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Massimo Antonelli – Italianinews https://stage.italianinews.com La voce degli italiani nel mondo Tue, 03 Dec 2024 22:01:15 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://stage.italianinews.com/wp-content/uploads/2024/11/cropped-Logo-Italiani-news-def-copia@2x-32x32.png Massimo Antonelli – Italianinews https://stage.italianinews.com 32 32 Stellantis: M5S, ‘governo sbaglia a fare di Tavares capro espiatorio’ https://stage.italianinews.com/2024/12/02/stellantis-m5s-governo-sbaglia-a-fare-di-tavares-capro-espiatorio/ Mon, 02 Dec 2024 16:36:26 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/12/02/stellantis-m5s-governo-sbaglia-a-fare-di-tavares-capro-espiatorio/ ‘Ma nessuno lo rimpiangerà’

“Carlos Tavares ha commesso tanti errori e nessuno lo rimpiangerà, ma sbaglia la maggioranza di governo a usarlo come capro espiatorio della crisi dell’auto”. Lo affermano in una nota Gaetano Pedullà e Pasquale Tridico, europarlamentari del Movimento 5 Stelle. “La sofferenza del settore – continuano – viene da lontano, è in parte strutturale, conseguenza delle diverse abitudini dei cittadini, e in parte dovuta ai cambiamenti nel settore della mobilità. Davanti alla sfida epocale della transizione verso l’elettrico, il governo ha deciso di restare immobile, abbandonando case automobilistiche e lavoratori in un momento decisivo”.

Il Movimento 5 Stelle “ha presentato un emendamento alla manovra per ripristinare i fondi destinati all’automotive, scippati dal governo per destinarli alla difesa, e vuole andare oltre. La crisi è europea, come dimostrano gli scioperi in Germania e le chiusure di stabilimenti in Belgio, e serve una risposta europea. Con un nuovo fondo, sul modello di Sure che con successo ha funzionato durante il Covid, potremmo salvaguardare i posti di lavori a rischio a condizione che le case automobilistiche facciano i compiti a casa”.

“Nessun finanziamento a pioggia, ma precise condizionalità che permettano al settore dell’automotive di programmare i necessari investimenti richiesti per le auto elettriche. Il governo porti questa battaglia in Europa, batta i pugni a Bruxelles per salvaguardare l’interesse nazionale e salvare così l’industria italiana dalla tragedia. Basta scaricabarile”, concludono.

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Boom cripto, mercato da 2,2 miliardi in crescita del 64% https://stage.italianinews.com/2024/11/30/boom-cripto-mercato-da-22-miliardi-in-crescita-del-64/ Sat, 30 Nov 2024 16:28:46 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/30/boom-cripto-mercato-da-22-miliardi-in-crescita-del-64/ Investire in criptovalute: opportunità e rischi

Investire in criptovalute si sta rivelando più redditizio rispetto al deposito di denaro su un conto corrente, ma con rischi decisamente superiori rispetto al mercato azionario. Gli italiani sembrano attratti da questa forma di investimento: secondo il sindacato dei bancari Fabi, circa 1,35 milioni di persone hanno acquistato criptovalute, con una spesa media di 1.600 euro ciascuno, per un mercato che in Italia vale complessivamente 2,22 miliardi di euro. Tuttavia, la Fabi avverte sui pericoli legati alla volatilità e alla mancanza di tutele per gli investitori.

Crescita e volatilità del mercato

Il settore dei criptoasset è tornato sotto i riflettori per due motivi principali: l’aumento del valore del Bitcoin, favorito dalla vittoria di Donald Trump, e la decisione del governo di incrementare l’aliquota sulle plusvalenze. A livello globale, a novembre, il mercato delle criptovalute ha raggiunto i 3.000 miliardi di dollari, segnando un +79,2% rispetto a gennaio 2024. Bitcoin domina il mercato con il 60% delle transazioni, seguito da Ethereum (13%) e altre criptovalute minori.

In Italia, il valore complessivo del mercato è aumentato del 64% rispetto a giugno 2023, passando da 1,35 miliardi a 2,22 miliardi di euro a giugno 2024. Tuttavia, il trend ha mostrato forti oscillazioni: dopo aver toccato i 917 milioni a settembre 2023, il mercato è risalito a quasi 1,5 miliardi a dicembre e ha raggiunto i 2,9 miliardi nel primo trimestre del 2024, per poi ridursi del 22% nei successivi tre mesi.

Chi investe in criptovalute

La quasi totalità degli investitori italiani (oltre il 99%) è composta da persone fisiche. I millennial rappresentano il 37% dei detentori, ma detengono il 39% del valore complessivo. Gli investitori tra i 40 e i 60 anni, pur essendo il 28% del totale, detengono quasi la metà degli investimenti (49%). Fabi sottolinea che questi dati non coprono l’intero mercato italiano, poiché molte transazioni avvengono su piattaforme non registrate in Italia e quindi non monitorate.

Confronto internazionale e volumi di mercato

A livello globale, gli Stati Uniti guidano il mercato delle criptovalute con una quota del 16,58%, seguiti da India (9,44%) e Brasile (8,10%). Tuttavia, il volume complessivo rimane marginale rispetto ai mercati finanziari tradizionali: la capitalizzazione delle borse mondiali ha raggiunto 112.000 miliardi di dollari a novembre.

I rischi delle criptovalute

Il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, mette in guardia gli investitori: «Chi acquista criptovalute deve sapere che non sono paragonabili a valute tradizionali come euro o dollaro». Le criptovalute, infatti, non sono emesse da istituzioni o governi centrali, ma possono essere create da chiunque, ovunque nel mondo, attraverso una rete decentralizzata.

Sileoni evidenzia il carattere speculativo e non regolamentato delle criptovalute: «In caso di perdite o truffe, non esistono strumenti di tutela legale o contrattuale». Inoltre, la Fabi, nella sua Guida alle criptovalute realizzata per il Mese dell’educazione finanziaria, avverte anche sui rischi legati alla sicurezza informatica, poiché i cyber attacchi alle piattaforme di scambio sono sempre più frequenti.

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Omicidio Giulia Tramontano, condannato all’ergastolo Alessandro Impagnatiello. https://stage.italianinews.com/2024/11/25/omicidio-giulia-tramontano-condannato/ Mon, 25 Nov 2024 11:48:59 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/25/omicidio-giulia-tramontano-condannato/ Omicidio di Giulia Tramontano, da scomparsa a sentenza Impagnatiello: le tappe

Nella giornata contro la violenza sulle donne arriva oggi il verdetto nel processo a Alessandro Impagnatiello, l’ex barman che ha ucciso la compagna Giulia Tramontano con 37 coltellate. Giulia, 29 anni, era incinta al settimo mese. Ecco tutte le tappe dell’assassinio avvenuto a Senago.

La scomparsa

“E’ sicuramente in difficoltà in quanto al settimo mese di gravidanza”. E’ il testo che segnala la scomparsa e dà il via alle ricerche di Giulia Tramontano, la ventinovenne incinta di Thiago, sparita la sera di sabato 27 maggio 2023 dall’appartamento di Senago, alle porte di Milano, in cui vive con il compagno Alessandro Impagnatiello. Nulla fa pensare a un allontanamento volontario.

Le indagini

Le ricerche si concentrano sul fidanzato. E’ lui, il pomeriggio di domenica, a denunciare la scomparsa ai carabinieri. Racconta di una lite la sera prima, di aver lasciato Giulia mentre dormiva e di essere andato a lavoro. La versione non convince e le testimonianze di chi lavora con lui svelano la doppia vita del barman. Le tracce di sangue trovate nell’auto danno un’accelerata alle indagini: viene indagato dalla procura di Milano per omicidio volontario aggravato.

La confessione

“L’ho uccisa io”. E’ il primo giugno del 2023 quando Impagnatiello, 30 anni, confessa il delitto e indica il posto – in via Monte Rosa, in un anfratto accanto ad alcuni box – in cui l’ha nascosta. Il corpo è avvolto in sacchetti di plastica. Ammazzata a coltellate – l’autopsia restituisce la crudeltà dei 37 colpi – ha provato a darle fuoco due volte (nella vasca e nel box), ne ha inscenato la scomparsa (nascondendola in cantina, nel garage nel bagagliaio, prima di disfarsene a meno di 700 metri da casa) e ha provato a depistare le indagini.

Il 3 novembre 2023, la procuratrice aggiunta Letizia Manella e la pm Alessia Menegazzo chiedono il giudizio immediato per omicidio volontario aggravato, interruzione non consensuale di gravidanza e occultamento di cadavere. Il delitto è premeditato come dimostrerebbe il tappetto della sala spostato per non macchiarlo e il veleno per topi somministrate più volte alla compagna e trovato anche nel feto: è la prima arma usata (fin dal dicembre 2022) per uccidere. L’omicidio è aggravato dalla crudeltà, dai futili motivi e dal legame che univa Giulia e Alessandro.

Inizia il processo

Il 18 gennaio davanti alla prima corte d’Assise di Milano, presieduta dalla giudice Antonella Bertoja, è presente la famiglia Tramontano – papà Franco, mamma Loredana Femiano, i fratelli Chiara e Mario -. In gabbia Impagnatiello tiene lo sguardo basso. Lontano dalle telecamere, vietate in aula, fa brevi dichiarazioni spontanee. “Ci sono tante persone a cui devo delle scuse, ma vorrei rivolgermi a Giulia e alla famiglia. Non ci sono parole corrette da dire, affronto una cosa che rimarrà per sempre inspiegabile per la disumanità. Quel giorno ho distrutto la vita di Giulia e di nostro figlio, quel giorno anch’io me ne sono andato perché non vivo più”. Le scuse non vengono accettate.

L’interrogatorio in aula

Il processo che vede sfilare investigatori e familiari trova un punto centrale nell’interrogatorio dell’imputato. “L’ho colpita all’altezza del collo, solo in cella con un servizio in tv ho saputo di averle sferrato 37 colpi. Giulia non si è difesa” è il racconto di Impagnatiello. In aula aggiunge qualche dettaglio crudele – “Andrai a pranzo da mia madre e in auto c’era il cadavere” – e ammette il suo “castello di bugie” (per tenere in piedi due relazioni parallele), un mare “in cui sono annegato”. Sostiene di aver avvelenato Giulia “solo due volte, nella prima parte di maggio, non per farle del male, ma per provocarle un aborto”. Parla per ore, ma non sa fornire un movente: “E’ una domanda che mi sono fatto miliardi di volte e che non avrà mai risposta”.

La perizia

A sorpresa, il 10 giugno scorso, i giudici chiedono la perizia psichiatrica. Tre mesi dopo arriva il responso: per gli psichiatri Gabriele Rocca e Pietro Ciliberti l’imputato era capace di intendere e di volere. Alessandro Impagnatiello “non poteva accettare lo ‘smascheramento’ con le conseguenze umilianti”. L’incontro, poche ore prima del delitto, tra Giulia Tramontano e l’altra donna, fa esplodere in lui – manipolatore con tratti narcisistici – una dimensione “rabbiosa” che sfocia nel femminicidio. Pur di non vedere il suo mondo crollare in pezzi si trasforma in assassino.

La richiesta di ergastolo

In aula va in scena un “viaggio nell’orrore” il cui protagonista è l’imputato “narcisista, psicopatico, manipolatore” che ammazza Giulia e Thiago “ostacoli per la sua realizzazione”. Smascherato, uccide in modo “brutale”: nessun raptus, ma un progetto “premeditato” attuato da un uomo normale che rappresenta “la banalità del male”. Giulia ha firmato la sua condanna a morte quando gli ha detto che aspettava un bambino, e Impagnatiello “come un giocatore di scacchi” dopo l’incontro tra le due donne “fa l’ultima mossa” e uccide. La richiesta dell’accusa è di ergastolo e isolamento diurno per 18 mesi. La difesa, rappresentata dalle avvocatesse Giulia Gerardini e Samanta Barbaglia, chiede invece la “pena minima”.

Omicidio Senago: famiglia Tramontano in lacrime, legale ‘soddisfatti ma non è vittoria’**

La famiglia Tramontano, presente al completo nell’aula della corte d’Assise di Milano, si è stretta in un forte abbraccio, senza riuscire a trattenere le lacrime, quando la giudice Antonella Bertoja ha letto la sentenza che condanna all’ergastolo Alessandro Impagnatiello. Un “pianto consolatorio perché, al di là del dolore, quando la giustizia degli uomini prevale ci si sente più sollevati, ma per loro – sottolinea il legale della famiglia Giovanni Cacciapuoti – non è una vittoria. Loro sono stati sconfitti quando Giulia ha smesso di vivere per la bieca e malvagia responsabilità di quello che doveva essere il suo compagno e il padre di suo figlio”.

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Elezioni Usa, Trump ‘doppia’ Harris sui social  https://stage.italianinews.com/2024/11/05/elezioni-usa-trump-doppia-harris-sui-social/ Tue, 05 Nov 2024 19:14:42 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/05/elezioni-usa-trump-doppia-harris-sui-social/ Trump e Harris (Afp)

Donald Trump sarebbe senza dubbio il favorito alle elezioni (PDF) se i social media rispecchiassero fedelmente la realtà. E’ quanto emerge da un’analisi di Social Data su circa 1 miliardo di citazioni e più di 6 miliardi di interazioni online. 

Sui social il candidato repubblicano ottiene risultati doppi rispetto alla sua rivale democratica

In particolare, nei quattro mesi trascorsi dalla candidatura di Kamala Harris a luglio fino al giorno del voto imminente, l’analisi di 962 milioni di citazioni e 6,5 miliardi di interazioni online parla chiaro: anche osservando semplicemente le metriche di base, come il numero di citazioni sul web e su Twitter, le interazioni generate e la visibilità dei messaggi, il candidato repubblicano ottiene risultati doppi rispetto alla sua rivale democratica. 

Trump in vantaggio per citazioni positive sia sul web che su X

Tuttavia, è riduttivo interpretare una citazione come un endorsement, specialmente per una figura controversa come Trump, come dimostrato dall’analisi del sentiment nelle citazioni in cui l’incidenza dei post negativi è più alta per il tycoon. 

Se però consideriamo il numero assoluto di citazioni positive il vantaggio di Trump persiste sia sul web che su X, ex Twitter, mantenendo sempre una proporzione vicina a 2 a 1. Un confronto tra i vari Stati basato sull’engagement positivo, scelto come metrica più rappresentativa e qualitativa, mostra Harris in vantaggio solo in 10 Stati su 50, e non tra i più influenti: New York, Delaware, Minnesota, North Carolina, New Jersey, Massachusetts, Washington, Oregon, Wyoming e New Hampshire. 

Nell’ultima settimana panorama leggermente più favorevole a Harris

Analizzando l’ultima settimana di monitoraggio (28 ottobre-4 novembre), il panorama appare leggermente più favorevole a Harris, che conquista Alabama, Nevada, Vermont, Maryland, Louisiana, Kansas, Missouri, Connecticut e Iowa. Tuttavia, perde il supporto in North Carolina, New Jersey, Washington e Oregon, portando il totale degli stati favorevoli a 15, troppo pochi rispetto ai 50 complessivi. 

Sentiment su Fb è nettamente a favore di Trump

Guardando la performance su Facebook e Instagram nell’ultimo mese, la situazione migliora leggermente per Kamala Harris. Del resto è noto che Meta sia più vicina al mondo democratico, mentre Twitter abbia un’affinità maggiore con quello repubblicano. La differenza di follower su Facebook e Instagram si spiega con la presenza storica del candidato repubblicano. Nonostante ciò, i livelli di engagement ottenuti da Harris risultano validi se confrontati con la disparità nella fan base, mentre il sentiment su Facebook è nettamente a favore di Trump. 

Harris ha più seguito femminile e pubblico più giovane

L’analisi demografica mostra che Harris ha un seguito femminile più pronunciato e un pubblico giovane nelle fasce di età inferiori, mentre Trump è più popolare tra gli uomini e nella fascia dai 35 ai 44 anni. Sopra i 45 anni, il coinvolgimento diminuisce per entrambi i candidati. Gli interessi degli elettori riflettono pubblici differenti: Harris è sostenuta da amanti della musica, letteratura, della legge e degli animali, mentre Trump trova sostegno tra chi è più orientato verso la famiglia e i social media.

Scrittori e prof con Harris, imprenditori e militari con Trump

A livello professionale, gli scrittori, insegnanti e artisti appoggiano Harris, mentre manager, militari, imprenditori e politici sono più vicini a Trump, con un orientamento più forte verso l’economia e il potere. 

Infine, i temi ricorrenti nelle discussioni evidenziano un approccio più astratto e orientato al futuro per Harris, eccetto il valore simbolico della possibilità di diventare la prima presidente donna. Trump, al contrario, costruisce una narrativa basata sull’identità americana, la collaborazione con Elon Musk, e eventi come l’attentato in Pennsylvania, temi che colpiscono maggiormente l’immaginario collettivo. 

Social, realtà e il ruolo degli indecisi

Tra i sostenitori che generano più engagement per Trump spiccano figure di forte richiamo legate all’identità americana, mentre per Harris emergono celebrità internazionali come Beyoncé e Taylor Swift, oltre a ex presidenti come Biden, Obama e Carter. Tutto sembra indicare un’ampia vittoria di Trump, ma i social media non rappresentano una copia fedele della realtà, bensì un piano parallelo che può influenzare la percezione pubblica e, di conseguenza, spostare gli indecisi. Resta da vedere come si tradurrà questo panorama nel voto effettivo.

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Stellantis: ‘Gravissimo che Elkann snobbi il Parlamento’ https://stage.italianinews.com/2024/10/30/stellantis-gravissimo-che-elkann-snobbi-il-parlamento/ Wed, 30 Oct 2024 12:30:27 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/10/30/stellantis-gravissimo-che-elkann-snobbi-il-parlamento/ “È gravissimo che John Elkann non voglia venire a riferire in Parlamento, anche perché, fino a prova contraria, la vicenda Stellantis riguarda la tradizione dell’automotive italiano. È sconcertante che l’erede di chi è stato molto bravo a socializzare le perdite e privatizzare gli utili della Fiat snobbi il Parlamento”. Così a Sky Start Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera.

Conte, ‘prospettato declino irreversibile, Elkann venga a riferire’

“Abbiamo avuto in audizione l’amministratore delegato di Stellantis. Facendo una sintesi, almeno io personalmente, ho avvertito quasi di essere di fronte per toni e contenuti a un commissario liquidatore. Quello che veramente crea allarme in un contesto difficile e molto critico è che non abbiamo avuto dispiegata nessuna reale strategia imprenditoriale, nessun piano industriale concreto, nessun rispetto degli impegni presi”. Lo ha detto il leader del M5S Giuseppe Conte, durante l’audizione dei sindacati in Commissione sul dossier Stellantis.

Il presidente di Stellantis John Elkann “non tantissimo tempo fa impegnava il gruppo a investimenti, a rispettare livelli occupazionali, è lui che ha dato garanzie specifiche. Obiettivamente potrebbe dirci tanto, ma qui non si tratta di mettere qualcuno sul banco degli imputati, si tratta di trovare tutti insieme la possibilità di uscire fuori, perché mi sembra chiaro che qualcosa non torna, perché nel frattempo noi assistiamo a dividendi dei soci sempre più lucrosi, assistiamo a liquidazione di premi degli amministratori sempre più consistenti, ma la realtà è che qui ci viene prospettato un declino ormai irreversibile del settore automotive”, ha proseguito Conte.

Foti (Fdi), ‘gravissimo Elkann snobbi il Parlamento’

“È gravissimo che John Elkann non voglia venire a riferire in Parlamento, anche perché, fino a prova contraria, la vicenda Stellantis riguarda la tradizione dell’automotive italiano. È sconcertante che l’erede di chi è stato molto bravo a socializzare le perdite e privatizzare gli utili della Fiat snobbi il Parlamento”. Così a Sky Start Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera.

Fratoianni, ‘Elkann si è rivolto a Parlamento in modo inaccettabile’

“Il presidente di Stellantis Elkann ci ha fatto sapere che aspetta di andare a palazzo Chigi, ma questo è il Parlamento, è un’altra cosa. Rivolgersi così al Parlamento è francamente inaccettabile, dobbiamo dirlo con chiarezza. Ho avuto modo ieri di apprezzare le parole del presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che non solo hanno rinnovato questo invito a presentarsi in questo palazzo ma stigmatizzato un comportamento che rischia di configurarsi molto grave”. Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs intervenendo in commissione Attività produttive a Montecitorio durante l’audizione dei sindacati del gruppo Stellantis.

Lega, da Elkann vergognosa offesa alle istituzioni

“Vergognosa offesa alle istituzioni: prima Stellantis prende i soldi e scappa all’estero, ora John Elkann diserta il Parlamento. La sua presenza è un obbligo, non solo morale, per rendere conto al Paese di una gestione scellerata nonostante gli enormi contributi pubblici. La Lega ribadisce la propria solidarietà a tutti i lavoratori del gruppo Stellantis”. E’ quanto si legge in una nota del partito di Matteo Salvini.

Licheri (M5s), ‘governo fa melina, vergognoso Elkann’

“Forse alla maggioranza di questo governo non è chiaro che il futuro industriale e occupazionale del Paese è nelle loro mani e che invece di operare tagli di quasi 5 miliardi all’automotive dovrebbero mettere in atto una strategia d’urto efficace e urgente affinché l’Italia possa competere ad armi pari con gli altri Paesi europei”. Lo dichiara in una nota la senatrice del Movimento 5 Stelle in commissione Industria, Attività produttive Sabrina Licheri.

“La produzione industriale italiana continua a calare da mesi ed è ormai palese che il ministro Urso non sia in grado di gestire questa crisi – aggiunge -. Questa mattina l’audizione dei sindacati di Stellantis in commissione ha portato a un nulla di fatto, con la ciliegina sulla torta messa da John Elkann che ha dato buca non presentandosi”. “Questo governo smetta di fare melina. È arrivato il momento che la premier Meloni si occupi in prima persona di questo dossier e che si attivi concretamente per tutelare il settore auto e i posti di lavoro di migliaia di persone”, conclude Licheri.

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Furto banche dati: attenzione e cautela al Quirinale, regole digitale a tutela democrazia. https://stage.italianinews.com/2024/10/28/furto-banche-dati-attenzione-e-cautela-al-quirinale-regole-digitale-a-tutela-democrazia/ Mon, 28 Oct 2024 17:26:22 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/10/28/furto-banche-dati-attenzione-e-cautela-al-quirinale-regole-digitale-a-tutela-democrazia/ Sviluppo tecnologia opportunità ma proteggere libertà e dignità persone

Attenzione e cautela e soprattutto, come al solito, nervi saldi. Al Quirinale viene naturalmente seguita in maniera approfondita l’ultima inchiesta relativa all’accesso illecito a banche dati, dalla quale emergerebbe addirittura un’intrusione su un account riconducibile al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Ovvio che dal Colle non trapelino reazioni, ma da tempo il Capo dello Stato mette in guardia sui rischi che accompagnano potenzialità e opportunità dello sviluppo digitale.

Viviamo infatti “in una stagione che registra continuamente nuovi strumenti nelle condizioni della vita sociale, con grandi benefici, ma anche con nuovi pericoli, dovuti al loro utilizzo illecito da parte della criminalità, come avviene nel grande orizzonte proposto dal web e nelle prospettive, già in parte concretamente presenti, della intelligenza artificiale”, ha sottolineato incontrando nell’aprile scorso una delegazione della Polizia di Stato.

Una questione che richiama l’inchiesta in corso a Milano e i risvolti illegittimi legati all’utilizzo delle tecnologie, ma che rimanda a un tema che tocca più in generale la libertà e la sicurezza dei cittadini e quindi la vita democratica, anche in ambiti nei quali l’uso degli strumenti digitali avviene quotidianamente e in modo legale. A partire appunto dalle applicazioni legate all’utilizzo dell’Intelligenza artificiale.

Necessarie regole a garanzia cittadini

“Va considerato -avvertì ad esempio Mattarella quasi un anno fa, in occasione dell’incontro di fine anno con i rappresentanti delle Istituzioni, delle forze politiche e della società civile- che la gestione delle tecnologie più avanzate è, nei fatti, patrimonio esclusivo di poche grandi multinazionali che, oltre a detenere una quantità imponente di dati personali –talvolta artatamente carpiti– possono condizionare i mercati, incluso quello che, abitualmente, loro stesse definiscono il mercato della politica”.

“È inevitabile, verosimilmente, che gli operatori dominanti in questo settore abbiano grandi dimensioni perché quelle attività richiedono capacità, dati, infrastrutture tecniche e risorse economiche che soltanto un numero estremamente ristretto di soggetti può assicurare, ma vi è l’esigenza di regole –non ostacoli ma regole a garanzia dei cittadini– per evitare che pochi gruppi possano condizionare la vita di ciascuno di noi e la democrazia”.

E intervenendo al Festival delle Regioni la settimana scorsa, il Capo dello Stato, ha ribadito che “occorre, globalmente, una disciplina che consenta lo sviluppo dei progressi e delle opportunità, ma che tuteli la dignità delle persone. Un sistema adeguato di governance che favorisca lo sviluppo dell’Intelligenza artificiale assicurando che venga utilizzata per affermare e non per violare la dignità umana”.

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Furto banche dati: procura rafforza pool, focus su atti sequestrati anche all’estero. https://stage.italianinews.com/2024/10/28/furto-banche-dati-procura-rafforza-pool-focus-su-atti-sequestrati-anche-allestero/ Mon, 28 Oct 2024 17:18:51 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/10/28/furto-banche-dati-procura-rafforza-pool-focus-su-atti-sequestrati-anche-allestero/ Inchiesta Furto di Dati riservati.

Un pool ad hoc per estrarre e analizzare ogni singolo dato ritenuto illecito. La procura di Milano rafforza la squadra, già corposa, di persone chiamate a mettere ordine negli archivi del gruppo Equalize, la società di investigazioni che avrebbe controllato, attraverso banche date riservate, più di 800mila persone. Oltre alla misura cautelare – sono quattro le persone finite ai domiciliari -, il provvedimento della Dda ha portato al sequestro dei diversi archivi, digitali e cartacei, trovati in un garage e nella sede a due passi dal Duomo.

Ma non solo: i documenti si trovano anche in Inghilterra e in Lituania. Nel Regno Unito c’era una società ‘gemella’ mentre la scelta di un Paese dell’Est era nata per aggirare eventuali inchieste giudiziarie. La piattaforma Beyond, a disposizione della presunta associazione per delinquere, “è collegata a due server centrali, uno situato a Londra e uno ubicato in Lituania”. In un’intercettazione Samuele Nunzio Calamucci, uno degli arrestati, svela: “noi abbiamo un server fisico che è qua … E poi il data center. Ho fatto delle unità di backup, una nella sede di Londra che abbiamo e un altro in Lituania, ti dico la verità perché era il posto più economico per comprare i server”.

Calamucci spiega a Enrico Pazzali, socio di maggioranza di Equalize e presidente della fondazione Fiera Milano, “che la collocazione di server all’estero è finalizzata a rendere più difficili eventuali indagini da parte degli inquirenti italiani” si legge negli atti. “La Guardia di Finanza cosa mi chiederà se viene qua a rompermi co****ni? Una copia del server italiano, una copia del server in UK e una copia del server in Lituania. Noi, poi noi qui con questo di Milano, gli UK e in Lituania diciamo che è un peccato che non lo troviamo…” dice Calamucci e chiarisce: “Prendi e fai una rogatoria, vai a vedere, quando arrivi in Lituania…”. E l’ex super poliziotto Carmine Gallo, attualmente ai domiciliari, è lapidario: “Poi nessuno andrà in Lituania a vedere…”. Una frase che potrebbe non essere vera: la procura ha infatti sequestrato il server in Lituania, mentre sta valutando l’ipotesi di una rogatoria per l’altro server all’estero.

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Intelligenza Artificiale: Zangrillo, ‘ecco perché la uso anche io, tecnologia non è minaccia’ https://stage.italianinews.com/2024/10/18/intelligenza-artificiale-zangrillo-ecco-perche-la-uso-anche-io-tecnologia-non-e-minaccia/ Fri, 18 Oct 2024 18:04:02 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/10/18/intelligenza-artificiale-zangrillo-ecco-perche-la-uso-anche-io-tecnologia-non-e-minaccia/ Ma adesso, Zangrillo lo dice con convinzione, è arrivato il momento di cambiare.

Ministro, lei usa l’intelligenza artificiale? “Sì. La uso, la sto usando: i miei collaboratori mi stanno imponendo di utilizzarla”. Da ComoLake 2024, kermesse sul digitale, Paolo Zangrillo invita a lasciare da parte la predica: la sfida dell’Ia va praticata. Mancano pochi minuti all’intervento a Cernobbio e il ministro per la Pubblica amministrazione non si sottrae alle domande dei cronisti: “Vedete – spiega – io sono convinto di una cosa: nel passato, la formazione la facevano solo le maestranze. Chi stava nei piani alti, invece, si occupava di strategie.”

Ma adesso, Zangrillo lo dice con convinzione, è arrivato il momento di cambiare. “Se chi sta ai vertici non si rende conto di cosa sta accadendo dal punto di vista del progresso tecnologico, rischia di non capire nemmeno i propri collaboratori quando parlano: abbiamo anche noi bisogno di formarci”. Per il ministro la tecnologia è opportunità, non minaccia, e bisogna accelerare sulla formazione. “Ovunque vada, anche al bar, sento parlare di intelligenza artificiale. Ma lasciarsi incantare da queste parole non basta: serve presidiare questo campo”. Poi si apre il capitolo cruciale: il turnover nella Pubblica Amministrazione. Da qui al 2032, un milione di dipendenti pubblici raggiungerà l’età pensionabile. Un cambio epocale, che per Zangrillo significa anche opportunità. “Abbiamo bisogno di giovani, di ragazzi che ci diano velocità, che guardino le cose con occhi nuovi. Oggi l’età media della Pubblica Amministrazione è di 49 anni: dobbiamo abbassarla. Serve una Pa che corra, capace di sfruttare appieno le opportunità che l’innovazione tecnologica ci mette sul piatto.”

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Inchiesta Perugia: Gasparri, ‘De Raho? Antimafia non faccia sconti a nessuno’. https://stage.italianinews.com/2024/10/08/inchiesta-perugia-gasparri-de-raho-antimafia-non-faccia-sconti-a-nessuno/ Tue, 08 Oct 2024 19:06:18 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/10/08/inchiesta-perugia-gasparri-de-raho-antimafia-non-faccia-sconti-a-nessuno/ “Anche oggi la figura di Cafiero de Raho, purtroppo già procuratore nazionale antimafia, esce più che indebolita dalla Commissione antimafia”.

Nel corso dell’audizione del dottor Russo, magistrato negli anni passati ed impegnato alla Procura Antimafia, è emerso che in alcuni casi i risultati di alcuni accertamenti nelle banche dati venivano portati direttamente al procuratore nazionale Cafiero de Raho, saltando i passaggi intermedi. Evidentemente, come ha detto Russo, in alcuni casi veniva ‘sottratto al coordinamento’ delle strutture competenti il controllo di questi materiali”. Lo dichiara il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, componente della Commissione Antimafia.

“Russo ci ha detto difatti di non aver saputo nulla di verifiche riguardanti Crosetto o altri esponenti del centrodestra, come l’attuale ministro Casellati. Pertanto la Commissione Antimafia ha molto da lavorare sullo scandalo della Procura, sulla vicenda di de Raho e su altri fatti sui quali, oltre che con le audizioni, bisognerà lavorare con le competenze investigative della Commissione Antimafia. Che non deve fare sconti a nessuno. Soprattutto a quelli che vorrebbero usare la Commissione Antimafia per impedire gli accertamenti sul proprio passato”, conclude l’azzurro.

Ascari (m5s), ‘Gasparri come al solito mente sapendo di mentire’

“Il senatore Gasparri da mesi inventa accuse false e calunnie nei confronti del nostro collega Cafiero De Raho, ben sapendo che lui come ex procuratore nazionale Antimafia è parte lesa del caso dossieraggio. Anche oggi sovverte consapevolmente la realtà pur di infamare. Nella sua ultima dichiarazione parla a casaccio, alludendo al ruolo di De Raho alla Dna, di verifiche riguardanti Crosetto o altri esponenti del centrodestra, come l’attuale ministro Casellati. Per biechi motivi di propaganda politica Gasparri mistifica la realtà perché sa benissimo che gli accessi su Crosetto e gli altri esponenti politici sono stati fatti sotto la gestione di Melillo. Gasparri e tutto il centrodestra continuano a fare confusione voluta solo per infamare una persona stimata in Italia e nel mondo per il suo impegno al servizio della legalità”. Così la deputata M5S Stefania Ascari, componente della commissione Antimafia.

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Dl omnibus: M5S, ‘governo miope dice no a nostre proposte per cittadini e imprese’. https://stage.italianinews.com/2024/10/03/dl-omnibus-m5s-governo-miope-dice-no-a-nostre-proposte-per-cittadini-e-imprese/ Thu, 03 Oct 2024 20:16:45 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/10/03/dl-omnibus-m5s-governo-miope-dice-no-a-nostre-proposte-per-cittadini-e-imprese/ Il governo ha bocciato le proposte avanzate dal Movimento 5 Stelle sul Dl Omnibus.

Numerose le accuse che dal fronte M5S sono arrivate all’esecutivo, definito “miope su proposte che avrebbero aiutato cittadini e imprese”. Per Iaria, che aveva presentato un odg per il miglioramento dei trasporti “non si finanziano gli autisti del trasporto pubblico costringendoli a scappare nel privato”. Sulla Zes unica nel Mezzogiorno invece Lomuti, che attacca: “estendendola a tutto il Sud si cancellano delle specificità”. Medesimo argomento per Patty L’Abbate, per la quale “con questo governo abbiamo scoperto una Zes illimitata che non si è capito a cosa serve. Bisogna tassare i sussidi ambientali dannosi e non recuperare i soldi dai cittadini”.

La vicecapogruppo Baldino, invece sul tema dell’export legato all’autonomia differenziata, ha definito l’esecutivo “menzoniero” e di “dire una cosa per poi farne un’altra”. Pavanelli sulle norme antipirateria sottolinea: “il rischio di bloccare utenti che non stanno facendo nulla di male”. Cherchi attacca sugli extraprofitti bancari per la tassa “facoltativa” a loro vantaggio “mentre migliaia di cittadini rischiano di perdere la casa perché non possono pagare i mutui”. Per Appendino, che aveva chiesto trasparenza sulla gestione della spesa del Pnrr, “questa maggioranza non ha capito cosa ha in mano, se fallisce il Pnrr fallisce il Paese”. Contro la privatizzazione di Poste e Fs il deputato Cantone, per il quale Meloni ha cambiato idea sull’importanza strategica degli asset nazionali e ora sta avviando “una massiccia svendita”.

Tra gli altri interventi M5S anche un odg sul contrasto alla pubblicità sul gioco d’azzardo per il deputato Amato, che critica il governo: “vergognoso che si continui a speculare sulla ludopatia”. Sullo stesso tema Quartini che si scaglia contro il sottosegretario Freni per aver detto che “l’azzardo è una risorsa fondamentale per l’economia”. Carmina ha chiesto nuovi sussidi per l’emergenza idrica in Sicilia; Caso aveva chiesto interventi a sostegno per l’università e ha accusato l’esecutivo di non comprendere “l’allarme di tutti i rettori e degli atenei per i tagli”; Cappelletti è invece intervenuto sui decreti attuativi di Transizione 5.0 che l’ha resa “un mostro burocratico”.

Ad intervenire anche il deputato Caramiello, il quale ha manifestato la sua contrarietà ai provvedimenti del governo contro la Canapa: “nel dl sicurezza il governo colpisce un nuovo asset straordinario, che nulla ha a che fare con le droghe”. Marianna Ricciardi accusa il governo Meloni di “gettare la maschera” sulle agevolazioni per cui vuole fare interventi di medicina estetica “mentre si tassano i pannolini per i bambini”. Infine Morfino definisce il governo “totalmente disinteressato all’ambiente e alla Sicilia” riferendosi all’emendamento approvato dalla maggioranza per permettere al Presidente Schifani di costruire due inceneritori gestendo in prima persona le gare d’appalto.

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