rank-math domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /home/dhktaefp/stage.italianinews.com/wp-includes/functions.php on line 6131metform domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /home/dhktaefp/stage.italianinews.com/wp-includes/functions.php on line 6131newsreader è stato attivato troppo presto. Di solito è un indicatore di un codice nel plugin o nel tema eseguito troppo presto. Le traduzioni dovrebbero essere caricate all'azione init o in un secondo momento. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 6.7.0.) in /home/dhktaefp/stage.italianinews.com/wp-includes/functions.php on line 6131”Ha un bel compito”. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, saluta così il nuovo ‘super ministgro’ per il Pnrr, Tommaso Foti, al termine della cerimonia di giuramento al Quirinale, dopo avergli augurato buon lavoro. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sorride e condivide l’impegno delicato che attende l’ex capogruppo di Fdi alla Camera: ”Eh, lo sa, lo sa…”.
Gasparri, ‘Foti? Primo a mandare auguri, non abbiamo chiesto quel ruolo’
Foti ministro? “Sono molto contento, è solo una leggenda metropolitana che noi avessimo chiesto quel ruolo. Ho mandato a Tommaso un messaggio di congratulazioni alle 2:54 di questa notte, forse sono stato il primo. Con lui ci conosciamo da 45 anni, è una buona scelta, è persona solida e molto capace. Auguri a Foti”. Così Maurizio Gasparri, capogruppo Fi in Senato ad Un Giorno da Pecora.
Foti giura al Colle, Mattarella al neo ministro, ‘ha un bel compito’
”Ha un bel compito!”’. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, saluta così il nuovo ‘super ministgro’ per il Pnrr, Tommaso Foti, al termine della cerimonia di giuramento al Quirinale, dopo avergli augurato buon lavoro. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sorride e condivide l’impegno delicato che attende l’ex capogruppo di Fdi alla Camera: ”Eh, lo sa, lo sa…”.
Sisto, ‘buon lavoro a Foti, da lui apporto importante’
“Congratulazioni e auguri di buon lavoro a Tommaso Foti, neoministro per gli Affari Europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il Pnrr. Sarà sicuramente un validissimo componente nella squadra di governo, manifestando quell’equilibrio e quella competenza che già ha espresso da capogruppo di Fratelli d’Italia. Il Pnrr resta una grande priorità del Paese e sono certo che il suo apporto sarà determinante per mantenere gli impegni con l’Europa e proseguire nella realizzazione degli obiettivi che ci siamo prefissi ”. Lo dichiara il vice ministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto.
Casellati, ‘auguri buon lavoro a Foti, incarico premia doti professionali e politiche’
“Auguri di buon lavoro a Tommaso Foti per la nomina a ministro degli Affari europei, un incarico che premia le doti professionali e politiche dimostrate in questi anni. L’attuazione del Pnrr e il ruolo dell’Italia in Europa sono sfide decisive per il futuro del nostro Paese. Sono certa che saprà affrontarle con grande competenza”. Lo scrive sui social Maria Elisabetta Alberti Casellati, ministra per le Riforme istituzionali.
Donzelli, ‘Foti affronterà sfida con serietà e determinazione’
“I miei migliori auguri di buon lavoro a Tommaso Foti per il suo nuovo incarico di Ministro per gli Affari Europei, il Sud, le Politiche di Coesione e per il Pnrr. Sono certo che saprà affrontare questa sfida con la serietà e la determinazione che lo contraddistinguono”. Lo scrive su Facebook il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli.
]]>“Condanniamo con forza un altro assassinio politico da parte di Israele. Questo atto violento è ancora più carico di conseguenze drammatiche per il Libano e l’intero Medio Oriente. Israele non può non essere al corrente di questo pericolo, ma ha fatto questo passo, ha ucciso cittadini libanesi, e questo quasi inevitabilmente innescherà una nuova ondata di violenza. Israele ha la piena responsabilità per la successiva escalation”, ha dichiarato il ministero degli esteri a Mosca sollecitando “nuovamente Israele a cessare immediatamente le ostilità”. Se lo facesse renderebbe possibile fermare il bagno di sangue e la creazione delle condizioni per una soluzione politica e diplomatica.
]]>Huawei Technologies, il colosso tecnologico cinese, ha recentemente annunciato con una nota ufficiale, risultati finanziari impressionanti per il primo semestre del 2024. L’azienda ha registrato un utile netto in crescita del 17,9%, raggiungendo i 54,9 miliardi di yuan (circa 7,70 miliardi di dollari), mentre il fatturato è aumentato del 34,3%, toccando quota 417,5 miliardi di yuan (circa 52,8 miliardi di euro). Questi risultati segnano il fatturato semestrale più alto per Huawei dal 2020, sottolineando una significativa rinascita nonostante le continue sanzioni statunitensi.
Il settore degli smartphone è stato uno dei principali catalizzatori di questa crescita eccezionale. Secondo i dati di Canalys, Huawei ha spedito 22,2 milioni di smartphone nella Cina continentale nel corso della prima metà dell’anno, con un incremento del 55% rispetto all’anno precedente. Il successo di modelli di punta come la serie Mate 60 e la serie P ha permesso un consolidamento della posizione di Huawei nel mercato interno.
Oltre agli smartphone, Huawei ha registrato una crescita robusta anche nel settore dei componenti per auto intelligenti. L’unità di soluzioni automobilistiche intelligenti ha fatto notevoli progressi, puntando a diventare il fornitore dominante di software e componenti per veicoli elettrici intelligenti. Grazie a numerosi accordi con produttori di automobili, Huawei ha sfruttato il suo vantaggio tecnologico nei sistemi di guida autonoma e nei software per auto, proponendosi come leader innovativo in un settore in rapida espansione.
Nonostante le sanzioni imposte dagli Stati Uniti dal 2019, che hanno limitato l’accesso di Huawei alle catene di fornitura globali di tecnologie e componenti americani, l’azienda ha dimostrato una notevole resilienza. Le sanzioni, destinate a ostacolare i progressi tecnologici della Cina nel settore militare, non hanno fermato l’innovazione di Huawei. L’azienda ha efficacemente trovato vie alternative per continuare il suo sviluppo e mantenere una posizione competitiva sul mercato globale.
“La nostra performance complessiva è stata in linea con le previsioni – ha dichiarato Eric Xu, Rotating Chairman di Huawei -. Guardando avanti, continueremo a guidare l’alta qualità in tutti i processi aziendali, ottimizzando il nostro portafoglio per migliorare la resilienza aziendale e costruendo ecosistemi prosperi. Il nostro obiettivo finale è fornire ai clienti prodotti e soluzioni ancora più competitivi”.
]]>Palazzo Chigi, ore 10 am. Mancano meno di 18 ore al vertice di maggioranza tra i leader del centrodestra, quando Giorgia Meloni tornerà a riunire i suoi due vice, Antonio Tajani e Matteo Salvini, nonché il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi. Un appuntamento atteso, di cui si vociferava ancor prima della pausa estiva ma poi slittato alla ripresa dei lavori. Dopo un’estate in cui non sono mancate frizioni e fendenti, soprattutto sulla rotta Fdi-Lega. Chi è vicino alla premier, però, mostra un certo disincanto: “le polemiche agostane danno un po’ di sale e brio ad ogni estate, un po’ come le hit, sarebbe un errore attribuirgli troppo valore…”.
Varcata la soglia dello studio della presidente del Consiglio -al primo piano di Palazzo Chigi- non dovrebbe dunque arrivare nessuna reprimenda sui tanti, troppi distinguo che hanno finito per restituire l’immagine di una maggioranza sfilacciata, stando almeno alle convinzioni di chi ha parlato con la premier in queste ore. “Sarà un incontro alla camomilla, senza sorprese…”, si dice convinto un fedelissimo della premier. Mentre la Lega lascia trapelare l’auspicio di ritrovare “compattezza e serenità nella maggioranza dopo aver assistito a troppe fibrillazioni”.
Più che ”bacchettate’, da parte di Meloni, domani arriverà l’invito a marciare uniti, con determinazione, soprattutto di fronte alle tante sfide che attendono il Paese. A partire dalla manovra e dal piano strutturale di bilancio che, per la prima volta, il Mef dovrà buttar giù, prevedendo una ‘sforbiciata’ del disavanzo strutturale di almeno lo 0,5% annuo per i prossimi 7 anni: numeri alla mano, si tratta di circa 10 miliardi l’anno. Risorse da generare attraverso una strategia di rientro dal deficit in grado di convincere Bruxelles circa le buone intenzioni di Roma. Un’impresa certo non semplice e legata a doppio filo anche alla partita del commissario che l’Italia spunterà nella nuova Commissione Ue, ancora una volta a guida Von der Leyen. Il nome, che verrà ufficializzato solo domani, ultimo giorno utile, è quello di Raffaele Fitto, a cui dovrebbero essere assegnate le deleghe alla coesione, al bilancio e al Pnrr. Nonché la vicepresidenza esecutiva, stando almeno ai desiderata di Roma.
Ius scholae? Riforme ‘fuori sacco’ solo con piena convergenza – i timori per l’Autonomia
Meloni domani condividerà l’indicazione di Fitto nel vertice con i big, poi informerà gli altri ministri nel corso del Cdm in agenda alle 13. Intanto da Bruxelles Tajani torna a plaudire alla scelta: sul nome di Fitto, dice, “c’è convergenza da parte di tutti: è giusto inviare un commissario che non faccia l’apprendista commissario ma che faccia veramente il commissario. E Fitto è la persona più giusta perché conosce sia il Parlamento, sia la Commissione, sia il Consiglio. C’è grande coesione da parte della maggioranza”. Almeno sul nome del ministro salentino, perché su tanto altro ci saranno -camomilla o no- da rimettere insieme i cocci.
“La candidatura sarà del governo, sarebbe sciocco non lavorare per un candidato commissario italiano”. E’ quanto dice il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, da Bruxelles, ricordando che quando fu candidato Paolo Gentiloni, “Silvio Berlusconi venne di persona” per sostenerlo.
“Credo che i partiti di opposizione italiana faranno lo stesso e sarebbe giusto farlo, perché guai pensare che in Italia si possa dare un segnale negativo, dobbiamo lavorare nell’interesse dell’Europa e dell’Italia, non di questo o di quel partito”, ha aggiunto sottolineando di essere stato “un grande sostenitore” della candidatura di Raffaele Fitto “e non fa parte del mio partito”.
“Credo che il buonsenso dovrebbe spingere le forze di sinistra che sono opposizione nel nostro Paese a sostenere, anzi dovrebbero fare campagna per il commissario italiano”, ha concluso Tajani.
]]>Sono state infatti realizzate 135 operazioni, rispetto alle 177 dell’anno precedente. Questa tendenza è stata riflessa anche nell’ammontare complessivo degli investimenti, che è sceso a circa 356,61 milioni di euro, segnando una diminuzione del 30,07% rispetto ai 510 milioni di euro raccolti nello stesso periodo dell’anno scorso. Un trend negativo testimoniato dalla recente analisi prodotta da McKinsey & Company, che riflette come, nonostante l’importanza del settore privato, gli investitori sono sempre più cauti e selettivi, probabilmente a causa dell’incertezza economica globale e delle tensioni geopolitiche.
Una difficoltà macroeconomica che influenza in maniera diretta anche l’ecosistema startup, che continua comunque a svolgere un ruolo cruciale nella promozione dell’innovazione e nella crescita economica. Come dimostra un’analisi di Cerved, nel nostro Paese le startup sono fondamentali anche per la creazione di nuove opportunità di lavoro, dimostrando una resilienza e un adattamento particolarmente efficaci in periodi di crisi economica. L’Italia rappresenta quindi un terreno più che fertile per gli investimenti in startup che però faticano a prendere piede.
“Il calo degli investimenti è sintomatico di una cultura finanziaria non ancora matura, che preferisce investimenti più tradizionali e meno rischiosi. Secondo una recente ricerca del Politecnico di Milano, infatti, le aziende italiane tendono a investire in settori vicini al proprio core business con ticket di investimento medi relativamente bassi e scelgono di interagire con le startup tramite iniziative di Open Innovation e rapporti cliente-fornitore, piuttosto che attraverso investimenti diretti, indicando una certa riluttanza a scommettere su nuovi progetti”, spiega Alessio Boceda, co-fondatore di Startup Geeks.
Ma cosa frena gli investitori italiani a credere nell’ecosistema startup? Oltre a una cultura finanziaria ancora poco approfondita, secondo Startup Geeks, il più grande incubatore online italiano di startup e società attiva nel campo della formazione imprenditoriale, è colpa delle ancora numerose false credenze nel panorama italiano degli investimenti. Molte persone, infatti, siano esse privati cittadini o imprenditori, non iniziano a investire in startup a causa di preconcetti e della difficoltà di reperire informazioni chiare e accessibili.
Tra le false credenze più comuni in tema di investimenti rilevate da Startup Geeks emergono quattro fattori. 1) Il pensiero che sia necessario disporre di milioni di euro per investire in startup, quando per iniziare posso essere sufficienti anche quote minori di 500 euro. 2) L’opinione che investire in startup sia troppo rischioso e simile a giocare d’azzardo, mentre una diversificazione oculata del portafoglio può mitigare i rischi e aumentare le possibilità di successo.
3) La convinzione che solo chi ha già esperienza diretta nel settore o è uno startupper possa comprendere il funzionamento e le dinamiche degli investimenti in startup: non è necessario essere un esperto come Jeff Bezos per iniziare a investire. 4) Pensare che investire sia difficile e riservato a pochi eletti, quando invece con una corretta formazione, un’adeguata preparazione e una semplificazione dei concetti, anche investire in startup può diventare alla portata di chiunque.
Proprio per colmare il gap informativo che distanzia l’Italia dagli altri Paesi, Startup Geeks, la piattaforma italiana leader nella formazione per aspiranti imprenditori e investitori, annuncia il lancio di una nuova Masterclass gratuita dedicata a chi desidera investire in startup, ma non sa da dove iniziare. Questa iniziativa è parte della missione di Startup Geeks di rendere l’ecosistema imprenditoriale italiano più accessibile e competitivo a livello europeo.
La Masterclass gratuita, che si terrà in modalità virtuale il 9 e 10 settembre dalle 18 alle 20, guiderà i partecipanti attraverso il mondo degli investimenti in startup. La Masterclass, tenuta da Manuel Urzì, dealflow & new business manager di Startup Geeks, e dai fondatori di Startup Geeks, coprirà una vasta gamma di argomenti, inclusi: Valutazione delle startup, processi legali, analisi finanziaria, burocrazia, strategie di investimento.
“Per far crescere il nostro Paese serve che crescano le startup. Ma per crescere a loro volta le startup hanno bisogno di fondi e di investimenti sempre maggiori. Gli investimenti in startup non solo offrono opportunità di rendimento finanziario, ma portano anche valore significativo all’occupazione giovanile e all’innovazione. Le startup sono una fonte vitale di nuovi posti di lavoro, spesso orientati verso i giovani e i talenti emergenti. Inoltre, incentivano la creazione di tecnologie innovative e soluzioni che possono migliorare vari aspetti della società”, aggiunge Manuel Urzì, dealflow & new business manager di Startup Geeks.
]]>Il recente attacco contro una scuola a Gaza rappresenta l’ennesimo tragico risultato della strategia errata portata avanti dal governo Netanyahu negli ultimi mesi. Pur riconoscendo la legittimità della lotta contro Hamas, che è noto per utilizzare la popolazione civile come scudo umano, colpire indiscriminatamente aree densamente popolate non fa altro che aumentare il numero delle vittime innocenti, rafforzare il sostegno a Hamas tra i palestinesi, isolare Israele a livello internazionale e allontanare ogni prospettiva di soluzione politica.
È necessario un cambiamento radicale: cessare immediatamente il fuoco, liberare gli ostaggi e ripristinare condizioni di vita dignitose per la popolazione di Gaza. È urgente agire subito, e la comunità internazionale, inclusa l’Europa e l’Italia, ha la responsabilità di intervenire immediatamente. Conclude Piero Fassino, deputato del PD.
]]>“Sono fiducioso, Caterino conosce bene il nostro territorio, avendo ricoperto il ruolo di prefetto a Rovigo e Ravenna. Ora che finalmente abbiamo un interlocutore, siamo pronti a presentargli un piano di interventi. Spero di incontrarlo al più presto, magari subito dopo Ferragosto. Dopo tutto il tempo perso, è necessario accelerare il più possibile”. Lo afferma Paolo Mancin, presidente del Consorzio cooperative pescatori del Polesine di Scardovari (Rovigo), la cui produzione di vongole e molluschi è stata gravemente compromessa dal granchio blu. “Sul totale del raccolto giornaliero, il 90% è composto da granchi” sottolinea Mancin. La nomina di Enrico Caterino a commissario straordinario per l’emergenza ha riacceso qualche speranza nel Delta del Po, dove i danni subiti dagli allevatori superano ormai i 100 milioni di euro. “Il commissario rappresenta il primo segnale concreto dopo oltre un anno di emergenza, ma nel frattempo non siamo rimasti con le mani in mano – prosegue Mancin – e abbiamo preparato un elenco di priorità che chiederemo di finanziare, anche perché da soli abbiamo risorse molto limitate: riusciamo a coprire i costi per lo smaltimento dei granchi solo fino a fine agosto. Almeno l’Emilia Romagna ha destinato ai pescatori di Goro due milioni, mentre a noi solo 380mila euro”.
I costi per lo smaltimento delle 20 tonnellate di granchi blu pescate ogni giorno sono ormai la principale preoccupazione del Consorzio, soprattutto perché la domanda commerciale da parte di mercati e ristoranti, dopo un iniziale boom, è ora minima “nemmeno se li regaliamo”. “Chiederemo anche forme di sostegno al reddito, poiché molti dei nostri soci si sono dovuti reinventare lavorando nel turismo, e fondi per il ripopolamento e la protezione degli allevamenti, sia attraverso recinzioni che reti, che in determinati contesti si sono dimostrate efficaci” elenca il presidente Mancin, che non nasconde come la somma degli interventi richiesti possa raggiungere cifre significative. “Caterino ha davanti a sé due anni di lavoro e, dato che prenderà in mano la situazione nel suo complesso, gli chiederemo di avviare la questione della vivificazione dei canali lagunari, i cui lavori non sono ancora iniziati, nonostante ci sia un fondo di 14 milioni di euro. Spero possa dare impulso anche a questo aspetto essenziale, poiché incide sull’equilibrio ambientale delle nostre zone di allevamento”. Oltre ai poteri straordinari, il commissario Caterino avrà a disposizione anche 10 milioni di euro da gestire. “Sì, ma quello che deve essere chiaro è che non chiediamo elemosine, vogliamo solo tornare a svolgere il nostro lavoro come prima” conclude Mancin.
]]>Il presidente russo Vladimir Putin ha ufficialmente firmato una legge che legalizza il mining di criptovalute in Russia. Secondo un rapporto dell’agenzia di stampa russa TASS, la legge introduce diversi concetti chiave, tra cui il mining di valuta digitale, i pool di mining e gli operatori di infrastrutture di mining. Le attività di mining sono ora riconosciute dalla Russia come parte del fatturato piuttosto che dell’emissione di valuta digitale.
La nuova legislazione specifica che solo le entità legali russe e gli imprenditori individuali registrati presso il governo saranno autorizzati a impegnarsi nel mining di criptovalute. Tuttavia, i miner individuali possono partecipare senza registrazione, a condizione che il loro consumo energetico rimanga entro i limiti stabiliti dal governo.
Inoltre, la legge permette il trading di asset finanziari digitali stranieri su piattaforme blockchain russe. Tuttavia, la Banca di Russia mantiene l’autorità di vietare il posizionamento di determinati asset se vengono ritenuti una minaccia per la stabilità finanziaria del paese.
Secondo TASS, durante un recente incontro del governo, il presidente Putin ha sottolineato che la Russia deve “cogliere il momento” per stabilire un quadro legale per le valute digitali. Ha evidenziato il potenziale delle valute digitali di contribuire allo sviluppo economico della Russia, sottolineando la necessità di una regolamentazione e di infrastrutture adeguate.
La legge entrerà in vigore dieci giorni dopo la sua pubblicazione ufficiale, ad eccezione di disposizioni specifiche che potrebbero avere date di implementazione diverse.
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