Notice: Function _load_textdomain_just_in_time was called incorrectly. Translation loading for the rank-math domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /home/dhktaefp/stage.italianinews.com/wp-includes/functions.php on line 6170

Notice: Function _load_textdomain_just_in_time was called incorrectly. Translation loading for the metform domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /home/dhktaefp/stage.italianinews.com/wp-includes/functions.php on line 6170

Notice: La funzione _load_textdomain_just_in_time è stata richiamata in maniera scorretta. Il caricamento della traduzione per il dominio newsreader è stato attivato troppo presto. Di solito è un indicatore di un codice nel plugin o nel tema eseguito troppo presto. Le traduzioni dovrebbero essere caricate all'azione init o in un secondo momento. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 6.7.0.) in /home/dhktaefp/stage.italianinews.com/wp-includes/functions.php on line 6170
E arrivò il giorno di Giorgia Meloni - Italianinews

E arrivò il giorno di Giorgia Meloni

Giorgia Meloni è la prima donna a diventare presidente del Consiglio in Italia. E già questa è una notizia importantissima, anzi clamorosa perché lei è riuscita laddove altri (il Pd, tanto per non fare nomi) non hanno mai osato fare. Donna e presidente del Consiglio in altri Paesi è cosa abbastanza frequente. Senza andare lontano, basti pensare alla Francia, alla Finlandia e, sino a ieri, al Regno Unito. In Italia questo, fino ad oggi, era nella sfera della fantapolitica. Ed invece è accaduto e Giorgia Meloni può vantare il merito di esserci riuscita, combattendo i nemici politici e anche le ambizioni un po’ troppo avventate dei suoi alleati, che forse non hanno inizialmente ben capito con chi avevano a che fare. Lasciando da parte le ideologie – così come il passato, che a volte può anche essere ingombrante -, il risultato messo a segno dalla presidente di Fratelli d’Italia è clamoroso, avendo ottenuto una vittoria elettorale straripante (per comprenderne l’ampiezza basta guardare ai risultati di Lega e Forza Italia, che comunque hanno fruito di una legge da cambiare prima possibile) e, soprattutto, sapendola gestire all’interno di una coalizione non sempre omogenea. Gli ultimi giorni sono stati vissuti dalla politica col fiato sospeso, non perché si aspettava cosa avrebbe fatto il presidente Mattarella, quanto perché l’irrequietezza di qualcuno (cognome: Berlusconi; nome: Silvio) ha rischiato di mettere Meloni nella condizione obbligata di denunciare l’accordo di maggioranza, messo in pericolo da tesi di politica estera nettamente opposte a quelle filo-atlantiche di Fratelli d’Italia. L’approccio muscolare che Giorgia Meloni ha dato alla trattativa alla fine ha avuto la meglio sulle richieste che Salvini e Berlusconi hanno fatto per ambizioni personali – il primo, con oggetto il Viminale –  o di riconoscenza – il secondo, che ha insistito per vedere Licia Renzulli con un ministero di peso -. Gli alleati hanno dovuto incassare dei secchi ”no”, sapendo che se non lo avessero fatto saltava tutto, con la prospettiva affatto fantascientifica di un ritorno alle urne nel giro di pochi mesi e che il voto avrebbe ulteriormente premiato Fratelli d’Italia.   

Add a comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *