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Bari: il padre detenuto dona rene alla figlia per salvarla - Italianinews

Bari: il padre detenuto dona rene alla figlia per salvarla

Bari – 12enne riceve un rene dal padre detenuto in carcere. E sta bene.

Era trascorso un anno quando i medici dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII avevano diagnosticato alla piccola un’insufficienza renale. Questa notizia è stata seguita da un anno di dialisi, anche se alla fine il rene ha smesso di funzionare e l’unica possibilità di salvezza era un trapianto. Il padre ha fatto ciò che ogni genitore avrebbe fatto al suo posto: ha regalato un rene alla sua bambina.

Prima dell’intervento

Prima di eseguire l’intervento sono state fatte tutte le valutazioni del caso: urologi, nefrologi, immunologi, infettivologi, anestesisti-rianimatori hanno collaborato per arrivare a ottenere l’autorizzazione per il prelievo a scopo di trapianto sia dalla “commissione terza”, sia dal magistrato di sorveglianza.

La fase post operatoria 

«Questo caso ci ha molto coinvolto e impegnato. La fase post operatoria ci ha tenuto particolarmente in apprensione – commenta il coordinatore del centro regionale trapianti, Loreto Gesualdo oggi a distanza di settimane continuiamo a registrare la completa ripresa funzionale del rene e siamo felici di aver restituito alla piccola la normalità che ogni bambino merita».

La paziente è sotto osservazione periodica nel reparto di nefrologia pediatrica

«Il sorriso restituito a questa famiglia – afferma secondo l’Agenzia DIRE il direttore generale del Policlinico di Bari, Giovanni Migliore ci incoraggia ad andare avanti con il programma di trapianto rene da vivente, soprattutto in questo periodo in cui il Covid sta impegnando gli ospedali con sforzi organizzativi maggiori. Il Policlinico di Bari negli ultimi anni è stato tra i primi centri per numero di trapianti da vivente eseguiti in Italia».

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