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Cinema: Nuova condanna per Weinstein, rischia altri 24 anni - Italianinews

Cinema: Nuova condanna per Weinstein, rischia altri 24 anni

Rischia altri 24 anni di reclusione, per stupro, l’ex magnate del cinema di Hollywood Harvey Weinstein giudicato colpevole da una giuria di Los Angeles, che ha emesso il verdetto a conclusione d un processo andato avanti per due mesi. Il settantenne Weinstein, che da produttore ha anche vinto il premio Oscar, sta già scontando una condanna a 23 anni di reclusione, ritenuto responsabile di stupro e violenza sessuale da una corte di New York. Per i giurati di Los Angeles, l’ex produttore è colpevole di violenza ai danni di due donne, una delle quali – una attrice italiana, di cui è stata celata l’identità – chiamata convenzionalmente Jane Doe 1, per proteggere il suo anonimato. La giuria non ha invece trovato l’unanimità in merito alle accuse contro Weinstein formulate dalla regista Jennifer Siebel Newsom, oggi  moglie del governatore della California Gavin Newsom, e da un’altra donna, nota come Jane Doe 2.  Per le accuse di un’altra donna ancora l’ex produttore è stato invece assolto.
Alla lettura del verdetto, il produttore di ”Shakespeare in Love” e ”Pulp Fiction” e fondatore, con il fratello, della Miramax, presente in aula è impallidito.  Nel corso del processo sono stati ascoltati decine di testimoni, in quattro settimane di udienze spesso ad alto tasso di emotività, specialmente quando le accusatrici sono state chiamate a raccontare la loro esperienza. I casi presi in esame dai giurati risalgono al periodo 2005-13. La giuria di otto uomini e quattro donne ha trascorso nove giorni a deliberare su tre accuse di stupro e altri di violenza sessuale.
Lo schema attribuito a Weinstein è quasi sempre lo stesso, con l’ex produttore che approfittava delle sue prede attirate in una camera d’albero con la scusa di un incontro di lavoro. Una delle donne la cui testimonianza è costata a Weinstein la condanna era una modella di origine russa che davanti ai giudici ha detto, ricordando la violenza subita nel 2013 in una camera d’albergo a Beverly Hills: “Harvey Weinstein ha distrutto per sempre una parte di me quella notte e non la riavrò mai indietro. Il processo penale è stato brutale e gli avvocati di Weinstein mi hanno fatto passare un inferno sul banco dei testimoni, ma sapevo che dovevo andare fino in fondo, e l’ho fatto. Spero che Weinstein non veda mai più l’esterno di una cella per il resto della sua vita”.
Siebel Newsom, che ha accusato l’imputato di averla violentata nel 2005, ha detto, dopo la lettura del verdetto: “Durante tutto il processo, gli avvocati di Weinstein hanno usato tattiche di sessismo, misoginia e bullismo per intimidire, umiliare e ridicolizzare noi sopravvissuti. Il processo è stato un duro promemoria del fatto che noi come società abbiamo del lavoro da fare”.                                                                            Oltre ottanta donne hanno accusato l’ex produttore di avere abusato di loro.

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