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Serie A: diciassettesima giornata - Italianinews

Serie A: diciassettesima giornata

Il Genoa di Sheva

Il primo squillo di questa diciassettesima giornata di serie A arriva da Marassi, e l’occasione è troppo ghiotta per cominciare parlando d’altro. Siamo polemici e ripetitivi, a tratti irritanti, e sosteniamo ancora che cambiare allenatore in corsa sia una soluzione del tutto inutile se i problemi della squadra sono estranei alla guida tecnica. E dunque per Andriy Schevkenko, ex campione milanista e attuale tecnico rossoblu, arriva l’ennesima sconfitta da quando è subentrato a Ballardini (un solo punto in cinque partite). Non c’erano celebri sonorità nel cognome dell’ex mister, ma qualcosa di calcio la capiva. 

Cagliari e Salernitana

E giacché siamo partiti con l’istinto del cagnaccio da cancello, salutiamo anche le dirigenze di Cagliari e Salernitana, che pure hanno cambiato allenatore dopo risultati giudicati evidentemente insufficienti, e che nell’ultimo turno hanno preso quattro gol ciascuna (certo, contro avversari di buon livello per il nostro campionato). Genoa, Cagliari e Salernitana, esattamente in quest’ordine, occupano le ultime tre posizioni in classifica. Chissà che non cambino allenatore un paio di altre volte prima della fine della stagione. 

Con un Vlahovic così e un Aramu colà 

La Fiorentina si è aggrappata alla volata Champions, e non sarebbe eccessivo pensare che ce la faccia. Qui non vorremmo suscitare ilarità nei lettori, ma se i viola continuano a crescere e le rivali fanno qualche altro passo falso, la volata Champions potrebbe convertirsi in volata scudetto. Un Vlahovic così, ad avercelo, fa la differenza. Bisognerà capire se Commisso potrà resistere alla volontà del serbo, tentato da una Juventus allo sbando, uscita da Venezia con un punto piccolo piccolo. Il veneziano Aramu è un talento vero, di quelli che portano alla squadra un contributo fatto di gol e assist. Arrivato tardi in Serie A, merita di recuperare il tempo perduto. Speriamo di vederlo in nazionale. 

Le altre

Il Napoli crolla in casa contro l’Empoli. Un palo pieno e una traversa scheggiata per gli uomini di Spalletti. Quando gli infortunati torneranno la squadra ricomincerà a girare, ma nel frattempo bisognerà sostenere la classifica. La Lazio perde a Sassuolo, ed è caccia al colpevole. Il gioco latita, un solo Immobile non basta, gli acquisti del mercato estivo non sono poi tutto questo splendore. Con chi se la prenderà Lotito? È questo il tema più interessante del day after biancoceleste.

Il Milan pure perde colpi. L’uno a uno di Udine non può portare buonumore anche se recuperare a tempo scaduto è sempre una buona notizia, indice di tenacia e volontà. Però sulla vetta ci sta da sola l’Inter. Fa bene chi ci vede un tentativo di fuga. Lautaro e Sanchez insieme, roba da emozionarsi. Poi Calhanoglu ha fatto il resto. La Roma ha vinto il posticipo e ha agganciato la Juventus. Mister Mou, c’è ancora tanto da fare, ma già se a questi ragazzi viene trasmesso il carattere ci si può sentire ottimisti. 

L’Atalanta vince ancora su un campo niente affatto facile, quello del Verona di Tudor. Peccato che i bergamaschi abbiano perduto in Champions, ci sarebbe stato da divertirsi. Ma il progetto prosegue.

Carletto

Carlo Ancelotti, allenatore del Real Madrid, è primo in classifica nella Liga. Qualcuno lo considerava finito, qualcuno lo considera forse oggi uno dei migliori allenatori del mondo. Lo è, senza dubbio. 

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