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Scalapay, la fintech dei pagamenti rateali senza interessi - Italianinews

Scalapay, la fintech dei pagamenti rateali senza interessi

C’è una startup che ti permette di pagare tutto e con i tuoi tempi.

Si chiama Scalapay, è stata fondata dall’imprenditore Simone Mancini ed è una fintech dei pagamenti rateali senza interessi.

La società genera entrate grazie al fatto di facilitare il rapporto tra il chi offre prodotti o servizi e i suoi clienti, sono le sue aziende partner a pagare una commissione per ogni acquisto effettuato dal cliente. I merchant che hanno integrato Scalapay nei loro sistemi sono oltre 3.000, numero che è destinato a crescere ulteriormente. Dalla pandemia in avanti, questo metodo di pagamento ha conosciuto un boom inaspettato. A settembre scorso, Mancini, oggi 34enne, ha chiuso un round da 155 milioni di dollari, raggiungendo una valutazione di 700 milioni. L’ultimo è stato guidato da Tiger Global, con la partecipazione di Baleen Capital e Woodson Capital, investitori che si aggiungono ai precedenti Fasnara Capital ed Ithaca Investments. Il team dell’azienda è raddoppiato, arrivando ad oltre 150 persone. La startup è stata fondata nel 2019, a Milano. “Ho vissuto a lungo in Australia, dove sia io che l’altro fondatore avevamo collaborato con altri progetti e avevamo constatato quanto fosse difficile fare il retailer online a causa di tutte le problematiche che ci sono. Abbiamo notato, però, che il pagamento dilazionato aveva un forte impatto sulle iniziative online. Così abbiamo pensato di lanciare questo metodo in Europa, perché non era ancora tanto sviluppato e vedevamo opportunità di crescita in posti come Italia, Francia e Germani”, ha dichiarato Simone Mancini.

La società è attualmente attiva in nove Paesi europei (Italia, Francia, Spagna, Germania, Austria, Portogallo, Finlandia, Belgio e Olanda), con collaborazioni con oltre tremila rivenditori e, al momento, offre ai consumatori tre opzioni di pagamento da tre o quattro rate, o dopo 14 giorni. LinkedIn ha inserito Scalapay tra le 10 migliori startup italiane che nell’ultimo anno, nonostante la pandemia, hanno continuato a crescere e ad assumere. L’azienda è spinta dalla missione di consentire ai commercianti di “offrire ai clienti esperienze straordinarie”. Mancini ritiene che il suo background faniliare sia stato determinante nel raggiungimento di un traguardo così importante. I suoi genitori sono missionari e gli hanno trasmesso valori solidi e spirito di sacrificio. “Hanno venduto tutto quello che avevano, l’azienda, la casa e sono partiti. In tasca, un biglietto di sola andata per l’Australia. Non parlavano inglese, non avevano niente. E ce l’hanno fatta, grazie alla generosità della gente. Mi hanno insegnato la bellezza di rischiare”. Prosegue sempre Mancini, “Pur essendo ubicata in Italia, a Milano, Scalapay ha un team internazionale. Qui si può fare startup. Il nostro Paese non è la Silicon Valley, non è Tel Aviv, ma è un luogo dove ci sono imprenditori fantastici”.

Giulia Cortese

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