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Strage di Erba: Nuove Prove, Vecchi Dubbi - Italianinews

Strage di Erba: Nuove Prove, Vecchi Dubbi

Nel 2011, Olindo Romano e Rosa Bazzi sono stati condannati all’ergastolo per la morte di quattro persone e il tentato omicidio di una sesta.

Il procuratore generale di Brescia, Guido Rispoli, ha dichiarato che un regolamento tipico della criminalità organizzata è “assolutamente inverosimile” per spiegare la strage di Erba, durante l’udienza a Brescia per la revisione della sentenza che ha condannato Olindo Romano e Rosa Bazzi all’ergastolo. Rispoli ha contestato tutti gli elementi portati dalla difesa della coppia, affermando che non c’è stata alcuna pressione sui testimoni e che Olindo aveva la capacità di nascondere le prove.

Nel 2011, Olindo Romano e Rosa Bazzi sono stati condannati all’ergastolo per la morte di quattro persone e il tentato omicidio di una sesta. Tuttavia, i loro avvocati puntano su nuove prove che potrebbero portare a una revisione della sentenza.

Il procuratore generale ha contestato le ricostruzioni della difesa riguardo alla dinamica dell’eccidio e ha sottolineato che Valeria Cherubini, una delle vittime, non fu colpita mortalmente nella sua casa, come si pensava, ma mentre fuggiva. Rispoli ha anche criticato le metodologie utilizzate dalla criminologa della difesa, sostenendo che non erano state utilizzate in modo corretto.

Durante l’udienza, sono state mostrate foto dell’appartamento delle vittime dopo il massacro, al fine di dimostrare l’illogicità delle vie di fuga ipotizzate dagli aggressori.

L’accusa è rappresentata anche dall’avvocato generale dello Stato, Domenico Chiaro, il quale ha respinto le richieste di revisione come prive di motivazioni e ha sottolineato il poderoso movente che pesa sui coniugi Romano. Chiaro ha anche ribadito che non ci sono state pressioni durante gli interrogatori.

L’avvocato di Azouz Marzouk ha parlato dell’importanza di cercare la verità e ha notato la requisitoria molto puntuale della procura generale.

L’udienza ha attirato un grande interesse, con decine di persone in fila per poter assistere. Tra di loro, giovani curiosi attratti dalla storia che da anni fa parlare la città.

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