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Covid: le proteste contro i controlli infiammano la Cina - Italianinews

Covid: le proteste contro i controlli infiammano la Cina

Le proteste contro le rigide misure adottate dalle autorità centrali e locali per frenare i contagi da Covid-19 stanno infiammando la Cina, vedendo spesso come protagonisti i giovani. Tra i luoghi dove la protesta è più vibrante ci sono le università, dove si sentono molti slogan contro il presidente Xi Jinping e il Partito Comunista.

Si tratta, secondo alcuni sinologi, di una sfida senza precedenti contro la rigorosa e sempre più costosa politica zero-Covid del Paese. Ad alimentare la protesta anche l’incendio che, in un condominio nell’estrema regione occidentale dello Xinjiang,  ha ucciso 10 persone e ne ha ferite nove. Un bilancio che poteva essere meno doloroso, perché, come resocontato da un video, i vigili del fuoco sono giunti in ritardo a causa dei controlli contro il virus, messi in atto lungo le strade. Video ampiamente diffusi sui social media cinesi mostrano, anche oggi, centinaia di persone nel centro di Shanghai che accendono candele per commemorare i morti dell’incendio nello Xinjiang. I manifestanti hanno quindi sollevato fogli bianchi di carta bianca – in quella che è tradizionalmente una protesta simbolica contro la censura – urlando “Servono diritti umani, bisogno di libertà”.  Le proteste sono scoppiate anche nella capitale Pechino, dove, in un’aula di una università, le guardie di sicurezza hanno cercato di rendere non leggibile una scritta su un muro che attaccava Xi e il Partito Comunista. La scritta recitava ”Dite no al lockdown, sì alla libertà. No al test Covid, sì al cibo”,  riecheggiando lo slogan di una protesta avvenuta a ottobre su un cavalcavia di Pechino, pochi giorni prima di una riunione chiave del Partito comunista in cui Xi si è assicurato un terzo mandato.

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