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Tunisia: Tajani, 'Ue e Fmi facciano loro parte, serve stabilità' - Italianinews

Tunisia: Tajani, ‘Ue e Fmi facciano loro parte, serve stabilità’

‘Impedire ritorno estremismo islamico in Nordafrica

Gli aiuti alla Tunisia servono a dare “maggiore stabilità. L’Italia sta facendo la sua parte. Mi auguro che l’Europa faccia la sua parte e che la faccia anche il Fmi, trovando un accordo con il presidente tunisino”, Kais Saied, che è “l’elemento chiave”. Lo sottolinea il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine del Consiglio Ue a Bruxelles.  “Non è sempre facile – continua Tajani – ma è interesse generale che ci sia stabilità in un Paese fondamentale nel Nordafrica, che è il Paese africano più vicino all’Italia. Faremo di tutto perché si possa finanziare in maniera congrua questo Paese, in modo che possano essere fatte le riforme, perché i finanziamenti sono legati alle riforme, e far sì che si raggiunga un momento di stabilità, impedendo poi all’estremismo islamico di ricomparire nel Nord dell’Africa”. 

“Bisogna trovare un accordo – prosegue – ma il problema fondamentale è quello della stabilità, non decidere chi ha torto o chi ha ragione. E’ ovvio che le riforme vanno fatte: si può pensare a dare delle tranche e, a mano a mano che si fanno le riforme, aggiungere la seconda e la terza. E’ una delle proposte che ho fatto. Abbiamo fiducia nella missione del commissario Paolo Gentiloni e dei ministri degli Esteri portoghese e belga”, conclude. 

Ucraina: Tajani, ‘proposta Cina non soddisfa, alcuni punti validi’

La “proposta cinese” per arrivare ad una interruzione della guerra tra Russia e Ucraina “contiene alcuni elementi critici, anche se parla di pace e accoglie una parte delle proposte che erano nel documento approvato dalle Nazioni Unite. Così com’è non è soddisfacente, anche se ci sono dei punti sui quali si può discutere. Ma la trattativa non può concludersi che con il rispetto dell’integrità territoriale dell’Ucraina”. Lo dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine del Consiglio Affari Esteri a Bruxelles.  

“Non mi pare – aggiunge – che siamo vicini a un cessate il fuoco. Bisogna tenere aperte le porte della diplomazia, continuare a discutere, ma nello stesso tempo oggi l’Europa ha deciso di spendere il secondo miliardo dei due miliardi di euro previsti per fornire munizioni alle forze armate ucraine. Ci sarà una sorta di appalto pubblico e di acquisizione unica, come è successo per i vaccini”, conclude. 

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