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Iran: giustiziato ex funzionario della Difesa accusato di spionaggio - Italianinews

Iran: giustiziato ex funzionario della Difesa accusato di spionaggio

L’Iran ha annunciato oggi di avere giustiziato Ali Reza Akbari, con doppia nazionalità iraniano-britannica, ex funzionario di alto rango del ministero della Difesa di Teheran. A dare notizia dell’esecuzione di Akbari, mediante impiccagione, è stata l’agenzia di stampa iraniana Mizan, associata alla magistratura, che non ha rilevato quando essa è avvenuta. L’Iran aveva accusato Akbari, senza offrire prove, di essere una spia dell’agenzia di intelligence britannica MI-6, trasmettendo un video – che per gli esperti sembra essere stato manipolato, dopo una serie di tagli – in cui l’imputato sembrava quasi ammettere le sue responsabilità. Qualche giorno fa Vedant Patel, uno dei portavoce del Dipartimento di Stato americano, aveva criticato l’imminente esecuzione, che aveva definito avere solo una motivazione politica.                ”Siamo molto turbati – aveva detto Patel – dalle notizie secondo cui  Akbari è stato drogato, torturato mentre era in custodia, interrogato per migliaia di ore e costretto a fare false confessioni”. Aggiungendo, poi: “Più in generale, le pratiche iraniane di detenzioni arbitrarie e ingiuste, confessioni forzate ed esecuzioni motivate politicamente sono del tutto inaccettabili e devono finire”. Anche dalla Gran Bretagna, di cui Akbari era cittadino, erano arrivati appelli in suo favore, come quello del ministro degli Esteri, James Cleverly, che  aveva invitato l’Iran a fermare l’esecuzione. La condanna a morte di Akbari è comunque legata a fatti che sarebbero accaduti prima dell’esplodere delle proteste in tutto il Paese, dopo la morte di Mahsa Amini, la ragazza uccisa dalla polizia morale dopo essere stata arrestata per indossare il velo non nel totale rispetto delle regole.  Akbari, che gestiva un think tank privato, non è stato visto in pubblico dal 2019, quando sarebbe stato arrestato. Era anche vicino ad Ali Shamkhani, un alto funzionario della sicurezza in Iran, portando gli analisti a suggerire che la sua condanna a morte fosse legata a una possibile lotta di potere all’interno dell’apparato di sicurezza del Paese durante le proteste.  Akbari aveva precedentemente guidato l’attuazione di un cessate il fuoco del 1988 tra Iran e Iraq dopo la loro devastante guerra di otto anni, lavorando a stretto contatto con gli osservatori delle Nazioni Unite. La magistratura e le autorità iraniane non hanno rivelato alcun particolare sul processo ad Akbari.  Gli accusati di spionaggio e altri crimini legati alla sicurezza nazionale vengono solitamente processati a porte chiuse, con gli imputati che non possono scegliere i propri avvocati e vedere le prove contro di loro.

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