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Ucraina: Poletti, 'Cattedrale colpita per punire infedeltà città'. - Italianinews

Ucraina: Poletti, ‘Cattedrale colpita per punire infedeltà città’.

‘Poletti dichiara che è un paradosso che la chiesa fa ancora parte del Patriarcato di Mosca’.

Una ”punizione verso la città di Odessa”, che ”ha detto no alla prospettiva di essere dominata dai russi” e ”si è rivelata patriottica stupendo molti”. Ma anche ”un paradosso”, perché la Cattedrale della Trasfigurazione ”fa ancora parte del patriarcato di Mosca” e ”come capo ha ancora il patriarca di Mosca, il partner ideologico di Putin, Kirill, che ha benedetto la guerra santa dei russi” contro l’Ucraina. Così Ugo Poletti, direttore del giornale online in lingua inglese ‘The Odessa Journal’, parla all’Adnkronos dell’attacco missilistico della scorsa notte contro la Cattedrale di Odessa. ”Se c’era ancora un cordone ombelicale piccolo, tenue, sul tema religioso per cui alcuni osservanti sentivano la Roma della Chiesa ortodossa più Mosca che Kiev, l’attacco ha chiuso anche questo capitolo”, afferma Poletti.

Autore del saggio ‘Nel cuore di Odessa’ edito da Rizzoli, Poletti ha trascorso una notte insonne, ”da una settimana, da quando i russi hanno iniziato ad attaccare il centro storico, non si dorme più”. A svegliarlo è stato ”l’allarme sul cellulare che ci avvisa. Tempo cinque minuti ci siamo vestiti e ci siamo radunati insieme ai nostri vicini nell’androne delle scale”.

‘casa mia ha tremato, scene commoventi dopo l’attacco, con le signore che ripulivano la chiesa’

Particolarmente forte l’attacco di questa notte, ”la cattedrale è a dieci minuti a piedi da casa mia, in linea d’aria siamo molto vicini” e ”la casa ha tremato”. Passata la notte, stamattina Poletti ha deciso di recarsi di persona a vedere la Cattedrale ferita. ”Ho visto scene commoventi. Era pieno di signore che con la loro scopa di saggina hanno iniziato a pulire fuori” dalla cattedrale, ”come dire questa è la chiesa nostra e noi aiutiamo”. C’erano poi ”gli addetti ai lavori con il casco di protezione che rimuovevano le macerie più grosse con le ruspe e con il camion”, e ”un sacco di donne che pulivano da frammenti di vetro e davano il loro contributo spontaneo”, espressione di ”una cittadinanza che si è radunata attorno a questa chiesa”.

Il fatto è, sottolinea Poletti, che ”il centro storico di Odessa non era mai stato attaccato così duramente. L’interpretazione potrebbe essere una vendetta russa per una supposta infedeltà della città. Si aspettavano una città amica, che accogliesse i russi a braccia aperte. Si sono illusi”. Anche perché, ricorda l’imprenditore milanese, ”da questa città sono partiti gli attacchi sul Mar Nero” ed è quindi diventata la ”proiezione militare dell’Ucraina sul mare”, con ”i russi che hanno subito perdite nella flotta e cominciano a patire perché non sono più padroni del mare”.

‘Arroganza intellettuale della leadership russa ha rotto legami con Odessa’

A Odessa, conclude Poletti, ”non si sentono più figli di un padre, la Russia, che dà i ceffoni e crede sia giusto accettarli senza reagire. Qui sono diventati maggiorenni” e questi commessi da Mosca sono ”tutti errori che denunciano il fatto che nella leadership russa c’è una arroganza intellettuale che non tiene conto delle sensibilità locali”.

E forse, conclude, ”se non avessero bombardato questa città una parte della popolazione sarebbe rimasta legata” alla Russia, come dimostra il fatto che ”solo tre anni fa il partito filorusso otteneva il 20% dei voti. Oggi non ci sono più questi numeri”.

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