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"Landini a Cagliari: 'Sciopero in Sardegna, un Gestore Autoritario e Antidemocratico'". - Italianinews

“Landini a Cagliari: ‘Sciopero in Sardegna, un Gestore Autoritario e Antidemocratico’”.

Il leader della Cgil denuncia la precettazione e critica la mancanza di confronto del governo.

In occasione dello sciopero di quattro ore che ha coinvolto l’intera Sardegna, il leader della Cgil, Maurizio Landini, da Cagliari esprime ferma opposizione alla precettazione del governo, definendola “un gesto autoritario e antidemocratico“. Landini, in prima linea nella mobilitazione contro la manovra governativa in tutta Italia, spiega che con la Uil ha impugnato il provvedimento perché considera che ledere il diritto di sciopero, che appartiene alle singole persone e non alle organizzazioni sindacali, equivale a limitare la libertà individuale.

Il segretario generale del principale sindacato italiano torna sull’incontro imminente con il governo, sottolineando che finora non si è tenuta alcuna discussione e che la legge di bilancio e le riforme sono state implementate senza confrontarsi con le organizzazioni sindacali o considerare le loro piattaforme. Landini dichiara l’obiettivo di cambiare la legge finanziaria, sottolineando l’errore delle politiche insufficienti su temi cruciali come l’aumento dei salari, gli investimenti nella sanità pubblica, il superamento della precarietà nel lavoro e la riforma delle pensioni, inclusa quella fiscale.

Il leader Cgil chiede investimenti per creare lavoro, evitare la fuga dei giovani dal Paese e propone una riforma fiscale che colpisca l’evasione fiscale, tassi le rendite finanziarie e immobiliari, ma smetta di gravare sui lavoratori dipendenti. Landini critica la logica delle privatizzazioni presente nella legge di bilancio, affermando che serve solo a fare cassa e a depotenziare competenze e scelte.

Sulla situazione sarda e sulle vertenze industriali, Landini sottolinea l’assenza di una politica industriale e la distanza tra quanto avviene nei territori e l’attenzione del governo. Chiede un’idea precisa della politica energetica e il ripristino del centro delle decisioni a ogni livello, regionale e nazionale, concentrato sulla persona e sul lavoro. Landini conclude affermando che il livello di precarietà e sfruttamento nel lavoro non è accettabile e che il senso delle giornate di mobilitazione è ascoltare chi lavora, paga le tasse e mantiene il Paese in piedi. Il segretario Cgil enfatizza la forza proveniente dalle piazze e dalle adesioni allo sciopero, sostenendo la determinazione a continuare la lotta finché non si ottengono risultati.

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