il-calo-demografico-idee-e-prospettive/ Sun, 01 Dec 2024 23:43:49 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/12/01/scuola-italiana-spaventa-il-calo-demografico-idee-e-prospettive/ L’Italia si trova di fronte a una sfida demografica senza precedenti, con implicazioni profonde per il sistema educativo.

Secondo un’analisi basata su dati del Ministero dell’Istruzione e dell’Istat, il numero di studenti di età compresa tra i 5 e i 14 anni subirà una riduzione del 21,4% entro il 2035.
Questo drastico calo rappresenta un fenomeno che avrà effetti significativi sulla scuola italiana, sia a livello organizzativo che qualitativo.

Differenze tra regioni: ecco dove si prevede un calo maggiore

Sebbene il calo demografico riguardi l’intero Paese, le conseguenze varieranno notevolmente tra le regioni. Attualmente, due terzi degli iscritti alle scuole italiane si trovano nelle regioni del Nord, dove l’impatto sarà mitigato da una situazione demografica relativamente più stabile. Tuttavia, il Sud Italia vedrà una contrazione più marcata, con regioni come Sardegna, Campania e Calabria che affronteranno le perdite più significative in termini di iscrizioni.

Questo divario regionale riflette dinamiche socio-economiche consolidate: il Nord beneficia di un tessuto economico e sociale più forte, che attira popolazione e sostiene una maggiore natalità, mentre il Sud soffre di un’emigrazione giovanile costante e un tasso di natalità in declino.

Calo demografico: conseguenze sul sistema scolastico

La diminuzione del numero di studenti comporterà inevitabilmente un ridimensionamento del sistema scolastico. Nelle aree maggiormente colpite, la riduzione del numero di alunni potrebbe portare alla chiusura di scuole, soprattutto nei piccoli centri. Questo fenomeno richiederà una riorganizzazione delle risorse, con possibili accorpamenti di istituti scolastici.

Non solo: un minor numero di studenti comporterà una diminuzione della domanda di insegnanti. Ciò potrebbe tradursi in una riduzione delle assunzioni nel settore, con ripercussioni sul ricambio generazionale del corpo docente.

Volendo sforzarsi per cercare un aspetto positivo, una popolazione studentesca più ridotta potrebbe consentire classi meno affollate, favorendo un’educazione più personalizzata e una maggiore attenzione ai bisogni individuali degli studenti. Inoltre, la riorganizzazione delle risorse potrebbe essere l’occasione per investire in tecnologie e metodi didattici innovativi.

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La diffusione dei lupi in Italia: ecco le zone, il ritorno dei predatori e l’allarme per gli attacchi ai cani https://stage.italianinews.com/2024/12/01/la-diffusione-dei-lupi-in-italia-ecco-le-zone-il-ritorno-dei-predatori-e-lallarme-per-gli-attacchi-ai-cani/ Sun, 01 Dec 2024 10:41:00 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/12/01/la-diffusione-dei-lupi-in-italia-ecco-le-zone-il-ritorno-dei-predatori-e-lallarme-per-gli-attacchi-ai-cani/ Negli ultimi anni, il ritorno dei lupi in Italia è diventato un tema centrale per la gestione della fauna selvatica, con una crescente attenzione verso la loro diffusione nelle regioni settentrionali e, sorprendentemente, anche in alcune aree del Sud, come l’Irpinia e il Salento.

Mentre l’animale simbolo della fauna italiana era stato quasi estirpato dal nostro paese nel corso del XX secolo, grazie a politiche di protezione e alla creazione di aree naturali, la sua presenza è ora in forte crescita. Tuttavia, questo ritorno ha portato con sé anche un aumento degli incidenti, in particolare gli attacchi ai cani, spesso lasciati incustoditi all’aperto.

L’espansione dei lupi anche al Sud

Tradizionalmente, i lupi erano concentrati nelle regioni montuose del Nord Italia, in particolare nelle Alpi e sugli Appennini. Negli ultimi anni, però, i lupi sono stati avvistati anche in zone più meridionali, come l’Irpinia, nelle campagne della Campania, e in alcune zone del Salento, dove la presenza dell’animale non era mai stata documentata in passato. La crescente diffusione nei territori meridionali ha sollevato non poche preoccupazioni tra i residenti e gli agricoltori locali, che temono per la sicurezza del bestiame e dei propri animali da compagnia.

Gli attacchi dei lupi ai cani: cani e video preoccupanti

Una delle problematiche più dibattute riguarda gli attacchi dei lupi ai cani. In molte località italiane, in particolare in quelle dove i lupi sono più presenti, si sono registrati numerosi casi di cani uccisi o feriti mentre erano fuori casa o durante passeggiate in campagna. La paura di incontrare un lupo è aumentata, soprattutto nelle zone rurali, dove i lupi si avvicinano alle abitazioni in cerca di cibo. Le immagini e i video di cani morti, spesso ritrovati in modo drammatico, sono diventate virali, alimentando un clima di apprensione tra i proprietari di animali.

Recentemente, alcuni video che mostrano attacchi di lupi ai cani sono circolati sui social media, suscitando un ampio dibattito. Le immagini mostrano predatori che si avvicinano senza paura a piccoli cani, attaccandoli in giardini o nelle immediate vicinanze delle abitazioni. Questi video sono diventati uno strumento potente per sensibilizzare l’opinione pubblica.

Fenomeno dei lupi: è positivo?

Il ritorno del lupo è sicuramente una vittoria per la biodiversità, ma porta con sé delle sfide. In molte regioni italiane si sta cercando di conciliare la presenza del lupo con la sicurezza degli animali domestici, adottando misure di prevenzione come recinzioni più alte e l’educazione dei proprietari di cani. Tuttavia, resta aperta la questione di come gestire la convivenza tra l’uomo e un predatore che sta lentamente rioccupando il suo territorio storico. Sarà fondamentale trovare un equilibrio che permetta di tutelare sia la fauna selvatica che gli animali domestici, senza mettere a rischio la sicurezza delle persone.

Gli esperti spiegano che il ritorno dei lupi è un fenomeno naturale e positivo per l’ecosistema, poiché il lupo è un predatore fondamentale per mantenere l’equilibrio ecologico, controllando la popolazione di cervi, cinghiali e altri animali selvatici. Tuttavia, l’espansione dei lupi nelle aree abitate sta portando ad un incontro sempre più ravvicinato tra uomo e predatore.

Nel caso degli attacchi ai cani, gli zoologi sottolineano che, pur essendo animali carnivori, i lupi generalmente preferiscono cacciare selvaggina di dimensioni più grandi, come ungulati. Gli attacchi ai cani potrebbero essere dovuti a un’alimentazione carente, o alla ricerca di prede facili quando la disponibilità di cibo è scarsa. È anche possibile che i lupi percepiscano i cani come minacce o concorrenti nel loro territorio, soprattutto se i cani sono lasciati incustoditi o si avventurano troppo lontano dalle case.

Come gestire il fenomeno?

Le amministrazioni locali stanno cercando di affrontare il fenomeno con misure che vanno dalla sorveglianza video alle campagne di sensibilizzazione per evitare che i cani vengano lasciati liberi nelle zone a rischio.

Rimane un grande dibattito su come conciliare la conservazione del lupo con la protezione degli animali domestici e del bestiame. L’incontro tra i lupi e le comunità umane sta facendo emergere una difficile questione di convivenza tra uomo e natura.

L’aumento della presenza dei lupi, e i conseguenti attacchi ai cani, continueranno a essere un tema di discussione, ma una cosa è certa: la natura sta reclamando il suo spazio e l’uomo dovrà adattarsi a questa nuova realtà.

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Crisi idrica, la Puglia in crisi: l’Acquedotto pugliese lancia l’allarme https://stage.italianinews.com/2024/11/29/crisi-idrica-la-puglia-in-crisi-lacquedotto-pugliese-lancia-lallarme/ Fri, 29 Nov 2024 23:43:46 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/29/crisi-idrica-la-puglia-in-crisi-lacquedotto-pugliese-lancia-lallarme/ Comunicato molto preoccupante dell’Acquedotto pugliese che parla di abbassamento del livello dell’acqua. La crisi idrica inizia a produrre i suoi effetti, per certi versi spaventosi.

La Puglia (ma più in generale tutto il Sud Italia) sta affrontando una grave crisi idrica nell’ultimo periodo. In realtà è una crisi nata da qualche anno e dovuta, come risaputo, ai cambiamenti climatici. Ma questi mesi senza precipitazioni, sono stati davvero una mazzata per l’acquedotto pugliese che oggi ha fatto sapere di essere in riserva.

Infatti, la portata d’acqua si è ridotta drasticamente a causa della scarsità di piogge. L’Acquedotto Pugliese (AQP) nel pomeriggio di oggi, venerdì 29 Novembre, ha avvertito che, in assenza di precipitazioni significative, già da gennaio la disponibilità idrica potrebbe non essere sufficiente per soddisfare la domanda.

Una situazione che non si era mai verificata prima e che preoccupa socialmente non poco. Un altro volto, assolutamente negativo, del cambiamento climatico che sta colpendo tutto il Mondo nell’ultimo decenni. Addirittura, gli invasi principali registrano una disponibilità idrica inferiore del 62% rispetto alla media storica, cioè meno della metà dell’acqua normalmente disponibile. E le previsioni meteo non aiutano: tranne la poca pioggia caduta in alcune zone tra ieri e oggi, la prossima settimana in Puglia splenderà nuovamente il sole. Crisi anche dalle sorgenti irpine dove si segna un calo del 12% nella portata. Per far fronte a questa crisi, l’Acquedotto pugliese sta continuando a ridurre la pressione nelle reti idriche, rispettando comunque gli standard previsti dalla Carta del servizio idrico integrato.

Crisi idrica: ridurre gli sprechi, un aiuto da parte di tutti

La società ha invitato i cittadini a contribuire attivamente adottando piccoli gesti quotidiani per risparmiare acqua. I consigli più importanti sono quello di ridurre gli sprechi e quello di installare sistemi di accumulo privati.

Intanto, AQP continua ad effettuare interventi di risanamento delle reti, con investimenti di 800 milioni di euro per modernizzare circa 1.300 chilometri di condotte. Grazie a queste misure e a nuove tecnologie come il progetto Smart Water Management, è stato possibile risparmiare 80 milioni di metri cubi d’acqua nel 2023 rispetto al 2009. La società, inoltre, prevede la costruzione di un dissalatore sulle sorgenti del Fiume Tara a Taranto entro il 2026, capace di soddisfare il fabbisogno di 350mila persone. Ciononostante, la situazione è allarmante e ora più che mai in Puglia si fa la “danza della pioggia”.

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Matera designata nuova Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026 https://stage.italianinews.com/2024/11/28/matera-designata-nuova-capitale-mediterranea-della-cultura-e-del-dialogo-2026/ Thu, 28 Nov 2024 14:30:09 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/28/matera-designata-nuova-capitale-mediterranea-della-cultura-e-del-dialogo-2026/

Matera è stata designata nuova Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, insieme alla città di Tetouan in Marocco.

Le nuove Capitali mediterranee sono state ufficialmente annunciate oggi, in occasione della Giornata del Mediterraneo. Questa giornata annuale è dedicata a promuovere il dialogo interculturale, celebrare la cooperazione, abbracciare la diversità e rafforzare i legami tra le due sponde del Mediterraneo.

Questo riconoscimento, conferito dall’Unione per il Mediterraneo (UpM) e dalla Fondazione Anna Lindh, durerà un anno. Durante questo periodo, sono previsti scambi collaborativi che includeranno conferenze, eventi sportivi e spettacoli culturali, coinvolgendo artisti locali ed euromediterranei e la società civile.

Il potere della cultura

Il potere della cultura non deve essere sottovalutato. In un’epoca di divisioni e di tragici conflitti che non hanno una fine immediata, non dobbiamo ignorare il potenziale della cultura nel costruire ponti promuovendo il dialogo di cui c’è bisogno” afferma il segretario generale dell’UpM, Nasser Kamel. ‘Le congratulazioni sono d’obbligo per Matera e Tetouan, che abbracciano la promessa della cultura come mezzo per spianare la strada verso un futuro che sia vantaggioso per tutti noi”.

La regione, che ospita più di 480 milioni di persone in 3 continenti e una linea costiera di 46.000 km, offre una ricchezza ineguagliabile di diversità umana e naturale. Comunità e culture hanno a lungo scambiato idee, commerciato beni e imparato l’una dall’altra attraverso questo mare comune. La Giornata del Mediterraneo mira a rafforzare questi legami, a promuovere il dialogo, a mettere in luce i risultati raggiunti e a illustrare le questioni di interesse per mobilitare la volontà politica e le risorse per affrontare le sfide comuni.

Una nuova sfida per Matera

Siamo tanto onorati del fatto che Matera è stata designata Capitale Mediterranea della Cultura. Il Mediterraneo non è solo un mare, è anche un mosaico di civiltà e Matera è il luogo ideale per incontrarle e creare un dialogo arricchente tra di loro. Il progetto culturale che ci ha condotto a questa nomina tanto voluta dalla Città di Matera e organizzata dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 rappresenta un’opportunità straordinaria per promuovere il dialogo interculturale, per valorizzare il nostro patrimonio e il senso di comunità, fratellanza   e scambio con le altre comunità. È questo un percorso che a partire dal l’esperienza della Capitale Europea della Cultura nel 2019 porta a consolidare il ruolo di Matera come ponte di collegamento con le altre coste del mediterraneo, promuovendo l’inclusione, la resistenza nel tempo e i valori di unità in linea con la città marocchina di Tetouan”: è il commento di Raffaele Ruberto, commissario prefettizio della città di Matera.

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Un passo significativo per la Corte dell’Aja. https://stage.italianinews.com/2024/11/22/un-passo-significativo-per-la-corte-dellaja/ Fri, 22 Nov 2024 09:08:55 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/22/un-passo-significativo-per-la-corte-dellaja/ La crisi umanitaria continua a devastare le vite di molte persone, e i mandati di arresto emessi ieri dalla Pre-Trial Chamber della Corte Penale Internazionale rappresentano un momento cruciale nel percorso della giustizia internazionale.

I mandati, approvati all’unanimità, riguardano il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, l’ex Ministro della Difesa Yoaf Gallant e il comandante militare di Hamas Mohammed al-Masri (alias Deif, probabilmente deceduto in un bombardamento). Sebbene questi provvedimenti non possano arrestare immediatamente la tragedia in corso, costituiscono un passo avanti nella lotta contro l’impunità.

Implicazioni internazionali
L’emissione dei mandati ha ristretto notevolmente la libertà di movimento di Netanyahu. Gli Stati firmatari dello Statuto di Roma, che sono 124, hanno l’obbligo di eseguire il mandato senza possibilità di invocare l’immunità, nemmeno per un capo di governo in carica. Se Netanyahu dovesse entrare in Paesi come Italia, Francia, Germania o Regno Unito, le autorità locali sarebbero tenute a procedere al suo arresto; in caso contrario, si configurerebbe un illecito internazionale.

Tuttavia, per gli Stati che non aderiscono allo Statuto della Corte, come Cina, Stati Uniti e Russia, non vige lo stesso obbligo. In questi Paesi, Netanyahu potrebbe beneficiare dell’immunità internazionale almeno fino a quando manterrà la carica.

Sfide e precedenti
L’effettiva esecuzione dei mandati è essenziale per il progresso della giustizia internazionale, poiché la Corte non può celebrare processi in contumacia. Nonostante ciò, il sistema ha mostrato limiti: per esempio, la Mongolia, obbligata dallo Statuto, non ha eseguito il mandato di arresto contro Vladimir Putin. Questo episodio, sebbene significativo, non mina il valore dei mandati, che rimangono strumenti di pressione politica. Lo stesso Putin, infatti, ha annullato un viaggio in Sudafrica per evitare rischi legati al mandato di arresto.

L’isolamento politico
I mandati di cattura emessi da tribunali penali internazionali possono avere un impatto rilevante, contribuendo all’isolamento politico degli accusati. In questo contesto, le accuse mosse dal Procuratore contro Netanyahu e Gallant assumono un significato ancora più importante, delineando un percorso che rafforza la giustizia internazionale nonostante le sfide.

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Italia, in arrivo il freddo polare: ecco i dettagli https://stage.italianinews.com/2024/11/17/italia-in-arrivo-il-freddo-polare-ecco-i-dettagli/ Sun, 17 Nov 2024 13:09:17 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/17/italia-in-arrivo-il-freddo-polare-ecco-i-dettagli/ Arriva la prima vera ondata di freddo invernale in Italia.

Un arrivo previsto nelle prossime ore, tra la notte di sabato 16 Novembre e la mattina di domenica 17 Novembre. Non sarà un semplice abbassamento delle temperature, ma un vero e proprio crollo che interesserà soprattutto il Centro e il Nord Italia.

Le città italiane più colpite dal freddo: record a Roma

Le minime soprattutto saranno in crollo verticale su gran parte del Paese, si prevedono infatti delle gelate al Nord e su alcune aree del Centro.  Dopo diversi record di caldo, oggi a Roma si potrebbe registrare un record di freddo, per la stagione. Infatti, con una minima di 2° la Capitale raggiungerà il valore di temperatura minima più basso degli ultimi 12 anni nella seconda decade di Novembre, mentre per arrivare al record storico di freddo in questo periodo, bisogna andare indietro addirittura agli anni ’80: il 18 novembre del 1981 si scese a -3,2° a Ciampino.

Anche a Firenze si registreranno per 48 ore minime vicine allo zero nelle zone periferiche della città. Tra stanotte e domani si prevede la temperatura minima di 1 solo grado a Firenze. Per domani, invece, arriva il maltempo con pioggia e rischio di temporali. La situazione è simile in tutto il centro Nord: a Verona e Como si toccheranno 3 gradi stanotte, a Varese 1 grado, a Padova la colonnina scenderà a 0 gradi, mentre a Vicenza si arriverà sottozero per la prima volta in questo inverno: si prevedono -2 gradi. Dunque, su tutta la Pianura Padana si prevedono gelate diffuse che imbiancheranno il paesaggio dal Veneto al Piemonte.

Il motivo: il freddo svedere che porta anche vento gelido

Il motivo di questo freddo sta nel nucleo di freddo svedese che sta transitando nelle ultime ore sulla fascia adriatica, responsabile anche di scenografiche nevicate su Romagna, Marche, Abruzzo e Molise oltre i 900 metri di quota. Per avere un termine di paragone, basti pensare che nel Nord Italia fino a 48 ore fa, le temperature minime erano attorno a 8-9 gradi per capire che le temperature cambieranno rapidamente in poco tempo e crolleranno drasticamente.  L’Italia del Nord sarà circondata da forti venti che ruoteranno in senso antiorario nell’emisfero settentrionale. Questa struttura gioca un ruolo determinante nel modellare il clima invernale dell’Europa e, di conseguenza, dell’Italia. La sua intensità e stabilità sono abbastanza forti.

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Italia, arriva il freddo: calo di temperature fino a 8 gradi, ecco dove https://stage.italianinews.com/2024/11/11/italia-arriva-il-freddo-calo-di-temperature-fino-a-8-gradi-ecco-dove/ Mon, 11 Nov 2024 16:47:50 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/11/italia-arriva-il-freddo-calo-di-temperature-fino-a-8-gradi-ecco-dove/ L’inverno è in arrivo

Tra martedì 12 e mercoledì 13 Novembre arriverà il maltempo che colpirà soprattutto alcune regioni italiane. Guardando al dettaglio, secondo quanto riporta ilmeteo.it, tra Martedì 12 e Mercoledì 13 il nucleo d’aria fredda diretto verso la Francia porterà qualche disturbo sulle regioni di Nordovest, dove ci attendiamo l’arrivo di qualche pioggia tra la Valle d’Aosta e il Piemonte occidentale. Ma soprattutto tra la serata di lunedì e la mattinata di martedì arriveranno venti freddi dal Nord Europa.

In arrivo anche la neve, che potrà imbiancare i rilievi alpini a quote prossime ai 1000 metri. Tra mercoledì e giovedì il vortice di maltempo si sposterà nel Centro- Sud italiano, dove però non si abbasseranno particolarmente le temperature.
Il cambiamento meteo dei prossimi giorni arriverà grazie alle correnti fredde di origine artica, destinate anche a portare un calo delle temperature su alcune delle nostre regioni. Calo di 7-8°C delle temperature massime, primi fiocchi di neve, vento in rinforzo e presenza di due minimi di bassa pressione, uno al Sud e uno al Nord: l’inverno sta arrivando.

Freddo: come cambieranno le temperature nelle principali città italiane?

A Milano si passerà dai 15 gradi delle temperature massime di questi giorni ai 7-8 gradi della prossima settimana, con temperature minime vicine agli 0 gradi. In particolare giovedì si raggiungerà la temperatura minima di 2 gradi. Stessa situazione in varie città del Nord italiano, soprattutto occidentali.
Calo anche a Firenze, dove si passa dai 20 gradi di questi giorni, ai 14 gradi dei prossimi giorni. Calo importante anche delle temperature minime che passeranno da 8 a 3 gradi nel capoluogo toscano. Anche a Perugia si sfioreranno gli 0 gradi con la temperatura minima tra venerdì e sabato prossimo.
Temperature in calo anche a Torino, dove si passerà da 17 gradi di massima a 7-8 di giovedì e venerdì prossimi. Calo importante delle temperature minime in tutto il Nord Est con temperature tutte prossime allo 0 nelle ore notturne. Al Centro e al Sud i cali delle temperature si registreranno, ma saranno più lievi.

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Caldo addio, prove di inverno: freddo, pioggia e neve in arrivo https://stage.italianinews.com/2024/11/08/caldo-addio-prove-di-inverno-freddo-pioggia-e-neve-in-arrivo/ Fri, 08 Nov 2024 09:34:00 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/08/caldo-addio-prove-di-inverno-freddo-pioggia-e-neve-in-arrivo/ Dal caldo anomalo al freddo, dall’estate infinita all’antipasto di inverno. Il quadro meteo di novembre 2024 cambia radicalmente la prossima settimana

con un brusco calo delle temperature legato ad un”irruzione polare’ che sarà seguita anche da un’intensa fase di maltempo, con pioggia e neve anche a quote basse.

Già da lunedì 11 novembre una vasta area di bassa pressione, ricolma di aria polare, localizzata tra Norvegia e Svezia, piloterà correnti d’aria molto fredde e instabili verso il bacino del Mediterraneo. Temperature giù, quindi, e rischi di fenomeni estremi per l’ingresso dell’aria fredda che favorirà la formazione di un vero e proprio ciclone sui nostri mari.

Gli esperti di ilmeteo.it accendono i riflettori in particolare sulle giornate di martedì 12 novembre e mercoledì 13: il vortice ciclonico potrebbe verosimilmente approfondirsi tra Sardegna e mar Tirreno, dando il via ad una fase di maltempo decisamente intensa, con ipotesi di nubifragi in particolare al Centro e al Nord.

Visto l’atteso calo delle temperature, sono previste pure delle nevicate fin verso i 700 metri di quota in Piemonte/Liguria e poco sopra i 1300/1400 metri sull’Appenino centro-settentrionale. Al Sud e sulle due Isole Maggiori invece sarà in azione un secondo ciclone (martedì 12) che provocherà non pochi temporali prima di spostarsi verso oriente. Si tratterebbe di una svolta simil invernale a tutti gli effetti dopo un lungo periodo di dominio anticiclonico.

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Maxi incidente su Statale 18 a Praia a Mare, morta ragazza in moto https://stage.italianinews.com/2024/11/03/maxi-incidente-su-statale-18-a-praia-a-mare-morta-ragazza-in-moto/ Sun, 03 Nov 2024 21:33:10 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/03/maxi-incidente-su-statale-18-a-praia-a-mare-morta-ragazza-in-moto/ Tragedia sulla Statale 18 nei pressi di Praia a Mare. Una ragazza di 18 anni alla guida di una moto è morta nell’impatto con altre due autovetture.

L’incidente si è verificato intorno alle 19.30. Le condizioni della giovane sono apparse subito gravi e a nulla è valso il trasferimento all’ospedale di Praia a Mare. La Statale è al momento chiusa al transito e la circolazione è deviata su strade secondarie. Sul posto polizia stradale, vigili del fuoco e personale Anas per gli adempimenti di competenza.

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Napoli, 19enne ucciso: dopo l’omicidio post social che esaltano uso armi https://stage.italianinews.com/2024/11/02/napoli-19enne-ucciso-dopo-lomicidio-post-social-che-esaltano-uso-armi/ Sat, 02 Nov 2024 19:31:57 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/02/napoli-19enne-ucciso-dopo-lomicidio-post-social-che-esaltano-uso-armi/ Dopo l’omicidio del 19enne Santo Romano in provincia di Napoli, delitto per il quale è stato fermato un 17enne

La Procura per i Minorenni svolgerà accertamenti in merito su alcuni post pubblicati sui social subito dopo l’uccisione del giovane calciatore. Nei post individuati dagli investigatori sono state riconosciute condotte di esaltazione all’uso delle armi da parte di altri giovani in corso di identificazione. Saranno poste in essere valutazioni anche in ordine alle responsabilità genitoriali.

Il 17enne napoletano fermato carabinieri della Compagnia di Torre del Greco è accusato dell’omicidio di Romano e del tentato omicidio di un altro 19enne, commessi questa notte in piazza Raffaele Capasso, nel comune di San Sebastiano al Vesuvio. Il fermo sarà sottoposto alla convalida del Gip. Il 17enne sarà portato nel centro di accoglienza dei Colli Aminei.

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