Notice: Function _load_textdomain_just_in_time was called incorrectly. Translation loading for the rank-math domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /home/dhktaefp/stage.italianinews.com/wp-includes/functions.php on line 6131

Notice: Function _load_textdomain_just_in_time was called incorrectly. Translation loading for the metform domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /home/dhktaefp/stage.italianinews.com/wp-includes/functions.php on line 6131

Notice: La funzione _load_textdomain_just_in_time è stata richiamata in maniera scorretta. Il caricamento della traduzione per il dominio newsreader è stato attivato troppo presto. Di solito è un indicatore di un codice nel plugin o nel tema eseguito troppo presto. Le traduzioni dovrebbero essere caricate all'azione init o in un secondo momento. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 6.7.0.) in /home/dhktaefp/stage.italianinews.com/wp-includes/functions.php on line 6131
Guerra in Ucraina, un difficile cammino per i colloqui di pace - Italianinews

Guerra in Ucraina, un difficile cammino per i colloqui di pace

Nessuno sa come continuerà la guerra in Ucraina. Se e quando si possa concludere con un accordo di pace è altrettanto incerto. Fino ad allora, però, e su questo non c’è dubbio, i combattimenti si faranno sempre più intensi, le perdite umane aumenteranno e la distruzione del suolo ucraino diventerà sempre più terribile.

La domanda è: non c’è alternativa per il popolo su questo campo di battaglia che perire nella lotta sanguinosa per la sovranità strategica in una resistenza più o meno eroica? Sacrificio e sofferenza, fuga o morte, sono le uniche cose che gli abitanti delle città assediate sono certi di ottenere. Questi ultimi hanno solo la scelta tra l’occupazione russa in una città che è ancora per metà intatta o in una che è in gran parte distrutta. Si parla di stabilire corridoi umanitari fuori dalle città, che però non proteggono dalla distruzione delle città. Sono in corso incontri tra i mediatori e le forze in campo, ma al momento non se ne conosce l’esito.

Secondo il Financial Times, l’ipotesi di accordo ora discussa si fonderebbe sulla neutralizzazione dell’Ucraina, sul modello austriaco o svedese. Questi due Paesi, dal 1995, fanno parte dell’Unione Europea. L’Ucraina dovrebbe inoltre rinunciare ad ospitare basi militari ed armi straniere. L’adesione alla NATO, come ha pubblicamente ammesso lo stesso Zelensky, è fuori discussione. Secondo l’Ucraina, la bozza emersa, invece, “rappresenta solo le richieste della Russia“. L’accordo sul “cessate il fuoco” è evidentemente incerto ed i bombardamenti russi continuano. Nella logica della guerra, cedere le armi può essere considerato una vigliaccheria di fronte al nemico. Nella logica della pace, invece, un’eventuale resa è giudicata come un atto di realismo di fronte ad un avversario con il quale si deve venire a patti, in modo compatibile anche nel dopoguerra per il bene del popolo.

Nel movimento per la pace si chiede di sostituire la logica della guerra con una logica di pace: “de-escalation”, diplomazia, cessazione immediata delle ostilità, ritiro delle armi, negoziazione e mediazione tra le parti in conflitto, creazione di un’architettura di pace europea e mondiale che includa la Russia e la Cina. Tutti traguardi di difficilissima realizzazione. Nel vasto incrocio di interessi non è semplice definire chi è destinato a guadagnare e chi a perdere dalla guerra. Sicuramente l’Europa ha da perderci più di chiunque, con rischi di recessione in caso di prolungamento della crisi. E la Russia sarà costretta ad un’alleanza più stretta con la Cina. Quello tra Russia e Cina appare un matrimonio di convenienza, considerando che i due Paesi non si sono mai troppo amati e in cui comunque i rapporti di forza sono tutti a favore dei cinesi.

Una cosa è certa: l’Europa non può rimanere impassibile di fronte alle immagini di volti straziati dal dolore di famiglie, bambini, donne e anziani. Di fronte al volto di chi, dato un bacio ai figli e alla moglie, rimane o ritorna per difendere il proprio Paese ben sapendo quale rischio questo comporti. A questi volti si affiancano quelli dei giovani militari russi ignari complici di un’aggressione e quelli dei cittadini russi che sulle piazze vengono arrestati perché si oppongono alla follia di Putin.

Yevhen Lavrenchuk, il regista ucraino di 41 anni arrestato a Napoli il 17 dicembre scorso su mandato della magistratura russa in quanto oppositore del regime, è appena tornato libero dopo due mesi e mezzo passati in cella a Poggioreale e poi agli arresti domiciliari. A proposito dell’invasione del suo Paese d’origine da parte della Russia, ha dichiarato: “Sono orgoglioso di come il popolo ucraino sta resistendo all’attacco di questo impero del male. Questa guerra non riguarda solo noi, bensì tutto il mondo. È fondamentale che l’Europa sia unita per fermare Putin”.

Giulia Cortese

 

Add a comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *