Intervista alla Dottoressa Flora Caruso
L’invecchiamento è un processo multifattoriale dovuto all’intervento di diverse variabili come l’alimentazione e gli stimoli dovuti all’ambiente in cui viviamo che si sommano alle caratteristiche del nostro patrimonio genetico e agli eventi epigenetici che avvengono nelle cellule dei diversi organi e le loro interazione durante il corso della vita.
L’inflammaging è l’infiammazione di basso grado cronica e persistente che stimola la risposta immunitaria del nostro organismo con conseguenze nel lungo corso degli organi interessati. L’inflammaging genere stimoli subacuti e reiterati costringono il sistema immunitario ad una cronica attivazione anche in assenza di infezioni in corso. Si suppone sia questo il meccanismo che sostiene l’invecchiamento degli organi e lo sviluppo di malattie molto serie cardiovascolari e neurodegenerative e potenziale stimolo oncologico.
Sull’inflammaging e sulla connessione con i disturbi intestinali facciamo chiarezza con la Dottoressa Flora Caruso, specialista in gastroenterologia, esperta in disbiosi e disturbi dell’asse cervello-intestino a Napoli e in telemedicina.
Dottoressa Caruso, cosa causa l’inflammaging?
Una prima fonte di inflammaging potrebbe essere rappresentata dalle macromolecole e dalle cellule danneggiate (auto-detriti) che si accumulano con l’età a causa dell’aumento della produzione e/o dell’eliminazione inadeguata. I detriti rilasciati come conseguenza di una lesione di cellule/organelli possono imitare i prodotti batterici e funzionare come modelli molecolari endogeni associati al “danno” che attivano l’immunità innata.
Una seconda fonte di inflammaging potrebbe essere rappresentata dai prodotti nocivi prodotti dai costituenti microbici del corpo umano, come il microbiota orale o intestinale, che possono fuoriuscire nei tessuti circostanti e nella circolazione.
Che legame c’è tra inflammaging e i disturbi intestinali?
I disturbi funzionali gastrointestinali rappresentano ormai la patologia dello stile di vita e dello stress cronico al quale tutti siamo sottoposti; infatti, “il cattivo funzionamento dell’intestino” porta alla perdita della sua funzione barriera e al leaky gut ovvero alla sindrome dell’intestino gocciolante causa di infiammazione sistemica di basso grado.
Tale infiammazione è ormai alla base delle più temute patologie cronico degenerative come diabete, obesità ma anche dell’invecchiamento cutaneo e della PEFS meglio nota come “cellulite”.
In cosa consiste un trattamento di riabilitazione del disturbo gastroenterologico?
Il mio metodo si occupa della riabilitazione del disturbo gastroenterologico attraverso uno schema terapeutico in linea con le recenti linee guida sull’argomento abbinata alla terapia mirata all’inestetismo con VENUS freeze . Il trattamento ha la durata di 3 mesi ed avviene in 2 fasi. La prima (della durata circa di 1 mese) si focalizza sull’intestino per cui ogni paziente effettuerà un percorso terapeutico di riabilitazione del colon personalizzato. La seconda fase invece sarà svolta con il Venus freeze e si concentrerà sull’inestetismo specifico del paziente. Il Venus si avvale della tecnologia brevettata (MP)2 attraverso la quale il manipolo emette radiofrequenza multipolare e campi magnetici pulsati per il rimodellamento non chirurgico del corpo, la riduzione della cellulite, il rassodamento cutaneo e infine la riduzione delle rughe nelle aree del viso, collo, ed ogni zona del corpo. Le radio frequenze multipolari forniscono un riscaldamento rapido, indolore e omogeneo ai tessuti a diverse profondità, gli impulsi elettrici che eroga stimolano i fibroblasti a produrre nuovo collagene ed elastina. Subito dopo viene attivato lo scambio cellulare e viene migliorata l’attività vascolare del tessuto.
Il trattamento è indolore e quanto dura?
Il trattamento è indolore, si percepisce un intenso calore nei punti in cui si concentra la cellulite. La durata è di circa 40-60 minuti in relazione alla zona da trattare con una frequenza settimanale o bisettimanale nella fase di attacco (per un massimo di 8 sedute ciclo) e poi ogni 2 mesi per il mantenimento
Quali sono le eventuali controindicazioni?
Deve essere evitato durante la gravidanza o in presenza di infiammazioni o infezioni nell’area da trattare, patologie tumorali, in presenza di pacemaker o protesi in metallo o silicone, patologie della tiroide, vene varicose, patologie cutanee autoimmuni. Per sottoporsi al trattamento occorrono piccole accortezze come, ad esempio, non applicare creme o unguenti nelle zone di interesse
Quali sono i principali benefici?
Dalla sinergia dei trattamenti si avrà un aumento esponenziale dell’effetto clinico e della durata dei risultati. Inoltre, qualora la paziente volesse sottoporsi a successivi trattamenti di medicina estetica noterà una efficacia e durata migliori di questi ultimi. Quindi da un fine estetico i pazienti riceveranno anche un forte beneficio n termini di salute generale e longevità.





