Notice: Function _load_textdomain_just_in_time was called incorrectly. Translation loading for the rank-math domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /home/dhktaefp/stage.italianinews.com/wp-includes/functions.php on line 6131

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Notice: La funzione _load_textdomain_just_in_time è stata richiamata in maniera scorretta. Il caricamento della traduzione per il dominio newsreader è stato attivato troppo presto. Di solito è un indicatore di un codice nel plugin o nel tema eseguito troppo presto. Le traduzioni dovrebbero essere caricate all'azione init o in un secondo momento. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 6.7.0.) in /home/dhktaefp/stage.italianinews.com/wp-includes/functions.php on line 6131
Mo: gen. Bertolini, 'Iran ha testato opinione pubblica ma Israele non provochi escalation' - Italianinews

Mo: gen. Bertolini, ‘Iran ha testato opinione pubblica ma Israele non provochi escalation’

L’intervento nella notte conferma il fatto che non c’era la volontà da parte dell’Iran di superare la linea rossa con azioni particolarmente pericolose.

Ha lanciato prima i droni, che sono i mezzi più lenti: è stata un po’ una ‘telefonata’ questa, ci hanno messo ore ad arrivare. Il sistema di difesa è stato preallertato e solo a quel punto sono stati lanciati i missili. Se avesse voluto fare male, avrebbe lanciato subito i missili per primi, in modo da cogliere di sorpresa il sistema di difesa. E’ successa un po’ la stessa cosa, forse, di quando è stato ucciso il generale Soleimani: si sono limitati in quel caso a lanciare pochi missili nel Kurdistan iracheno contro basi americane con risultati soltanto simbolici”. Lo dice all’Adnkronos il generale Marco Bertolini, già comandante del Coi, commentando l’attacco a Israele da parte dell’Iran.

“Una ‘telefonata’, dunque, per salvare la faccia a uso della propria opinione pubblica, già umiliata con l’attacco a Damasco e ancora prima con l’uccisione del generale Soleimani. Tuttavia una azione, secondo me, controproducente – spiega – perché la loro opinione pubblica può essere indotta a pensare che abbiano conseguito chissà quali obiettivi, ma da un punto di vista internazionale si fa presto a pensare che sia stato un fallimento. E’ una azione che poi potrebbe dare il via a una controreazione: se Israele la prende come motivo per attaccare le centrali di produzione del materiale missile in Iran, come vorrebbe fare da sempre, avrebbe una escalation. Ora cosa succederà dipenderà dalla eventuale controreazione”.

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