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Hogewey: il villaggio che ridona la speranza ai malati di Alzheimer - Italianinews

Hogewey: il villaggio che ridona la speranza ai malati di Alzheimer

Il morbo di Alzheimer è la forma più comune di demenza, un termine che si riferisce alla perdita di memoria e di altre abilità intellettuali da interferire con la vita quotidiana.

Vittorino Andreoli, famoso medico, scrittore e accademico italiano, sull’argomento Alzheimer disse: “Il morbo, in questione, è l’impossibilità di capire il mondo e di pensarlo. Non si riconosce un proprio familiare, si ignora di avere un nome e quale. Il tempo ha perduto il senso della durata e nessuno più ha un’età”.

L’Alzheimer è una patologia che implacabilmente oscura tasselli di vita ma anche di rapporti e segna un’inquietudine a volte intrisa di rassegnazione e di rabbia.

Con il suo incremento inflessibile, più o meno lento ma continuo: sradica, estirpa tutto ciò che il soggetto era, che è stato, che ha voluto, che ha costruito lasciandogli un’intimità impenetrabile.

Ora, ipotizzate per un attimo che vi sia stato diagnosticato questo morbo o un’altra tipologia di demenza.

Vi trovate nelle prime fasi ed avete ancora l’opportunità di poter scernere e scegliere come sarete curati in futuro.

Cosa scegliereste? Cosa preferireste per voi o per i vostri cari?

Le varie opzioni, a vostra disposizione, possono essere una casa di cura istituzionale o, non crederete alle vostre orecchie, una gated community (comunità residenziale recintata) dove è possibile condividere un appartamento con gli amici ed avere la libertà di fare shopping ogni volta che vorrete.

Il villaggio di Hogewey

Bizzarro a pensarsi ma, nel comune olandese di Weesp, non lontano da Amsterdam, si trova, geniale nel suo genere, il villaggio di Hogewey (attivo dal 1993) che è la patria di 152 uomini e donne.

Una piccola cittadina, villette a schiera e palazzi, supermercati, farmacie, una serie di negozi per le varie esigenze tutto per accogliere malati di Alzheimer.

Gli ospiti, a Hogewey conducono una vita il più normale possibile. Proprio per questo motivo, viene permesso loro di svolgere attività che hanno svolto per tutto l’arco della loro vita.

Il personale dei negozi e la gente che gira per strada sono costituiti da medici, infermieri, operatori sociali per consentire agli “ospiti”, di potersi divincolare in libertà supportati ed aiutati dal personale a disposizione.

Gli “abitanti” non sono malati da medicalizzare, ma soggetti con capacità residue che comunque è possibile mantenere.

I residenti del quartiere, con una forte presenza islamica, fanno anche volontariato. Qualcuno lo ha definito una specie di “Truman Show”, famosa pellicola del 98’ diretta da Peter Weir ed interpretata da Jim Carrey celebre per la sua espressione: “Buongiorno … e casomai non vi rivedessi, buon pomeriggio, buonasera e buonanotte”.

In realtà, questo villaggio, potremmo paragonarlo al teatro, ad una sorta di grande rappresentazione.

Un palcoscenico dove, grazie a Dio, va ancora in scena la vita.

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