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Antonello Arduini – Italianinews https://stage.italianinews.com La voce degli italiani nel mondo Tue, 03 Dec 2024 22:01:54 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://stage.italianinews.com/wp-content/uploads/2024/11/cropped-Logo-Italiani-news-def-copia@2x-32x32.png Antonello Arduini – Italianinews https://stage.italianinews.com 32 32 Csm: magistrati procura generale Cassazione, ‘criticità in una delle proposte su nomine’. https://stage.italianinews.com/2024/12/02/csm-magistrati-procura-generale-cassazione-criticita-in-una-delle-proposte-su-nomine/ Mon, 02 Dec 2024 16:26:13 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/12/02/csm-magistrati-procura-generale-cassazione-criticita-in-una-delle-proposte-su-nomine/ Criticità per le nomine in Cassazione.

“Le proposte in discussione sul nuovo Testo Unico sulla dirigenza giudiziaria contengono disposizioni che rendono fortemente recessiva la posizione dei magistrati di legittimità nel conferimento di tutti gli incarichi semidirettivi e direttivi di merito. La proposta ‘A’, addirittura, per come congegnata, impedisce l’utile partecipazione dei magistrati di legittimità ai concorsi per il conferimento degli incarichi direttivi e semidirettivi di merito di primo e secondo grado, attraverso l’individuazione del criterio dell’esercizio delle ‘medesime funzioni giudicanti e requirenti del posto a concorso’”. È quanto si legge in un documento firmato da 73 magistrati della Procura Generale della Cassazione, tra cui il Procuratore generale aggiunto, i 6 Avvocati generali e 66 Sostituti procuratori generali, e inviato al comitato di presidenza del Csm e ai consiglieri di Palazzo Bachelet.

Un documento che arriva alla vigilia del plenum straordinario dove verranno votate le due proposte contrapposte sul nuovo Testo Unico della Dirigenza Giudiziaria relative al conferimento degli incarichi direttivi e semidirettivi dei magistrati. Una prima proposta è sostenuta da AreaDG e da Magistratura Indipendente mentre una seconda proposta, con un sistema di punteggi, è voluta da Unicost e Md. “Per converso, la stessa proposta attribuisce specifico rilievo – sottolineano – all’esperienza maturata nell’esercizio nelle funzioni direttive e semidirettive requirenti di merito. Con ciò realizzando un assetto che da un lato oblitera la peculiarità delle funzioni requirenti di legittimità, del tutto dissimili da quelle requirenti di merito, dall’altro rende ‘unidirezionale’ la mobilità dei magistrati, in quanto favorisce l’accesso dei magistrati di merito alle funzioni direttive requirenti di legittimità e, di contro, pregiudica totalmente il percorso opposto. Non solo, ma la proposta ‘A’ impedisce di fatto ai sostituti procuratori generali di legittimità la possibilità di concorrere utilmente anche al conferimento degli incarichi direttivi giudicanti di legittimità, in quanto si dà prioritaria rilevanza alle ‘funzioni giudicanti di legittimità’ e peso totalmente residuale – ultimo criterio in ordine ‘decrescente’ – all’‘esperienza …. requirente di legittimità’”.

“Già in una precedente occasione avevamo rappresentato, con una nota inviata al Comitato di Presidenza del Csm, la centralità e rilevanza delle funzioni di legittimità e, nell’ambito di esse, di quelle requirenti, evidenziando che in sede di legittimità la distinzione tra giudice e pubblico ministero quasi svanisce e il pubblico ministero è un organo che collabora col giudice nell’interesse della legge e in funzione dell’attuazione della nomofilachia”, sottolineano. “Formuliamo, pertanto, il forte auspicio che il Consiglio Superiore della Magistratura, nell’esaminare ed approvare il nuovo Testo Unico sulla dirigenza giudiziaria tenga conto delle criticità segnalate e riconosca ai magistrati requirenti di legittimità i requisiti e le attitudini per potere utilmente concorrere al conferimento degli incarichi direttivi e semidirettivi di merito nonché agli incarichi direttivi giudicanti di legittimità”, concludono.

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Un passo significativo per la Corte dell’Aja. https://stage.italianinews.com/2024/11/22/un-passo-significativo-per-la-corte-dellaja/ Fri, 22 Nov 2024 09:08:55 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/22/un-passo-significativo-per-la-corte-dellaja/ La crisi umanitaria continua a devastare le vite di molte persone, e i mandati di arresto emessi ieri dalla Pre-Trial Chamber della Corte Penale Internazionale rappresentano un momento cruciale nel percorso della giustizia internazionale.

I mandati, approvati all’unanimità, riguardano il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, l’ex Ministro della Difesa Yoaf Gallant e il comandante militare di Hamas Mohammed al-Masri (alias Deif, probabilmente deceduto in un bombardamento). Sebbene questi provvedimenti non possano arrestare immediatamente la tragedia in corso, costituiscono un passo avanti nella lotta contro l’impunità.

Implicazioni internazionali
L’emissione dei mandati ha ristretto notevolmente la libertà di movimento di Netanyahu. Gli Stati firmatari dello Statuto di Roma, che sono 124, hanno l’obbligo di eseguire il mandato senza possibilità di invocare l’immunità, nemmeno per un capo di governo in carica. Se Netanyahu dovesse entrare in Paesi come Italia, Francia, Germania o Regno Unito, le autorità locali sarebbero tenute a procedere al suo arresto; in caso contrario, si configurerebbe un illecito internazionale.

Tuttavia, per gli Stati che non aderiscono allo Statuto della Corte, come Cina, Stati Uniti e Russia, non vige lo stesso obbligo. In questi Paesi, Netanyahu potrebbe beneficiare dell’immunità internazionale almeno fino a quando manterrà la carica.

Sfide e precedenti
L’effettiva esecuzione dei mandati è essenziale per il progresso della giustizia internazionale, poiché la Corte non può celebrare processi in contumacia. Nonostante ciò, il sistema ha mostrato limiti: per esempio, la Mongolia, obbligata dallo Statuto, non ha eseguito il mandato di arresto contro Vladimir Putin. Questo episodio, sebbene significativo, non mina il valore dei mandati, che rimangono strumenti di pressione politica. Lo stesso Putin, infatti, ha annullato un viaggio in Sudafrica per evitare rischi legati al mandato di arresto.

L’isolamento politico
I mandati di cattura emessi da tribunali penali internazionali possono avere un impatto rilevante, contribuendo all’isolamento politico degli accusati. In questo contesto, le accuse mosse dal Procuratore contro Netanyahu e Gallant assumono un significato ancora più importante, delineando un percorso che rafforza la giustizia internazionale nonostante le sfide.

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Chiesa: Papa nomina mons. Baccari vicegerente Diocesi di Roma. https://stage.italianinews.com/2024/11/21/chiesa-papa-nomina-mons-baccari-vicegerente-diocesi-di-roma/ Thu, 21 Nov 2024 11:33:37 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/11/21/chiesa-papa-nomina-mons-baccari-vicegerente-diocesi-di-roma/ Mons. Tarantelli Baccari è nato il 25 aprile 1976 a Roma.

Il Papa ha nominato vescovo ausiliare e vicegerente della Diocesi di Roma mons. Renato Tarantelli Baccari, coordinatore dell’ambito giuridico e amministrativo della medesima Diocesi, assegnandogli la Sede titolare di Campli. Lo fa sapere il Vaticano.

Mons. Tarantelli Baccari è nato il 25 aprile 1976 a Roma. Ha conseguito la Laurea in Giurisprudenza e la Licenza in Diritto Canonico. Ha ricevuto l’Ordinazione presbiterale il 22 aprile 2018 per la Diocesi di Roma. È Vicario episcopale giuridico-amministrativo e Coordinatore dell’ambito giuridico e dell’ambito dell’amministrazione dei beni e delle risorse del Vicariato di Roma, Rettore della Chiesa di Santa Maria del terzo millennio alle Tre Fontane, Primicerio delle Arciconfraternite del SS. Sacramento e di Maria SS. del Carmine e di Maria SS. del Buon Consiglio e dei Pellegrini.

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Mo: presidenza Consiglio Sicurezza, ‘domani riunione emergenza richiesta da Iran’ https://stage.italianinews.com/2024/10/27/mo-presidenza-consiglio-sicurezza-domani-riunione-emergenza-richiesta-da-iran/ Sun, 27 Oct 2024 16:17:57 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/10/27/mo-presidenza-consiglio-sicurezza-domani-riunione-emergenza-richiesta-da-iran/ Breaking News.

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu terrà domani una riunione di emergenza sull’attacco di Israele all’Iran, in rappresaglia di quello iraniano del primo ottobre scorso. Lo ha confermato la presidenza di turno svizzera del Consiglio, precisando che la riunione è stata richiesta dall’Iran, con il sostegno di Algeria, Cina e Russia.

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Roma, Juric: “L’Inter non ha punti deboli. Dybala e Dovbyk sono al 100%” https://stage.italianinews.com/2024/10/19/roma-juric-linter-non-ha-punti-deboli-dybala-e-dovbyk-sono-al-100/ Sat, 19 Oct 2024 15:51:22 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/10/19/roma-juric-linter-non-ha-punti-deboli-dybala-e-dovbyk-sono-al-100/ Ivan Juric

Ivan Juric ha parlato alla vigilia della sfida all’Inter, in programma alle 20.45 di domenica 20 ottobre: “Dell’Inter sappiamo tutto. Una squadra top che gioca una grande calcio. Chi è rimasto a Trigoria si è allenato molto forte per questa partita”. I nerazzurri, secondo l’ex allenatore del Torino, “non hanno punti deboli. C’è sempre una forte difficoltà nell’affrontarli perché si conoscono da anni, sanno quello che devono fare. Noi cercheremo di metterli in difficoltà come meglio crediamo”.

Sul modulo Juric non si è sbilanciato: “Possiamo affrontarli in tutti e due i modi sia con la linea a quattro che a tre. Contro di loro tutto deve essere perfetto, tutti devono essere concentrati. Se non sei al 100% può succedere quello che è successo all’Atalanta (battuta dal’Inter 4-0 a San Siro, ndr). I cambi saranno importanti. Bisogna avere una mentalità giusta. Possiamo fare molto bene mettendo pressione e facendo la nostra partita”. Una battuta su Dybala e Dovbyk, recuperati dopo qualche problema fisico: “Artem è tornato con un piccolo fastidio ma ha recuperato bene, Paulo ha fatto una fase di recupero e anche gli allenamenti sono andati bene. Sono tutti e due al 100%. Stanno bene”.

Le probabili formazioni

Roma (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Cristante, Koné, Angelino; Dybala, Pellegrini; Dovbyk. All. Juric

Inter (3-5-2): Sommer; Pavard, Acerbi, Bastoni; Darmian, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan, Dimarco; Thuram, Lautaro. All. Inzaghi

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Pedofilia: Papa, ‘tutto l’aiuto possibile alle vittime di abusi, hanno sofferenze atroci’. https://stage.italianinews.com/2024/09/28/pedofilia-papa-tutto-laiuto-possibile-alle-vittime-di-abusi-hanno-sofferenze-atroci/ Sat, 28 Sep 2024 09:17:23 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/09/28/pedofilia-papa-tutto-laiuto-possibile-alle-vittime-di-abusi-hanno-sofferenze-atroci/ Città del Vaticano, 28 set.(Adnkronos) “Gli abusi generano atroci sofferenze e ferite, minando anche il cammino della fede. E c’è bisogno di tanta misericordia, per non rimanere col cuore di pietra dinanzi alla sofferenza delle vittime, per far sentire loro la nostra vicinanza e offrire tutto l’aiuto possibile, per imparare da loro a essere una Chiesa che si fa serva di tutti senza soggiogare nessuno”. Lo ha sottolineato il Papa incontrando la Chiesa del Belgio. “Sì, perché una radice della violenza consiste nell’abuso di potere, quando usiamo i ruoli che abbiamo per schiacciare gli altri o per manipolarli”, ha ricordato il Pontefice.

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Medio Oriente: caccia israeliani colpiscono obiettivi Hezbollah a Beirut, depositi armi e centri comando. https://stage.italianinews.com/2024/09/28/medio-oriente-caccia-israeliani-colpiscono-obiettivi-hezbollah-a-beirut-depositi-armi-e-centri-comando/ Sat, 28 Sep 2024 09:06:48 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/09/28/medio-oriente-caccia-israeliani-colpiscono-obiettivi-hezbollah-a-beirut-depositi-armi-e-centri-comando/ L’aeronautica israeliana (Iaf), a seguito di precise informazioni dell’Idf, “sta attualmente conducendo attacchi contro obiettivi terroristici strategici appartenenti all’organizzazione terroristica Hezbollah nell’area di Beirut”.

L’aeronautica israeliana (Iaf), a seguito di precise informazioni dell’Idf, “sta attualmente conducendo attacchi contro obiettivi terroristici strategici appartenenti all’organizzazione terroristica Hezbollah nell’area di Beirut”. Lo riferisce l’Idf su Telegram. Tra gli obiettivi colpiti, rileva l’esercito israeliano, “ci sono impianti di produzione di armi, edifici utilizzati come deposito di armi e centri di comando chiave dell’organizzazione terroristica”.

Secondo l’agenzia di stampa libanese Nna almeno undici attacchi aerei israeliani avrebbero colpito la periferia sud di Beirut.

Hezbollah, ‘non c’erano armi in edifici colpiti da raid a Beirut’

Hezbollah ha negato ci fossero armi o depositi di armi negli edifici colpiti nelle ultime ore da raid nella zona sud della capitale libanese Beirut. Hezbollah, come ha riferito l’emittente Al Manar legata al gruppo, parla di “affermazioni false del nemico israeliano sulla presenza di armi o magazzini di armi in edifici civili bombardati nei sobborghi meridionali di Beirut”.

Idf, ucciso comandante unità Missilistica di Hezbollah e il suo vice**

L’Idf ha eliminato il Comandante dell’Unità Missilistica di Hezbollah nel sud del Libano, insieme ad altri comandanti dell’unità. Lo riferiscono le Forze israeliane di difesa in un comunicato diffuso su Telegram. L’Iaf, le forze aeronautiche israeliane, ha colpito ed eliminato Muhammad Ali Ismail, comandante dell’unità missilistica di Hezbollah nel sud del Libano, e il suo vice, Hussein Ahmad Ismail. Altri comandanti e membri di Hezbollah sono stati eliminati insieme a loro.

Muhammad Ali Ismail, riferisce l’esercito israeliano, “era responsabile della direzione di numerosi attacchi terroristici contro lo Stato di Israele, tra cui il lancio di razzi verso il territorio israeliano e il lancio di un missile terra-aria verso il centro di Israele mercoledì”.

Queste azioni seguono “l’eliminazione di Ibrahim Muhammad Qabisi, capo della Forza missili e razzi di Hezbollah, e di altri comandanti di alto livello di questa unità”. L’Idf “continuerà ad operare contro l’organizzazione terroristica Hezbollah e a colpire ed eliminare i terroristi Hezbollah di alto livello”.

Mo: chi era Nasrallah, capo di Hezbollah ucciso nel raid su Beirut

Hassan Nasrallah, il leader di Hezbollah che Israele ha comunicato di aver ucciso con il raid di ieri su Beirut, era nato il 31 agosto 1960 in una modesta famiglia di nove figli nella capitale libanese. La sua famiglia proveniva dal villaggio di Bazouriyé, nel sud del Libano. Da adolescente aveva studiato Teologia nella città santa sciita di Najaf, in Iraq, ma aveva dovuto lasciare durante le repressioni contro gli sciiti guidate dall’allora presidente iracheno Saddam Hussein.

Tornato in Libano, si era unito al movimento sciita Amal, ma se ne era allontanato durante l’invasione israeliana del Paese dei Cedri nell’estate del 1982 per entrare a far parte del nucleo fondatore di Hezbollah. Sposato e con cinque figli, Hassan Nasrallah parlava correntemente il farsi. Indossava il turbante nero dei Sayyed, i discendenti del Profeta Maometto. In una rara intervista, aveva dichiarato di aver giocato a calcio in gioventù e di amare ancora Maradona. Sebbene non fosse tecnicamente una figura pubblica ufficiale in Libano, era uno dei politici più in vista del Paese. Decideva della guerra o della pace, era a capo di potenti istituzioni e di una formidabile milizia pesantemente armata.

Nemico giurato di Israele, appariva raramente in pubblico dopo la guerra che ha contrapposto il suo movimento all’esercito israeliano nell’estate del 2006, e il suo luogo di residenza è sempre stato tenuto segreto. Ma tutto il Paese era sintonizzato sui suoi lunghi discorsi, trasmessi in diretta, in cui usava l’umorismo, ma non esitava a minacciare i suoi nemici. I suoi seguaci lo chiamavano “Il Sayyed” o “Abu Hadi” – in arabo padre di Hadi, il figlio ucciso negli scontri con le truppe israeliane nel 1997.

militari israeliani, ‘con Nasrallah uccisi altri comandanti Hezbollah’

Le forze israeliane (Idf), che hanno confermato l’uccisione del leader degli Hezbollah libanesi Hasan Nasrallah, danno anche notizia della morte del comandante del gruppo per il ‘fronte sud’, Ali Karaki, insieme ad altri comandanti militari del Partito di Dio. L’Aeronautica israeliana, riporta il Jerusalem Post all’indomani dei raid a Beirut, ha colpito con un’operazione mirata il quartier generale di Hezbollah nella capitale libanese collocato sottoterra, sotto un edificio residenziale nella zona di Dahiyeh.

Mo: chi era Nasrallah, capo di Hezbollah ucciso nel raid su Beirut

Hassan Nasrallah era il leader carismatico di Hezbollah dal 1992, quando successe ad Abbas Moussaoui, assassinato da Israele. Da allora, era riuscito a trasformare Hezbollah, armato e finanziato dall’Iran, in una forza politica tenuta in considerazione, rappresentata in Parlamento e nel governo. Allo stesso tempo, ha sviluppato l’arsenale del suo gruppo, che, secondo le sue affermazioni, disponeva di 100mila combattenti e di armi potenti, tra cui missili ad alta precisione. Hezbollah – la cui ala militare è nella lista delle organizzazioni terroristiche dell’Ue e degli Stati Uniti – è l’unico gruppo ad aver tenuto le armi alla fine della guerra libanese (1975-1990) in nome della “resistenza contro Israele”, il cui esercito si è progressivamente ritirato dal Libano fino ad evacuare il sud del Paese nel maggio 2000, dopo 22 anni di occupazione.

Alla fine della guerra del 2006, Hassan Nasrallah proclamò una “vittoria divina” e si affermò come un eroe nel mondo arabo. Ma in Libano si alienò diverse fazioni quando il suo partito venne accusato di essere coinvolto nell’assassinio dell’ex primo ministro Rafik Hariri nel 2005 e poi quando i suoi uomini armati presero brevemente il controllo della capitale nel maggio 2008. Oggi Hezbollah è il principale tra gli alleati dell’Iran nella regione, raggruppati all’interno di un “asse di resistenza” che comprende gruppi armati in Iraq e i ribelli Houthi nello Yemen, oltre al palestinese Hamas. Dall’inizio della guerra a Gaza tra Hamas e Israele, Hassan Nasrallah aveva aperto il fronte meridionale libanese per sostenere l’alleato palestinese, ma aveva sempre cercato di evitare una guerra su larga scala con Israele.

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Nucleare: Federcontribuenti, bene la presentazione del Bilancio Sogin. https://stage.italianinews.com/2024/09/18/nucleare-federcontribuenti-bene-la-presentazione-del-bilancio-sogin/ Wed, 18 Sep 2024 16:22:49 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/09/18/nucleare-federcontribuenti-bene-la-presentazione-del-bilancio-sogin/ I soldi pubblici sono ben gestiti.

Dopo la presentazione del bilancio 2023 di Sogin chiuso a 3,6 milioni di euro con il contributo della controllata Nucleco,  Federcontribuenti plaude ai numeri della societa’ che si occupa di smantellare i vecchi siti nucleari. ”Soldi pubblici ben gestiti – si legge nella nota dell’ associazione dei contribuenti italiani – nell’ interesse della comunita’ e dei progetti futuri della Sogin. Esprimiamo dunque piena condivisione dei valori e degli intenti di questa societa’ pubblica stranamente sotto attacco in questo periodo da  maleinformati che tentano di discriminare il lavoro che questa governance sta portando avanti”. A cominciare dal processo di decommisioning, sottolinea Federcontribuenti cioè ”dello smantellamento degli impianti messi fuori dal circuito della produzione di energia. Una attività che impone alti standard di sicurezza per ogni singola fase del processo con competenze di elevato livello e complessita”’. Cosa che, nel nostro Paese, è garantito da operatori di livello accademico di eccellenze, che hanno scelto questo campo perché affascinati dalle sue prospettive.  ”Tra le eccellenze tecnologiche italiane più ricche e allo stesso tempo sfortunate c’è quella dello smantellamento degli impianti nucleari, l’ultima fase del ciclo di vita di una centrale dopo la costruzione e l’esercizio. L’Italia, infatti – ricorda Federcontribuenti –  con il referendum seguito al disastro di Chernobyl (1986) è stato uno dei primi Paesi a fermare la produzione di energia da fonte nucleare. Era il 1987 e da quel momento è iniziato un lunghissimo e accurato di processo smantellamento delle centrali nucleari. Per realizzare questo processo venne fondata nel 1999 una società ad hoc, Sogin, che in questi due decenni – e soprattutto negli ultimi tre anni – ha acquistato un know-how e un’esperienza che non ha eguali in nessun altro Paese del mondo. Tanto che – conclude Federcontribuenti – nel 2019 l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) ha conferito a Sogin il prestigioso riconoscimento di Centro di collaborazione per la trasmissione di conoscenze e pratica per il decommissioning degli impianti nucleari. Questa collaborazione è stata confermata a fine 2023 e fino al 2027 con un particolare ringraziamento per aver contribuito ad ispirare altri piani di decommissioning, in particolare in paesi dell’est”. 

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Mo: arrestata Greta Thunberg durante protesta a Università Copenaghen https://stage.italianinews.com/2024/09/04/mo-arrestata-greta-thunberg-durante-protesta-a-universita-copenaghen/ Wed, 04 Sep 2024 08:34:59 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/09/04/mo-arrestata-greta-thunberg-durante-protesta-a-universita-copenaghen/ News

La nota attivista svedese che si batte contro i cambiamenti climatici, Greta Thunberg, è stata arrestata all’Università di Copenaghen stamane durante una protesta degli ‘Studenti contro l’Occupazione’ che contestano la guerra a Gaza. Lo riferisce Ekstra Bladet, precisando che Thunberg stamane ha condiviso un video su Instagram registrato davanti all’ateneo in cui spiegava che “gli Studenti contro l’Occupazione ed io siamo nell’edificio dell’amministrazione dell’Università di Copenaghen” e aggiungeva che la polizia stava allontanando i manifestanti.

Secondo i media danesi, l’attivista e alcuni studenti hanno occupato dei locali per protestare contro la cooperazione dell’Università di Copenaghen con le università israeliane. La polizia danese ha confermato che sei partecipanti alla protesta sono stati arrestati. Saranno poi interrogati prima di essere probabilmente rilasciati.

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Manovra, Meloni: “Non aboliremo assegno unico, diffidate da ricostruzioni fantasiose” https://stage.italianinews.com/2024/08/29/manovra-meloni-non-aboliremo-assegno-unico-diffidate-da-ricostruzioni-fantasiose/ https://stage.italianinews.com/2024/08/29/manovra-meloni-non-aboliremo-assegno-unico-diffidate-da-ricostruzioni-fantasiose/#respond Thu, 29 Aug 2024 17:52:05 +0000 https://stage.italianinews.com/2024/08/29/manovra-meloni-non-aboliremo-assegno-unico-diffidate-da-ricostruzioni-fantasiose/ Fantasiose ricostruzioni sulla legge di Bilancio non abbiamo ancora iniziato a scrivere la legge.

“No, il Governo Meloni non abolirà l’assegno unico nella prossima legge di bilancio. Diffidate dalle fantasiose ricostruzioni su una Manovra ancora da scrivere. Noi continuiamo a lavorare per un’Italia migliore e più giusta, dopo anni di disastri della sinistra”. Così la premier Giorgia Meloni, in un post su X che accompagna un video che la ritrae con il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.

“Io e il ministro Giorgetti volevamo dire che, poiché leggiamo ogni giorno ricostruzioni di quello che ci sarebbe scritto in una legge di bilancio che dobbiamo ancora cominciare a scrivere – oggi l’ultima notizia sarebbe che saremmo in procinto di abolire un assegno unico che solo noi abbiamo aumentato e sul quale stiamo dando battaglia in Europa proprio perché non si creino problemi visto che la Commissione Ue ci dice di darlo anche a tutti i lavoratori migranti che esistono in Italia, che di fatto vorrebbe dire di fatto uccidere l’assegno unico, chiusa parentesi -, volevamo dire che, siccome la legge dobbiamo ancora scriverla, diffidate dalle ricostruzioni”, afferma sorridente la premier nel video.

Il cantiere della manovra

Famiglia, pensioni e fisco sono al centro del cantiere della manovra. Il governo, che ha fatto delle politiche per le famiglia una delle priorità alla luce della sfida dell’invecchiamento demografico italiano, non intende depotenziare l’assegno introdotto a marzo 2022 che oggi interessa oltre 6 milioni di famiglie per un totale di circa 9,5 milioni di figli under 21 (e senza limiti di età per i disabili). Anzi l’esecutivo Meloni ha corretto, potenziato e sta difendendo la misura in Europa.

Al centro delle querelle con l’Ue la natura dell’assegno che, nato come intervento demografico, viene invece ritenuta da Bruxelles di tipo assistenziale da qui la richiesta Ue di togliere i requisiti della residenza da almeno due anni o del contratto di lavoro. Un ‘liberi tutti’ che aprirebbe a dismisura le maglie della platea rendendo la misura insostenibile per le casse dello Stato. Al tempo stesso il governo lavora a dei correttivi per rimediare ad una distorsione nella normativa originaria: l’assegno concorre infatti all’Isee e dunque aumenta il reddito delle famiglie numerose penalizzando l’accesso ad altri strumenti di sostegno al reddito. Per rimediare anche a questa stortura c’è un tavolo ad hoc sull’Isee.

Un altro dossier sul tavolo del governo è quello fiscale: tra le priorità del governo in manovra c’è la conferma del taglio del cuneo fiscale per 14 milioni di lavoratori e dell’accorpamento delle prime due aliquote Irpef. Inoltre nella logica prosecuzione della riduzione della tassazione prevista dalla delega fiscale, coperture permettendo, il governo punta ad alleggerire il carico fiscale per il cosiddetto ceto medio, che non ha goduto né del taglio del costo del lavoro, né della semplificazione Irpef.

Allo studio c’è dunque l’ipotesi di ridurre l’aliquota intermedia dal 35 al 33% e il rialzo da 50 a 60mila euro del limite del reddito per il secondo scaglione: uno schema che porterebbe benefici nelle tasche di circa 8 milioni di contribuenti. Il tutto è però condizionato dal reperimento delle risorse. Costo dell’operazione ‘ceto medio’ circa 4 miliardi.

Sul tema delle pensioni è in agenda un incontro la prossima settimana tra i tecnici del Mef, del Lavoro e dell’Inps per valutare il margine di manovra per le modifiche a Quota 103. Allo studio nel governo ci sarebbe un prolungamento delle finestre di uscita a 6-7 mesi dagli attuali 3 per i lavoratori che optano per l’anticipo con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 e 10 mesi per le donne) a prescindere dall’età anagrafica.

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