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Brexit e dintorni - Italianinews

Brexit e dintorni

Brexit.

In questo articolo andremo assieme a ripercorrere tutte le tappe principali che hanno portato l’Inghilterra a compiere un processo storico, che rimarrà immortalato per sempre nei libri di storia. Chiaramente, vedremo anche quelle che sono le dinamiche attuali inglesi e quali cambiamenti e risultati stanno derivando.

Ora immagino che tutti sappiate più o meno i momenti saliente di questo evento.

Ma ci tengo a rivederli bene assieme. Il 23 giugno del 2016, i cittadini britannici tramite un “referendum consultivo” non vincolante, dovettero esprimere a uno a uno il loro voto, al fine di decretare la permanenza o l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Ciò che emerse da quella votazione, fu che il 52% dei cittadini, votò per l’uscita dall’UE.

Fu un risultato che lasciò gran parte dell’Europa completamente a bocca aperta. Le ragioni che spinsero la maggioranza a votare per quella scelta, sicuramente si riconducono a una campagna politica molto forte e vivace. 

Slogan come “Penso che la gente ne abbia abbastanza degli esperti di questo paese” oppure “se usciamo dall’euro risparmiamo 200 milioni di sterline ogni anno” oppure ancora “possiamo e dobbiamo controllare l’Immigrazione”.

Ecco questi messaggi di cambiamento hanno saputo catturare la maggioranza dei cittadini. 

Senza dileguarmi troppo, vediamo cosa successe. Chiaramente il passaggio ufficiale e burocratico, non arrivò il giorno dopo la vittoria delle elezioni.

Si sono susseguiti diversi eventi, anche piuttosto bizzarri. 

Due cambi di ministri, rinvii, rifiuti d’Appello, minacce di Brexit senza accordo. Insomma è stata una vera e propria telenovela, attirando gli sguardi fissi di tutto il pianeta.

Per trovare il passaggio ufficiale, bisogna andare avanti di circa quattro anni. Difatti, dal 31 gennaio del 2020, l’Inghilterra non è più ufficialmente uno stato membro dell’Unione Europea.

Fatta questa introduzione doverosa, se siete d’accordo, direi di andare a misurare attentamente, l’impatto della Brexit sia nel regno unito che nell’UE, con i risultati che ne derivano.

ECONOMIA E COMMERCIO:

La domanda che tutti si sono fatti, me compreso, è la seguente:

L’Inghilterra ci ha guadagnato scegliendo la Brexit? Oppure si rivelerà un completo fallimento? E l’unione europea che dice in tutto questo?

Bella domanda vero? Quello che posso dirvi con certezza è che non lo sa nessuno, ne io ne voi, ne nessun altro.

Voglio cercare però di analizzare la questione riportandovi i punti di vista di diversi protagonisti.

L’unica certezza che mi sento di darvi è che i risultati più concreti li vedremo a lungo termine, nei prossimi 20-30 anni.

Molti esperti, difatti, hanno messo come orizzonte temporale di valutazione il 2050.

Qual è il principale cambiamento economico?

Uscendo dall’Unione europea, L’Inghilterra è di conseguenza uscita dal mercato libero Europeo. 

Molti rispettabili giuristi, economisti ed esperti del settore, hanno analizzato questa situazione. Vediamo quali sono le loro opinioni in merito.

Dato che il commercio di beni è stato profondamente colpito in quanto dal 1 gennaio 2021, si applicheranno tutte le formalità doganali in entrata e in uscita dall’UK, si ritiene che l’economia inglese da qui al 2030, perderà circa due punti percentuali.

In merito agli effetti della Brexit, vediamo pareri discordanti sulle possibili conseguenze.

Se da una parte, vediamo noti personaggi come Cristopher Pissarides (London Economic Schools), Cristian Leuz di Chicago Booth, John Vickers di Oxford, affermare che la Brexit ha imposto barriere commerciali non tariffarie con impatto negativo sui volumi commerciale, limitazioni e vincoli che prima non esistevano, un commercio online sempre più caro, dall’altra parte invece, troviamo dei sostenitori Pro-Brexit.  

John Van Reenen per esempio, in un’intervista ha affermato che tutte le analisi serie sulle Brexit, mostrano un successo significato per l’UK, a causa dei maggiori costi commerciali con il suo prossimo.

Per avere una panoramica completa, a dover di cronaca, ci tengo a dire che la situazione pandemica globale che  colpisce da due anni a questa parte l’intero globo, ha aiutato certamente coloro i quali hanno evidenziato possibili ripercussioni negative della Brexit.

Difatti, dal marzo del 2020 a maggio del 2021, le esportazioni sono diminuite circa del 35% e le importazioni calate del 28,8%.

A questo punto giustamente sorge una domanda spontanea. Che ne sarà degli scambi commerciali tra l’Inghilterra e gli altri paesi UE? Si troverà un punto d’incontro? Oppure una chiusura totale?

Vediamo di capirlo assieme.

I dati e la maggior parte degli esperti concordano che i rapporti, per alcuni dei motivi sopraelencati, saranno sempre più tesi.

Sicuramente può essere così. Ma voglio farvi ragionare su un aspetto importante che mi ha fatto molto riflettere.

Leggevo qualche tempo fa, un articolo del “Financial Times”, che parlava di numeri interessanti.

Tutti o almeno molti di voi sanno che Londra rappresenta uno dei centri finanziari più importanti al mondo. In questo contesto, Londra rappresentava la città dominante nei mercati finanziari europei. Vi do qualche dato emblematico a sostegno di quanto vi sto dicendo:

  • 30% la quota media del Regno Unito nelle attività dei mercati capitale dell’UE fino al 2019.
  • 45%  la quota del Regno Unito nel commercio globale di derivati sempre fino al 2019.
  • 28% (circa 50 miliardi) di sterline di entrate dei mercati finanziari, derivano da attività all’ingrosso nell’UE

Ve la faccio io la domanda se non ve la siete ancora fatta. 

Con questi dati, secondo voi davvero l’Inghilterra chiuderà ogni porta al “pubblico”?.

Io non credo. Non voglio che rispondiate a me, fatevi una vostra idea. Il tempo poi darà il suo verdetto come per ogni cosa.

Tralasciando un secondo gli altri, vediamo come tutto questo, sta influenzando i nostri cari compatrioti.

Difatti la Brexit, ha impattato decisamente anche sul mondo degli “expatriates“.

Difatti con l’uscita dall’euro, l’Inghilterra da paese comunitario, è diventato paese extra-comunitario, con tutte le nuove regole imposte che ne derivano.

Vediamo di analizzare tutti gli aspetti.

Lavorativamente parlando, per esempio, possiamo continuare a vivere e lavorare in UK, a patto di avere determinati requisiti e permessi che devono essere concessi dallo stato.

Dal 1 gennaio 2021, difatti, i cittadini italiani ed europei che si recheranno verso l’Inghilterra, saranno trattati come cittadini di terze parti e soggetti alle regole dell’aerea “Schengen” (Riconoscimento delle qualifiche professionali).

Fiscalmente invece, non vi sono grosse limitazioni, in quanto vige ancora la legge dei 183 giorni di massima permanenza. Il discorso invece cambia da un punto di vista previdenziale. Difatti, tramite “l’accordo commerciale e di cooperazione”, siglato tra UE e UK (dove l’Italia ha aderito)si evince che un lavoratore dipendente può svolgere un attività lavorativa in uno stato diverso da quello dove risiede il proprio datore di lavoro per un massimo di 24 mesi.

Per quanto riguarda il mondo del turismo invece, ci tengo a sottolineare che coloro i quali vorranno visitare  o soggiornare nel Regno Unito per più di 90 giorni (lunghi periodi), dovranno richiedere un “visto” e rispettare tutte quelle che sono le normative dei paesi fuori UE.

Concludo dicendo che sono entrate in vigore nuove regole e disposizioni per i viaggi in aereo, treno, auto e per gli acquisti “pacchetto vacanza”

Il mondo della sanità, brevemente invece, rimane praticamente invariato. I cittadini UE che soggiornano temporaneamente nel Regno Unito, possono ancora beneficiare dell’assistenza sanitaria d’urgenza basata sulla tessera sanitaria europea. (TEAM)

Per soggiorni più lunghi di sei mesi invece, devono pagare un supplemento economico.

Una brutta notizia invece, devo darla ai nostri amici universitari, in quanto l’entrata in scena della Brexit, ha eliminato una delle collaborazioni colturali più belle e utili di sempre, l’Erasmus.

Alla luce di quanto vi ho detto, vi è un ultimo aspetto che merita di essere esaminato.

Mi rivolgo in particolare a i miei amici investitori. Secondo voi l’Inghilterra e Londra in particolare, rappresentano ancora un’ottima possibilità d’investimento?

Vi riporto le sensazioni che ho avuto confrontando diversi pareri e pensieri. 

Nonostante tutto, i dati che vengono fuori analizzando Londra e le sue potenzialità sono incredibili e visto ciò che abbiamo visto stasera, possono sembrare fuorvianti.

Perché vi dico questo?

Perché Londra a oggi, è un centro fiorente di successo. Non a caso, è la sede di più di 60 “unicorni”. Per chi non sapesse cosa vuol dire, per un unicorno si intende un’azienda che ha un valore di quotazione di almeno un miliardo.

Hub innovativa, SoftwareHouse all’avanguardia… Londra viene chiamata da molti la “Silicon Valley” occidentale.

Ci sono migliaia di aziende che ogni anno registrano fatturati 10X (ovvero 10 volte maggiori rispetto all’anno prima).

Per non parlare poi del mondo finanziario…

A tutto questo, dobbiamo aggiungere i forti segnali di ripresa che la vicina fine della pandemia sta registrando. Offerta in aumento e parallelamente diminuzione dei prezzi d’acquisto, entusiasmo crescente, e agevolazioni continue da parte dello stato (per esempio abolizione tasso di registro per tutto il 2021).

Per fare un resoconto amici miei.

Brexit o non Brexit, Londra resterà per sempre un ottima opzione d’investimento.

A maggior ragione nei periodi di crisi. Se vi è qualche investitore presente, potrà affermare che i più grandi della storia hanno fatto le loro fortune specialmente nei periodi di recessione più bui.

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