rank-math domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /home/dhktaefp/stage.italianinews.com/wp-includes/functions.php on line 6131metform domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /home/dhktaefp/stage.italianinews.com/wp-includes/functions.php on line 6131newsreader è stato attivato troppo presto. Di solito è un indicatore di un codice nel plugin o nel tema eseguito troppo presto. Le traduzioni dovrebbero essere caricate all'azione init o in un secondo momento. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 6.7.0.) in /home/dhktaefp/stage.italianinews.com/wp-includes/functions.php on line 6131Rallenta il costo dei beni energetici a luglio, ma l’inflazione non diminuisce e anzi si diffonde in altri comparti merceologici. Non è confortante il rapporto dell’Istat sull’andamento dei prezzi al consumo per la collettività, il cui indice nazionale è aumentato lo scorso mese dello 0,4% su base mensile e del 7.9% su base annua. Un lieve miglioramento, anche se solo di un decimo di punto percentuale, si è registrato invece nella stima dell’inflazione su base congiunturale. Nel mese di giugno infatti, l’aumento dei prezzi registrato è stato dell’8%. Il calo dei beni energetici Nello specifico l’Istat ha potuto rilevare come i prezzi dei beni energetici siano rallentati dal +48,7% di giugno a +42,9% di luglio, grazie alla discesa del costo dei beni energetici regolamentati che sono passati dal +64,3% di giugno a +47,9% di luglio. In leggera calo anche i prezzi degli energetici non regolamentati passati dal +39,9% rilevato due mesi fa al 39,8% dello scorso mese. A luglio anche i prezzi del comparto abitazione, acqua, elettricità e combustibili hanno subito una diminuzione dello 0,3% rispetto giugno, dove invece hanno registrato una crescita tendenziale del 28,1%. Rispetto al luglio 2021 i costi di questi beni hanno invece subito un aumento del 24,7%. L’Istat ha spiegato che il contributo maggiore rispetto all’incremento dei prezzi è arrivato da questo settore e da quello dei trasporti cresciuti in maniera tendenziale del 13,9% rispetto al +13,7% di giugno. In calo il costo dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, passati dal +5,0% di giungo al +4,6% dello scorso mese. I prezzi aumentati A luglio ha subito invece un incremento dell’1,6% il costo dei trasporti, così come quello dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche, cresciuto dello 0,3% rispetto al mese precedente e del 10% rispetto al luglio 2021. I Beni durevoli hanno subito un aumento dello 0,5%. Stessa crescita percentuale anche per i servizi vari. Mentre la cosiddetta “inflazione di fondo”, al netto della variazione del prezzo degli energetici e degli alimentari freschi, è aumentata su base mensile dello 0,3%. Mentre quella registrata al netto dei soli beni energetici è cresciuta dello 0,5%. Sulla base annua il costo dei beni è rallentato (da +11,3% a +11,1%), mentre ha subito un incremento quello relativo dei servizi (da +3,4% a +3,6%). Aumentano anche i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, passati dal +8,2% di giugno al +9,1% di luglio e il costo dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +8,4% a +8,7%). A pesare maggiormente sull’aumento congiunturale dell’indice generale sono stati i prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+2,7%) e degli Alimentari lavorati (+1,4%). Ha registrato una discesa invece il costo degli beni alimentari non lavorati (-1,7%). Per i beni che fanno parte del carrello della spesa secondo l’Istat era del 1984 che non veniva registrata una crescita di questo tipo dei prezzi. L’Istat ha dato i numeri anche rispetto all’inflazione acquisita per il 2022, cresciuta del 6,7% per l’indice generale e del 3,3% per la componente di fondo. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo secondo l’Istituto di statistica è calato rispetto al mese di giugno dell’1,1%. A causare la discesa sono stati i saldi estivi, di cui l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale non tiene conto. L’indice invece ha registrato una crescita dell’8,4% su base annua, dal +8,5% di giugno. Marco Orlando
]]>Oltre ai giovani che espatriano in Europa ci sono quelli che vanno a giocare nelle università statunitensi
Giovani calciatori talentuosi in cerca di fortuna all’estero. Sono molte le nuove leve del calcio italiano, a volte nemmeno maggiorenni, che partono con la valigia in mano per realizzare i propri sogni. Negli ultimi anni in particolare il fenomeno è aumentato. Atleti nel giro della nazionale italiana come Gianluca Scamacca, o calciatori delle nazionali giovanili espatriano all’estero, attratti dalle possibilità di crescita professionale che in Italia sono ridotte.
Il caso più conosciuto è quello di Wilfried Gnonto, che dopo essere uscito dal settore giovanile dell’Inter grazie alle ottime prestazioni con lo Zurigo è riuscito a conquistare la convocazione nella nazionale maggiore. Ma oltre all’attaccante della squadra elvetica ci sono tanti giocatori nel giro delle selezioni italiane giovanili che si sono trasferiti in altri paesi, prevalentemente europei, chiamati da squadre di livello internazionale.
Gli ultimi casi riguardano Mattia Viti, giovane difensore ventenne dell’Empoli, che ha giocato anche con l’under 21, ceduto al Nizza per 15 milioni di euro, e Lorenzo Lucca, attaccante ventunenne appena tesserato dall’Ajax. Quest’ultimo a gennaio doveva passare al Sassuolo, ma è stato trattenuto dal Pisa e ha rifiutato a fine luglio il trasferimento al Bologna dopo la chiamata della squadra olandese.
Con la maglia dell’Anderlecht giocherà invece il ventenne Sebastiano Esposito, che lo scorso anno l’Inter ha prestato al Basilea. La squadra italiana lo ha girato per un anno al club belga.
In Portogallo invece si è recato Cher Ndour, nazionale italiano under 18, paragonato a Pogba per statura e ruolo. Ingaggiato dal Benfica lo scorso anno, gioca nel campionato cadetto con la squadra B delle “Aquile”. Franco Tongya, trequartista cresciuto nel settore giovanile della Juventus, è passato invece all’Olympique Marsiglia nel 2021 in cambio di Marley Akè. Il talento di origini camerunensi finora ha indossato la maglia tutte le selezioni giovanili italiane tranne l’under 21 ed è stato convocato recentemente per uno stage a Coverciano dall’allenatore della nazionale Mancini. Uno Stage al quale hanno partecipato anche Gaetano Oristanio, 19 anni, centrocampista del Volendam in prestito dall’Inter e Ibrahima bamba, 20 anni, mediano del Vitoria Guimaraes. Nel Paris Saint Germain B gioca invece Denis Franchi, portiere con 1 presenza con la nazionale under 20. Ha firmato un contratto con l’Hannover96 infine Nicolò Tresoldi, attaccante diciassettenne.
I giovani calciatori italiani nei college Stati Uniti
Un caso a sé è quello dei giovani calciatori che emigrano negli Stati Uniti per giocare nei campionati Universitari. Un fenomeno cominciato nel 2015, quando i college statunitensi hanno offerto a numerosi talenti italiani la possibilità di poter giocare nei campionati universitari americani. Grazie alle borse di studio sportive che gli sono state assegnate, i calciatori che sono stati selezionati dai talent scout americani hanno potuto praticare calcio e studiare. I connazionali che giocano in questi campionati sono un centinaio. Fra tutti svettano Alessandro Arlotti, ventenne cresciuto nel settore giovanile del Pescara, che dal 2021 gioca con l’università di Harvard. Jacopo Ghezzi, ventenne centrocampista degli LCU Chaparrals, Fabian Straudi, centrocampista ventunenne di Oregon State, Umberto Pelà, diciottenne mediano dei Viginia Cavaliers e Pietro Grassi, 20 anni, difensore degli UCLA Bruins.
Marco Orlando
]]>L’alleanza tra Azione e Il PD ha avuto vita breve. Non è durato neanche una settimana il patto siglato tra i due leader Letta e Calenda. A dividere i due è stato l’accordo che il segretario del Partito Democratico ha sottoscritto con Europa Verde e Sinistra Italiana. Due partiti con un programma molto diverso da quello di Azione su temi come l’energia e il lavoro.
L’abbandono dell’alleanza da parte di Calenda era prevedibile. Il leader di Azione aveva affermato di non essere disposto a stare in una lista con Europa Verde e Sinistra Italiana. Il 22 luglio, prima di siglare il patto con il Pd aveva dichiarato a Repubblica: “Se nella coalizione ci sono anche persone come Nicola Fratoianni o come Angelo Bonelli che hanno marciato contro il rigassificatore di Piombino di che parliamo?”.
E in un altro passo dell’intervista aveva aggiunto che: “Per carità, se si liberano di certe frattaglie di sinistra, se dicono sì a rigassificatori e termovalorizzatori… ma la vedo dura”. Alla luce di queste parole non appare certo una sorpresa la decisione di Calenda di abbandonare la coalizione.
Il leader di Azione poi ha sempre ribadito la sua fedeltà all’agenda Draghi, e di non essere disposto ad allearsi con due partiti che non la condividevano. Anche l’accordo con il Pd era basato sul rispetto dei principi che hanno guidato l’azione del governo presieduto dall’ex presidente della BCE: “Le parti condividono e si riconoscono nel metodo e nell’azione del governo guidato da Mario Draghi. I partiti che hanno causato la sua caduta una grave responsabilità dinanzi al paese e all’Europa”. Recita un passo dell’accordo elettorale sottoscritto da PD e + Europa/Azione. Poche righe che rendevano difficile, ma non precludevano, un accordo anche con Europa Verde e Sinistra Italiana, che erano all’opposizione del governo Draghi.
Le ragioni di Letta
L’alleanza con i partito centristi da sola, secondo i sondaggi, non sarebbe bastata per poter cercare di avvicinare il centrosinistra al centrodestra e superarlo. Lasciare Europa Verde e Sinistra Italiana avrebbe anche potuto giovare ai due partiti di sinistra, perché non avrebbero avuto il problema di giustificare l’alleanza con i partiti favorevoli ai termovalorizzatori e alla revisione del reddito di cittadinanza. Inoltre le due formazioni avrebbero potuto allearsi con il Movimento 5 Stelle e formare un terzo polo progressista in competizione con il centrosinistra. Per il PD quindi era meglio cercare un’intesa con Europa Verde e Sinistra Italiana che dover contendere i voti ai due partiti. L’ accordo però che ha determinato l’uscita di scena di un altro alleato.
L’errore del segretario del PD
L’abbandono di Calenda ha ragioni anche di metodo: Letta ha siglato due accordi separati. Provare invece a mettere tutti davanti a un tavolo e cercare un patto che potesse portare a un programma comune sarebbe stato più efficace. Trovare un compromesso sui temi divisivi sarebbe stato complesso. Ma tentarlo incontrandosi dal vivo con un mediatore avrebbe potuto portare un risultato migliore di quello ottenuto dal segretario del Pd, che non è riuscito a far parlare tra di loro i leader di +Europa, Azione, Europa Verde e Sinistra Italiana e a fare da mediatore.
Marco Orlando
]]>Con il Liverpool nel 2019 ha vinto la Champions League e una coppa del mondo per club
Centinaia di persone in festa hanno accolto all’aeroporto di Ciampino il nuovo giocatore della Roma Wijnaldum. Il campione olandese ha riacceso i sogni di gloria dei tifosi giallorossi, che già si erano entusiasmati per l’arrivo dell’argentino Dybala. Il giocatore è stato prelevato dal Paris Saint Germain con la formula del prestito gratuito con diritto di riscatto fissato a 8 milioni, che diverrà obbligatorio se la squadra capitolina si qualificherà per la Champions League e il giocatore prenderà parte almeno al 50% delle partite. La Roma pagherà 5 milioni di euro netti l’anno per la metà dell’ingaggio del giocatore. L’altra metà dello stipendio sarà versata dal Paris Saint Germain. Il contratto stipulato dalla società giallorossa con il giocatore ha una durata triennale.
Un giocatore dinamico e duttile che sa giocare in molti ruoli
Il centrocampista nato a Rotterdam l’11 novembre del 1990 di origini surinamesi ha esordito con il Feyenoord nel 2007 a soli 16 anni. Ha successivamente vestito le maglie di PSV Eindhoven, Newcastle United, Liverpool e Paris Saint Germain. Ha giocato anche nella nazionale degli “Orange”. La caratteristica che contraddistingue il giocatore olandese è la sua dinamicità. Può essere schierato sia come ala, a destra come a sinistra, sia come centrocampista centrale o trequartista. Sa fare sia la fase offensiva che quella difensiva e possiede un’ottima resistenza fisica. Ha un buon tiro, che gli ha permesso di segnare più di 100 reti in carriera, è rapido nell’uno contro uno e colpisce bene la palla di testa nonostante non svetti in altezza. Qualità che spinsero il tecnico del Liverpool Klopp a definirlo il centrocampista perfetto.
Nelle giovanili ha giocato prima come difensore centrale, poi come terzino e infine come ala. Tra i professionisti ha esordito invece nel ruolo di esterno di centrocampo, ma si è riuscito ad imporre successivamente anche come trequartista. Nel Liverpool è riuscito ad affermarsi in questo ruolo a scapito di Emre Can. Il tecnico dei rossi Klopp spiegò il motivo del cambio affermando che: “Wijnaldum ha dimostrato una buona combinazione tra un centrocampista difensivo aggressivo e uno offensivo e creativo“. Un’affermazione che definisce bene le caratteristiche del calciatore, il quale riesce combinare qualità e quantità come pochi altri giocatori.
Una carriera vincente per il giocatore olandese
Wijnaldum in carriera finora ha vinto molto. In Olanda con il Feyenoord ha conquistato una Coppa dei Paesi Bassi, mentre con il PSV si è aggiudicato un campionato, una Coppa dei Paesi Bassi e una Supercoppa dei Paesi Bassi. In Inghilterra con il Liverpool ha vinto un campionato, una Champions League e una Coppa del mondo per club. In Francia con il Paris Saint Germain ha conquistato quest’anno il campionato.
Il centrocampista è arrivato a Roma dopo una stagione in Francia in cui non ha brillato. Wijnaldum vorrebbe giocare il prossimo mondiale e con la Roma ha la chance di mettersi in mostra per poter conquistare la convocazione tra gli Orange e giocare la coppa del mondo che si terrà in Qatar. Dopo il mondiale ci saranno altri trofei per cui competere, a cui la squadra giallorossa, anche grazie a lui, può ambire.
Marco Orlando
]]>La costruzione di una coalizione di centrosinistra che includa anche Europa Verde e Sinistra Italiana appare difficile
Non sono mancate polemiche dopo l’incontro di martedì tra Letta, Bonelli e Fratoianni. Nella riunione i due leader di Europa Verde e Sinistra Italiana hanno ribadito la loro contrarietà all’agenda Draghi, hanno spiegato di non essere disposti a modificare il reddito di cittadinanza, e inoltre la loro contrarietà al nucleare e al rigassificatore di Piombino
Posizioni incompatibili con quelle Calenda. Su Twitter il leader di Azione, Fratoinani e Bonelli hanno manifestato apertamente le proprie divergenze.
Il botta e risposta tra Calenda e Di Maio
Calenda ha cominciato la giornata twittando contro Di Maio, al quale il Pd ha offerto un seggio in un collegio blindato. Il leader di Impegno Civico è da sempre oggetto di critiche sprezzanti da parte del leader di Azione: “Della sorte di Di Maio, D’Inca’, Di Stefano e compagnia non ce ne importa nulla. Al contrario, prima tornano alle loro professioni precedenti meglio è per il paese. E per quanto concerne l’agenda o è quella di Draghi o è quella dei no a tutto. Chiudiamo questa storia ora”. Di Maio ha risposto alle critiche di Calenda con una dichiarazione riportata dall’Ansa: “Dopo essere partito dal ‘grande centro’, Calenda è diventato un ‘gregario’ della coalizione di centrosinistra. Di conseguenza, capisco le sue difficoltà a spiegare, anche ai nuovi arrivati del suo partito e al suo elettorato, che alla fine si candida nel centrosinistra. Sorprende, però, che alla fine proprio Calenda nelle sue dichiarazioni e nei suoi tweet sia diventato il più estremista di tutti”. Il leader di Impegno Civico ha proseguito dichiarando che: “Con questo atteggiamento sta solo disgregando la coalizione prima ancora che si formi. Ovviamente Calenda può fare quello che vuole, ma con meno arroganza e più rispetto“.
Calenda contro il PD
Dopo Di Maio Calenda ha attaccato il Pd, a causa del dialogo con Europa Verde e Sinistra Italiana: “C’è un’ambivalenza che tormenta la sinistra dalla sua origine: riformismo o massimalismo. Una scelta mai compiuta fino in fondo che ha determinato contraddizioni e sconfitte. L’accordo sottoscritto dal Partito Democratico è una scelta: può essere cancellata ma non annacquata”.
Fratoianni contro Calenda
Fratoianni intanto, dopo le dichiarazioni del presidente del consiglio Draghi su Twitter scriveva un post ironico sul leader di Azione: “L’agenda Draghi? Non esiste, lo ha detto Draghi stesso. Povero Calenda, deve andare in cartoleria a comprarne un’altra. Noi intanto lavoriamo per un’Italia più giusta e più verde”.
Calenda non poteva non rispondere al segretario di Sinistra Italiana e twittava prontamente: “Direi che abbiamo raggiunto un punto di chiarezza. Mi pare del tutto evidente che c’è una scelta da fare per il Partito Democratico che ha siglato un patto chiaro con noi che dice l’opposto. A queste condizioni per quanto ci concerne, non c’è posto per loro nella coalizione”.
Bonelli contro Calenda
Dopo la critica Fratoianni a Calenda usciva quella fatta da Bonelli, che ha retwittato un post del 3 agosto scritto da Tg La7 nel quale il leader di Europa Verde, riferendosi a quello di Azione affermava: “Il bambino va educato perché se sei viziato poi cresci male. La nostra funzione è pedagogica”. E Arrivava anche in questo caso la risposta di Calenda su Twitter: ”Vorrei capire se si può pensare di lavorare insieme così Enrico Letta. Bho”. Nella serata di ieri Calenda si è incontrato con il leader del Partito Democratico. Al termine dell’incontro non ha rilasciato dichiarazioni.
Marco Orlando
]]>Prima l’ingaggio di Fabregas, poi l’annuncio dell’acquisto di una quota della società da parte di Henry. Due notizie che hanno acceso le luci dei riflettori sul Como, una squadra di serie B, di proprietà di due miliardari indonesiani: Robert e Michel Hartono, che stanno provando a portare il club lombardo in serie A.
L’arrivo del campione spagnolo, ex calciatore di Arsenal, Barcelona, Chelsea e Monaco, una sfilza di trofei conquistati in carriera, tra i quali sono compresi un campionato del mondo nel 2010 e due campionati europei nel 2008 e nel 2012 con la Spagna, ha dato una nuova prospettiva al club. La squadra lariana lo scorsa stagione ha raggiunto la tredicesima posizione al primo anno in B dopo la promozione. Nel prossimo campionato può ambire alla serie A. “Ho parlato a lungo con Mirwan Suwarso, Dennis Wise e Charlie Ludi, che mi hanno spiegato nei dettagli il loro progetto, attualmente uno dei più ambiziosi nel mondo del calcio”. Ha affermato Fabregas, il quale ha spiegato che: “Per questo motivo sono interessato a rimanere qui a lungo termine, non solo in campo ma anche fuori. Ho creduto nella visione di questo Club fin dall’inizio e ho deciso di investire personalmente per diventarne parte. Non vedo l’ora di scendere in campo e giocare davanti ai tifosi in un ambiente così bello. La tradizione di questa società e il desiderio dei proprietari di portare questo club a un livello superiore sono fonte di ispirazione e per questo non vedo l’ora di iniziare”.
Sull’investimento di Henry non si conoscono i dettagli. L’ex calciatore non dovrebbe avere un ruolo operativo nel club, almeno per il momento, ma non è detto che non lo abbia in futuro.
Chi sono i proprietari del Como
Gli indonesiani Michel Bambang e Robert Budi Hartono sono tra le persone più ricche del mondo. Secondo la classifica stilata dalla rivista Forbes nel 2022 i due si trovano nelle posizioni 64 (Robert) e 69 (Michael) della relativa classifica. Sono i proprietari delle Kretet, un marchio di sigarette molto diffuso nel sud est asiatico. I due hanno acquisito il Como nel 2019 quando la società giocava in serie D. In tre anni, grazie all’apporto dei manager Michael Gandler prima e di Dennis Wise poi, la società lariana è salita in serie B.
L’ingaggio di Fabregas da parte della società lariana ha segnato un cambio di rotta nella strategia del club. Dal giorno dell’acquisizione della squadra da parte dei due miliardari di Singapore fino alla firma del contratto con il calciatore spagnolo il Como aveva mantenuto un profilo più basso. Ora invece ha compiuto un’operazione che ha dato molta visibilità alla società lombarda, che sta cercando di ingaggiare anche l’ex giocatore del Torino Baselli per poter costruire una squadra in grado di conquistare la massima serie.
La società protagonista di una generosa iniziativa sociale
L’ingaggio di Fabregas e l’ingresso nella società di Henry non sono le uniche novità della stagione del Como. In un comunicato la società ha dichiarato di voler destinare il ricavato della vendita delle litografie e delle divise ufficiali in opere di utilità sociale per la città. E ha spiegato di voler mantenere lo stesso design della maglietta per due anni. Un gesto in controtendenza con quelle che sono le dinamiche del calcio moderno, in cui ogni anno le squadre cambiano le proprie maglie ufficiali: “I kit da calcio e il merchandising sono diventati una fonte di guadagno considerevole per le squadre di tutto il mondo, ma allo stesso tempo possono essere un peso per i genitori i cui figli si aspettano di indossare l’ultimo modello ogni anno. Vogliamo assicurarci che questo non accada con i nostri tifosi. Crediamo fermamente che la ricostruzione del club debba aiutare la comunità locale a prosperare. Questa iniziativa è un piccolo passo verso la costruzione di un rapporto duraturo e, speriamo, fruttuoso tra noi e gli abitanti di Como”, ha dichiarato Mirwan Suwarso, rappresentante ufficiale del gruppo proprietario.
Marco Orlando
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Un accordo che divide la sinistra. L’intesa tra il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, e il leader di Azione Carlo Calenda (mettiamo anche +Europa Benedetto Della Vedova) ha generato scompiglio tra Europa Verde e Sinistra Italiana, che stavano dialogando con la formazione politica di centrosinistra. Le differenze programmatiche tra i due partiti di centro e la coppia di sinistra e la continuità dell’accordo rispetto all’agenda Draghi rendono infatti difficile la loro coabitazione in una coalizione.
I punti dell’accordo tra il PD, Azione e +Europa
L’intesa tra i tre partiti ha previsto un impegno comune per il salario minimo e a ridurre il cuneo fiscale a tutela dei lavoratori. In ambito energetico le due forze politiche hanno firmato un accordo che ha previsto investimenti nelle energie rinnovabili, la diversificazione delle fonti di approvvigionamento di gas, e la realizzazione di impianti di rigassificazione.
Rispetto alle riforme il patto ha previsto la realizzazione del Pnrr nel rispetto dei tempi stabiliti dall’Unione Europea, una politica di bilancio responsabile e una fiscale progressiva, la richiesta di una riforma del patto di stabilità e crescita che non segni il ritorno dell’austerità. I tre partiti hanno promesso poi di non aumentare il carico fiscale complessivo, di riformare il reddito di cittadinanza e il bonus 110 in linea con quanto proposto dal governo Draghi, di approvare le leggi sui diritti civili e sullo Ius Scholae.
Il problema dei collegi elettorali
Inoltre l’intesa con Calenda ha portato dei problemi anche rispetto a quelli che potrebbero essere i rapporti di forza all’interno della coalizione. Secondo l’accordo tra il Pd e Azione nel 70% dei collegi uninominali correrà un candidato del Partito Democratico, mentre nel restante 30% uno del gruppo +Europa /Azione. La coppia di partiti di centro però nei sondaggi è data al 5,2%, mentre il duo Europa Verde/Sinistra Italiana, che si presenterà alle elezioni con un unico simbolo, gode di circa il 4% nelle rilevazioni elettorali. La distanza nei consensi tra le due formazioni non è grande e i leader di EV/SI non possono accettare di essere esclusi dai collegi uninominali e vedere una coppia di partiti con un numero di voti di poco superiore correre in un seggio su tre. Anche per questa ragione il diritto di tribuna proposto dal Pd ai due partiti non è stato accettato da Bonelli e Fratoianni. Un sondaggio di Bimedia e Quorum di luglio pubblicato a inizio luglio e commissionato da Sinistra Italiana e da Europa Verde poi, stimava intorno al 13% il possibile consenso che avrebbe potuto ricevere una lista verde, progressista e civica formata dai due partiti. Alle due formazioni potrebbe quindi convenire correre dal soli. Oggi alle 15 è previsto l’incontro tra Letta, Fratoianni e Bonelli. Il dialogo si preannuncia difficile.
Marco Orlando
]]>Ritorna alla ribalta il dibattito sulle olimpiadi a Roma. Un recente sondaggio realizzato dalla Confcommercio ha rilevato come i cittadini romani siano favorevoli ad ospitare la manifestazione. Secondo l’indagine realizzata da Format Research e intitolata “L’opinione sui grandi eventi: modello di sviluppo di Roma Capitale”, l’82,7% dei romani vorrebbe una nuova occasione per i giochi olimpici nella capitale. L’85,3% dei cittadini crede che le opere pubbliche necessarie per lo svolgimento della manifestazione saranno costruite in tempo. Per il 76,7% degli intervistati poi, la mancata candidatura alle olimpiadi di Roma è stata penalizzante per il rilancio economico della capitale. Le persone contrarie ai giochi (l’11,3% dei cittadini interpellati ndr) secondo il sondaggio sarebbero preoccupate principalmente per le ripercussioni dell’evento sportivo sul traffico e sui parcheggi.
Il presidente del Coni Malagò, intervenuto alla presentazione dell’indagine della Confcommercio ha affermato che: “Roma non può assolutamente permettersi di non prendere in considerazione i grandi eventi, perché ha una vocazione genetica per essi. Sono occasioni che servono anche per valorizzare aree periferiche, e vorrei ricordare che gli ultimi lavori importanti qui sono stati fatti per Roma 1960. Dire che è una vergogna è dire poco“.
Malagò rispetto alla possibile candidatura di Roma ai giochi olimpici del 2036 ha però frenato: “Tra quanto potremo immaginare nuove Olimpiadi a Roma? Se accadrà tra 30-40 anni non sono in grado di prevederlo, ma nel breve-medio termine è un’ipotesi tramontata. Il Cio ora gioca d’anticipo con le Olimpiadi estive, hanno già assegnato quelle del 2032 a Brisbane“. Il presidente del Coni ha concluso affermando che: “Un grande Paese, che non ha mai i Giochi, è molto interessato e credo che abbia sicuramente tutti i diritti“.
Sulle olimpiadi grava però l’incertezza dei costi
Nonostante l’entusiasmo per i giochi i benefici economici dei giochi però non sono sempre chiari, soprattutto per le casse dello stato. Secondo uno studio condotto dall’università di Oxford i costi per realizzare le olimpiadi che vanno dal 1960 al 2016 sono levitati mediamente del 172%.
Nel 2012 il governo Monti bocciò la proposta delle olimpiadi a Roma nel 2020. L’ex presidente del Consiglio motivò la scelta di non presentare la candidatura perché la correlazione tra costi e benefici non era chiara. E spiegò che il paese che si candidava doveva fornire garanzie finanziarie e avrebbe dovuto sostenere un eventuale deficit della manifestazione. In qual caso a influenzare la decisione del governo furono, oltre alla crisi economica italiana, anche i precedenti di Atene e di Londra. L’aumento dei costi per realizzare gli impianti per le olimpiadi e per la sicurezza della manifestazione fu uno dei motivi che determinarono l’aumento del debito pubblico greco destinato a crollare pochi anni dopo in seguito alla crisi generata dai mutui subprime. Anche la cifra spesa per organizzare i giochi nella capitale inglese aumentò in maniera esponenziale. Le previsioni del 2005 stimavano un costo di 2,37 miliardi di sterline, che aumentò a 9,3 miliardi nel 2007, e arrivò a una cifra stimata intorno ai 20-25 miliardi di sterline. Le ultime olimpiadi di Tokyo hanno confermato la tendenza al rialzo dei costi di organizzazione della manifestazione. Il progetto iniziale del 2013 prevedeva un esborso di 5,1 miliardi di euro, che è alla fine salito a 10 miliardi di euro.
Nelle città che ospitano le olimpiadi i ceti sociali medio bassi sono costretti a lasciare la città
L’organizzazione delle olimpiadi poi ha causato spesso l’espulsione dalla città che ospitava i giochi i ceti sociali meno abbienti a causa della speculazione edilizia. Ad Atlanta nel 1996 30.000 persone hanno dovuto lasciare la città . Stessa sorte per 720.000 persone che sono andate via da Seoul poco prima delle olimpiadi del 1988 e per gli abitanti del quartiere popolare di Vila Autodromo a Rio de Janeiro. Anche a Londra la riqualificazione della zona orientale della città dove sono sorti gli impianti per i giochi del 2012 non è andata a buon fine. Dopo 10 anni dalle olimpiadi dei 30-40.000 nuovi alloggi a prezzi accessibili per tutti che erano stati annunciati ne sono stati realizzati solamente 13.000. E unicamente l’11% degli alloggi costruiti erano accessibili per i redditi medio bassi.
Nelle quattro aree dove era stato costruito il sito 75.000 persone intanto aspettano l’assegnazione di una casa popolare.
Marco Orlando
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Un nuovo giocatore di alto profilo potrebbe vestire nella prossima stagione la maglia della Roma. Belotti e la squadra giallorossa sarebbero infatti vicini ad un accordo. Il contratto tra l’ex attaccante del Torino, svincolato, e la squadra della capitale potrebbe essere firmato questa settimana.
La Roma avrebbe offerto a Belotti un ingaggio da 2,8 milioni di euro a stagione per tre anni. Il compenso del giocatore potrebbe aumentare fino a 3,5 milioni nel caso in cui la società dovesse decidere di esaudire le sue richieste.
L’ex attaccane del Torino ha ricevuto nelle ultime settimane diverse offerte. Il Monaco, il Valencia di Rino Gattuso, il Villareal e il Toronto, che aveva proposto un contratto strabiliante, da 10 milioni di euro a stagione al calciatore della nazionale italiana, hanno provato a ingaggiarlo. Ma il “Gallo” ha rifiutato le offerte arrivate dalle dall’estero perché vorrebbe continuare a giocare in Italia.
Con l’ingaggio di Belotti la Roma avrebbe in attacco una valida alternativa all’inglese Abraham. La squadra giallorossa, dopo l’arrivo di Matic, Dybala e il probabile ingaggio di Wijnaldum, grazie all’ex giocatore del Torino potrebbe fare un ulteriore salto di qualità. La conquista dello scudetto e dell’Europa League diverrebbero obiettivi raggiungibili della società capitolina.
Per ingaggiare Belotti la Roma deve prima cedere
La squadra giallorosa prima di siglare il contratto con il centravanti nato a Calcinate ha bisogno di cedere un altro attaccante.
Il giocatore che dovrebbe lasciare la squadra della capitale dovrebbe essere Shomurodov, in partenza per Bologna. L’accordo con la squadra rossoblù potrebbe arrivare nei prossimi giorni. La Roma ha chiesto che il trasferimento del giocatore uzbeco sia definitivo, mentre la controparte vorrebbe un prestito con diritto di riscatto.
Anche Carles Perez dovrebbe cambiare squadra. L’ex attaccante del Barcellona vorrebbe tornare a giocare in Spagna. Il Celta Vigo è interessato all’attaccante. Anche il club galiziano vorrebbe poter tesserare il giocatore con la formula del prestito con diritto di riscatto. Una proposta non gradita alla Roma, che invece è intenzionata a cedere il calciatore a titolo definitivo.
Le altre operazioni di mercato della Roma
Il centrocampista Veretout potrebbe invece tornare in Francia con il Lilla o con il Marsiglia. Mentre Villar è richiesto dalla Sampdoria. Kluivert invece è conteso da Nizza e Fulham. Calafiori potrebbe andare al Genoa in prestito, mentre per Felix potrebbero aprirsi le porte del Sassuolo.
La permanenza di El Shaarawy nella capitale invece, non è ancora certa. Il contratto del calciatore scade nel 2023 e la Roma potrebbe cederlo. Il Genoa e l’Atalanta hanno recentemente mostrato interesse per il giocatore, che però percepisce dalla società giallorossa un ingaggio elevato, proibitivo per le casse dei rossoblù.
Sta diventando complicata per la Roma invece la cessione di Diawara. Il guineiano, che percepisce un ingaggio di 2,4 milioni di euro, non rientra nei piani dell’allenatore della Roma Mourinho. Il Lecce, l’Herta Berlino e il Galatasaray hanno mostrato interesse per il giocatore. Ma ancora non si è concretizzata alcuna trattativa.
Il Totthenam poi è interessato ad acquisire il cartellino di Zaniolo. La squadra della capitale potrebbe cederlo solo di fronte a un offerta compresa tra i 50 e i 60 milioni di euro in contanti.
La trattativa con il Paris Saint Germain per Wijnaldum infine è arrivata alle fasi finali. La Roma dovrebbe acquisire il giocatore in prestito con diritto di riscatto fissato a 6 milioni, che diventa obbligatorio se l’olandese dovesse raggiungere un determinato numero di presenze. Il calciatore guadagnerà 7 milioni di euro. Il primo anno di contratto del giocatore sarà pagato al 40% dalla squadra francese.
Marco Orlando
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Non solo Sinner e Musetti. Sono tanti i giovani tennisti italiani in ascesa. Professionisti tra i 18 e i 20 anni con grandi capacità che stanno guadagnando posizioni nel ranking ATP. La crescita dei talenti italiani sta avvenendo nei tornei Challenger, competizioni che permettono ai giocatori di seconda fascia e alle nuove leve di ottenere un punteggio sufficiente per affrontare il circuito maggiore. I buoni risultati ottenuti dalle nuove generazioni in questi tornei hanno proiettato l’Italia ai vertici del tennis giovanile. Quest’anno nella classifica ATP relativa ai giocatori Under 21 ci sono ben 8 italiani nelle prime 20 posizioni. Un fatto che non si era mai verificato prima nel tennis italiano.
Chi sono i giovani tennisti italiani
Luciano Darderi: italo-argentino classe 2002, figlio di Gino, giocatore professionista negli anni ‘80. Numero 107 del ranking mondiale, ha scalato oltre 200 posizioni dall’inizio dell’anno. A gennaio infatti, era posizionato al numero 341 della classifica ATP. E’ stato definito dal suo allenatore Ricevuti un giocatore completo, che eccelle nel servizio e nel gioco a rete.
Flavio Cobolli: figlio d’arte, ventenne numero 133 del ranking mondiale, anche lui ha vissuto un anno in ascesa grazie alla vittoria del Zadar Challenger. Promettente ex calciatore del settore giovanile della Roma, ha scelto di dedicarsi al tennis, suo sport preferito.
Francesco Passaro: ventunenne che ha compiuto un balzo prodigioso quest’anno nella classifica Atp. Ha iniziato la stagione partendo dalla posizione 605 numero e ora si trova al 144° posto nel ranking, Ha vinto il Challenger Trieste e ha disputato altre quattro finali nel circuito minore. Giocatore robusto e potente, molto bravo nel servizio e con il dritto. La sua superficie preferita è la terra.
Luca Nardi: classe 2003, Il più giovane tra i tennisti italiani emergenti, ha esordito ad appena 15 anni nel circuito futures, raggiungendo i quarti di finale nel suo primo torneo disputato. Tra i professionisti ha debuttato nel 2020 nel torneo Challenger di Trieste. Nello stesso anno ha esordito nel circuito Atp agli open di Anversa, grazie ad una wild card. Ha cominciato la stagione partendo dalla posizione numero 364 del ranking mondiale e ha raggiunto la numero 167 grazie alle vittorie nel Challenger di Forlì a gennaio e in quello di Lugano ad Aprile.
Il colpo migliore di Nardi è il rovescio, veloce e profondo. Il tennista sa giocare molto bene da fondo campo ed è bravo anche a rete.
Giulio Zeppieri: giocatore mancino, specialista del cemento, ha vinto il suo primo titolo Challenger a Barletta contro un altro giovane talento italiano: Flavio Cobolli. Le sue prestazioni lo hanno portato a guadagnare quasi 100 posti in classifica dall’inizio dell’anno. Ha raggiunto la posizione 168 del ranking ATP, che è destinata a salire in virtù del raggiungimento dei quarti di finale del torneo ATP 250 di Umego.
Francesco Maestrelli: diciannovenne anche lui protagonista di una grande stagione e di un eccezionale salto in avanti nel ranking ATP. A gennaio era 750° della classifica, adesso ha raggiunto la posizione 206, grazie alla vittoria al Challenger di Verona a luglio. I suoi migliori colpi sono il servizio e il rovescio.
Marco Orlando
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